20 gennaio 2021

Antebellum

Andiamo al Cinema su PrimeVideo
(PRESENTI SPOILER, A DIFFERENZA DI PRIMEVIDEO AVVERTO)

Tra i miei credi ce n'è uno a cui difficilmente transigo:
"Non si guardano Trailer".

Che rovinano l'attesa, non la fanno crescere, che poi passi tutto il tempo del film ad aspettare l'arrivo di quella scena, di quell'attore, di quella canzone.
E allora, oramai da tempo, i trailer mica li guardo, guardo altro/parlo con il giovine quando passano in sala (ah, i bei tempi!) e per capire di cosa tratta un film mi limito a leggere poche righe di trama in giro.

Ora, il mio metodo viene meno se PrimeVideo mi presenta il suo Antebellum così:

L'autrice di successo Veronica Henley si ritrova intrappolata in una realtà orribile e dovrà scoprire il mistero sconvolgente che si nasconde dietro questa nuova verità.


E io mi dico, okay, sarà quel che sarà, di novità ce ne sono poche, di Janelle Monàe ci si fida, vada.
Ma mi ritrovo dentro una piantagione, altro che scrittrice di successo!
Veronica è Eden, è una schiava che raccoglie cotone, violentata e picchiata sistematicamente da quei razzisti dei suoi padroni, con la guerra civile in pieno fermento ma ancora distante da una fine liberatrice.
Poi, improvviso, un telefono suona, un brivido risveglia dal dolore/orrore a cui una certa filmografia rischia di averci fatto abituare, e il colpo di scena arriva!


Eden è effettivamente Veronica, una scrittrice di successo.
Un'opinionista pure, che tra televisione e conferenze parla alla sua comunità, parla di quanto ha subito, di quanto ancora si deve cambiare.
Un colpo di scena bello e buono perché si passa da quel passato che sembrava remoto a un presente chiassoso e divertente, con le amiche di Veronica pronte a far festa, a scatenarsi in questa uscita libera in Lousiana.
Ma c'è una presenza inquietante che segue Veronica, che entra nella sua privacy e alla fine ha la meglio.
Una presenza che la porta proprio lì, dove l'abbiamo conosciuta e dove ora tutto ci è più chiaro.

Lo capite anche voi, impavidi che avete letto noncuranti dell'avviso spoiler o che il film già l'avete visto, come il sapere di questo cambio di prospettiva, di questo colpo di scena shymalalalalalayano inficia tutta la visione del film?
Come se già si sapesse che Bruce Willis è morto all'inizio del Sesto Senso, come se tutte le citazioni della canzone Kevin Spacey (oh, com'è invecchiato male questo titolo!) non si conoscessero e il buon Caparezza finisse per essere il più odiato dei cantanti dai cinefili.


Se il giovine che spesso neanche sa che film si va a vedere (al cinema come sul divano) Antebellum se l'è goduto più di me, io ho potuto comunque ammirare quella fotografia nitida a fare ancora più male, quella fuga sanguinolenta che fa fare un tifo da stadio per Veronica (dopo averla insultata per gli errori più banali commessi), e soprattutto si applaude per la bravura e la caparbietà della Monàe.
Certo, i richiami a un 12 anni schiavo versione femminile e rivisitato faticano a passare in secondo piano, e le frecciatine alla politica di oggi non mancano, neanche stessimo guardando una versione conservatrice retrograda del gioco democratico di The Hunt.
Con molte decisioni discutibili in fatto di finale (i rallenti), con una certa ricerca all'effetto migliore, Antebellum resta comunque una visione capace di coinvolgere e stupire… e se magari si evitava di dire tutto nella sinossi era meglio.

Voto: ☕☕/5

8 commenti:

  1. Beh, su Prime sono davvero dei maledetti a spoilerare il film così, anche perché il colpo di scena è abbastanza agghiaggiande.

    LA Monae è meravigliosa ma il mio cuore ha battuto anche per la ex Queenie di American Horror Story, semplicemente favolosa.

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    1. Il colpo di scena fa anche il film, quindi questo bisogno di sinossi-rivelatrice non lo capisco proprio. Invidia al giovine che se l'è goduto.

      Queenie/Precious è sempre una meraviglia, io l'avevo amata ai tempi di Big C!

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  2. Per mia fortuna sono riuscito ad evitare anche l’auto sabotaggio di Prime Video, il dubbio che ho con un film così è che in certi momenti basta una commessa maleducata per parlare di razzismo, questo per dire che non tutto è proprio raffinato nel metaforone del film, però mi piacciono le pellicole che cambiano direzione in corsa e che Caparezza è stato profetico, se l’obbiettivo era farsi odiare con quel pezzo, in anticipo sui tempi ha chiamato la canzone con il nome di uno dei più odiati del pianeta. Cheers!

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    1. Caparezza profeta e lo dico? Lo dico: a me ha spoilerato I Soliti Sospetti e per questo non l'ho ancora visto. Già.

      Il colpo di scena fa il film, e quella parte moderna mette tutto in prospettiva. Se la gioca bene insomma, anche se nel finale il piano rischiava di rovinare tutto.

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  3. film cazzuto nient'altro da dire

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  4. Io ero ignaro del colpo di scena, però il film non è che mi abbia convinto comunque. Sceneggiatura interessante, ma regia troppo discutibile. Persino io che sono un fan dei rallenti qui li ho trovati superflui...
    In mano a Shymalalalalalayan probabilmente sarebbe stato una bomba.

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    1. I rallenti sono il male di certi film, e qui se ne abusa senza averne bisogno visto che la trama regge bene anche senza eccessi di regia.
      Shamalalalalayan avrà intuito tutto anche senza lo spoiler di Prime, The Village insegna.

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