La Primavera tarda ad arrivare, ma al cinema e in streaming arrivano un bel po' di titoli interessanti con cui scaldarci:
AL CINEMA
Opera prima di Maggie Gyllenhaal tratta da un racconto di Elena Ferrante.
Olivia Colman fa a gara con Jessie Buckley e Dakota Johnson per intensità, per fortuna, in questa storia di maternità e senso di colpa, ne escono tutte e quattro vincenti.
Ne ho parlato QUI
Mike Mills torna e con il suo stile dal cuore d'oro ci racconta di un giornalista che si deve occupare del nipote e trova nelle risposte del ragazzino e dei suoi coetanei un nuovo punto di vista per il suo lavoro.
Joaquin Phoenix mattatore, io ho già prenotato il biglietto.
Dalla Francia più di denuncia, il racconto di quei lavoratori ai margini, che arrivano da storie di degrado e immigrazione, accettando i più umili incarichi.
Con Juliette Binoche.
Il ritorno di Fausto Brizzi con la più classica delle commedie all'italiana e degli equivoci, anzi no, con una copia rivisitata di Senti chi parla.
Con Alessandro Preziosi, Matilde Gioli, Maria Di Biase e Chiara Noschese.
Davvero questo potrebbe essere l'ultimo film di Jim Carrey?
Questa, forse, l'unica nota degna di essere menzionata per un sequel non richiesto ma che terrà occupate le famiglie.
IN STREAMING
Finalmente disponibile, anche se a noleggio, l'unico film che parla di Covid e quarantena che demonizza traumi e fantasmi di un passato recente.
Ne ho parlato con entusiasmo QUI
Come da titolo, una cena fra spie ma anche fra ex amanti, che rivivono la loro storia e un tragico incidente aereo che li ha divisi.
Poco appeal, nonostante Chris Pine, Thandie Newton, Laurence Fishburne, Jonathan Pryce.
Lei sopravvive a un incidente d'auto, lui cerca di contattarla dall'aldilà.
L'originalità non sembra di casa nel nuovo film ultrateen con Joey King.
Altro film teen scontatissimo che affronta la prima volta, e come la classica ragazza perfettina assolda un amico per preparala.
Come potrà mai andare a finire?
In tema teen, due ragazzi cercano di convincere una violoncellista classica ad unirsi alla loro band metal.
Producono i creatori di Game of Thrones in chiara crisi d'identità. Ma riescono ad incuriosire.
Operazione marketing in vista dell'Eurovision?
Chi può dirlo, di certo di un documentario su Laura Pausini non sentivo il bisogno.
Vista anche la brutta locandina.
A parte La figlia oscura, questa settimana non mi ispira nulla, nemmeno Mills. Chissà quando riuscirò a tornare in sala ç_ç
RispondiEliminaIo torno dopo un bel periodo di stop proprio per Mills, ma mi sa che le ultime cartucce saranno per Northman e gli Animali Fantastici. Poi arriverà la desolazione della bella stagione...
EliminaMills mi aveva catturata con Beginners e Joaquin è un richiamo troppo forte sebbene in un ruolo un po' fuori dai suoi tanto che pare ci abbia messo un po' a decidere. Non ho aspettative enormi per questo piccolo film ma è quello che mi attira di più, un'assenza che finalmente sarà colmata da diversi suoi film in cantiere.
RispondiEliminaMills mi era piaciuto anche con 20th Century Women, qui ha di nuovo le carte in regola per conquistarmi.
EliminaMills, secondo me, a questo giro troppo delicatino per restare impresso. Recupero Together!
RispondiEliminaHo paura di aver sviluppato un'antipatia per Phoenix, spero che Mills sia la cura, nonostante tutto.
EliminaSembra interessante quello della violoncellista. Pausini, non ci crederesti ma lo sto guardando a piccole dosi e confermo il tuo feeling verso di esso.
RispondiEliminaPurtroppo l'unica cosa degna di noto di Lords of Metal è la colonna sonora.
EliminaSulla Pausini mi fido sulla parola, non so come hai trovato il coraggio.