9 marzo 2018

Egon Schiele

Andiamo al Cinema

L'amore per Schiele nasce, ovviamente, fra i banchi del liceo.
Artista maledetto, artista censurato, accusato di pornografia, di pedofilia pure, scagionato poi ma con il quadro in questione bruciato in corte di tribunale, il rapporto malato con la sorella, i nudi eccessivi, la morte prematura, a soli 28 anni, a pochi giorni da quella della moglie.
Impossibile non rimanere affascinati da una vita simile.
I quadri poi, con la donna, se stesso, senza veli e senza vergogna, le pennellate decise, i contorni neri, il nero che avanza, e i tanti, infiniti disegni sopravvissuti alla sua morte, fanno il resto.
Un film su di lui, sul suo genio tormentato, sulla sua vita difficile, doveva essere fatto. E dalla Germania, passando per Zurigo, è stato fatto, arrivando in sala per pochi giorni, per quegli eventi artistici che sempre più affollano i nostri cinema.
Peccato, però, che se la vita di Schiele è così densa, così denso non è il film.

8 marzo 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema dell'8 Marzo

Gli Oscar sono stati consegnati e le sale, inesorabilmente, si svuotano di titoli di punta.
Si prova, allora, a dare spazio alle donne nel giorno della loro festa, ma con titoli piuttosto pesanti/irritanti/banali, per i maschioni, invece, brividi e pistole.
Un consiglio? Meglio andare di recuperi.

Nome di Donna
La situazione femminile oggi, con il lavoro precario per la maternità, con le avance sul lavoro e l'abuso di potere e mobbing a farla da padrone.
L'aria di pesantezza c'è, ma ci si affida a Marco Tullio Giordana.
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Ricomincio da Noi
L'amore alla terza età, dopo un tradimento, con la voglia di tornare a vivere.
Insomma, quei film semplici e leggeri, inglesissimi, per un pubblico più agée.
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Eterno Femminile
Biografia della famosa (ehm...) scrittrice messicana Rosario Catellanos.
Per donne radical-chic.
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Anche senza di te
Commediola romantica che vorrebbe aiutare a far fronte a una rottura e alle conseguenti crisi personali.
Il cast composto da Myriam Catania, Nicolas Vaporidis e Matteo Branciamore serve da monito.
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Vengo anch'io
On the road all'italiana, con i soliti personaggi strani e surreali.
Se fan di Corrado Nuzzo e di Maria di Biase, cosa che io non sono.
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Benvenuti a Casa Mia
"Prenditeli in casa te, gli immigrati!", non è la tipica frase di Salvini, ma lo spunto di un film francese che sembra la versione maschile e più terra terra del sempre francese Benvenuti... ma non troppo.
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Il Giustiziere della Notte
Eli Roth contro tutte? Per battere la concorrenza rosa si affida a Bruce Willis per quello che è però un classicone dell'azione/vendicativo rivisitato. Ma ormai fuori tempo.
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The Lodgers - Non infrangere le regole
Non poteva mancare l'horrorino con casa infestata e gemelli terrorizzati/terrorizzanti.
Per chi cerca comunque qualche brivido.
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7 marzo 2018

Mute

Andiamo al Cinema su Netflix 

Viene quasi da chiedersi se, per ammortizzare le spese di costruzione e di creazione degli effetti speciali, la scenografia e i tecnici di Blade Runner 2049 siano stati prestati a Netflix.
O se, nella speranza di un nuovo interesse e di una nuova ondata di successo per quei futuri distopici à la Blade Runner, più prodotti di questo tipo siano dati in pasto agli spettatori.
Dopo Altered Carbon, allora, Mute.
Dopo i replicanti da cacciare, la morte che non esiste, la tecnologia che è avanzata, fredda e lasciva, lasciando indietro chi da sempre non l'accetta.
A firmare il tutto Duncan Jones, che prima di essere il figlio di David Bowie è il regista di quel gioiellino di Moon, a fare da protagonisti un terzetto di belli e bravi composto da Alexander Skarsgård, Justin Theroux e Paul Rudd.
Viene da chiedersi allora perchè un film simile, con tutti gli investimenti del caso e i nomi altisonanti, sia fatto uscire non al cinema, ma direttamente su Netflix, e la risposta -purtroppo- arriva presto.

6 marzo 2018

Manhunt: Unabomber

Mondo Serial

Una serie TV ha fatto il suo dovere morale se finisce per farti tifare per il cattivo?
E se il cattivo è nientemeno che Unabomber, il cattivo dei cattivi, che ha terrorizzato l'America per 20 anni?
La risposta non la so neanch'io, ma Manhunt, sulla scia di Mindhunter (con cui condivide molto più oltre il titolo simile), questo porta a pensare.
Chiariamo: inizialmente no, si fa il tifo per la non più giovane recluta Jim Fitzgerald, fresco fresco di diploma come profiler, per il suo entusiasmo, il suo genio, la sua sagacia. Ci si gode a vederlo elencare i difetti nella condotta di un precisino come Unabomber, si patteggia per lui mentre difende di fronte a capi retrogradi nuovi modi di scoprire il colpevole, di cercare la verità.
Ma presto qualcosa si incrina.
Che in realtà, fin dalle prime frasi del primo episodio, Unabomber ci cattura, quella sua voce roca, profonda, che illustra il meccanismo di fiducia verso le poste, verso un pacco che arriva a casa, quel meccanismo di fiducia che lui è riuscito a turbare e interrompere, affascina come sa affascinare il male.

5 marzo 2018

Oscar 2018 - Il Red Carpet

Abbiamo visto i vinti e i vincitori di questa lunga notte, ora meglio stare leggeri e giudicare trucco, parrucco e soprattutto i vestiti, ora che sono tornati ad essere colorati e luccicanti.
Pronti?
Enzo Miccio, a me!

I MIGLIORI

Jennifer Lawrence si copre di più, e incanta di più

Oscar 2018 - I Vincitori

Tutti premiati, tutti felici?
Mettiamola così, in un'annata in cui di film belli, importanti e profondi, ce n'erano quasi troppi, ognuno si è portato a casa qualcosa.
Dunkirk si è accontentato dei premi tecnici, Get Out a sorpresa della sceneggiatura originale, i Tre Manifesti..., L'ora più buia e I, Tonya si devono "accontentare" degli attori e a spopolare, alla fine è il Messico e un inarrestabile Guillermo del Toro, miglior regista, miglior film il suo The Shape of Water.
Delusioni?
Può dirsi delusa Greta Gerwig con Lady Bird, ma ha ricevuto un supporto unanime da tutte le donne in sala, mi dico delusa per Coco vincitore ai danni di Loving Vincent, e premiato pure per la non certo memorabile Remember Me, potrebbe dirsi deluso Guadagnino, ma James Ivory alla veneranda età di 90 anni vince per la sceneggiatura giovanissima di Chiamami col tuo nome (a fargli compagnia, il lucidissimo e generoso Roger Deakins -68 anni- per la fotografia di Blade Runner 2049), e Spielberg, bé, si accontenta della citazione di del Toro nel discorso di ringraziamento.


A proposito di speech, una standing ovation per quella pazza di Frances McDormand a sottolineare ancor più un'edizione quanto mai politica, con intermezzi femministi, antirazziali, a ricordare un impegno che non vuole e non deve smettere di farsi sentire, ora che la stagione dei premi è conclusa.
Ad alleggerire la situazione, un Jimmy Kimmel arguto e ironico, che c'ha regalato un Armie Hammer armato di spara-hot-dog, e ha regalato al costumista de Il Filo Nascosto un jetski per il discorso di ringraziamento più veloce della serata. Sam Rockwell c'è andato vicino, grazie a genitori amanti del cinema come lui, mentre Gary Oldman si è giustamente dilungato per godersi il momento.
Le performance musicali non sono state all'altezza delle aspettative -in particolare la fredda e veloce Mistery of Love di Sufjan Stevens, mentre ha commosso la sentita This is me interpretata da Keala Settle.


Non potevano mancare poi innumerevoli battute sulla gaffe dello scorso anno ai danni di La La Land, ma quest'edizione forse un po' più profonda, fatta di troppi applausi a comando ma anche di tanto impegno, la ricorderemo per le ottime pellicole in gara, per il buon cinema fatto di sogni, di mostri, di coraggio e di amore.
Non ci si può lamentare, no, ora solo riposare e ricaricarsi un po', in vista della leggerezza del red carpet.
Di seguito, tutti i vincitori:

4 marzo 2018

Oscar 2018 - I Pronostici

Mancano ormai poche ore alla consegna degli Oscar ed è il momento di far ordine, di rivelare soprattutto i miei favoriti.
L'annata è stata e sarà di quelle importanti, e per chi -come me- si indigna per i troppi sequel/prequel/reboot che riempiono i cinema, vedere così tanti titoli importanti e originali, diversi per genere e stile, è una vera gioia.


Ora, la sfida sembra tutta tra The Shape of Water e Tre Manifesti..., mentre ancora più aperta è la sfida tra gli attori de L'ora più buia, Il Filo Nascosto e Chiamami col tuo nome.
Sorprese dell'ultim'ora, all'insegna del politicamente corretto (ovvero The Post e Dunkirk), del #metoo e degli #oscarsowhite potrebbero esserci, ovvio, e non mi vedrebbero per niente contenta.
Rimandando polemiche, gioie, entusiasmi e lacrime a questa notte (a proposito, seguirò il tutto su twitter), meglio se inizio a snocciolare i miei preferiti:

3 marzo 2018

Casablanca

#LaPromessa2018

Premessa alla promessa: Casablanca lo avevo già visto, anni e anni or sono.
Non lo ricordavo quasi più, ricordavo poco, se non le frasi cult, i momenti salienti, la malinconia che trasudava in quel finale diverso, e bellissimo.
Insomma, il più.
Il migliore amico, chiamato come sempre a fare da Joey al mio essere Dawson, non l'aveva mai visto. Mai.
E sì che lui suona il piano, come Sam.
Mi sono sentita un po' come Lorelai, sbigottita di fronte a un vergine Luke, un Luke che non sa cosa aspettarsi, che non sa cosa succederà.

2 marzo 2018

Lady Bird

Andiamo al Cinema

Lady Bird ha 18 anni, è all'ultimo anno di liceo, si appresta ad andare all'università e lasciare finalmente Sacramento.
Finalmente perchè Sacramento le è sempre stata stretta, lei ha sempre vissuto dalla parte sbagliata dei binari, non fra i quartieri più agiati, con le ville perfette dai perfetti giardini, e facendo shopping al negozio dell'usato, facendosi bastare quel che la famiglia ha.
Non che si lamenti, Lady Bird.
È testarda, è orgogliosa, nasconde le sue origini, lancia frecciatine alla madre che invece i conti li deve fare, con la crisi che avanza, con i doppi turni, con un marito senza lavoro e un figlio laureato che si ritrova a lavorare al supermarket.

1 marzo 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 1° Marzo

La ricetta per affrontare freddo e neve: chiudersi al cinema, scegliere fra il film da Oscar, il film di genere, le commedie legerissime, la pesantezza italiana o l'eleganza francese.
Fatto?

Lady Bird
Quei film indie che tanto piacciono da queste parti, un coming of age firmato dall'anima indie di Greta Gerwig che trova distribuzione e spazio grazie alla candidature all'Oscar.
Insomma, lo si vede e se ne parlerà presto.
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Red Sparrow
Una sexy spia in missione per cercare di capire cosa sia successo alla carriera di Jennifer Lawrence? No, l'ennesimo film che la Lawrence non imbrocca, perchè dopo la Theron  e dopo la Jolie, non ci serviva un altro film di genere come questo.
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Quello che non so di lei
Polanski e l'amore/ossessione fra due donne, due donne come Eva Green e Emanuelle Seigner, di mezzo la creazione e l'ispirazione letteraria.
Insomma, quei film francesi al 100% che fa sempre un gran bene vedere.
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Due gran figli di...
Classicissima commedia degli equivoci americana, con due figli alla ricerca del loro vero padre, ricerca difficile vista l'anima libertina della madre in gioventù.
Leggerezza fin troppo garantita da Owen Wilson e Ed Helms, nel bene e nel male.
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Dark Night
Era necessario raccontare in film la sparatoria avvenuta nel 2012 durante la proiezione de Il Cavaliere Oscuro a Aurora, Colorado? A quanto pare sì, ma che sia un bene vederlo, lo lascio dire ai posteri.
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Puoi Baciare lo Sposo
Quelle commedie italiane di Alessandro Genovesi con Diego Abatantuono che sembrano sempre le stesse, con l'aggiunta in questo caso della tematica LGBT. Anche no.
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Un Figlio a Tutti i Costi
Altra commedia leggerissima.
Basta la locandina.
E se non basta, basta il Trailer



La Terra Buona
Come sempre, meglio le commedie leggerissime nostrane, che le nostre produzioni vecchie e pesanti.
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È arrivato il Broncio
Per i genitori disperati, ecco l'animazione di serie B che terrà a bada la loro prole.
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