21 agosto 2026

Hen - Una Vita da Gallina

Andiamo al Cinema

Dai gatti ai draghi e ora alle galline. 
Una gallina speciale, in realtà, pulcino nero in mezzo ai suoi simili tutti gialli, riuscita a passare una selezione che sembra tutt'altro che umana e che tratta i pulcini come oggetti più che come esseri viventi.
Una gallina che però potrebbe finire in brodo, troppo diversa, troppo brutta per un capo fattore che non la accetterebbe.
Una gallina in fuga, allora, che salta giù da un camion e che si confonde con i piccioni, affamata e infine facile preda di una volpe tanto famelica quanto poco accorta.
Scappa quella gallina, corre e trova campi e libertà, finché un cane non trova lei e la porta al suo padrone aspettandosi una ricompensa prendendo in realtà rimproveri. 


Quella di Ioannis, ristoratore disilluso, diventerà la nuova casa di una gallina che si sente in trappola. Una casa fatta di un ristorante ormai chiuso, di una camera in cui non le è permesso entrare, e abitata da una figlia che si lascia manovrare da un compagno criminale che spaccia merci e anche persone.
La vicenda criminale che porta a una tragedia di cui la gallina si fa complice, la osserviamo attraverso i suoi occhi. Quelli di una gallina che anela la fuga, ma anche l'amore e la maternità, che non riesce a fare schiudere le sue uova giorno dopo giorno dopo giorno prese e mangiate da quell'uomo che l'ha salvata. 
La sua prigionia e i suoi soprusi si accompagnano a quelli degli uomini che stipano altri uomini in un camion, che li bruciano e se ne liberano, come fossero animali.


La domanda nasce spontanea: chi è il vero animale di questa storia?
Lo sguardo di una gallina nera è decisamente più umano, mentre osserva, mentre studia, mentre atterrita vede la morte attorno a sé e sa rinascere.
La bravura di György Pálfi sta nella pazienza con cui ha filmato il suo film, in una Grecia decadente e sporca, e nel montaggio che rende le reazioni di una gallina -interpretata in realtà da 8 esemplari- perfette per la continuità della storia.
Una storia piccola, vero, fatta di crudeltà e di vendetta, ma bastano poche parole, pochi personaggi per una trama perlopiù lineare a rendere Hen un film speciale, dove la vita e la morte avanzano a braccetto, dove la vendetta è sempre fredda, dove l'umanità sta tra le piume di un pollaio.


Qualche anno fa, sotto le feste che hanno fregato cinema poco accorti nel programmarlo per le famiglie, Jerzy Skolimowski ci aveva mostrato le tappe, gli incontri e la vita di un asino e di chi lo prendeva con sé, in un film più nero e pessimista. 
Qui gli episodi diminuiscono, l'ironia prende il sopravvento, con incontri amorosi e lutti da colmare, con le telecamere che si insinuano lì dove non ci si aspetta, tra angolazioni diverse e diverse scelte di montaggio.
Speciale anche per chi ai pennuti non dà importanza, da fiera curatrice di tre galline ovaiole grazie a Hen le guardo in modo nuovo, cercando in loro delle perfette attrici.

Voto: ☕☕/5

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