6 dicembre 2016

Westworld

Mondo Serial

Sono in difficoltà.
Ho appena finito Westworld e sono tra il sorpreso, lo shoccato, l'aver quasi capito.
E come sempre, è quel quasi che mi frega.
Avrei bisogno di rivederla tutta, con occhi diversi, con occhi che sanno cosa guardare, ora che tutto dovrebbe essere più chiaro.
Ma parto da quell'inizio, da quell'inizio che è un pazzesco pilot che mescola finzione, realtà, futuro e passato. Neanche fossimo, di nuovo, in Black Mirror.
Siamo nel vecchio e polveroso west, ma siamo anche in un futuro in cui quel west è popolato da robot che sembrano in tutto e per tutto noi, che seguono una propria storyline. Siamo in un parco di divertimenti, dove per divertimento si intende mescolarsi a queste attrazioni, seguirle nelle loro avventure o volendo, senza alcun problema, ucciderle o farci sesso. Tutto è permesso, la morte, qui, non può entrare, né per i visitatori, inscalfibili, né per le attrazioni, che a morte avvenuta, vengono sistemate, rimesse a nuovo, e ricatapultate nel loro mondo a ricominciare un altro giorno, uguale ma diverso dagli altri.



C'è un gran maestro che -con un socio che non c'è più- ha creato questo parco, questo mondo e i suoi abitanti. È un maestro in crisi, messo alle strette dal consiglio che gestisce le azioni e l'economia di Westworld, si appresta a scrivere una nuova Storia. L'ultima, probabilmente.
Nel frattempo, teniamo d'occhio la bellezza fragile di Dolores, la ragazza della porta accanto, la più antica di quelle attrazioni creata da quel socio che non c'è più, e Maeve, ragazza del bordello che inizia a ricordare un'altra vita, un'altra storyline di cui era protagonista.
C'è poi un Uomo in Nero che sparge sangue e violenza alla ricerca di un significato, di un labirinto, c'è poi il buon Teddy che deve salvare Dolores, c'è pure un tecnico che aiuta Maeve a ricordare, a evolversi, a cambiare, e c'è Bernard, che sussurra alle attrazioni, che segue i piani di quel gran maestro.
Insomma, c'è parecchia confusione, soprattutto a dover ricapitolare tutto, senza fare spoiler, cercando di mettere in ordine, perché tutto evolve, niente resta uguale.
C'è però anche tanta poesia, che si fonde in modo sublime con la scienza, ponendo domande filosofiche sulla coscienza, la fede, la religione, lo scopo di una vita, la vera natura di sé.
Perché a questo Westworld sembra servire, nello sfogare le proprie pulsioni, nel seguire determinate svolte e storie, ci riveliamo pienamente.


Ma cosa fa di noi, noi, e delle attrazioni delle semplici attrazioni?
Se il test di Turing viene superato, cosa abbiamo davanti, una macchina, o un essere umano?
È come prendere tutta la sofisticatezza di Ex Machina e trasporla in grande, nel west, sul piccolo schermo, e il fatto che a farlo sia non solo quel piccolo genio di J.J. Abrams alla produzione ma soprattutto Jonathan Nolan (fratello minore -ma minore mica tanto- di Christopher), la dice lunga sul prodotto coi fiocchi che HBO c'ha proposto.
Da non dimenticare, poi, un cast di talenti che vanno dall'immensa Evan Rachel Wood ai sofisticati Anthony Hopkins, Ed Harris e Jeffrey Wright, passando per la sorprendete Thandie Newton.
Fiore all'occhiello, una colonna sonora da applausi a scena aperta, che fa di quel piano che si suona da sé, il personaggio preferito, che sa passare dai Rolling Stones ai Sound Garden da Amy Winehouse a tanti, fantastici pezzi dei Radiohead (vogliamo parlare di (Exit Music) for a film nel finale? Parliamone per ore!).
E si finisce, come si è detto, pronti a tornare indietro prima di andare avanti, perché tutto sta per cambiare, una nuova storia è pronta, scritta ma ancora da scrivere per noi. E allora, torniamo sui nostri passi, consapevoli che anche quei momenti morti, quei cali di tensione e di passione nella storia, sanno nascondere altro, basta solo vederli con occhi nuovi.


10 commenti:

  1. Confusione e poesia, direi che c'hai preso in pieno. ;)
    Tante cose belle, però anche tante cose che non convincono in pieno.
    Le parti western le ho trovate per lo più noiosette, il resto decisamente più interessante, così come la colonna sonora.
    Alcuni personaggi notevoli, altri meno...
    Alcune storie intriganti, altre evitabili...

    Insomma, dentro c'è un po' di tutto. Sia nel bene che nel male.

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    1. Visto il finale, prevedo un bel rewatch in modo da capirci meglio, sono sicura che anche le parti fiacchette (v. William) ora hanno un nuovo significato.
      In ogni caso, il lato poetico è quello su cui puntare.

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  2. In mezzo a tanti crime e serie inutili, finalmente una serie dove ci sia mistero, science fiction e west! Tanti enigmi da scoprire, tante storie da chiudere, diversi colpi di scena: questo è Westworld! La serie mi ha preso bene ed intrigato parecchio. Sicuramente a volte la trama risulta un po' confusa, ma bisogna rifletterci un po' sopra per capire bene tutti i passaggi spiegati nelle ultime due puntate. Promossa comunque a pieni voti, vista anche la piattezza di tutte le altre serie in circolazione. Aspettiamo di vedere cosa accadrà nella seconda stagione, visto che nel finale della prima sono stati abili nel rivoluzionare (quasi) tutto.

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    1. Di altre serie interessanti per fortuna ce ne sono, anche perchè Westworld riprende alcuni temi già trattati in Real Humans, ad esempio. Resta comunque una serie confezionata alla perfezione, dove anche i difetti, con la luce del finale, possono diventare pregi da riscoprire. La seconda stagione sarà qualcosa di ancora diverso, già se ne parla e la si attende.

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  3. Sono al quinto!
    Per ora la confusione non è tanta, la bellezza sì, anche se le parti western con Ben Barnes e company le patisco un po'. ;)

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    1. Averla vista man mano che uscivano gli episodi ha giocato brutti scherzi alla mia memoria non proprio infallibile. La rivedrò con piacere, anche perchè la confusione della seconda parte e del finale la devo sistemare :)

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  4. Al momento l'accantono, perché sono in piena fase spirituale con Papa Lenny/ Pio XIII - è sexy e lo sa! XD

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    1. Oh, e lo so anch'io! Lunga vita a Pio XIII ;)

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  5. avrei voluto vederlo...
    e avrei voluto che sky atlantic mi propinasse una maratona domenicale, ma non è accaduto, ed aspetto che possa succedere, perché effettivamente l'idea di vedere in un serial Hopkins, mi incuriosisce tantissimo!

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    1. Una maratona è anche l'ideale per vederla, così da non perdere passaggi causa smemoratezza, come è successo a me. Hopkins, da brividi, ancora una volta.
      Speriamo nella bontà di Sky :)

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