11 giugno 2016

The Neon Demon

Andiamo al Cinema

"La bellezza non è tutto. È l'unica cosa."
Così dice un personaggio all'interno dell'ultimo, discusso, film di NWR (al secolo, Nicolas Winding Refn).
E viene da pensare che queste parole siano dietro l'idea di film dello stesso Refn.
Film belli senz'anima, almeno per me, un tripudio di estetica, vuoto però, con sceneggiature ridotte all'osso, con dialoghi che si fanno lapidari, fatti di frasi secche e capaci di far storcere il naso per la loro poco aderenza a una conversazione normale.
Così è anche con The Neon Demon, fischiato a Cannes, capace di essere come già Valhalla Rising odiato o amato.


Come quel pippone con Mads Mikkelsen, a far pendere l'ago della bilancia verso l'amore è una fotografia di quelle impressionati, sublimi, magnetiche.
Colori accesi, neon a profusione, bellezze di plastica.
E a fare la differenza, lei, Elle Fanning, che illumina e buca lo schermo, piccola Alice spaventata in un mondo di orchi com'è Los Angeles. Ma dietro quell'innocenza, c'è di più, c'è la forza del sogno di modella, c'è la capacità di farsi scegliere e invidiare, da fotografi, stilisti, truccatrici e modelle.
Già dalle prime immagini, con quel sangue, quello sguardo fisso, quella perfezione di posa, si capisce che Refn non ci lascerà in pace alla ricerca di una bellezza via via sempre più perfetta.
Le luci, i costumi, il trucco: tutto è estetizzato fino al massimo livello, e grazie all'uso della solita colonna sonora refniana, fatta di elettronica avvolgente e totalizzante, quel tutto ci appare ancora più bello.


Scavando, ma neanche troppo, ci si ritrova davanti al solito problema: la storia, che c'è, pur nei suoi cliché, nelle sue sbandate, ma che si compone di quelle frasi fatte di cui sopra.
L'innocente Jesse, che cattura, ammalia e fa innamorare.
Le modelle pelle e ossa e botulino che la invidiano a morte.
La truccatrice che se ne innamora.
I fotografi, il gestore del motel, lo stilista, che se la contendono.
Fino ad arrivare a una svolta finale in cui all'estetica si aggiungono tocchi di horror tra necrofilia, cannibalismo e momenti saffici, che raggiungono -volutamente, o almeno spero- vertici di ironia e non-sense altissimi.
I punti di domanda non abbandonano la nuvoletta sopra la testa di chi guarda, tra imbarazzi e silenzi, e anche se quei punti di domanda vengono zittiti di fronte a una realizzazione del film, a una parte tecnica che è da applaudire, la sensazione è non tanto di essere di fronte non tanto a un bel compitino, quanto a un compito a cui come sempre poco importa del suo contenuto rispetto alla forma.
E allora, ok, si applaude Elle Fanning, che cresce bene in tutti i sensi, forse più in una capacità attoriale camaleontica, si applaude pure Keanu Reeves e il suo Neo Demon, e si applaude Jena Malone per come affronta senza pudore una scena difficile se non impossibile.
Piccole menzioni alle bellezze inquietanti di Abbey Lee e Bella Heathcote, alla brevissima apparizione di Christina Hendricks e alla bellezza questa volta pudica di Karl Glusman visto in Love.
E Refn?
Lo si odia, per lasciarci ancora una volta divisi, ancora una volta delusi seppur pieni di tanta bellezza.
D'altronde, come dice lui "Chi cazzo vuole essere solo carino?".
Nessuno.
Ma nemmeno vuoto, c'è da dire.


Regia Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura Nicolas Winding Refn, Mary Laws, Polly Stenham
Musiche Cliff Martinez
Cast Elle Fanning, Jena Malone, Keanu Reeves, Karl Glusman
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6 commenti:

  1. Proprio come me lo aspettavo, bello e straniante.
    Però sono curioso.
    E quant'è bella la piccola Fanning, ormai.

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    1. La non più cosi piccola é forse più brava che bella, vedrai! Anche se tra forma e contenuto c'è un grosso gap...

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  2. In attesa di vederlo, preferisco non saperne niente.
    Faccio come Mario Winans e canto: "I don't wanna know".
    Che poi che fine ha fatto Mario Winans?
    Chissà, comunque la canzone non era male, e mi sa che sono finito "leggermente" off-topic :)

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    1. Leggermente, ma giusto per non sbilanciarmi, lo vedo già come cult Cannibale dalle tue parti :)

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  3. Sono molto curioso.
    Anche perchè io adoro Valhalla Rising. ;)

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  4. Bello esteticamente, ma non quanto il precedente solo dio perdona, colonna sonora fantastica, elle fanning bravissima e bla bla bla.
    Dialoghi al limite dell'imbarazzo.
    Per la prima volta NWR non mi ha convinto.

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