14 giugno 2023

Reality

Andiamo al Cinema su HBO

Puoi scrivere una sceneggiatura partendo da un'idea originale, adattarla da un romanzo, da un documentario, da un testo teatrale.
O puoi trascrivere l'interrogatorio da parte di agenti dell'FBI, prendere anche quelle omissioni censurate perché dati sensibili, prendere le pause, le risate, i suoni, e farci un film.
Ad essere onesti, una pièce teatrale prima, Is this a Room che Tina Sutter ha realizzato nel 2019.
Ora fa il suo debutto dietro una macchina da presa e affida gran parte del lavoro a Sydney Sweeney.
Che l'interrogatorio lo deve gestire, lo deve interpretare, con quei silenzi da occupare attraverso sguardi, gesti, in una tensione che si fa via via più palpabile.


Sweeney è Reality Winner.
Un nome che è un programma e che è ormai noto in America.
Una whistleblower, dal peso non pari a quello di Edward Snowden di cui non voleva certo emulare le gesta, ma che ha fatto uscire dagli uffici dell'NSA il documento che ha permesso di capire le interferenze del governo russo sulle elezioni statunitense del 2016.
Come ovvio, l'opinione si è concentrata più su di lei, giovane veterana dell'aviazione poi impiegata come traduttrice, capace senza intralci di far uscire documenti classificati, che non su quei documenti e sulla realtà che raccontavano.
Per chi, come me, Reality non la conosceva, il film diventa un'esperienza in cui sostenere la sua innocenza, in cui giudicare il comportamento pragmatico ma spesso inquietante degli agenti chiamati ad interrogarla, mentre la sua casa viene perquisita.


82 minuti di durata il film, 107 minuti l'interrogatorio reale.
Si condensano alcuni momenti, se ne velocizzano altri, con il cane e il gatto di Reality a fare da conduttori di ansia, e con quelle indagini che, quando si spostano in una stanza anonima e altrettanto inquietante, si fa serio.
Le carte vengono scoperte, Reality crolla, sa cosa la aspetta, pragmaticamente confessa e chiede informazioni, professando i suoi ideali.


Una storia americana recente e pura, che probabilmente per la sua protagonista (bionda e bianca), è già stata al centro di approfondimenti televisivi, un documentario, la pièce teatrale di cui sopra e oltre a questo film, ne è in preparazione un altro, Winner che si concentrerà più sulla vita in famiglia.
Sydney Sweeney, poi, svetta.
Distante dai ruoli da femme fatale di Euphoria o White Lotus, mostra tutta la sua bravura.
Gestisce bene le omissioni, mentre la regia ci fa uscire dalle mura di quella stanza al momento giusto, con brevissimi flashback.
La scelta rigorosa, stilisticamente asciutta ma non per questo meno originale di Tina Sutter di basarsi esclusivamente su quei 107 minuti di interrogatorio, rende Reality un prodotto secco e onesto.
Come un interrogatorio dell'FBI, ma diretto meglio.

Voto: /5

4 commenti:

  1. Non vedo l'ora di recuperarlo!

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    1. Lei è una conferma, non più una sorpresa ormai.

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  2. Voglio vederlo!
    Ma purtroppo non l'ho ancora trovato con i subbi ita...

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    1. Passa al lato oscuro di quelli inglesi :) o aspetta NowTv che solitamente si accaparra HBO.

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