6 giugno 2018

Tuo, Simon

Andiamo al Cinema

Non è un'altra stupida commedia americana.
Lo può sembrare, può sembrarlo soprattutto per la non troppa originalità della trama.
C'è un ragazzo, a suo modo timido, tranquillo, studioso, bravo. Ci sono i suoi amici, amici da sempre, c'è la loro routine, i passaggi per andare a scuola, le colazioni fuori, le feste, lo spettacolo da organizzare, le prime cotte.
C'è la sua famiglia, perfetta nelle sue imperfezione, le serate assieme davanti alla TV, la sorella con la passione per la cucina, il cane che dorme sul letto.
E c'è, ovviamente, il primo amore con i primi dolori, con cui fare i conti. La paura di rivelarlo questo amore, la paura di scottarsi e di scottare chi sta a fianco, di cambiare. E così ci sono tiepidi raggiri, equivoci, ci sono confessioni sullo schermo di un computer, ci sono bulli che prendono in giro e amici che si offendono.
Insomma, c'è tutto quello che c'è da aspettarsi da una commedia romantica e teen americana.



Ma c'è qualcosa di diverso, c'è qualcosa di fondamentalmente rivoluzionario in Tuo, Simon: c'è che non ci sono un lui e una lei che si conoscono in anonimato, che parlano e chattano e confessano i loro segreti con la paura di vederli rivelati e di incontrarsi di persona, c'è che c'è un lui, al quale Simon scrive, un lui che in fondo sempre ricerca, con cui deve fare i conti.
Il segreto di Simon, tenuto ben chiuso dentro di sé, è che è gay.
E quello che è diverso da tutti gli altri film, è che qui il vero conflitto non si ha con l'esterno, non ci sono genitori pronti ad ogni soluzione pur di cambiarlo, non ci sono bulli pronti ad ogni violenza (o meglio, ci sono, ma sono così idioti, come idioti vengono trattati, che feriscono superficialmente, grazie a un'insegnate, a una scuola finalmente comprensivi). È quindi Simon il nemico principale di se stesso, è lui che non sa bene come accettarsi, come volersi bene, e saranno genitori aperti che in fondo già sapevano, sarà Blue al di là di uno schermo, di una tastiera, a dargli forza.


Una piccola rivoluzione in un'epoca che ha bisogno di queste rivoluzioni, di racconti positivi e di ostacoli superabili, di protagonisti diversi, di famiglie unite, di amici per quanto un po' egoisti, capaci di capire e di stare accanto.
Le barriere si infrangono anche con il pubblico, e ci si ritrova senza fare distinzioni di genere, ad avere per tutto il tempo il sorriso à la 500 giorni insieme stampato nel volto, con qualche richiamo a quella splendida commedia (tra la musica vintage che Simon ascolta su vinile tutta da copiare, al breve momento musical-impacciato), e a quelle commedie à la John Hughes che han reso immortale il genere, qui come una sua naturale evoluzione e adattamento.
Certo, qualche forzatura c'è, regge poco il ricatto al quale Simon è sottoposto, regge poco pure l'arrabbiatura eccessiva dei suoi amici, ma poco importa.
Nel mentre, quel Nick Robinson che già in The King of Summer avevo adocchiato, cresce un gran bene, Katherine Langford fatica e faticherà ad uscire dai panni di Hannah Baker e Jennifer Gardner madre comprensiva si fa però rubare la scena da un padre più strano, ma pure più naturale.
Ve lo avevo detto, insomma, Tuo, Simon non è un'altra stupida commedia americana, è una commedia che affrontando tabù e aggirando cliché, fa bene a quell'America di oggi, fa bene al cuore, al mondo intero.


Voto: ☕☕☕☕/5

9 commenti:

  1. Sapevo che avrebbe fatto breccia. Un po' troppo pop, ma adorabile; importante a modo suo. Ieri altra piccola sorpresa, a proposito di Young Adult, è stato Every Day: trasporre il romanzo era quasi impossibile, e tanto si è perso, ma quell'amore trasversale ai tempi dell'odio mi ha dato comunque da pensare. Bella, questa gioventù qui.

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    1. Avevo i miei dubbi, in realtà, ma sono bastati pochi minuti per far sbucare un sorriso che non se n'è andato più, neanche tra qualche lacrima. Bello bello bello!
      Non conosco Every Day, ma non vorrei mai fare indigestione di film teen in stile Cannibal ;)

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    2. Every Day devo ancora vederlo, ma cercherò di non aspettare troppi days perché potrebbe fare per me. ;)

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  2. Vorrei vederlo proprio per capire se la costruzione psicologica dei personaggi si arena alla banalità o invece ha quel guizzo in più!

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    1. Credo che il guizzo ci sia, a essere un po' eccessivi sono alcuni ostacoli da affrontare (tra ricatti e arrabbiature evitabili), ma è una bellissima e pure importante commedia. Aspetto di leggerne da te :)

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  3. Un film carino e caruccio, forse anche troppo. Nonostante la presenza di due attori di 13 Reasons Why, questo è un po' l'opposto. Le cose filano un po' troppo lisce... Se il "villain" di turno è anche il personaggio simpa di turno, forse c'è qualcosa che non va. Il mondo vero purtroppo è molto più cattivo di quello utopistico mostrato qui.
    C'è comunque una certa innocenza alla Dawson's Creek che lo rende assolutamente gradevole, ma per ambire al titolo di nuovo cult adolescenziale e/o omosessuale mi è parso un po' leggerino.

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    1. Ho apprezzato soprattutto questa leggerezza, questa quasi normalità nel gestire l'omosessualità: professori finalmente cazzuti, famigliari senza troppe paturnie... Irrealistico, soprattutto se confrontato ai drammi di 13, ma importante come passo per facilitare un po' le cose, su.

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  4. L'ho trovato un film molto carino, dopo la scuola di 13 ci voleva qualcosa di un po' più positivo... Ma "Ogni giorno" non è uscito vero? Avevo letto il libro qualche anno fa e lo ricordo carino.

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    1. Ogni giorno esce giovedì, e a questo punto mi sa che me lo vedo :)

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