Mondo Serial
Dai gatti ai draghi.
Siamo alla terza stagione in quattro anni e ancora una volta mi ritrovo a ricordare pochissimo di quelle precedenti e quel che è peggio, a non sapere per chi fare il fremere.
HBO si gioca le carte migliori all'inizio, in quei due episodi che dovevano fare parte della seconda stagione tagliata per costi e per lo sciopero degli sceneggiatori.
Sarebbe stato un finale epico in grado di risollevare un arco mediocre, quanto allo sciopero, sembra ancora in corso perché dopo questi due episodi gli sceneggiatori sembrano aver esaurito le idee e girare intorno senza fare nessun passo avanti.
Certo, anche in Game of Thrones poco o niente succedeva per intero episodi, ma c'era una scacchiera che lentamente muoveva i suoi pezzi, c'erano personaggi da approfondire e conoscere meglio.
Ma andiamo con ordine, andiamo con l'epica battaglia del Condotto in cui gli scontri sono in mare, sono in cielo, andiamo con i draghi che fanno danni e che mietono vittime importanti, andiamo con una regina che non sembra mai avere il polso della situazione e che arriva ugualmente a sedersi su un trono vacante grazie a una regina che ammette i suoi errori -di moglie, di madre, di amica- e cerca di porci rimedio per una pace che no, non arriverà.
Rhaenyra convinta di essere la prescelta, di avere il diritto e la vocazione a fare la regina, non lo è, e lo dimostra un episodio fin troppo moderno nei ritmi e nel montaggio a spiccare nel mucchio, facendo capire che puoi anche essere The Chosen, ma non sai reggere le lamentele e le richieste dei tuoi sudditi, e tuo marito/zio? Invoca il potere dei draghi, vaneggia sul passato glorioso della famiglia, ma Janira sa solo lagnarsi, mancano i soldi, ci sono i ratti, non tutte le famiglie la riconosco. Non certo gli Hightower e qui abbiamo il tentativo di regalare al pubblico un nuovo personaggio contro cui coalizzarsi, con la puzza letteralmente sotto il naso e i modi infidi di chi ha il doppio gioco come hobby. Lord Ormund non riesce ad arrivare ai livelli di Ser Criston Cole il cui destino è di girare intorno senza meta né amore e di morire nel modo meno nobile possibile senza però regalarci quel sollievo vista la sua inutilità conclamata. Ci si libera dei pesi morti in pochi episodi, ma se ne aggiungono di nuovi, da Aemond che viene vinto dai sensi di colpa di fratricida, al fratello Aegon in fuga che vegeta nella foresta assieme allo zoppo Larys, all'altro fratello non biondo aspirante re.
Che ce ne facciamo di questi personaggi ormai lontani e privi di meta?
Per chi tifiamo se nessuno sembra degno non solo del nostro tifo, ma anche solo di sedere su quel trono e averla vinta?
La ragione sembra stare solo in chi non viene ascoltato e la stagione si conclude con un'altra battaglia, molto meno epica, che mostra tutti i limiti di chi è guerrafondaio e non ascolta ragioni e di chi si è fatto terra bruciata attorno, senza più alleati nemmeno in famiglia.
Per assurdo, la più sana di mente risulta Helaena, che così sana non era, e nella sua scelta finale si fa metafora di una serie TV che di metafore ne usa anche troppe a livello visivo, che non riesce a trovare il suo passo, il suo stile, i suoi personaggi.
La colpa se la devono prendere anche gli attori, o meglio, le attrici Emma D'Arcy e Olivia Cooke che non hanno il pathos, non hanno lo stile o l'allure, risultando moderne nelle loro faccette e nei loro modi tutt'altro che regali.
Fortuna che c'è Matt Smith, che però è chiuso in un personaggio incapace di cambiare, fortuna che c'è Steve Toussaint con il suo Corlys che un po' di sale (marino) ce l'ha.
Per il resto anche questa terza stagione porta solo amarezza e noia.
La famiglia incestuosa la si segue per fama e per abitudine ma sembra non sapere che strada prendere, come farsi davvero interessante. Non bastano più i draghi, non basta più il loro fuoco, servono idee, servono personaggi, servono storie.
Le troveremo fra qualche anno, ormai stanchi di dare una possibilità a una serie TV che non ha lo stesso impatto né la stessa rendita del suo predecessore?
Non so se sperarlo, non so se ci sarò per un'altra, ennesima, chance.
Voto: ☕☕/5



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