10 ottobre 2017

House of Cards - Stagione 5

Mondo Serial
[presenti SPOILER]

House of Cards è una di quelle serie troppo serie che quando torna, non hai mai troppa voglia di vedere.
Lo sai che sarà splendido, lo sai che odierai tutti e loro lo sapranno, ma -complice anche un'uscita che quest'anno ha corrisposto con l'inizio dell'estate e la voglia di serie più leggerine- la lasci lì, a decantare.
Che lo sai che come il buono vino migliorerà soltanto, e infatti, quando il primo freddo arriva, quando l'autunno inizia e con lui innumerevoli serie che possono attendere il giudizio dei rinnovamenti, trovi lo spazio.
Inizi, saluti Frank Underwood, gli auguri il peggio, e poi finisci catturata da una politica americana machiavellica e cattivissima, e non ti ci scolli più.



Siamo arrivati al quinto anno, e la formula non cambia.
Avevamo lasciato l'America stessa come questa di finzione, alle prese con le elezioni, e in entrambi i casi, cose folle succedono.
Succede soprattutto che ogni mezzo è lecito per entrare alla Casa Bianca, che gli Underwood non risparmiano cartucce, minacce, guerre vere e proprie per non dover fare i bagagli, mentre il potere logora chi non ce l'ha, e il povero Will Cornway che tanto vorremmo veder vincere, capitola.
La prima parte di stagione è tutta dedicata a tattiche degne di Shonda Rhimes e del suo Scandal, per poi concentrarci sullo stare alla Casa Bianca, su altri -senatori e commissioni- che Frank lo odiano e lo vogliono veder sul patibolo più di noi.
Hammerschmidt torna protagonista e rispolvera nomi difficili da dimenticare come Zoe Barnes e Peter Russo, partono indagini, partono soffiate da una talpa anonima, mentre due nuovi consiglieri mefistofelici fanno la loro comparsa credendo di riuscire a tenere le redini del giogo. Non sarà così.
A Frank Underwood non la si fa, e Kevin Spacey gigioneggia con il ruolo che sembra ormai cucitogli addosso, con cui si vede si diverte come non mai.
La vera sorpresa, per noi e per la politica americana, è però Claire Underwood, e gigioneggia pure lei, la sempre più bella Robin Wright, colpendoci più volte alla sprovvista in quelle che sembrano rotture della quarta parete, finché questa non si rompe davvero, e partono gli applausi.


L'eleganza, la raffinatezza, la solidità della messa in scena tutta -compresi costumi, scenografia, e ovviamente fotografia- continua a mandare in brodo di giuggiole per quello che è ormai un film a puntate, mentre trovano più respiro anche personaggi secondari che proprio quando stavano diventando troppi e troppo invadenti, vengono sforbiciati senza troppa remore.
Il prossimo anno sarà la stessa identica storia di paura di pesantezza e troppa seriosità, ma verrò a rileggermi, per ricordarmi di come una serie tanto seria e pesante -in senso buono- continua a graffiare e a ruggire.
Il prossimo anno, poi, a farlo sarà una leonessa.


4 commenti:

  1. Stessa cosa per me, sempre titubante all'inizio ma poi ti prende e non ti lascia più, quest'anno poi il finale è strepitoso, anche se spero solo in un ultimo anno, poi è meglio finirla per il bene della serie ;)

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    1. Quest'anno gli Underwood sono stati più spietati che mai, e spero anch'io in una stagione conclusiva anche perchè di sangue da spargere non ne rimane molto.

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  2. Quest'anno non ce l'ho fatta, ho abbandonato.
    Se una serie, per quanto di qualità e cattiveria come questa, non fa venire voglia di farsi tornare a "trovare", un motivo ci sarà.
    Rimango fedele a Scandal, con una leonessa e allo stesso tempo gladiatrice come Olivia Pope che ruggisce sempre più forte. E poi ormai è arrivata alla stagione conclusiva, quindi il traguardo è vicino. :)

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    1. Il suo problema è forse proprio la troppa serietà, che allontana, ma fidati e torna a fare un salto anche in questa Casa Bianca, gli episodi si divorano con facilità e si continua a sperare il peggio per Frank.

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