24 febbraio 2013

Silver Linings Playbook - Il Lato Positivo

Andiamo al Cinema.

In attesa di sapere gli attesissimi verdetti dell'Accademy questa notte, ecco un altro film in corsa per ben 8 categorie.
Nella mia personale maratona mancano ancora Vita di Pi (che continuerò ad evitare con piacere) e Anna Karenina (che vedrò di recuperare appena l'influenza se ne andrà dal mio corpo, perché credo che valga la pena di essere visto su grande schermo).
Ma bando alle ciance, parliamo di Silver Linings Playbook, tradotto in italiano con Il lato positivo, titolo non certo efficace ma rispettoso del significato letterale inglese.


Pat esce da un ospedale psichiatrico dopo 8 mesi di ricovero per aver pestato a sangue l'amante della moglie colto in flagranza di reato. Affetto da un bipolarismo tardamente diagnosticato, da tenere sotto controllo con farmaci, Pat una volta a casa vede come tutti intorno a lui siano anche più pazzi. Dal padre con le sue manie ossessive e rituali sul football, dall'amico che vive succube della moglie che accontenta in tutto e per tutto fino a Tiffany, la donna che da subito lo sconvolge.
Lei è bella, complicata e sopratutto affascinante. Il marito, un poliziotto, è morto in servizio lasciandola vedova e in preda ai sensi di colpa. Il suo modo di reagire è stato lasciandosi andare alla vita facile di prima del matrimonio, facendosi tutto l'ufficio e creando attorno a sé una fama tutt'altro che positiva.
Tra i due si instaura però un rapporto particolare: lui cerca ancora e disperatamente di riconquistare la moglie, lei lo sfrutta per partecipare ad una gara di ballo in cambio di consegnare alla donna le sue lettere.
Si sviluppa così la classica commedia sentimentale in cui l'iniziale diffidenza dei due protagonisti viene con il tempo superata per sfociare nell'ovvio happy end, ma Silver Linings Playbook non è la classica commedia sentimentale americana. A suo modo si interroga sui veri pazzi in questa società, con dei protagonisti così folli che finiscono poi per essere i più sani all'interno del caleidoscopico mondo che li circonda.


Ma quello che differenzia il film e lo rende così speciale da avere così tante nomination per questa notte sta negli interpreti. Bradley Cooper nonostante quella faccia un po così, si dimostra un ottimo interprete facendo dimenticare le sue scorribande da leone, Robert de Niro torna per un momento in carreggiata con un ruolo e un'interpretazione all'altezza del suo nome, Jacki Weaver, la madre, per quanto un po' sacrificata nel suo ruolo è assai convincente, ma su tutti troneggia Jennifer Lawrence. La giovane attrice dopo Hunger Games e Un gelido inverno continua a essere un'Attrice con la A maiuscola che avrà ancora molto da dire nei prossimi anni e che nonostante la giovane età è già alla seconda candidatura agli Oscar.
Sugli attori sembra quindi reggersi questa commedia, sulle loro brillanti intuizioni e sull'alchimia che tra loro si è creata. La regia di David O'Russel non è infatti memorabile e anche se alcune scene sono davvero interessanti, rischiano di apparire già viste. La scena del ballo, ad esempio, per quanto divertente risulterà sempre inferiore e già vista dopo il cult irraggiungibile di Pulp Fiction.
Insomma, Silver Linings Playbook si presenta come una classica commedia americana che non è poi classica, ben fatta, ben interpretata e piacevole. Ma niente di più e niente di meno.



1 commento:

  1. appena recensito anche io! concordo che l'espediente del ballo sia qualcosa di già visto, film piacevole ma non strabiliante secondo me! ciao!

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