25 aprile 2026

Goat - Sogna in grande

Andiamo al Cinema

Benvenuti a questa grande serata di grande sport!
Siamo di nuovo in sala, o forse dovremmo dire finalmente, che ormai di grandi eventi in formato animazione per tutta la famiglia ne escono sempre meno.
Una strategia da parte delle case di produzione, per sfruttare più a lungo i loro titoli, per non assieparsi e togliersi pubblico e cercarlo poi nelle piattaforme dove questi grandi eventi vengono scaricati velocemente?
Ok, ok, torniamo al punto.
Benvenuti alla corte della Sony Pictures, una casa di produzione che si è data all'animazione più folle e esagerata. Sperimentano, i nostri, lo fanno più di una Disney ormai affezionata ai suoi classici da far rivivere e di una Pixar che cerca la sua strada tra sequel e inclusione e una Dreamworks che sembra rimasta al palo.
Ecco quindi che in una stagione molto animalesca, la Sony schiera Goat in tutta la sua imponenza. 
No, non quella del suo protagonista, una capra con cui si gioca fin dal titolo (Greatest Of All Time), nemmeno quella dei Thorns, la squadra non troppo vincente di Pallaruggente che assomiglia molto alla pallacanestro ma con ostacoli e difficoltà in base alla posizione geografica del campo. Intendo proprio Goat il film di animazione che parte da una trama classica e da dinamiche già incontrate, per svilupparsi in modo del tutto originale e esagerato.


Abbiamo infatti la vecchia gloria che non cede al passare del tempo, è una Goat vera e propria la pantera Jett Fillmore che anche se un campionato di pallaruggente non l'ha mai vinto non ne vuole sapere di ritirarsi, nonostante gli acciacchi dell'età, nonostante i fan pronti a insultarla e da qui la decisione matta ma anche beffarda da parte di una manager facocera e senza scrupoli di arruolare Will Harris, una piccola capra, come nuova stella della squadra. Capacità? Qualcuna, se non si fa prendere dall'ansia e dalle paure, che ha dimostrato in un video diventato virale da cui il successo, da cui il contratto firmato.
Il resto dei Thorns è formato da tipi buffi e personaggi che fanno da spalla comica, dalla struzza con complessi di inferiorità al rinoceronte padre single, passando per una giraffa senza casacca con il sogno di essere un rapper al mio preferito, quel drago di Komodo di Modo, matto come un cavallo. E a proposito di cavallo, c'è lo stallone Mane Attraction che è il classico rivale sbruffone e da battere a cui arrivare partita dopo partita.
Partita dopo partita in cui si evidenziano i difetti e le difficoltà dei Thorns, con una primadonna che non lascia campo né agli avversari né ai compagni di squadra, in cui ci si scontra con le novità che portano un filo di fiducia in più, per poi capirsi tra strategie che funzionano e ego da mettere da parte e venirsi incontro e diventare vincenti e imbattibili, riuscendo ad arrivare a un'agognata finale in cui ovviamente tutto può ancora essere rimesso in gioco.


Schema classico da film sportivo?
Certo! Ma con gli accorgimenti della Sony a renderlo originale e esagerato fin dall'inizio, fin dalla presentazione di Will che si muove in una giungla urbana trafficata e affollata, piena di suoni e colori e rumori,  nelle vesti di un fattorino squattrinato, affittuario di una famiglia di numerosissimi gerbilli, con amici hacker, un posto di lavoro che è la taverna dei Thorns e una famiglia a tutti gli effetti per Will che sogna di sfondare nella pallaruggente in cui non sembra esserci posto per i piccoletti come lui.
L'animazione a tecnica mista già sperimentata con lo Spiderverse si fa qui ricca di particolari e sfaccettature, con la tendenza a farsi grafica e grafittara, urban e ovviamente anche jungle.
La pallaruggente rende omaggio ai grandi del basket -nomino giusto Stephen Curry (anche produttore)- e da non appassionata pur non conoscendo né fama né importanza, capisco com'è che cammei vocali, easter eggs e qualche riferimento, hanno mandato in visibilio i fan.


Negli Stati Uniti Goat è stato un successo, capace di scavalcare Cime Tempestose al botteghino, da noi ha avuto meno fortuna probabilmente per una sua natura meno classica, più sportiva, meno capace di attirare le famiglie ormai abbonate alle piattaforme e alla loro produzione piatta.
Un peccato, perché di film di animazione così, coraggiosi nel rimaneggiare temi, che inventano espandono e sperimentano con la forma e il formato, c'è sempre più bisogno.
E se anche non si è sportivi, se anche la trama che procede per partite e livelli esalta con diffidenza nel farsi un filo prevedibile nelle vittorie e fuori dal campo di gioco in cui scontrarsi tra ostacoli sempre diversi, ci si diverte. Eccome se ci si diverte! In un altro mondo animale che i tic animali li prende in giro, li umanizza, li esagera.
L'ho già detto che c'è un drago di Komodo matto come un cavallo?
La battuta finale viene facile: non faccio di Goat il film di animazione più grande di sempre, ma uno dei più divertenti quello sì, vedendoci un filone che corre tra Disney, Pixar, Dreamworks e ora Sony, nel riportare il mondo animale sui nostri schermi, per riflettere la nostra condizione umana.

Trailer
Voto: ☕☕/5

1 commento:

  1. Lo dico? lo "Space Jam 2" giusto ;-) Non sarà rivoluzionaria la trama, ma il design generale è ottimo, e Steph Curry si è costruito una non-biopic molto divertente da vedere, quindi idealmente ha battuto LeBron James anche sul campo del cinema... Night Night (cit.) ;-) Cheers

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