23 gennaio 2018

Oscar 2018 - Le Nomination

Un po' in ritardo rispetto al resto del mondo e rispetto al mio solito, eccole qui le nomination agli Oscar.
Sorprese?
Sì, rispetto ai Golden Globe qualche nome si è fatto strada, qualcun altro è stato declassato.
Partiamo dai grandi esclusi, da Spielberg e da McDonagh depennati fra i miglior registi a favore dei giovani Greta Gerwig e Jordan Peele. Voglia di novità da parte dell'Academy?
Tra gli attori, invece, fuori la Chastain e la Stone a lasciare il passo all'ennesima candidatura della Streep, mentre la vera sorpresa è fra gli uomini, con James Franco fresco di denunce lasciato a bocca asciutta, mentre l'ipocrisia regna sovrana con il sostituto di Kevin Spacey, Christopher Plummer, a venire menzionato, nonostante Tutti i soldi del mondo non abbia altre categorie degne di nota in cui concorrere.


Poco altro cambia, allora, rispetto ai Globi, con The Shape of Water e Tre Manifesti...  film da battere, anche se guadagnano posizioni sia il discusso Dunkirk (con Nolan che riceve la sua prima nomination), sia quella noia di L'ora più buia chel'italo-americano Chiamami col tuo nome, che riempie di gioia il nostro cuore patriottico.
Sorprese infine nei premi tecnici, con Blade Runner 2049 che fa capolino e pure Logan fra le migliori sceneggiature, mentre fra i film stranieri escluso il vincitore dei Golden Globe In the Fade, esclusa pure Angelina Jolie, con un quintetto eterogeneo a contendersi la statuetta.
Il verdetto si stabilirà la notte del 4 marzo, non resta che aspettare.
Nel frattempo, ecco le nomination:

Peaky Blinders - Stagione 4

Mondo Serial

C'è una cosa che mi succede da quattro anni a questa parte:
Mi ricordo che esce Peaky Blinders, una nuova stagione.
Mi ricordo poco di quella prima, che la memoria è quella che è, le serie nell'arco di 365 si accavvallano e si moltiplicano.
Inizio il primo episodio della nuova stagione, e vengo folgorata, come se quella bellezza, quella perfezione, me le fossi dimenticata.
Vengo folgorata da quella fotografia perfetta.
Dalla musica moderna a fare da contrappunto alle vicende degli anni '30.
Dalla bellezza e dalla bravura degli attori, dagli zigomi di Thomas Shelby.
Finisco in un vortice che mi fa finire la stagione in un batter d'occhio, chiedendo ancora, e ancora. Perché non ci si stanca, nonostante quella solidità palpabile, quei ritmi più dilatati rispetto al solito, ma che non significano noia.
No.
Poi, come da copione, finita anche questa ondata improvvisa, vengo presa come una fangirl qualunque dalla cotta per Cillian Murphy, spulciando notizie, foto, interviste, perdendo tempo (sì, anche ora, prima di scrivere tutto questo) a guardarmelo su youtube.
Ancora e ancora.

22 gennaio 2018

Il Lunedì Leggo - Sofia Si Veste Sempre di Nero di Paolo Cognetti

Sofia vi veste sempre di nero.
Sofia è l'adolescente arrabbiata che i colori li lascia fuori dall'armadio, che vive in un quartiere residenziale, piccolo borghese come la sua famiglia, un'isola felice di illusione alle porte di Milano, proprio come i suoi genitori.
Sofia è però anche la neonata prematura cullata dalle lamentele di un'infermiera illusa dall'amore, è la pirata che gioca in giardino con il fratellino che non ha mai avuto, è l'attrice in cerca di gloria, l'amante giovane di un vecchio combattente, la nipote da salvare da se stessa, l'amica a cui confidare le proprie paura.
Sofia è la protagonista di un libro, soprattutto. Quello che si legge, quello che sta per essere scritto.
E Sofia si veste di nero è forse uno dei più bei libri letti ultimamente.
Lo dico così, da subito, che Cognetti prima ancora di conoscerlo fra le montagne che gli hanno fatto vincere il Premio Strega, qui mi ha stregato.

21 gennaio 2018

La Domenica Scrivo - Promesse (mai mantenute, da mantenere)

Prometto di arrivare puntuale. 
Arrivo subito, promesso.
Questo pomeriggio non cederò al sonnellino sul divano.
Smettila di perdere tempo per l'internet, scrivi, fai in fretta, risparmia tempo.
Non farò tardi, stasera.
Mi sveglierò presto, domani mattina.

Queste sono solo alcune delle promesse che praticamente quotidianamente non mantengo.
Mi deconcentro con facilità.
Mi perdono con altrettanta facilità.
Ma quest'anno, in un colpo solo, ne mantengo ben due:
1. Se la domenica non ho voglia di scrivere, di fare le cose per bene, non scrivo (anche se aggiro il problema di una domenica vuota così, con un post che ha richiesto forse più tempo del solito per la compilazione).
2. partecipare alla promessa che Giuseppe de Il Buio in Sala annualmente fa, e a cui annualmente dico che mi piacerebbe partecipare.


I prescelti, più leggibili, più avanti nel post

20 gennaio 2018

L'Ora più Buia

Andiamo al Cinema

Una lezione di storia tenuta da Joe Wright.
Una lezione anche a livello di regia, con la macchina da presa che si muove sempre in modo da far sussultare, con la giusta luce ad illuminare ogni scena, con la ricostruzione di anni, di scenari da far scattare applausi.
Una lezione di recitazione e trasformismo da parte di Gary Oldman, irriconoscibile dietro il trucco, dietro l'accento e i borbottii tipici di Churchill.
Il tutto per raccontare Churchill, per raccontare il dietro le quinte, i dubbi, i ripensamenti e i problemi dietro l'uomo che non scendendo a patti con nessuno, cambiò la Storia.
Insomma, un signor film, un signor film da Oscar.
Questo ci si aspettava, questo si ha ne L'ora più buia.
E allora, cosa c'è che non va?
C'è che non si esce mai, ma proprio mai, da un percorso già scritto. Da binari che ancor prima di iniziare il film, si sa di percorrere.

19 gennaio 2018

Maudie - Una Vita a Colori

E' già Ieri -2016-

Dici Maud Lewis e dici: chi è?
Poi però ti mostrano un dipinto come questo:


o come questo:


o come quest'altro ancora:


e qualcosa, nella mente, affiora.
Affiorano cartoline natalizie d'altri tempi, biglietti d'auguri che già nell'infanzia avevano il sapore di vecchio, perché -almeno anagraficamente parlando- vecchi erano.
I dipinti in questione -non le cartoline di auguri- sono datati anni '50-'60, e sono opera di Maud Lewis, la cui vita meritava un film, visto come un film sembra.

18 gennaio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 18 Gennaio

Altra settimana al cinema, altri film in profumo da Oscar in uscita. Tra un Virzì americano e un Joe Wright storico, classe ce n'è, a fare da contorno: la solita commedia italiana, qualche radicalchiccata di troppo e pure un horror.
Cosa volere di più?
Sì, i film più importanti arriveranno a breve.

Ella & John - The Leisure Seeker
Due vecchini in fuga su camper per la libertà, per l'indipendenza che la malattia non concede.
Storia già sentita? Sì, ma questa volta ci sono nomi come Paolo Virzì, Helen Mirren e Donald Sutherland coinvolti, ed è meglio preparare i fazzoletti.
Io, già li ho usati a Venezia, QUI la prova.
L'ora più buia
I giorni, più che l'ora, che precedono l'entrata in guerra della Gran Bretagna, con il primo ministro Churchill in crisi personale e politica per lo sforzo e il sacrificio che la decisione richiede.
Film storico che vanta un grande Gary Oldman, e la ricostruzione perfetta tipicamente british e tipicamente Joe Wright, qui al servizio della storia.
Lo si vede.
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Il Vegetale
Messo a riposo Checco Zalone, Gennaro Nunziante punta su Rovazzi, per un film che racconta la solita vita del trentenne in crisi.
Sono troppo snob per vederlo, non ci posso fare niente.
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Insidious: L'ultima Chiave
Siamo arrivati al quarto capitolo della saga, e gli appassionati di brividi troveranno ancora pane per i loro denti? Io mi astengo.
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Un Sacchetto di Biglie
In vista dell'arrivo della Giornata della Memoria, il cinema offre il solito film buonista per non dimenticare. Questa volta la Francia punta su un romanzo classico, letto ai tempi delle medie.
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Poesia senza Fine
Continua il racconto biografico della vita di Jodorowsky al cinema, e qui si passa alla sua giovinezza, con l'arrivo dell'età adulta, la scoperta della poesia e dell'arte che vive a Santiago del Cile.
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Marlina - Omicidio in quattro atti
Un noir tailandese al femminile e pieno di sangue? Sì, ma con i tempi dilatati solo per radical-chic.
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Cruxman
Ah, gli italiani che vogliono fare i film sui supereroi sui generis!
Ah, com'è tutto amatoriale!
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My Generation
Esce lunedì 22 gennaio il documentario narrato da Michael Caine sui favolosi anni '60 di Londra. Tra rock, glamour e amore libero, una ricostruzione che merita una visione.
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17 gennaio 2018

Vi Presento Christopher Robin

Andiamo al Cinema

Dici: Winnie the Pooh.
E pensi alla serie animata Disney anni '70, dai tratti meravigliosi, dalle voci italiane che fanno ancora sognare. Pensi al bosco dei Cento Acri e ai suoi abitanti coccolosi.
Poi, sì, pensi a quanto l'immagine di Winnie è stata sfruttata, all'averla ritrovata in ogni dove in tempi passati e recenti, tra diari, quaderni, peluche, sorpresine.
Ovunque.
Così ovunque da far venire a noia.
Di certo, però, quando si dice Winnie the Pooh non si pensa ad A. A. Milne.
O almeno non io, che del vero creatore di Winnie non conoscevo il nome né tanto meno la storia.

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