19 giugno 2023

Il Lunedì Leggo - Il Terrazzino dei Gerani Timidi di A. Marchesini

Una bambina timida, come i gerani del suo balcone.
Il balcone dove si rifugia, dove contempla il mondo e se stessa, stando con i suoi pensieri, cercando di metterci ordine.
Un terrazzino lasciato a vivere e sopravvivere, non ha bisogno di mostrarsi al suo meglio, di essere curato, camuffato, seguito: non dà sulla strada principale, non deve fare a gara con quelli dei vicini né richiamare attenzione. I suoi gerani stanno lì, timidi, resistendo anni, sbocciando rigogliosi nonostante inverni in cui sembrano andarsene.
Resistono.
E ascoltano.
Ascoltano i dubbi, le paure, le domande e i sogni di quella bambina nell'anno importante della sua Prima Comunione, quella in cui deve confessare i suoi peccati e tormentarsi per giochi definiti proibiti ma in realtà innocenti, in cui deve farsi fare il vestito, il velo, in cui deve crescere e trovare il suo spazio, mentre condivide una torta, un fotografo e un compleanno con i fratelli, si confronta con un cugino improvvisamente cresciuto che la sfida, e ricorda.


Ricorda i suoi piccoli dolori, dall'abbandono nel primo giorno di scuola alla permanenza di una madre in ospedale che ora visita, con lei, osservando come si dividono i generi.
Perché, più di tutto, osserva questa bambina.
Osserva il mondo che le sta accanto, che sfila sotto il suo balcone, nota differenze, trascrive storie, di vedove, di malate, di zitelle, di vicine indaffarate e di sé, ovviamente.
E in una notte in cui non riesce a dormire, in una notte agitata circondata dai suoi libri -quelli che chiede in regalo, quelli a prestito dalla biblioteca, quelli che stanno allargando i suoi orizzonti- decide il suo sogno, il suo futuro: scriverà un libro.

Ci ha messo 58 anni a scrivere il suo primo romanzo Anna Marchesini, prima, tanti spettacoli teatrali, tanti adattamenti e tanto successo con il Trio e in solitaria.
Ma ce l'ha fatta a consegnare a quella bambina il suo sogno.
E come scrive, Anna!
Ogni frase, ogni descrizione, ha dentro tanta intelligenza e arguzia da rendere la lettura meno scorrevole solo per volersi soffermare ancora una volta su quella frase. Su come le è uscita, come l'ha composta.
Sono frammenti di una vita che deve ancora essere vissuta, dove le metafore abbondano e le similitudini si fanno sentire.
Dove c'è grazia, soprattutto, nel raccontare dolori e sopraffazioni di quei dolori che passano attraverso gli occhi di una bambina timida. Come quei gerani, che le offrono ascolto e riparo, che si fanno confidenti e fioriscono solo per lei.

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