mercoledì 19 giugno 2013

I Giochi dei Grandi

Once Upon a Time -2004-

Il gioco dei grandi non è certo divertente come quello dei bambini. Non si tratta di ridere, di inventare regole o di divertirsi, si tratta di amare, di tradire e di puntare tutto contro la propria famiglia. Così facendo questi grandi appaiono ancora più infantili dei loro figli, incapaci di trovare un equilibrio, di delimitare le proprie emozioni o semplicemente di affrontarle.


Hank e Edith, borghesi e freddi, scrittore in blocco lui, casalinga disperata lei, e Jack e Terry, alcolizzata e irrequieta lei, padre protettivo ma insoddisfatto lui, si scontrano nelle loro serate cercando conforto e passione nelle braccia dell’altro. Tra Jack e Edith infatti, la relazione sembra andare oltre, mettendo in discussione il loro stile di vita e facendo crescere la speranza di un futuro assieme che possa colmare il grigiore del quotidiano dove tra discussioni, fraintendimenti e sesso egoistico la parola calore famigliare sembra scomparsa. Ma la loro relazione spinge anche i loro partner a incontrarsi in un gioco che si fa sempre più pericoloso e che incrina il precario equilibrio che si era riusciti a stabilire, con i segreti mai tanto velati e la situazione che, seppur sul filo del rasoio, resisteva. In tutto questo i figli appaiono come zavorre, che anche se coccolati o fatti divertire, non hanno il peso necessario per mantenere salda e unita una storia. In questa girandola infinita di incontri clandestini e litigi furiosi, sembra quasi di rivedere il quartetto imperfetto di Closer, dove la passione scattava irrefrenabile e dove ognuno finiva per rimanere tradito dall’altro. I toni sono qui meno teatrali, l’origine letteraria si sente anche nelle numerose citazioni che , professori, snocciolano ai loro studenti e che inquadrano alla perfezione la loro di storia. Nonostante il gran cast –Naomi Watts, Mark Ruffalo, Laura Dern e Peter Krause- gli attori appaiono un po’ appannati e ingabbiati nei ruoli che la sceneggiatura –premiata al Sundace Festival- non lascia sfogare. Gli scoppi d’ira, così, e il finale amaro che più volte inganna lo spettatore portandolo a pensare il peggio, dà però una ventata non tanto di ottimismo, ma di libertà che serve a risollevare i toni claustrofobici del film.



Il film è andato in onda ieri sera su La Effe (canale 5) e sarà replicato domenica 23 alle 14:05 e lunedì alle 23.45

martedì 18 giugno 2013

Rectify

Quando i film si fanno ad episodi.

Sundance Channel ci regala un'altra perla.
Dopo il lento ma d'autore (la regia è di Jane Campion) Top of the Lake, il canale ha infatti proposto un'altra serie capace di affrontare un tema ostico con una maestria da brividi.


L’argomento carcerario, le condizioni di vita dietro le sbarre, il tempo da riempire tra paure e speranze, è già stato trattato in passato sia sul piccolo schermo (Banshee o Prison Break) sia su grande, ma mai è stato approfondito come in Rectify. Mostrando Daniel Holden che esce di prigione dopo 19 anni nel braccio della morte, la serie indaga soprattutto a livello psicologico sul suo protagonista, probabilmente un po’ speciale già a 18 anni, ora ancora più stranito, attonito e impreparato ad affrontare un mondo che è andato avanti senza di lui. La sua metodicità, la sua ricerca nel non pensare e nell’affondare nei libri viene così scossa all’improvviso quando i test del DNA sembrano scagionare la sua accusa di omicidio nei confronti di una quindicenne, stuprata e uccisa. Il suo reinserimento viene così spesso inframmezzato a lunghi flashback che mostrano la sua vita in una cella tanto piccola, in una personalità che cerca di annichilirsi e di resistere.


Al di là dell’approfondimento, perfetto e straziante, della personalità di un nuovo libero e la capacità di fotografia e macchina da presa di emozionarci, Rectify è anche un drama e un giallo, che vede riaprire un caso che aveva scosso un’intera comunità e con questo le sue ferite. Sembra esserci del marcio dietro, ma noi, come tutti i famigliari e i conoscenti, oscilliamo, incapaci di capire se Daniel sia davvero innocente o meno, e veniamo spiazzati da quelle mezze verità, da quella confessione datata e forse estorta. Nella settimana del suo rilascio, veniamo calati nei suoi panni e in quelli sempre conflittuali della sua famiglia, con una sorella devota (una splendida Abigail Spencer), un fratellastro giovane che cerca di aiutarlo e un altro che invece lo denigra e lo teme. Loro sono lo specchio dell’intera società, mentre la madre, fragile e spaventata, va avanti grazie alla routine.
In tutto questo c’è posto anche per la religione, per la promessa di una rinascita che tanto ha tardato ad arrivare e che ha le sembianze angeliche della cognata acquisita.
Grazie alla bravura straordinaria di ogni attore (Aden Young in primis), la serie mescola sapientemente questi temi, attraverso canzoni ormai vintage, ambientazioni e ritmi tanto lenti quanto affascinanti, facendo leva sulle nostre coscienze, delimitando gli spazi e i movimenti, creando scene potenti e lasciandoci con un finale amaro e ancora aperto che fa già crescere l'attesa per la già confermata seconda stagione.


lunedì 17 giugno 2013

Biglietti, Prego! - Il Boxoffice del Weekend

La calda estate è arrivata ma la gente trova refrigerio al cinema anche se i numeri sono in netto calo. Probabilmente per questo si scelgono film scacciapensieri, e il podio si compone ancora una volta di filmoni hollywoodiani. Fortunatamente Sorrentino e la sua Grande Bellezza resistono stabilmente in quarta posizione e la Disney/Pixar continua a mietere successi nelle sue riproposizioni che si piazzano per la quarta settimana di fila in settima.
Festeggiando il post numero 501, ecco i dettagli:

1 Into Darkness - Star Trek
week-end € 861.107 (totale: 1.046.628)

2 After Earth - Dopo la fine del mondo
week-end € 717.058 (totale: 3.132.508)

3 Una notte da leoni 3
week-end € 636.248 (totale: 11.639.021)

4 La grande bellezza
week-end € 263.873 (totale: 5.740.330)

5 Fast & Furious 6
week-end € 194.361 (totale: 12.618.621)

6 Hates - House At the End of the Street
week-end € 110.587 (totale: 110.587)

7 Monsters & Co.
week-end € 98.690 (totale: 98.690)

8 Niente può fermarci
week-end € 97.982 (totale: 97.982)

9 Il grande Gatsby
week-end € 83.251 (totale: 7.161.868)

10 Epic - Il mondo segreto
week-end € 77.046 (totale: 2.496.004)

domenica 16 giugno 2013

Rumors Has It - News dal Mondo del Cinema

Dopo qualche settimana di pausa, torna la rubrica di In Central Perk che spulcia tra le notizie e i rumors di Hollywood e non solo! Pronti? Via!

Si inizia con un trailer dei film più attesi! Si tratta del secondo capitolo della saga de Lo Hobbit diretto da Peter Jackson. La desolazione di Smaug arriverà nelle sale italiane il 12 dicembre, ecco cosa ci aspetta:



Natalie Portman si appresta a tornare in gran forma al cinema! Dopo l'Oscar nel 2011 e una pausa, ora vede in uscita/in lavorazione due film con Terrence Malick, Thor e la scritturazione per un ruolo dark in Dare Me, tratto dal romanzo omonimo di Megan Abbott e diretto da Michael Sucsy, che è incentrato sulla lotta tra due squadre cheerleader. Bentornata Natalie!

Anche un'altra giovane non si ferma più! Emma Watson dopo aver incantato in Noi siamo infinito, ha nel suo futuro la saga tratta da Queen of the Tearling, trilogia della scrittrice Erika Johansen ambientata in un futuro post apocalittico (e prodotta da David Heyman di Harry Potter) e in prossima uscita, oltre all'attesissimo Bling Ring della Coppola, Facciamola finita di Seth Rogen e Evan Goldberg.

Chi invece aveva deciso di prendersi una -meritata- pausa sembra già ripensarci. Il sempre più bello e bravo Leonardo di Caprio apprezzato in ruoli da Oscar come Gatsby e Django, si è interessato a un progetto sulla misteriosa figura di Raspuntin. Il copione che Jason Hall sta scrivendo sarà infatti prodotto e interpretato dall'attore. Che l'Accademy lo snobbi pure questa volta?

Anche il suo rivale nel film tarantiniano, il fantastico Christoph Waltz non sta certo con le mani in mano! Nel suo futuro ci sono gran nomi: Big Eyes di Tim Burton e The Zero Theorem di Terry Gilliam, più un probabile ritorno di collaborazione con Roman Polanski con cui aveva già lavorato in Carnage. Il progetto per ora intitolato True Crimes riguarderebbe la storia vera del detective Jacek Wroblewski e la riapertura di un caso di omicidio legato a una scrittrice polacca. Il nome del regista non è ancora confermato, però.

Joe Wright continua invece ad interessarsi a progetti letterari. Dopo il maestoso adattamento di Anna Karenina, dovrebbe infatti arrivare quello de La Sirenetta, alla cui scrittura sta pensando Kelly Marcel, basandosi sullo spettacolo per burattini proprio del padre del regista. Anche la Sony ha però in programma un film sulla fiaba dei fratelli Grimm, in una versione cupa e dark.
Quando a Hollywood mancano le idee...

Per finire, un altro trailer. Woody Allen dovrà fare i salti mortali per riconquistare la fiducia persa con To Rome with love, ce la farà?

sabato 15 giugno 2013

Banana Bread!

Il Fabbricatorte

Per sperimentare questa ricetta ci sono voluti:
1- Il frigo rotto e la conseguenza dipartita imprevista delle banane
2- La presenza del solo plumcake come forma per fare un dolce
3- L’improvviso ricordo di mia sorella che mi diceva dell’esistenza di questa delizia a Berlino
Ecco come ho sperimentato nella mia nuova cucina il banana bread, tanto semplice da preparare come buono da finire!

INGREDIENTI
4-5 banane mature
200g farina
120g zucchero
120g burro
2 uova
1 cucchiaino di cannella
3g bicarbonato
6g lievito
Sale
Limone

PROCEDIMENTO
Iniziare schiacciando le banane con una forchetta creando una poltiglia, quindi spremere qualche goccia di limone per evitare l’annerimento.

A parte iniziare montando lo zucchero e il burro ammorbidito fino ad avere un composto spumoso. Aggiungere quindi le uova e, dopo aver mescolato bene, farina, lievito e bicarbonato più un pizzico di sale.
Unire quindi le banane schiacciate e amalgamare il tutto. A questo punto –se piace- mettere un po’ di cannella che spezia il sapore.

Versare poi in una forma di plumcake ben infarinata e imburrata (se in silicone lasciare pulita) fino a ¾ dell’altezza. Infornare a 180° per un’ora e quindi… Buon appetito!


venerdì 14 giugno 2013

La Grande Bellezza

Andiamo al Cinema


Ci sono pochi film che ti segnano quando esci dalla sala. Film che per qualche ora –e, se si è fortunati, per qualche giorno- riempiono con la loro poesia visiva, facendoti vedere il mondo in modo diverso, ricercandone e trovandone la bellezza.
Sono ancora meno i film italiani che riescono in quest’impresa, vessati come siamo da un pubblico alla ricerca della risata facile, degli stereotipi e delle saghe in cui staccare la mente per qualche ora.
Ad allontanarsi da questo filone è, da sempre, Paolo Sorrentino. Un regista italiano che ha però abbracciato uno stile internazionale nelle sue opere, arrivando a sbarcare negli States con This must be the place. Il suo ritorno in patria era quindi rischioso, e leggere nel cast nomi come Sabrina Ferilli e Carlo Verdone ad affiancare il feticcio Toni Servillo faceva rabbrividire e la paura per un buco nell’acqua era alta. I 10 minuti di applausi a Cannes (nonostante l’uscita a mani vuote dalla kermesse) e il successo di pubblico nelle ultime settimane, conferma invece che Sorrentino non ha perso il suo smalto, ma che anzi, con La grande bellezza la sua capacità registica e il suo graffio si sono fatti ancora più profondi.


Il tutto si capisce fin dall’inizio, con un cororeligioso a fare da sfondo e l’accecante bellezza della città eterna mostrata con sapienza di movimenti che finiscono per far stramazzare al suolo un semplice ed estatico turista orientale. Sindrome di Stendhal? Crepacuore? Roma può avere anche questa conseguenza, e uscire dal cinema senza il desiderio di rincorrere e scoprire le ambientazioni di scena è quasi un peccato mortale.
Ma Roma non è solo questo, anzi. Roma è gente colta e acculturata o solo molto snob, è aperitivi vista Colosseo, è principi e principesse decaduti e ora in affitto, è feste a non finire, è sesso facile e ipocrisia, tanta ipocrisia. Questa è la Roma che Servillo ci mostra, questa è la Roma vissuta da Jep Gambardella un romanzo alle spalle e solo tanta bella vita poi che lo ha portato all’apice della scala sociale. Jep è l’uomo di mezza età che non ha peli sulla lingua, incantato ma annichilito dalla sua città, circondato da amici di facciata, amici ipocriti più di lui perché inconsapevoli di esserlo. Jep si muove nel suo universo romano senza lasciare che qualcosa lo tocchi davvero, che sia una performance artistica o l’ennesima avventura, ma compiuti 65 anni qualcosa scricchiola, e a causa della morte del suo primo amore, la sua vita gli appare in tutta la sua piena vacuità.
Ridurre però La grande bellezza ad una trama non sarebbe giusto, ci si trova infatti man mano in situazioni e ambienti diversi, a seguire Jep nelle sue camminate alle prime luci dell’alba, nelle feste e nei ritrovi. Lo si segue e così si conosce l’universo che lo circonda, scoprendo il lato amaro di una vita tanto facile, scoprendo le bugie e i falsi sorrisi nei volti di ognuno.


Sorrentino non risparmia nessuno, mette al vetriolo una società dell’apparire, in cui vengono compresi anche clero e aristocrazia, con battute fulminanti e dialoghi illuminanti. La sua macchina da presa si muove sorniona, compie evoluzioni e scopre una città tutta da scoprire, una città bella, grande e bella usando come sottofondo una colonna sonora in cui canti religiosi si amalgamano alla perfezione a canzoni intimiste. Toni Servillo è come sempre immenso, e regala la sua ennesima interpretazione ad alti livelli che si va a collocare nella sua ormai stupefacente filmografia, ma Sorrentino dimostra le sue doti anche riuscendo a riunire un cast non facile e eterogeneo dirigendolo splendidamente, prova ne sono quel Verdone e quella Ferilli che sicuramente trovano nel film il ruolo della loro carriera.
Nonostante qualche impasse, e la lunga, forse troppo, durata complessiva (a mio avviso, il finale a 100 minuti era ottimo) si arriva alla fine con qualche lacrima, più di un’emozione e la sensazione che, in fondo in fondo, il buon cinema italiano si sa ancora fare.



giovedì 13 giugno 2013

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Ora che l'estate sembra essersi decisa ad arrivare, le nuove uscite non si fermano. Una valanga di pellicole ci aspettano nelle sale, ma a cosa dare la precedenza?
Ecco qualche consiglio:

Into Darkness 
Da non appassionata della saga di Star Trek mi sono tenuta distante dal precedente capitolo, ma questo trailer promette già un alto tasso di adrenalina e di pathos. Il marchio J. J. Abrams è sempre una garanzia.









Hates - The house at the end of the street 
Un horror classico su una casa nella quale è avvenuto un duplice omicidio. La nuova vicina stringerà amicizia con il figlio della coppia assassinata, ma sarà veramente chi sembra? Consigliato solo per la presenza della sempre brava e bella Jennifer Lawrence.








Il fondamentalista riluttante 
Mira Nair firma un film che vuole far riflettere. La vita di un professore, fidanzato e in carriera, cambia con la tragedia dell'11 settembre. Essendo islamico viene ora visto con sospetto e con odio dalla patria che lo aveva accolto.







Una ragazza a Las Vegas
Un cast stellare -Bruce Willis, Rebecca Hall, Catherine Zeta-Jones, Vince Vaughn- per una commedia ambientata tra casinò e scommesse illegali. Un po' d'amore per condire un film che non promette certo esaltazioni.








Killer in Viaggio
Un po' più promettente una commedia indie direttamente dalla Gran Bretagna e dall'umorismo nero. Protagonista una coppia osteggiata dalla madre di lei, che parte per un viaggio in caravan in cui però scapperà qualche morto. La motivazione? La mancanza di buona educazione.







Il caso Kerenes
Dalla Romania questo dramma che vede al centro della scena il rapporto morboso tra una madre possessiva e un figlio che vorrebbe sfuggire dalle sue grinfie. Quando inavvertitamente investe un bambino, però, proprio la madre cercherà di salvarlo dallo prigione.







La leggenda di Kaspar Hauser 
Davide Manuli dopo aver visto uscire con ritardo Beket, ci riprova con questo film artistico e parecchio radical chic che indaga ancora una volta sulla misteriosa figura di Kaspar Hauser, il bambino d'Europa che incuriosì Norimberga e non solo, arrivando in città dal nulla. Le sue origini, forse nobili, non vennero mai chiarite. Tra i protagonisti Vincent Gallo e Claudia Gerini.






Niente può fermarci 
Un narcolettico, un internet-dipendente, un affetto dalla sindrome di Tourette e un ossessionato dall'igiene e dal timore del contatto fisico si conoscono in una clinica dove i genitori li hanno mandati per curarsi e decidono di partire perIbiza. Parte così un road movie fatto di prime volte e prime esperienze che li segnerà. Luigi Cecinelli firma una commedia italiana che si differenzia dalle ultime prodotte e vede nel cast comparse come Serena Autieri, Paolo Calabresi, Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Gérard Depardieu, Carolina Crescentini, Eva Riccobono e Lucia Ocone.



Infine da segnalare l'uscita Disney della settimana -Monsters & Co. in 3D- e il documentario Trashed, narrato e vissuto in prima persona da Jeremy Irons, che mostra le conseguenze della nostra società usa e getta e materialista.


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