9 maggio 2012

Un Gelido Inverno


E' già Ieri. -2011-

Definire Un gelido inverno un film lento sarebbe sbagliato. Questo per l’accezione negativa che si tende a dare all’aggettivo lento e il suo caratterizzare ritmo, trama o interpretazione. Il film non è invece lento in nessuno di questi elementi, anzi. Il ritmo è continuo e fluido, non sincopato certo, ma nemmeno strascicato. La trama è decisamente ricca di svolte, anche se spesso poco chiare, e di cambi di registro. La recitazione è infine così ben tenuta e emozionale che coinvolge e mantiene viva l’attenzione e ha portato alla ventenne Jennifer Lawrence la nomination come miglior attrice agli Oscar 2011.
Il fatto è che il film di Debra Granik si immerge completamente nell’ambiente che vuole rappresentare. Quel Missouri così freddo, silenzioso, isolato e dimenticato, popolato da famiglie e individui allo sbando, vite precarie. E così è la loro storia a dare ritmo, e se questi lasciano che il tempo scorra inesorabile così sembra fare anche il film.

Un gelido inverno racconta l’epopea di Ree, una diciasettenne che si confronta e affronta quotidianamente problemi molto più grandi della sua età: la madre è malata, il padre spacciatore è in prigione, resta lei a badare e a nutrire i fratellini più piccoli. Tutto cambia quando il padre esce su cauzione ipotecando casa e proprietà per poi sparire nel nulla. Se non viene trovato Ree e la sua famiglia perderanno tutto. Inizia così la disperata ricerca porta a porta, fatta di domande scomode a parenti e amici molto più scomodi. Nessuno vuole parlare, nessuno vuole ancora domande.
Questa ricerca non tanto della verità, quanto di aiuto si rivela essere fitta di misteri che solo in parte vengono risolti nel finale. L’importante per Ree non è infatti la verità, l’importante è sopravvivere, continuare anche se precariamente ad andare avanti con la famiglia unita.

Un gelido inverno è quindi un film drammatico, un noir moderno e sommario che scardina i luoghi comuni del genere sia per l’ambiente in cui la vicenda si svolge -un luogo ai margini popolato da apparenti disadattati- sia per la struttura della vicenda. Un inizio pacato, una ricerca mai forsennata, una risoluzione parziale ma efficace. Perché a dare il senso ad una vita tanto discutibile sono i valori, i legami veri, quelli che pesano sulle spalle.



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