Non ricordo dove lo avevo letto, o dove lo avevo sentito.
Ma c'era quest'uomo, caduto in depressione, incapace di muoversi e fare una qualunque azione, convinto che così facendo, toglieva la possibilità ad un altro di poterla fare a sua volta, quell'azione.
Quest'uomo era infatti convinto che al mondo ci fossero un numero limitato di possibilità per compierla, quell'azione -ridere, piangere, ma anche semplicemente cogliere un fiore o, l'esempio che l'autore citava, toccarsi, sì, in quel senso.
E così, ogni volta che lui sorrideva, piangeva, coglieva un fiore o, appunto, si toccava, quel numero totale scendeva, si avvicinava un po' di più allo zero e toglieva la possibilità ad un altro di toccarsi, o a lui stesso di poterlo ripetere.
Ne scaturiva un senso di colpa per ogni gesto, in particolare quello di toccarsi che già di per sé porta ai sensi di colpa in modo naturale (motivo per cui credo di aver letto il tutto da Philip Roth, uno che di sensi di colpa se ne intende).
9 ottobre 2016
8 ottobre 2016
Indivisibili
Andiamo al Cinema
Provincia napoletana.
Il degrado in riva al mare, tra prostitute, disoccupazione, arte di arrangiarsi.
In tutto questo, feste extra lusso per cresime, prediciottesimi, dichiarazioni d'amore, matrimoni.
Ad intrattenere, quello strano sottobosco dei cantanti neomelodici che tanto vendono, tanto guadagnano.
Ad avere qualcosa in più, loro, le sorelle, Dasy e Viola Fontana, le indivisibili: perché sono una, ma sono due.
Provincia napoletana.
Il degrado in riva al mare, tra prostitute, disoccupazione, arte di arrangiarsi.
In tutto questo, feste extra lusso per cresime, prediciottesimi, dichiarazioni d'amore, matrimoni.
Ad intrattenere, quello strano sottobosco dei cantanti neomelodici che tanto vendono, tanto guadagnano.
Ad avere qualcosa in più, loro, le sorelle, Dasy e Viola Fontana, le indivisibili: perché sono una, ma sono due.
7 ottobre 2016
Pecore in Erba
E' già Ieri -2015-
Edizione Straordinaria: Leonardo Zuliani è scomparso.
Come chi è Leonardo Zuliani?
L'attivista romano? Il vignettista conosciuto in tutto il mondo? L'ultras che ha ridisegnato le regole degli striscioni da stadio? La sua vita è stata anche ispirazione per il film Paura d'odiare?
No, niente?
E allora è meglio se vi guardare lo speciale dopo il TG, che ripercorre la vita dell'idolo delle folle Leonardo Zuliani, a partire dall'infanzia in cui le doti artistiche già si vedevano e facevano impazzire la classe, passando per gli alti (tanti, tra associazioni amanuensi e libri diventati best sellers) e bassi (altrettanti, tra attentati alla sua vita e manifestazioni non andate a buon fine) della sua carriera fulminante, che lo ha reso amato e odiato, venerato e infangato.
Ora Leonardo è sparito nel nulla, di lui non si hanno più tracce, un po' come quel padre, uscito per noleggiare un film quando aveva solo 3 anni, e che a casa non ha più fatto ritorno.
Cosa si nasconde dietro la sparizione di questo giovane dai mille talenti che ha a cuore la libertà di espressione e a gran voce ha gridato il suo odio per gli ebrei?
Edizione Straordinaria: Leonardo Zuliani è scomparso.
Come chi è Leonardo Zuliani?
L'attivista romano? Il vignettista conosciuto in tutto il mondo? L'ultras che ha ridisegnato le regole degli striscioni da stadio? La sua vita è stata anche ispirazione per il film Paura d'odiare?
No, niente?
E allora è meglio se vi guardare lo speciale dopo il TG, che ripercorre la vita dell'idolo delle folle Leonardo Zuliani, a partire dall'infanzia in cui le doti artistiche già si vedevano e facevano impazzire la classe, passando per gli alti (tanti, tra associazioni amanuensi e libri diventati best sellers) e bassi (altrettanti, tra attentati alla sua vita e manifestazioni non andate a buon fine) della sua carriera fulminante, che lo ha reso amato e odiato, venerato e infangato.
Ora Leonardo è sparito nel nulla, di lui non si hanno più tracce, un po' come quel padre, uscito per noleggiare un film quando aveva solo 3 anni, e che a casa non ha più fatto ritorno.
Cosa si nasconde dietro la sparizione di questo giovane dai mille talenti che ha a cuore la libertà di espressione e a gran voce ha gridato il suo odio per gli ebrei?
6 ottobre 2016
Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 6 Ottobre
Tanti i film in uscita, ma poca la carne al fuoco.
Tra polpettoni americani e italiani, documentari di scarsa distribuzione, si punta tutto sull'animazione.
Pets - Vita da Animali
Arriva finalmente al cinema il film che svela quello che cani, gatti e conigli fanno quando siamo fuori casa.
Si prospetta un successo, per i più piccoli come per i più grandi.
Trailer
Il Sogno di Francesco
Dopo film, fiction e pure cartoni animati, c'era bisogno di un'altra biografia su San Francesco?
A quanto pare sì, e la si giustifica solo per la presenza di Elio Germano come protagonista e per la produzione francese del tutto.
Trailer
La verità sta in cielo
Roberto Faenza indaga sul mistero mai risolto della scomparsa di Emanuela Orlandi.
La patina di serietà viene eclissata da un cast sulla carta non convincente composto da Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini e Shel Shapiro.
Trailer
Quando hai 17 anni
Teen drama made in France che ha le potenzialità per essere una piacevole scoperta, anche se di nicchia.
Si racconta dei piccoli e grandi problemi di due adolescenti, tra sessualità e amore.
Trailer
Deepwater - Inferno sull'oceano
Solo gli americani potevano pensare di fare un bel polpettone melenso e catastrofico dal disastro ambientale che l'esplosione di una piattaforma petrolifera ha causato il 20 aprile 2010.
Solo Mark Wahlberg abbonato al ruolo di eroe senza divisa, poteva esserne protagonista.
La domanda è: che ci fa John Malkovich in mezzo a tutto questo?
Trailer
Mine
Non bastasse il polpettone di cui sopra, arriva un altro grande dramma che potrebbe sorprendere come confermare tutti i dubbi del caso: un soldato, in fuga dai nemici, mette un piede sopra una mina. Dovrà resistere giorni prima di riuscire ad essere messo in salvo.
Poca originalità, vero, ma forse forse un'occhiata gliela si dà.
Trailer
Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi
Werner Herzog punta il suo sguardo su internet e su come ha cambiato il mondo.
Documentario da segnare.
Trailer
Domani
Cyril Dion e Mélanie Laurent si interrogano sul futuro della Terra e girano l'Europa e il mondo alla ricerca di modelli sostenibili di economia e cultura.
Uno sguardo fresco -e francese.
Trailer
Giovanni Segantini - Magia della luce
Altro documentario, che racconta la vita del pittore ottocentesco Segantini e i suoi studi sulla scomposizione della luce e la sua relazione con il colore.
Trailer
Tra polpettoni americani e italiani, documentari di scarsa distribuzione, si punta tutto sull'animazione.
Pets - Vita da Animali
Arriva finalmente al cinema il film che svela quello che cani, gatti e conigli fanno quando siamo fuori casa.
Si prospetta un successo, per i più piccoli come per i più grandi.
Trailer
Il Sogno di Francesco
Dopo film, fiction e pure cartoni animati, c'era bisogno di un'altra biografia su San Francesco?
A quanto pare sì, e la si giustifica solo per la presenza di Elio Germano come protagonista e per la produzione francese del tutto.
Trailer
La verità sta in cielo
Roberto Faenza indaga sul mistero mai risolto della scomparsa di Emanuela Orlandi.
La patina di serietà viene eclissata da un cast sulla carta non convincente composto da Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini e Shel Shapiro.
Trailer
Quando hai 17 anni
Teen drama made in France che ha le potenzialità per essere una piacevole scoperta, anche se di nicchia.
Si racconta dei piccoli e grandi problemi di due adolescenti, tra sessualità e amore.
Trailer
Deepwater - Inferno sull'oceano
Solo gli americani potevano pensare di fare un bel polpettone melenso e catastrofico dal disastro ambientale che l'esplosione di una piattaforma petrolifera ha causato il 20 aprile 2010.
Solo Mark Wahlberg abbonato al ruolo di eroe senza divisa, poteva esserne protagonista.
La domanda è: che ci fa John Malkovich in mezzo a tutto questo?
Trailer
Mine
Non bastasse il polpettone di cui sopra, arriva un altro grande dramma che potrebbe sorprendere come confermare tutti i dubbi del caso: un soldato, in fuga dai nemici, mette un piede sopra una mina. Dovrà resistere giorni prima di riuscire ad essere messo in salvo.
Poca originalità, vero, ma forse forse un'occhiata gliela si dà.
Trailer
Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi
Werner Herzog punta il suo sguardo su internet e su come ha cambiato il mondo.
Documentario da segnare.
Trailer
Domani
Cyril Dion e Mélanie Laurent si interrogano sul futuro della Terra e girano l'Europa e il mondo alla ricerca di modelli sostenibili di economia e cultura.
Uno sguardo fresco -e francese.
Trailer
Giovanni Segantini - Magia della luce
Altro documentario, che racconta la vita del pittore ottocentesco Segantini e i suoi studi sulla scomposizione della luce e la sua relazione con il colore.
Trailer
5 ottobre 2016
Fuocoammare
E' già Ieri. -2016-
Ero anch'io l'altra sera davanti alla TV a vedere Fuocoammare.
Al cinema, dalle mie parti, c'era stato poco, e sempre nei giorni in cui non potevo andare.
La sera in cui l'hanno proiettato al cinema all'aperto, pure.
E così, dopo tanto, sul divano e davanti alla TV ero a vedere qualcosa che la TV mi proponeva.
La messa in onda coincideva con la Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione e coincideva con la decisione di candidare proprio Fuocoammare come film italiano in lizza per l'Oscar al miglior film straniero.
Ne sono nate polemiche, ovviamente.
Polemiche piuttosto sensate, devo dire.
Anche prima di aver visto il film di Rosi, la sensazione che pellicole più meritevoli fossero in gara, c'era, soprattutto in un anno che ha visto il cinema italiano splendere grazie a film dal respiro internazionale come Perfetti Sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento.
Su Indivisibili, il preferito da Sorrentino, saprò dire nei prossimi giorni.
Dopo aver visto il film di Rosi, la mia convinzione è ancora più forte, non solo da un punto di vista soggettivo, personale, ma anche da quello più critico, con un film che starebbe bene e sarebbe più giusto vedere nella categoria del miglior documentario.
Ero anch'io l'altra sera davanti alla TV a vedere Fuocoammare.
Al cinema, dalle mie parti, c'era stato poco, e sempre nei giorni in cui non potevo andare.
La sera in cui l'hanno proiettato al cinema all'aperto, pure.
E così, dopo tanto, sul divano e davanti alla TV ero a vedere qualcosa che la TV mi proponeva.
La messa in onda coincideva con la Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione e coincideva con la decisione di candidare proprio Fuocoammare come film italiano in lizza per l'Oscar al miglior film straniero.
Ne sono nate polemiche, ovviamente.
Polemiche piuttosto sensate, devo dire.
Anche prima di aver visto il film di Rosi, la sensazione che pellicole più meritevoli fossero in gara, c'era, soprattutto in un anno che ha visto il cinema italiano splendere grazie a film dal respiro internazionale come Perfetti Sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento.
Su Indivisibili, il preferito da Sorrentino, saprò dire nei prossimi giorni.
Dopo aver visto il film di Rosi, la mia convinzione è ancora più forte, non solo da un punto di vista soggettivo, personale, ma anche da quello più critico, con un film che starebbe bene e sarebbe più giusto vedere nella categoria del miglior documentario.
4 ottobre 2016
Ray Donovan - Stagione 4
Mondo Serial
Siamo arrivati al quarto anno, e Ray Donovan continua ad andare avanti.
Tutti belli, tutti bravi, tutti in evoluzione, ma c'è un problema.
O meglio, ho un problema.
Il problema che potrei definire come Sindrome da Boardwalk Empire, dove tutto fila liscio, dove tutti sono bravi e belli, ma finisco per annoiarmi.
Colpa di quella solidità che si fa pesantezza, di quella costruzione che lascia fuori la leggerezza e così facendo, risulta polverosa.
Non lo aspetto con impazienza Ray, lo guardo quasi a forza, pur sapendo che sì, il fresco single Liev Schreiber è di una bravura e di una bellezza uniche, sapendo che mi troverò davanti a intrighi, tradimenti e colpi di scena e colpi di mazza.
Siamo arrivati al quarto anno, e Ray Donovan continua ad andare avanti.
Tutti belli, tutti bravi, tutti in evoluzione, ma c'è un problema.
O meglio, ho un problema.
Il problema che potrei definire come Sindrome da Boardwalk Empire, dove tutto fila liscio, dove tutti sono bravi e belli, ma finisco per annoiarmi.
Colpa di quella solidità che si fa pesantezza, di quella costruzione che lascia fuori la leggerezza e così facendo, risulta polverosa.
Non lo aspetto con impazienza Ray, lo guardo quasi a forza, pur sapendo che sì, il fresco single Liev Schreiber è di una bravura e di una bellezza uniche, sapendo che mi troverò davanti a intrighi, tradimenti e colpi di scena e colpi di mazza.
3 ottobre 2016
Il Lunedì Leggo - L'Imprevedibile Viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce
Da tre anni a questa parte il mio ritmo lettura è decisamente calato.
Sarà perchè sono andata a convivere e ai momenti in solitaria davanti a un libro preferisco le serate condivise sul divano o davanti a una birretta, sarà che nel frattempo sono aumentate le serie TV da seguire, i film da vedere.
Sta di fatto che il libro iniziato dopo Norwegian Wood è ancora lì sul comodino, e di libri freschi di cui parlare non ne ho.
Ma mi collego al titolo, di quel libro in lettura, a quel viaggio che ultimamente in libreria è sempre fantastico, incredibile, strano o, per l'appunto, imprevedibile.
L'imprevedibile viaggio di Harold Fry è probabilmente il libro che assieme a Per 10 minuti di Chiara Gamberale ho più regalato negli ultimi anni, e prestato, come dimostra la sovracopertina così rovinata.
Comprato per caso, adocchiato di sfuggita fra i consigliati in libreria, mi ha conquistato da subito per quel titolo, quando ancora non era così sfruttato, per quella copertina semplice, per quel vecchietto, protagonista, e la sua storia.
Sarà perchè sono andata a convivere e ai momenti in solitaria davanti a un libro preferisco le serate condivise sul divano o davanti a una birretta, sarà che nel frattempo sono aumentate le serie TV da seguire, i film da vedere.
Sta di fatto che il libro iniziato dopo Norwegian Wood è ancora lì sul comodino, e di libri freschi di cui parlare non ne ho.
Ma mi collego al titolo, di quel libro in lettura, a quel viaggio che ultimamente in libreria è sempre fantastico, incredibile, strano o, per l'appunto, imprevedibile.
L'imprevedibile viaggio di Harold Fry è probabilmente il libro che assieme a Per 10 minuti di Chiara Gamberale ho più regalato negli ultimi anni, e prestato, come dimostra la sovracopertina così rovinata.
Comprato per caso, adocchiato di sfuggita fra i consigliati in libreria, mi ha conquistato da subito per quel titolo, quando ancora non era così sfruttato, per quella copertina semplice, per quel vecchietto, protagonista, e la sua storia.
2 ottobre 2016
La Domenica Scrivo - Quadri
Come direbbe quel drugo di Jeffrey Lebowski: un quadro dà un tono all'ambiente.
Sì, parlo di quei quadri che appendiamo alle pareti per non lasciarle vuote, per dare un tocco di colore ad una stanza, per esprimere la nostra personalità.
È più di un anno che con il giovine cerco casa (questa sarà un'altra storia), e visto che siamo due non ancora trentenni e il budget è quello che è, le case che abbiamo visto e continuiamo a vedere sono vecchie case, anni '60-'70 suppergiù, con la loro storia.
Case rimaste vuote per anni, dove polvere e ragnatele hanno preso il sopravvento, case rimaste vuote all'improvviso dove il tempo si è fermato, dove tutto è rimasto così com'era in quell'ultimo giorno di vita, di abitazione: mobili, calendari, fotografie, quadri.
E così ho iniziato ad osservarli questi quadri, a notarli, loro che testimoni silenziosi passano il più delle volte sullo sfondo, non importanti.
E a stupirmi, di vedere accanto alle fotografie di famiglia che riempiono le stanze, un dipinto chiaramente africano. Cosa l'avrà portato lì, un viaggio? un regalo? una scelta azzardata?
Come mai quel paesaggio, di mare, di montagna, di campagna?
Come mai quel ritratto, quelle stampe di cani, di gatti, di fiori?
Quali scelte e discussioni saranno avvenute per decidere prima di riempire la parete della sala da pranzo con stampe di frutti e piante con annessa descrizione, scegliendole accuratamente una per una?
Sì, parlo di quei quadri che appendiamo alle pareti per non lasciarle vuote, per dare un tocco di colore ad una stanza, per esprimere la nostra personalità.
È più di un anno che con il giovine cerco casa (questa sarà un'altra storia), e visto che siamo due non ancora trentenni e il budget è quello che è, le case che abbiamo visto e continuiamo a vedere sono vecchie case, anni '60-'70 suppergiù, con la loro storia.
Case rimaste vuote per anni, dove polvere e ragnatele hanno preso il sopravvento, case rimaste vuote all'improvviso dove il tempo si è fermato, dove tutto è rimasto così com'era in quell'ultimo giorno di vita, di abitazione: mobili, calendari, fotografie, quadri.
E così ho iniziato ad osservarli questi quadri, a notarli, loro che testimoni silenziosi passano il più delle volte sullo sfondo, non importanti.
E a stupirmi, di vedere accanto alle fotografie di famiglia che riempiono le stanze, un dipinto chiaramente africano. Cosa l'avrà portato lì, un viaggio? un regalo? una scelta azzardata?
Come mai quel paesaggio, di mare, di montagna, di campagna?
Come mai quel ritratto, quelle stampe di cani, di gatti, di fiori?
Quali scelte e discussioni saranno avvenute per decidere prima di riempire la parete della sala da pranzo con stampe di frutti e piante con annessa descrizione, scegliendole accuratamente una per una?
1 ottobre 2016
Café Society
Andiamo al Cinema
Ormai con Woody la domanda è sempre quella: sarà nella sua annata buona, o no?
Ultimamente, poi, mette in scena buone idee, ma piuttosto annacquate.
Quest'anno? Pure.
Non siamo dalle parti di Midnight in Paris ma nemmeno da quelle di Irrational Man.
Siamo nel mezzo, giocando la carta della nostalgia, dell'ambientazione retrò, del romanticismo, che male non fa.
La sensazione, poi, è che da quel cassetto senza fondo da cui prende le sue sceneggiature, ne abbia prese come minimo tre, incollandole poi assieme.
Il risultato non è malvagio, grazie alla solita voice over sta in piedi, ma manca il guizzo, manca quel Woody pienamente in forma.
Ormai con Woody la domanda è sempre quella: sarà nella sua annata buona, o no?
Ultimamente, poi, mette in scena buone idee, ma piuttosto annacquate.
Quest'anno? Pure.
Non siamo dalle parti di Midnight in Paris ma nemmeno da quelle di Irrational Man.
Siamo nel mezzo, giocando la carta della nostalgia, dell'ambientazione retrò, del romanticismo, che male non fa.
La sensazione, poi, è che da quel cassetto senza fondo da cui prende le sue sceneggiature, ne abbia prese come minimo tre, incollandole poi assieme.
Il risultato non è malvagio, grazie alla solita voice over sta in piedi, ma manca il guizzo, manca quel Woody pienamente in forma.
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