Dici Nico, dici Velvet Underground e dici Andy Warhol.
Ma Nico era anche altro, era prima di tutto Christa Päffgen, ed era soprattutto una cantante che dopo la breve e problematica esperienza con Lou Reed e soci, proseguì a fasi alterne nel mondo della musica alla ricerca della sua voce.
E' questa la Nico che interessa a Susanna Nicchiarelli, questa quella che ci racconta, in tournée per l'Europa con una band non propriamente di prima scelta, per il suo album Camera Obscura.
30 agosto 2017
Venezia 74 - Downsizing
Di nuovo a Venezia, per il quinto anno consecutivo, di nuovo a sconvolgere questo spazio tra orari e pubblicazioni multiple per coprire il più possibile i film in programma.
Si parte, come sempre, con il film d'apertura, che da qualche anno a questa parte -Birdman, Gravity, La La Land- ha significato grandi emozioni e pure parecchie statuette.
Andrà così anche per l'ultimo film di Alexander Payne?
Difficile dirlo.
Downsizing è infatti un po' commedia, un po' dramma su cui riflettere, un po' fa ridere -diciamo pure un bel po'- ma mostra anche un futuro che è in realtà prossimo e il nostro presente, in cui sotto un'altra chiave si cerca di capire quanto ci sta accadendo.
Si parte, come sempre, con il film d'apertura, che da qualche anno a questa parte -Birdman, Gravity, La La Land- ha significato grandi emozioni e pure parecchie statuette.
Andrà così anche per l'ultimo film di Alexander Payne?
Difficile dirlo.
Downsizing è infatti un po' commedia, un po' dramma su cui riflettere, un po' fa ridere -diciamo pure un bel po'- ma mostra anche un futuro che è in realtà prossimo e il nostro presente, in cui sotto un'altra chiave si cerca di capire quanto ci sta accadendo.
29 agosto 2017
Game of Thrones - Stagione 7
Mondo Serial
Leviamoci subito il pensiero: questa non è stata una stagione perfetta.
Dei pregi -che sono comunque tanti- si parlerà più avanti ma è bene parlare di quei difetti che pure una non purista come me, pure una non fan sfegatata, ha trovato.
Dopo anni di lente evoluzioni, di parole e parole -che io, comunque, apprezzavo eccome- gli sceneggiatori han deciso di premere sul pedale dell'accelerazione e partire subito in quarta.
Finalmente, si dirà.
Poteva essere gestito meglio, dico io (e non solo).
Il fatto è che la temporalità va a farsi benedire, che i corvi, i draghi, le navi, viaggiano veloci, mai come ora, e la credibilità scricchiola. A procedere a passo morto (ahah) è solo l'esercito dei non-morti, che impiegano il triplo del tempo nonostante il loro numero, nonostante la velocità in battaglia, e arrivano giusti giusti al finale. Lo sanno, che la scarpinata al Nord è ancora lunga?
Punto due: ora che di libri su cui basarsi non ce ne son più, ci si basa sul fan service, accontentando ma anche un po' arrivando a conclusioni, alleanze e battaglie che tutti ci si aspettava.
Un bene, ovvio, perchè si tira un sospiro di soddisfazione, un male, a tratti, se evidenzia la mancanza di idee e di colpi di scena.
Leviamoci subito il pensiero: questa non è stata una stagione perfetta.
Dei pregi -che sono comunque tanti- si parlerà più avanti ma è bene parlare di quei difetti che pure una non purista come me, pure una non fan sfegatata, ha trovato.
Dopo anni di lente evoluzioni, di parole e parole -che io, comunque, apprezzavo eccome- gli sceneggiatori han deciso di premere sul pedale dell'accelerazione e partire subito in quarta.
Finalmente, si dirà.
Poteva essere gestito meglio, dico io (e non solo).
Il fatto è che la temporalità va a farsi benedire, che i corvi, i draghi, le navi, viaggiano veloci, mai come ora, e la credibilità scricchiola. A procedere a passo morto (ahah) è solo l'esercito dei non-morti, che impiegano il triplo del tempo nonostante il loro numero, nonostante la velocità in battaglia, e arrivano giusti giusti al finale. Lo sanno, che la scarpinata al Nord è ancora lunga?
Punto due: ora che di libri su cui basarsi non ce ne son più, ci si basa sul fan service, accontentando ma anche un po' arrivando a conclusioni, alleanze e battaglie che tutti ci si aspettava.
Un bene, ovvio, perchè si tira un sospiro di soddisfazione, un male, a tratti, se evidenzia la mancanza di idee e di colpi di scena.
28 agosto 2017
Il Lunedì Leggo - Le Nostre Anime di Notte di Kent Haruf
Sono diffidente di natura verso libri tanto acclamati.
Temo la delusione, a volte temo pure di trovarmi d'accordo con tali acclamazioni, ma sapevo che nel suo piccolo, Kent Haruf aveva qualcosa di grande.
Lo diceva quel suo nome, ora improvvisamente sulla bocca di tutti, ora che è morto, si intende.
Lo diceva quella piccola casa editrice che in Italia aveva comprato i diritti per i suoi romanzi, ora improvvisamente chiamata a sfornare ristampe su ristampe.
Lo diceva quel titolo, poetico quanto basta, e lo diceva una trama, dolceamara, tenera e malinconica, come piace a me.
Volevo aspettare, che il clamore si attenuasse, che l'estate che riporta anche i lettori da spiaggia in libreria, facesse scemare le vendite del libro, per riscoprirlo in quelle lunghe notti d'inverno. Ma Hollywood chiama, l'Hollywood buona però, quella di due pilastri come Jane Fonda e Robert Redford, quella del regista Ritesh Batra, che ha già adattato il testo, e lo presenterà in anteprima a Venezia fra pochi giorni.
Così, dovendo passare di libreria in libreria per trovare una copia disponibile, Kent Haruf è arrivato in anticipo sul comodino, aspettando le sere giuste per essere letto.
Temo la delusione, a volte temo pure di trovarmi d'accordo con tali acclamazioni, ma sapevo che nel suo piccolo, Kent Haruf aveva qualcosa di grande.
Lo diceva quel suo nome, ora improvvisamente sulla bocca di tutti, ora che è morto, si intende.
Lo diceva quella piccola casa editrice che in Italia aveva comprato i diritti per i suoi romanzi, ora improvvisamente chiamata a sfornare ristampe su ristampe.
Lo diceva quel titolo, poetico quanto basta, e lo diceva una trama, dolceamara, tenera e malinconica, come piace a me.
Volevo aspettare, che il clamore si attenuasse, che l'estate che riporta anche i lettori da spiaggia in libreria, facesse scemare le vendite del libro, per riscoprirlo in quelle lunghe notti d'inverno. Ma Hollywood chiama, l'Hollywood buona però, quella di due pilastri come Jane Fonda e Robert Redford, quella del regista Ritesh Batra, che ha già adattato il testo, e lo presenterà in anteprima a Venezia fra pochi giorni.
Così, dovendo passare di libreria in libreria per trovare una copia disponibile, Kent Haruf è arrivato in anticipo sul comodino, aspettando le sere giuste per essere letto.
27 agosto 2017
La Domenica Scrivo - Leggende Metropolitane
Si dice che gli statali non abbiano voglia di lavorare, che facciano più errori che altro, che vivano in un mondo kafkiano in cui ogni ufficio rimanda a un altro ufficio.
Pensi: sarà tutta una leggenda, sarà una buona trama, un buon spunto, per uno sketch comico, per un un fumetto come Asterix.
Poi succede che ti arriva una raccomandata dall'Agenzia delle Entrate, un conto da saldare che non ti aspetti, che non dovresti saldare se ben hai letto il contratto d'affitto firmato quei 4 anni fa, e allora vai in Agenzia delle Entrate, per cercare di capire.
E trovi chi dovrebbe aiutarti a capire almeno in quale primo ufficio andare al telefono con un'amica, che si fa passare l'altra amica, che ti lascia lì, in attesa, per i suoi comodi.
Trovi sempre quest'addetta all'accoglienza che ne sa meno di te sulla carta in questione dirti che no, non c'è nessun errore, ma ti manda da un collega.
E provi a dire, guarda, chiamo io chi ne sa, è qui, risolve la questione in 2 minuti.
Ma no, l'appuntamento è preso, anche se devi aspettare 40 minuti, per ritrovarti di fronte a un'altra incompetenza che non spiega more o procedimenti, che fotocopia e lascia fotocopie, che sbaglia a digitare e stampare.
E tu sei lì, che già avresti risolto tutto.
E ti dici: no, non è una leggenda metropolitana.
Pensi: sarà tutta una leggenda, sarà una buona trama, un buon spunto, per uno sketch comico, per un un fumetto come Asterix.
Poi succede che ti arriva una raccomandata dall'Agenzia delle Entrate, un conto da saldare che non ti aspetti, che non dovresti saldare se ben hai letto il contratto d'affitto firmato quei 4 anni fa, e allora vai in Agenzia delle Entrate, per cercare di capire.
E trovi chi dovrebbe aiutarti a capire almeno in quale primo ufficio andare al telefono con un'amica, che si fa passare l'altra amica, che ti lascia lì, in attesa, per i suoi comodi.
Trovi sempre quest'addetta all'accoglienza che ne sa meno di te sulla carta in questione dirti che no, non c'è nessun errore, ma ti manda da un collega.
E provi a dire, guarda, chiamo io chi ne sa, è qui, risolve la questione in 2 minuti.
Ma no, l'appuntamento è preso, anche se devi aspettare 40 minuti, per ritrovarti di fronte a un'altra incompetenza che non spiega more o procedimenti, che fotocopia e lascia fotocopie, che sbaglia a digitare e stampare.
E tu sei lì, che già avresti risolto tutto.
E ti dici: no, non è una leggenda metropolitana.
26 agosto 2017
I Am Michael
Andiamo al Cinema su Netflix
Miachael era gay, ma adesso sta con lei.
E non importa che la lei in questione sia Emma Roberts.
Importa chi era e chi è Michael.
E no, non è solo una triste versione vera di una canzone di Povia, perchè il Michael è Michael Glatze, attivista della comunità gay, direttore e fondatore di riviste che i gay d'America cercava di aiutare, regista di un documentario che proprio l'America attraversava, intervistando giovani gay e accompagnandoli nel difficile cammino del coming out e dell'accettazione di sé.
Finché Michael stesso non si è più accettato, finché Dio non gli ha parlato, e si è rifiutato di identificarsi come gay.
La notizia, nel 2006, ha fatto il giro dei notiziari americani, con una ventata di polemiche, minacce e sussultazioni varie.
Ovvio, quindi, che pure Hollywood si interessasse alla storia.
Miachael era gay, ma adesso sta con lei.
E non importa che la lei in questione sia Emma Roberts.
Importa chi era e chi è Michael.
E no, non è solo una triste versione vera di una canzone di Povia, perchè il Michael è Michael Glatze, attivista della comunità gay, direttore e fondatore di riviste che i gay d'America cercava di aiutare, regista di un documentario che proprio l'America attraversava, intervistando giovani gay e accompagnandoli nel difficile cammino del coming out e dell'accettazione di sé.
Finché Michael stesso non si è più accettato, finché Dio non gli ha parlato, e si è rifiutato di identificarsi come gay.
La notizia, nel 2006, ha fatto il giro dei notiziari americani, con una ventata di polemiche, minacce e sussultazioni varie.
Ovvio, quindi, che pure Hollywood si interessasse alla storia.
25 agosto 2017
Lovesong
Andiamo al Cinema su Netflix
Lei è Sarah, moglie, madre, depressa.
Passa le sue giornate con una bambina non facile, con il marito distante mesi per lavoro. Piange, non ce la fa più. Che fine hanno fatto la passione, gli esperimenti?
Chiama Mindy, allora, e partono, per un piccolo viaggio all'avventura, per una vacanza per la mente e per il corpo, a dosi di alcool, risate, libertà.
C'è uno sguardo però, negli occhi di Mindy. Lei, che libera e spensierata lo è sempre, lei che non ha legami, che si concede senza remore e senza pensieri, la guarda Sarah con uno sguardo nuovo.
O forse, è lo stesso sguardo, quello degli anni del college, di un'amicizia che forse è sempre stata qualcosa di più.
Una notte, insieme, cambia tutto.
Lei è Sarah, moglie, madre, depressa.
Passa le sue giornate con una bambina non facile, con il marito distante mesi per lavoro. Piange, non ce la fa più. Che fine hanno fatto la passione, gli esperimenti?
Chiama Mindy, allora, e partono, per un piccolo viaggio all'avventura, per una vacanza per la mente e per il corpo, a dosi di alcool, risate, libertà.
C'è uno sguardo però, negli occhi di Mindy. Lei, che libera e spensierata lo è sempre, lei che non ha legami, che si concede senza remore e senza pensieri, la guarda Sarah con uno sguardo nuovo.
O forse, è lo stesso sguardo, quello degli anni del college, di un'amicizia che forse è sempre stata qualcosa di più.
Una notte, insieme, cambia tutto.
24 agosto 2017
Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 24 Agosto
Agosto sta per finire e qualcosa nei cinema inizia a muoversi. Niente titoloni o grandi nomi in programma, ma qualche commedia da non sottovalutare, l'immancabile horror, l'animazione per ragazzini e l'azione senza pensieri.
Meglio di niente, no?
Cattivissimo Me 3
Due capitoli, Minions a volontà, e ora un non richiesto terzo. Quando si dice sfruttare fino all'ultimo le proprie creazioni.
Trailer
Overdrive
Il figlio raccomandato di Clint Eastwood in un film tutto azione e motori, con tanto di rapine, fughe, e mafia.
Non per me, grazie.
Trailer
Amytiville: Il Risveglio
Non c'è settimana senza horror e così ecco un sequel non richiesto, in found footage che però ha dalla sua Jennifer Jason Leigh, Bella Thorne e Cameron Monaghan.
Per amanti dei brividi.
Trailer
Sette Giorni
I sette giorni del titolo sono quelli della passione che prende due amici di amici, in un'isola siciliana dove devono organizzare le loro nozze.
Sentimentalismi made in Italy.
Trailer
Taranta on the road
Due immigrati clandestini vengono aiutati da una band salentina in tour per l'Italia ad arrivare in Francia.
Buonismo, forse, ma di quello che potrebbe sorprendere.
Trailer
Meglio di niente, no?
Cattivissimo Me 3
Due capitoli, Minions a volontà, e ora un non richiesto terzo. Quando si dice sfruttare fino all'ultimo le proprie creazioni.
Trailer
Overdrive
Il figlio raccomandato di Clint Eastwood in un film tutto azione e motori, con tanto di rapine, fughe, e mafia.
Non per me, grazie.
Trailer
Amytiville: Il Risveglio
Non c'è settimana senza horror e così ecco un sequel non richiesto, in found footage che però ha dalla sua Jennifer Jason Leigh, Bella Thorne e Cameron Monaghan.
Per amanti dei brividi.
Trailer
Sette Giorni
I sette giorni del titolo sono quelli della passione che prende due amici di amici, in un'isola siciliana dove devono organizzare le loro nozze.
Sentimentalismi made in Italy.
Trailer
Taranta on the road
Due immigrati clandestini vengono aiutati da una band salentina in tour per l'Italia ad arrivare in Francia.
Buonismo, forse, ma di quello che potrebbe sorprendere.
Trailer
23 agosto 2017
Fino all'Osso - To The Bone
Andiamo al Cinema su Netflix
Quando si fa un film su un argomento scomodo, stai sicuro che si parlerà più di quell'argomento scomodo che di come viene trattato, che non del film in sé.
È la dura legge del cinema, è quello che ha fatto conquistare premi e Oscar a film magari non eccelsi dal punto di vista tecnico, ma che avevano la forza, il coraggio, e diciamo pure la ruffianaggine, di parlare di temi spinosi, scomodi, appunto.
Poi ci sono film che quell'argomento cercano di trattarlo con una leggerezza che non ti aspetti, che un po' spaventa, e che per questo fa parlare.
Film come To the bone, che a un impianto da film indie, più drammatico del solito, cerca di mostrare la vita da anoressica.
Quando si fa un film su un argomento scomodo, stai sicuro che si parlerà più di quell'argomento scomodo che di come viene trattato, che non del film in sé.
È la dura legge del cinema, è quello che ha fatto conquistare premi e Oscar a film magari non eccelsi dal punto di vista tecnico, ma che avevano la forza, il coraggio, e diciamo pure la ruffianaggine, di parlare di temi spinosi, scomodi, appunto.
Poi ci sono film che quell'argomento cercano di trattarlo con una leggerezza che non ti aspetti, che un po' spaventa, e che per questo fa parlare.
Film come To the bone, che a un impianto da film indie, più drammatico del solito, cerca di mostrare la vita da anoressica.
22 agosto 2017
Master of None - Stagione 1-2
Mondo Serial
Perché non l'ho visto prima? La domanda sorge da sé, spontanea, alla fine delle venti puntate che costituiscono prima e seconda stagione di Master of None.
Rubo l'incipit a Mr. Ink perchè è esattamente quello che ho pensato appena ho iniziato, mentre vedevo e quando ho finito di recuperare Master of None.
Dov'ero quando iniziava due anni fa su Netflix questo gioiellino di serie?
Perché non me l'ero segnato, perchè non ho ascoltato i consigli e le classifiche?
Perché?
Sta di fatto che per fortuna ho rimediato in fretta, ed è stato amore.
Perché non l'ho visto prima? La domanda sorge da sé, spontanea, alla fine delle venti puntate che costituiscono prima e seconda stagione di Master of None.
Rubo l'incipit a Mr. Ink perchè è esattamente quello che ho pensato appena ho iniziato, mentre vedevo e quando ho finito di recuperare Master of None.
Dov'ero quando iniziava due anni fa su Netflix questo gioiellino di serie?
Perché non me l'ero segnato, perchè non ho ascoltato i consigli e le classifiche?
Perché?
Sta di fatto che per fortuna ho rimediato in fretta, ed è stato amore.
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