Tutti premiati, tutti felici?
Mettiamola così, in un'annata in cui di film belli, importanti e profondi, ce n'erano quasi troppi, ognuno si è portato a casa qualcosa.
Dunkirk si è accontentato dei premi tecnici,
Get Out a sorpresa della sceneggiatura originale, i
Tre Manifesti...,
L'ora più buia e
I, Tonya si devono "accontentare" degli attori e a spopolare, alla fine è il Messico e un inarrestabile Guillermo del Toro, miglior regista, miglior film il suo
The Shape of Water.
Delusioni?
Può dirsi delusa Greta Gerwig con
Lady Bird, ma ha ricevuto un supporto unanime da tutte le donne in sala, mi dico delusa per
Coco vincitore ai danni di
Loving Vincent, e premiato pure per la non certo memorabile
Remember Me, potrebbe dirsi deluso Guadagnino, ma James Ivory alla veneranda età di 90 anni vince per la sceneggiatura giovanissima di
Chiamami col tuo nome (a fargli compagnia, il lucidissimo e generoso Roger Deakins -68 anni- per la fotografia di
Blade Runner 2049), e Spielberg, bé, si accontenta della citazione di del Toro nel discorso di ringraziamento.
A proposito di speech, una standing ovation per quella pazza di Frances McDormand a sottolineare ancor più un'edizione quanto mai politica, con intermezzi femministi, antirazziali, a ricordare un impegno che non vuole e non deve smettere di farsi sentire, ora che la stagione dei premi è conclusa.
Ad alleggerire la situazione, un Jimmy Kimmel arguto e ironico, che c'ha regalato un Armie Hammer armato di spara-hot-dog, e ha regalato al costumista de
Il Filo Nascosto un jetski per il discorso di ringraziamento più veloce della serata. Sam Rockwell c'è andato vicino, grazie a genitori amanti del cinema come lui, mentre Gary Oldman si è giustamente dilungato per godersi il momento.
Le performance musicali non sono state all'altezza delle aspettative -in particolare la fredda e veloce
Mistery of Love di Sufjan Stevens, mentre ha commosso la sentita
This is me interpretata da Keala Settle.
Non potevano mancare poi innumerevoli battute sulla gaffe dello scorso anno ai danni di La La Land, ma quest'edizione forse un po' più profonda, fatta di troppi applausi a comando ma anche di tanto impegno, la ricorderemo per le ottime pellicole in gara, per il buon cinema fatto di sogni, di mostri, di coraggio e di amore.
Non ci si può lamentare, no, ora solo riposare e ricaricarsi un po', in vista della leggerezza del red carpet.
Di seguito, tutti i vincitori: