13 gennaio 2016

La Grande Scommessa

Andiamo al Cinema

Mutui a tasso variabile, CDO, valutazioni in tripla A, subprime, credit defaul swap...
Avete già il mal di testa?
L'idea di vedere un film che di questo parla non vi attira neanche per sbaglio?
Fermi tutti.
E se il cast di questo film fosse composto dai bravi e belli Ryan Gosling e Christian Bale? Con pure lo Steve Carell ormai lanciato nel mondo dei film seri? E se oltre che a produrre Brad Pitt si ritagliasse pure una particina?
E se a spiegarvi e a farvi da orientamento in mezzo a tutti questi termini e a tutte queste azioni di Wall Strett ci pensassero la bellissima Margot Robbie ricoperta solo di schiuma, lo chef Bourdain e la giovane Selena Gomez?
Tutto cambia, vero?
E poco vi importa ora se alla regia c'è un Adam McKay che finora si è fatto conoscere per le commedie demenziali Anchorman e Ricky Bobby.

Poco importa, esatto, perchè Adam McKay qui è straripante.
Non si muove come quel lupo di Scorsese all'interno degli uffici e delle teste degli scommettitori di borsa, ma come una vecchia volpe sì.
E così confeziona un film che sta in bilico tra dramma e commedia, mostrandoci il drammatico crollo del mercato immobiliare con conseguenze catastrofiche per l'economia mondiale, strappandoci però sorrisi, spesso amari.
Il film stesso sa di affrontare un argomento ostico, e partendo a 2 anni dallo scoppio della bolla del 2007, sa guidare lo spettatore con mano sicura all'interno di un mondo dove girano milioni -o miliardi- facili, dove quasi per assurdo si scommette contro la propria nazione. Per farlo, utilizza l'espediente della voice over degli stessi personaggi, che strizzano più volte l'occhio alla telecamera, a noi.
Il cast numeroso si suddivide in tre gruppi che non si incrociano tra loro, ma con coralità sono protagonisti della stessa storia: abbiamo il genio della finanza Michael Burry (Christian Bale), che tutto questo prevede: la crisi, le irregolarità delle banche e di chi dovrebbe vigilarle, e per primo ci scommette contro, con quelle stesse banche felici di incassare i suoi soldi.
Abbiamo Jared Vennett (Ryan Gosling), che sentito quanto Burry sta facendo, si butta nell'impresa che ha del donchisciottesco, abbiamo Mark Baum (Steve Carell) e il suo scoppiettante gruppo di aiutanti, che per un caso fortuito (la confusione di un numero di telefono) iniziano ad indagare e a cercar di capire se il gioco vale la candela, e infine abbiamo i due giovani Charlie Geller e Jamie Shipley, che fiutano l'opportunità, e si fanno aiutare dall'ex borsista ora attento contadino bio Brad Pitt, per poterla cogliere.


Tutti insieme, mettono a nudo le verità di una crisi che ancora si sente, che ancora fa paura e che soprattutto è rimasta impunita.
I giochi sporchi delle banche e degli istituti di valutazione sono mostrati senza pietà, con i nostri che pur stando nel giusto, finiscono in un limbo in cui è difficile giudicarli.
E anche qui sta il bello di un film che non è solo commedia, non è solo dramma, in una doppia natura che definisce i suoi stessi protagonisti, pronti a scommettere contro il loro Paese perchè fattibile e possibile, ricavando profitti da una crisi.
Il vero bello sta però in un cast scoppiettante, guidato da un Christian Bale come sempre trasformista, qui forse più naturale che mai che a suon di metal indica la via, affascina, conquista, fa esaltare per la sua bravura. Non da meno il gigioneggiante Ryan Gosling che sa quanti ormoni può scatenare con una strizzata d'occhio, e uno Steve Carrel che a differenza della sua prova insopportabile e sinceramente sopravvalutata in Foxcatcher, qui sa il fatto suo.
L'ulteriore bello sta poi in una sceneggiatura dirompente, che come detto parla direttamente agli spettatori, chiamando in causa siparietti di star divertenti e intelligenti per poter avanzare quando ci si impantana in territori difficili.
Tutto scorre liscio, quindi, e anche se a volte tra termini, numeri e percentuali un po' ci si perde, la regia sapiente di McKay ci guida e ci tiene la mano, ci fa scatenare con una colonna sonora decisamente rock, con una fotografia patinata al punto giusto.
Alla faccia della noia che l'economia e le azioni in borsa suscitano ai più, qui c'è di che appassionarsi, perchè solo con la verità di una storia vera si può capire quell'amara verità che sta dietro a una crisi, solo così si può finire per riflettere, con un sorriso amaro stampato sulle labbra.


Regia Adam McKay
Sceneggiatura Adam McKay, Charles Randolph
Musiche Nicholas Britell
Cast Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, 
Brad Pitt, Melissa Leo, Marisa Tomei
Il Trailer
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15 commenti:

  1. Oggi pare che ci si sia tutti messi d'accordo! ;)
    Film ostico, ma realizzato davvero alla grande.

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  2. Ma oggi tutti di questo parlate? E be', ne parlate bene.
    Ora voglio vederlo, sebbene avessi paura di annoiarmi ;)

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    1. Non averne, ritmo frizzante e tante strizzatine d'occhio che ti garberanno!

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  3. A me non ha convinto al cento per cento. La storia è raccontata splendidamente, ma il dialogo è troppo tecnico per chi non se ne intende molto di economia. Poi alcune scelte registiche e di montaggio sono un po' discutibili. Niente da dire sulle prestazioni del cast. Bale è perfetto come al solito, e Carell ancora una volta prova di essere un bravo attore drammatico.

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    1. Il linguaggio e tecnico ma si cerca di spiegare in modo semplice al pubblico, senza presunzioni... Poi si, anch'io non ho afferrato al 100% tutta la situazione, ma mi ha interessato, coinvolto e aperto gli occhi... Insomma, scommessa vinta!

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  4. 99 hommes mi manca, ma è allo stesso livello?

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    1. Non mi ha entusiasmato alo stesso modo, scade purtroppo nel pietismo e nel patriottismo, ma il tema é lo stesso e si concentra più su tutti i cittadini medi fregati..

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  5. Gli analisti scommettono che potremmo essere d'accordo anche su questo film. Oppure no?

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    1. A quanto pare sí, stiamo tornando d'accordo ma ora aspetto la tua su Carol ;)

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  6. Oh, che non si manchi di rispetto a The Anchorman, uno dei miei film preferiti :P
    Sono contenta che La grande scommessa stia soddisfacendo quasi tutti, come sai sono uscita dalla sala entusiasta!

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    1. Commedia demenziale era un aggettivo positivo, figurati, amo Ferrell anche se lo preferisco in versione elfo :)

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  7. Per me l'entusiasmo si è manifestato ai titoli di coda per essermene liberato. Battute a parte, non si può dire che non sia un buon film però ho avvertito diverse elementi stridere. Nonostante il tentativo di dare un ritmo frenetico a dialoghi e scene, la noia è sempre in agguato, con in più l'appesantimento di un'ironia studiata a tavolino più che realmente ispirata.

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    1. Nonostante l'argomento ostico non mi sono mai annoiata, anzi, mi sono ritrovata coinvolta e appassionata.. Certo, preparazione e poca genuinità ci stanno, ma sono servite a far capire quanto si sta raccontando per me.

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  8. Gran film. Uno di quei film che una volta si definivano "necessari", perchè aiutano a capire. Il gran merito de "La Grande Scommessa" è di essere coinvolgente ma non didascalico, di dire le cose come stanno senza (s)cadere nel pietismo e nel ricatto morale verso lo spettatore (non a caso la "cronaca" della crisi economica è vista dalla parte di coloro che ci hanno guadagnato...)
    E poi, che dire del cast? Attori meravigliosi, tutti, con menzione speciale per l'immenso Steve Carell, uno dei più grandi interpreti dell'ultima generazione (per me, lo sai, straordinario anche in "Foxcatcher ;) )

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    1. Esattamente! A parte su Foxcatcher condivido tutto ;) anche perché chi si é arricchito non lo si invidia, e dall'ironia e dall'entusiasmo si sfocia in un'amarezza ancora attuale.

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