21 maggio 2018

Il Lunedì... Comedy: Flowers

Nemmeno questo lunedì si legge, complice un viaggio che ha rimescolato i tempi, causa un appartamento da svuotare che ha preso spazio.
Ma, per dimenticare la fatica, si ride, e si ride in modo strano, con una comedy inglese al 100% e il suo umorismo tipicamente british.
Protagonisti i Flowers, famiglia strana e atipica che vive in un cottage claustrofobico nel mezzo della campagna inglese.



Sono:
lui, Maurice, scrittore di libri per bambini, creatore del magico mondo dark dei mostri Grubbs, ora però in crisi creativa e personale, diciamo pure clinicamente depresso e aspirante suicida;
lei, Deborah, che ricerca la perfezione e l'adulazione, ma deve fare i conti con una famiglia imperfetta e un marito che non la guarda e non la desidera più, finendo così per riversare le sue attenzioni al vicino di casa e la sua rabbia in modo passivo-aggressivo su quel marito e sui figli, ovvero:
lui, Donald , egocentrico ed egoista inventore da strapazzo, e lei, Amy, strana e malinconica e goffa compositrice di strana musica, entrambi 25enni ancora da accasare, entrambi che finiscono per innamorarsi della bella vicina di casa Abigail.
E poi c'è Shun, illustratore giapponese al soldo di Maurice, che tutto vede, tutto ascolta, tutto cerca di risolvere come può, tra gaffe e incomprensioni.
In soli sei episodi, Flowers strappa risate a non finire per le situazioni assurde e folli nelle quali la famiglia si trova impanata, con risposte pronte e dialoghi al limite dello scorretto, ma più si va avanti, più Shun diventa un idolo, più alle risate di cuore e ai sorrisi di fronte alla scrittura geniale, si fa posto pure una certa malinconia e profondità, nel trattare la depressione e la crescita, la famiglia e il matrimonio in modo profondo e sincero.
Ad aprire ogni episodio, stralci meravigliosi dalle vicende dei Grubbs, descrizioni in rima che combaciano con quanto i Flowers stanno vivendo, ad impreziosire il tutto, fotografia, musiche, costumi, retrò e dark, ed interpretazioni da fuoriclasse, su tutti l'ormai onnipresente ma sempre incontestabile Olivia Colman, la rivelazione drammatica Julian Barratt e quella che rimarrà nel cuore di Will Sharpe, con il suo ridicolmente adorabile Shun.
E poi c'è il finale, che sembrava chiuso ma che presto si riaprirà, che da solo vale questo breve ma intenso recupero, in cui alle risate sempre più commosse si sostituisce una sana, liberatoria, bellissima lacrima.

Voto: ☕☕/5


2 commenti:

  1. Sai che non lo conoscevo proprio?
    Cerco di recuperare. :)

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    Risposte
    1. L'ho scoperta per caso su twitter giusto venerdì quando pensavo di lasciare vuoto questo lunedì senza libri e senza comedy. Breve e intensa, si è fatta divorare e voler bene :)

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