14 luglio 2018

Holy Motors

#LaPromessa2018

Incute timore e rispetto fin dal titolo.
E se ne sta lì, buono ad aspettare il suo momento, fin dalla sua uscita.
Al tempo, avevo previsto anche una capatina a Torino per poterlo vedere su grande schermo, avevo sperato nella programmazione dei cinema di zona, ma niente.
Poi, tutto il clamore, tutto l'entusiasmo di critici, di esperti, di blogger, mi avevano intimorito. Per dire, pure quel migliore amico solitamente distante da film così ricercati, se n'era innamorato, complice la presenza della sua beniamina Kylie Minogue e premeva, spingeva alla visione.
Che -in quel tumultuoso 2013 (anno di uscita in Italia)- c'è stata, ma mi aveva visto crollare al sonno dopo una mezzora, causa ora tarda, causa stanchezza, causa momento sbagliato.
Così, con la coda di paglia, ho preferito aspettare, rimuovere dalla memoria quanto visto, e cercare un altro momento, un'altra serata, in cui approfondire la conoscenza con Holy Motors.
E quel momento, è arrivato.



Senza girarci troppo attorno, sì, capisco benissimo e appoggio appieno chi ha parlato di capolavoro, di film dell'anno, di film da annoverare fra i migliori di questo secolo.
Strano ma non difficile, ostico ma non impossibile, a suo modo cervellotico ma soprattutto pieno, colmo di cuore e di malinconia, Holy Motors è tutto e il contrario di tutto.
È una riflessione sul cinema, sul ruolo dell'attore, sulla società e la sua evoluzione, sulle maschere che si indossano, sulla fatica che comportano, sull'amore, su il sé, che resta indietro.
È probabilmente anche altro, una presa in giro, un divertissment in alcune sue parti, un gioco serio ma non serioso, una commedia grottesca.
È, poi, quasi preveggente, visto oggi in cui i filtri, le finzioni, gli attori fuori dal set abbondano.
Holy Motors è davvero tanto, ma mai troppo, è prima di tutto un film sulle spalle di Denis Lavant, sulle sue trasformazioni fisiche, sulle sue 24 ore passate in giro per Parigi, su una limousine, a cambiare pelle, trucco, personaggio. Mettendoci l'anima, e perdendola pure.
Finché non arriva il colpo al cuore, l'incontro imprevisto, il passato che bussa e risuona fra le macerie come un canto pieno di rimpianti e malinconia.


Attore senza regista, in scena senza un palcoscenico, senza una macchina da presa a renderlo fittizio ma con una grande macchina vistosa a scortarlo da una vita all'altra, Oscar si sente solo e la sua solitudine si sente tutta, nelle espressioni quando il trucco lo toglie, davanti allo specchio, nell'unica risata che si concede con la sua autista Celine.
Ci sono le scene, poi, entrate dritte dritte negli annali del cinema, quel mostro che mangia fiori al cimitero, che come una Pietà posa al fianco di una modella irraggiungibile, quella maschera verde calata sul viso, quella tuta di motion capture inquietante e magica, quella scimmia che aspetta diligentemente in casa come la miglior casalinga, quel dialogo tra limousine -stoccata finale-, quel tetto di un hotel fatiscente a fare da sfondo a un ricordo irraggiungibile.
E poi, le musiche, dalla canzone struggente cantata proprio dalla Minogue, al saper rendere giustizia pure alla bistrattata fisarmonica.
Non pretendo di analizzarlo o saperlo analizzare, non pretendo di aver colto ogni sfumatura, ogni significato, né di saperlo recensire o descrivere a dovere, perché potrei solo andare avanti per immagini, per frasi secche.
Lascio invece parlare il cuore, che ancora palpita, lascio parlare gli occhi, ancora lucidi, ancora pieni di scintille.
Davanti ai grandi film, questo so fare, questo è meglio fare: viverli e riviverli, anche con anni di ritardo.

Voto: ☕☕☕☕/5


10 commenti:

  1. Complimenti perché riesci a mantere fede alla promessa e stai recuperando un sacco di film. Io invece non ce la faccio, e cerco più che altro di restare dietro alle nuove uscite, sebbene spesso si rivelino delle cacchiate.

    Detto questo, Holy Motors recupero fondamentale. Nemmeno io so analizzarlo. Mi limito a gridare al capolavoro e basta. :)

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    1. Certi film andavano recuperati, e poi mica ho voglia di vedermi Zalone!
      L'unica difficoltà di tempo la sto riscontrando con The Wire, tante stagioni e episodi a lunghezza difficile da digerire e organizzare, ma ce la farò :)

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  2. Proprio capolavoro io non credo, tuttavia gran bel film, ambiguo e strano ma intenso e incredibile ;)

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    1. Quella parola la uso poco, diciamo che capisco chi l'ha usata, mi viene quasi da condividerla proprio perché è un film che parla di film, di ruoli, ma anche e soprattutto di vita.

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  3. Film che ho sempre temuto, ma la tua recensione dà di certo motivazione e coraggio. ;)

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    1. Della mia Promessa era quello che temevo di più, proprio per il clamore, per l'aurea che lo circonda. Per fortuna si è rivelato proprio come tutti mi dicevano, e son convinta piacerà anche a te, coraggio :)

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  4. Film pazzesco, uno dei più geniali e travolgenti degli ultimi anni.
    Promosso in maniera totale.

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    1. Ricordo l'invidia e il timore per vederlo in cima a tutte le vostre classifiche, ora che ho colmato la mia lacuna, vi appoggio in pieno!

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  5. mitico cult movie, un po' lynchano, ma di grande visionarietà

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