1 settembre 2017

Venezia 74 - Lean on Pete

C'è quell'America dimenticata, quell'America di provincia, di reietti che sopravvivono sbarcando il lunario come possono, ci sono famiglie distrutte sul nascere, birre che a differenza del cibo non mancano mai, ci sono i sogni dei giovani che da lì vogliono fuggire, e ci sono i soliti raggiri a tentarli.
Andrew Haigh, dopo aver raccontato l'amore dopo 45 anni di matrimonio, punta i riflettori sull'adolescenza, quella complicata di Charlie, chiamato a un passaggio all'età adulta che richiede numerosi sacrifici.



Senza madre, con un padre beone ma nonostante tutto dal cuore d'oro, si interessa alle corse dei cavalli, aiuta il losco Del a prepararli, a pulire stalle e lo accompagna per fiere. Un lavoro per aiutare in casa, ovvio, ma anche una predisposizione che lo porta a fraternizzare con Pete, vecchio cavallo vincente, pronto ad essere sacrificato al primo errore.
Quando Charlie perde il padre, quando rischia di perdere anche Pete, non ci sta, e si mette in una disperata fuga verso quella zia che non sente da 4 anni, incontrando ogni tipo di ostacolo lungo il viaggio, imparando a cavarsela da solo, con piccoli o grandi aiuti, attraversando deserti interiori e letterari, con incubi ad ogni angolo.
Trasformato in un road movie dalla colonna sonora ovviamente country, Lean on Pete calca parecchio la mano, mostrando ogni genere di bruttura presente su suolo americano, mostrando tutte le difficoltà e le paure di un giovane che si rifiuta testardamente di affidarsi ad autorità pronte ad aiutarlo.
Pesa, quindi, un film simile, nonostante il cuore che ci mette, nonostante la prova intensa di un giovane Charlie Plummer di cui si continuerà a sentir parlare, e la presenza in ruoli secondari di nomi come Travis Fimml, Steve Buscemi, Chloe Sevigny. Pesa a tal punto da stancare, soprattutto quando quel protagonista del titolo non c'è più, perchè come insegna la storia del cinema: mai affezionarsi agli animali su grande schermo.
Il lieto fine, c'è così solo in parte, perchè certe cicatrici non guariscono né in un abbraccio né nella sicurezza di una casa, il lieto fine, buonista e lacrimevole, mette un ulteriore accento negativo al film nel suo insieme.

2 commenti:

  1. Road movie country pesante e noioso?
    Ma la selezione della Mostra quest'anno è stata fatta da Ford?

    Mi spiace per Chloe Sevigny, ma credo mi risparmierò anche questo...

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    Risposte
    1. Chloe la si vede poco, ti giustifica, intanto Ford ha selezionato altri film polverosi e machi ;)

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