24 ottobre 2026

La Fine di Oak Street

Andiamo al Cinema

Soggiornare a Oak Street è un po' come fare un viaggio nel tempo.
E non parlo del viaggio nel tempo improvviso che il quartiere si trova a fare ritrovandosi circondato da foresta giurassica e da dinosauri affamati e incattiviti, parlo del viaggio nel tempo in un'epoca in cui film così, per tutta la famiglia, avventurosi, coraggiosi, pure un filo spaventosi, erano all'ordine del giorno al cinema.
Parliamo del cinema degli anni '80, in cui i protagonisti erano non tanto famiglie, ma ragazzini che si mettevano nei guai o che vivevano avventure fuori dall'ordinario, ma mettiamoci anche gli anni '90 con uno Spielberg che da bravo artigiano, da cuore cinefilo, sapeva riunire la famiglia tutta, per cacciare dinosauri fuori controllo o per aiutare un alieno a tornare a casa.


Non che David Robert Mitchell sia minimamente paragonabile a Spielberg nel suo essere un regista con una sua impronta, diciamo che si diverte senza far davvero sentire la sua presenza (quella c'è più a livello di scrittura, glielo concedo), un regista che si era perso un po' per strada, partito con un exploit horror di cui a breve ci regalerà un seguito non così atteso, proseguito con un film strano, ma strano forte e per questo molto, molto interessante e ora rieccolo qui, a Oak Street in un film che proprio per la sua regia credevo stesse più dalle parti del thriller, della paura.
Che c'è in formato famiglia, per carità, ma quale la mia sorpresa quando a vederlo in sala sono andati gli amici con i loro piccoli pargoli. Ho dovuto dargli fiducia, anche se la curiosità era data più dalla presenza di Ewan McGregor che dei dinosauri -a differenza di quei pargoli- e fortuna che ero riuscita a rimanere ignara della trama generale.
Che fondamentalmente è quella scritta più su: un intero quartiere che si ritrova per un glitch temporale circondato da dinosauri in epoca preistorica. Si tratta insomma di un survival movie, ma condito con una certa leggerezza e con una certa comicità anche se non mancano le morti cruente e i jumpscares. E pure un certo patema dato dal cane Starbuck che chissà come riesce a sfuggire ai dinosauri e a dare ai figli di Ewan e di Anne Hathaway la possibilità di muoversi in modo indipendente e pure un po' stupido in questa nuova epoca pericolosa. 


Sì, c'è pure Anne Hathaway nel film n. 3 del suo impegnatissimo 2026, quello in cui è già un'aspirante scrittrice in un matrimonio in crisi che si trova a dover gestire una crisi più grande con un marito più spaventato ma comunque capace di coraggio, ma con una canotta bianca d'ordinanza chi può diventare la vera eroina del film?
Ci si muove quindi scappando o investigando, salvando o lasciando andare, tra attacchi improvvisi e altri più striscianti, in una sequela ben oliata di scene d'azione e di scene di sopravvivenza che non lascia spazio alla noia. Nemmeno alla pesantezza quando il drammone famigliare è portato in primo piano, nemmeno sul finale quando uno spiegone parascientifico diventa l'inevitabile evoluzione della sceneggiatura.
L'allure di film vecchio stampo lo dà anche la colonna sonora incalzante di Michael Giacchino, e se gli effetti speciali sembrano più caserecci non è colpa della  Industrial Light & Magic, ma è una scelta di patina retrò come retrò in fondo è l'ambientazione anni '80 a Oak Street. Chiamali omaggi, chiamali saper fare un buon lavoro.


Non diventerà un classico, non per me almeno, ma magari per chi ha pargoli in fissa con i dinosauri e se l'è goduto in sala come si faceva ai vecchi tempi sì -e l'uscita estiva, scarica di titoli per tutti ha sicuramente giovato. Di sicuro salva una serata, diverte e prende, e prepara alla Settimana di Halloween a venire, dove più che i dinosauri faranno paura i fantasmi.
Quanto a David Robert Mitchell, seguirò gli sviluppi del suo They Follow in attesa di capire che tipo di regista vuole essere.

Voto ☕☕½/5

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