Sono una fan di Scream semplice: datemi un nuovo capitolo, un nuovo assassino da indovinare, datemi vittime che muoiono nei modi più truculenti, e mi farete felice.
Se davvero davvero volete fare un sequel di Scream però, ci sono delle regole da rispettare.
Ci sono i riferimenti ai capitoli precedenti, i riferimenti a Stab e ovviamente molti Easter eggs che sono così lampanti da non dover nemmeno essere nascosti e quindi chiamati così. Facciamo omaggi, che è più chiaro. C'è il colpo di scena che non può mancare, ovviamente, e una certa dose di nostalgia aggiornata che rende meno amaro anche il capitolo meno riuscito.
Ora, possiamo dirlo che questo Scream 7 non è fra i migliori? Sì.
Lo giustifica il fatto che non era il seguito pensato, che la premiata ditta Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett è uscita dalla nuova saga per divergenze creative, diciamo pure per prendere posizione in quella Hollywood spaventata dalla politica che ha rinnegato Melissa Barrera per le sue dichiarazioni e che è stata seguita a ruota dalla sorellina Jenna Ortega "ufficialmente" impegnata in altri set.
La palla è tornata allora al suo creatore originale, a quel Kevin Williamson capace di raccontare tormenti e brividi dell'adolescenza come sceneggiatore e creatore proprio di Scream ma anche di So cosa hai fatto e soprattutto di quella perla adolescenziale che resta Dawson's creek.
E ci prova, Williamson alla regia per la prima volta oltre che alla sceneggiatura, a raccontare i giovani di oggi, ma lo fa in modo così asciutto e superficiale e veloce da non riuscire a rendere minimamente indimenticabili gli amici di Tatum, la figlia di Sidney.
Abbiamo il vicino creepy, abbiamo l'amica diva, abbiamo l'altra amica che oltre ad essere non bianca altro non è a livello caricaturale e poi abbiamo il fidanzatino che sembra uscito da un Cioè degli anni '90. Fortuna allora che c'è Sidney, che trasferitasi in un sobborgo che sembra immagine e somiglianza Woodsboro non trova pace, nemmeno con un marito aitante come Joel McHale, nemmeno con una figlia che vuole sapere troppo, a cui non bastano i film e il memoir e i podcast sulla vita passata della madre, ma vuole sentire da lei i suoi traumi.
Tatum che a parte avere il nome dell'amica morta nel modo peggiore è solo un bel faccino spesso imbronciato, che si sceglie male amici e fidanzato e tempismo di fuga, poco ha dell'allure della madre.
Scream 7 ci prova a essere un sequel adulto, quello che ci si aspettava quando Scream 5 è stato messo in produzione e che trova in Sidney quella protagonista che nel n.6 non c'è stata per un'altra divergenza creativa, leggasi Neve Campbell voleva più soldi.
Ora, Williamson l'ha accontentata, l'ha resa più protagonista di un sequel effettivo, non più un requel (reboot+sequel) nei panni di una madre protettiva e soprattutto l'eroina senza scrupoli che già conoscevamo.
E ritrovarla è un piacere, un po' meno ritrovare i fantasmi di Ghostface che accumula cadaveri senza peso, che macina tormenti evocando il fantasma e la teoria del complotto che vuole Stu ancora vivo e che si rivela essere sì spietato e finalmente di nuovo capace di uccidere, ma i fratelli Meeks-Martin qui sottoutilizzati e in fin dei conti complici di una strage, non la prenderebbero bene la rivelazione di assassini che devono spiegarci chi sono, di cui poco ci interessa, che escono dai canoni dei serial killer legati a doppio filo con il passato.
Il ritorno di Gale, poi, non rende onore a un personaggio che sembra sempre più la caricatura di se stesso così come sembra la caricatura di un volto riconoscibile, e lo so che metterla sull'estetico non è mai onorevole, ma davvero, perché Courtney Cox?!
Il finale è una delusione anche per l'uso fittizio dell'AI, per un capitolo ricco di scivoloni, a partire da una sicurezza inesistente in una città che è sotto coprifuoco, da scelte sempre sbagliate di chi apre porte e di chi non controlla il morto fino a gente che si divide senza un motivo.
Ci si continua a divertire, quello non lo nego, e la scena di apertura sa essere goduriosa e promettente, ma questo capitolo transitorio, meno metacinematografico, che vuole creare una nuova final girl e una nuova stirpe di sopravvissute, meritava una sceneggiatura migliore.
Ci si riuscirà con il prossimo già annunciato capitolo? La produzione farà pace con Barrera e Ortega riportandole come vere eredi di un franchise che continua ad accontentare i suoi fan, a volte anche troppo?
Da fan che si accontenta con poco, ma che le regole le vuole rispettate, lo spero.
Voto: ☕☕½/5



Per me, purtroppo, il più brutto e sconclusionato della saga.
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