Andiamo al Cinema
Era da tanto che non vedevo un film così brutto.
Sì, sto parlando proprio di un film di Virzì, l'ultimo dopo una catena inarrestabile di successi, dove anche l'anello più debole (Ella & John) per quanto buonista, sapeva conquistare.
Motivo per cui questa caduta da così in alto fa ancora più male.
E lo fa anche perché sembrerebbe il film perfetto per Virzì: un film che parla di nostalgia, di cinema, di Roma, ambientando il tutto nei mondiali di Italia 90. Insomma, gli ingredienti per una commedia come si deve ci sono tutti.
Ma il risultato fa davvero pena, soprattutto per quanto riguarda la sceneggiatura e l'evoluzione dei personaggi, e per un film che di sceneggiatori parla, di costruzione di storie, significa davvero che non ci siamo.
14 dicembre 2018
13 dicembre 2018
Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 13 Dicembre
Anche questa settimana si resta a digiuno dai titoloni natalizi, ma meglio così se si lascia spazio a piccoli titoli che potrebbero rivelarsi delle piccole sorprese.
O almeno, lo si spera.
Lontano da qui
Una maestra d'asilo prende a cuore il destino di un bambino speciale e diverso dagli altri.
Film dai toni indie, con Maggie Gyllenhaal e Gael Garcia Bernal a fare da garanzia.
Se ne parlerà presto.
Trailer
Un Piccolo Favore
Blake Lively scompare nel nulla affidando i suoi figli all'amica Anna Kendrick. Mistero e vanità in stile Desperate Housewives, con un tocco di cattiveria in più.
Leggerezza più estiva che natalizia.
Trailer
Macchine Mortali
Quando Mad Max incontra lo studio Ghibli: macchine/città che si danno la guerra in uno scenario apocalittico, e la leggenda di un eletto/a a tenere banco.
Il ritorno del Robert Sheehan di Misfits per un filmone roboante che poco attira però.
Trailer
Il Testimone Invisibile
Giallo all'italiana, con un imprenditore accusato di aver ucciso l'amante e un'avvocato che lo difende con i denti, nonostante un testimone scomodo.
Riccardo Scamarcio e Miriam Leone non bastano ad accendere la scintilla.
Trailer
La Donna Elettrica
Ritratto di un'insospettabile ecoterrorista di base in Islanda, che agisce nell'anonimato contro grandi aziende e grandi ingiustizie. L'arrivo di un bambino potrebbe cambiare tutto.
Della curiosità c'è.
Trailer
Verso un Altrove
Non poteva mancare il pesante film italiano di turno, su un rapinatore fresco di scarcerazione che deve vedersela con gli ex colleghi, rimasti in libertà.
Anche no.
Trailer
O almeno, lo si spera.
Lontano da qui
Una maestra d'asilo prende a cuore il destino di un bambino speciale e diverso dagli altri.
Film dai toni indie, con Maggie Gyllenhaal e Gael Garcia Bernal a fare da garanzia.
Se ne parlerà presto.
Trailer
Un Piccolo Favore
Blake Lively scompare nel nulla affidando i suoi figli all'amica Anna Kendrick. Mistero e vanità in stile Desperate Housewives, con un tocco di cattiveria in più.
Leggerezza più estiva che natalizia.
Trailer
Macchine Mortali
Quando Mad Max incontra lo studio Ghibli: macchine/città che si danno la guerra in uno scenario apocalittico, e la leggenda di un eletto/a a tenere banco.
Il ritorno del Robert Sheehan di Misfits per un filmone roboante che poco attira però.
Trailer
Il Testimone Invisibile
Giallo all'italiana, con un imprenditore accusato di aver ucciso l'amante e un'avvocato che lo difende con i denti, nonostante un testimone scomodo.
Riccardo Scamarcio e Miriam Leone non bastano ad accendere la scintilla.
Trailer
La Donna Elettrica
Ritratto di un'insospettabile ecoterrorista di base in Islanda, che agisce nell'anonimato contro grandi aziende e grandi ingiustizie. L'arrivo di un bambino potrebbe cambiare tutto.
Della curiosità c'è.
Trailer
Verso un Altrove
Non poteva mancare il pesante film italiano di turno, su un rapinatore fresco di scarcerazione che deve vedersela con gli ex colleghi, rimasti in libertà.
Anche no.
Trailer
12 dicembre 2018
Troppa Grazia
Andiamo al Cinema
Lucia è una geometra che si occupa di rilevamenti catastali. Una figlia avuta da giovane, un compagno che la tradisce e che decide di lasciare, un lavoro importante di cui farsi carico e una Madonna che le appare all'improvviso.
Sì, proprio quella Madonna, scambiata inizialmente per una profuga, per una poraccia.
E che succede se a una donna dalla vita complicata ma uguale a quella di tante altre, la Madonna appare e le dice di costruire una chiesa lì, dove le è apparsa?
Contro ogni miracolo, contro ogni fede, Lucia si crede pazza, scappa di casa, cerca risposte da uno psichiatra e alla fine decide di affrontarla la Madonna, di farci a botte pure, prendendole.
Non ci sta a crederle né tanto meno a scontrarsi con il grande progetto di un grande centro commerciale nel mezzo della natura incontaminata toscana.
Ma, forse, un insegnamento c'è. E con quella Madonna si può far pace, si possono pure accettare i suoi consigli per parcheggiare.
Lucia è una geometra che si occupa di rilevamenti catastali. Una figlia avuta da giovane, un compagno che la tradisce e che decide di lasciare, un lavoro importante di cui farsi carico e una Madonna che le appare all'improvviso.
Sì, proprio quella Madonna, scambiata inizialmente per una profuga, per una poraccia.
E che succede se a una donna dalla vita complicata ma uguale a quella di tante altre, la Madonna appare e le dice di costruire una chiesa lì, dove le è apparsa?
Contro ogni miracolo, contro ogni fede, Lucia si crede pazza, scappa di casa, cerca risposte da uno psichiatra e alla fine decide di affrontarla la Madonna, di farci a botte pure, prendendole.
Non ci sta a crederle né tanto meno a scontrarsi con il grande progetto di un grande centro commerciale nel mezzo della natura incontaminata toscana.
Ma, forse, un insegnamento c'è. E con quella Madonna si può far pace, si possono pure accettare i suoi consigli per parcheggiare.
11 dicembre 2018
Narcos: Messico
Mondo Serial
Meglio fugare ogni dubbio: no, questo nuovo Narcos non mi è piaciuto nemmeno un po'.
E no, non perché mancasse un Pablo -anche se ha di certo il suo peso ce l'ha- visto che ero riuscita ad appassionarmi senza problemi anche a quella terza stagione senza di lui.
E nemmeno perchè mancavano un agente Steve Murphy o un agente Peña pieni di fascino e contraddizione.
Il problema è soprattutto in una narrazione che si fa lunga e distesa, quasi vuota in alcuni punti. Ci si prende un sacco di tempo per costruire non solo il primo Cartello della storia messicana, ma anche un'indagine come si deve, con scene evitabili, lungaggini che sfiancano.
Quindi sì, lo ammetto, mi sono addormentata ad ogni episodio.
Pure nel tanto atteso scontro faccia a faccia fra il buono e il cattivo di questa serie.
E me ne dispiaccio, perché il fascino del male Miguel Ángel Félix Gallardo ce l'ha, lui e il suo sogno di creare un vasto impero della droga, di passare dall'erba alla cocaina, di fare affari con Cali, di espandersi.
Tenendo le fila di boss tutt'altro che facili da gestire, poi, tutti assieme allo stesso tavolo.
Meglio fugare ogni dubbio: no, questo nuovo Narcos non mi è piaciuto nemmeno un po'.
E no, non perché mancasse un Pablo -anche se ha di certo il suo peso ce l'ha- visto che ero riuscita ad appassionarmi senza problemi anche a quella terza stagione senza di lui.
E nemmeno perchè mancavano un agente Steve Murphy o un agente Peña pieni di fascino e contraddizione.
Il problema è soprattutto in una narrazione che si fa lunga e distesa, quasi vuota in alcuni punti. Ci si prende un sacco di tempo per costruire non solo il primo Cartello della storia messicana, ma anche un'indagine come si deve, con scene evitabili, lungaggini che sfiancano.
Quindi sì, lo ammetto, mi sono addormentata ad ogni episodio.
Pure nel tanto atteso scontro faccia a faccia fra il buono e il cattivo di questa serie.
E me ne dispiaccio, perché il fascino del male Miguel Ángel Félix Gallardo ce l'ha, lui e il suo sogno di creare un vasto impero della droga, di passare dall'erba alla cocaina, di fare affari con Cali, di espandersi.
Tenendo le fila di boss tutt'altro che facili da gestire, poi, tutti assieme allo stesso tavolo.
10 dicembre 2018
The Wire
#LaPromessa2018
È stato un recupero tutt'altro che facile, lo devo ammettere.
Dilazionato in più mesi, con pause lunghe tra una stagione e l'altra, con episodi inseriti nei momenti di flato delle altre serie TV. Ho faticato più del previsto ad entrare nel mondo di Baltimora, a ritornare a quei tempi televisivi lunghi e lenti di un tempo, a capire soprattutto cosa si dicesse, sentendomi esattamente come Michael Scott.
Ma ce l'ho fatta, il recupero doveroso di quella che per molti è la miglior serie TV di sempre l'ho portato a casa e posso dire che no, non faccio parte di quei molti, anche se capisco le loro motivazioni.
C'è una scrittura attentissima (vedi anche solo questa scena, in cui sì, l'unica parola pronunciata è fuck in più variazioni), c'è uno sviluppo dei personaggi nell'arco di queste cinque stagioni da fare invidia a qualunque romanzo, a qualunque film, e infine c'è una città analizzata sotto ogni punto di vista, una città in cui non metterei mai piede, mi spiace Baltimora.
Cinque stagioni che sì, sono tante, personaggi che sì, sono tanti, e allora per parlarne in modo diverso, per fare un po' di ordine, via con le classifiche!
È stato un recupero tutt'altro che facile, lo devo ammettere.
Dilazionato in più mesi, con pause lunghe tra una stagione e l'altra, con episodi inseriti nei momenti di flato delle altre serie TV. Ho faticato più del previsto ad entrare nel mondo di Baltimora, a ritornare a quei tempi televisivi lunghi e lenti di un tempo, a capire soprattutto cosa si dicesse, sentendomi esattamente come Michael Scott.
Ma ce l'ho fatta, il recupero doveroso di quella che per molti è la miglior serie TV di sempre l'ho portato a casa e posso dire che no, non faccio parte di quei molti, anche se capisco le loro motivazioni.
C'è una scrittura attentissima (vedi anche solo questa scena, in cui sì, l'unica parola pronunciata è fuck in più variazioni), c'è uno sviluppo dei personaggi nell'arco di queste cinque stagioni da fare invidia a qualunque romanzo, a qualunque film, e infine c'è una città analizzata sotto ogni punto di vista, una città in cui non metterei mai piede, mi spiace Baltimora.
Cinque stagioni che sì, sono tante, personaggi che sì, sono tanti, e allora per parlarne in modo diverso, per fare un po' di ordine, via con le classifiche!
9 dicembre 2018
La Domenica Scrivo - Storie (di) Animali
Mai come in questo periodo sono stata così spesso dal veterinario.
Tante piccole disavventure, qualche lutto che ancora fa male.
Ma mentre ero lì, in attesa nella sala d'attesa, mi guardavo attorno, ascoltavo, cercavo nelle storie degli altri un po' di forza, un po' di bellezza.
Andando a ricordare anche altre storie, che raggruppo qui, in una Domenica più sonnacchiosa del solito, pure un po' più buonista. Sarà il Natale che si avvicina, sarà che ce n'è bisogno.
Tante piccole disavventure, qualche lutto che ancora fa male.
Ma mentre ero lì, in attesa nella sala d'attesa, mi guardavo attorno, ascoltavo, cercavo nelle storie degli altri un po' di forza, un po' di bellezza.
Andando a ricordare anche altre storie, che raggruppo qui, in una Domenica più sonnacchiosa del solito, pure un po' più buonista. Sarà il Natale che si avvicina, sarà che ce n'è bisogno.
8 dicembre 2018
Il Castello di Vetro
Andiamo al Cinema
Prendi quel padre speciale di Captain Fantastic, un padre che crede nella libertà, che odia il consumismo sfrenato e la società materialista, che alla scuola istituzionale preferisce l'università della vita.
Ma prendi anche il padre tormentato di Senza Lasciare Traccia, che con quella società ha un debito, che ha un passato a spiegare quel tormento e il suo anestetizzarlo con l'alcool.
Aggiungi una madre che è un po' vittima, un po' carnefice, artista incompresa ma in realtà donna che non sa prendersi le sue responsabilità.
E infine, aggiungi i figli, quattro per la precisione, di età diverse, di diverso rapporto con quei genitori, ma che formano un'alleanza, stanchi dei continui spostamenti, della mancanza di una fissa dimora, di stabilità in generale.
Così hai la famiglia Walls, una famiglia vera, che Jeanette -giornalista del New York Magazine- ha deciso di raccontare in un'autobiografia diventata questo film.
Prendi quel padre speciale di Captain Fantastic, un padre che crede nella libertà, che odia il consumismo sfrenato e la società materialista, che alla scuola istituzionale preferisce l'università della vita.
Ma prendi anche il padre tormentato di Senza Lasciare Traccia, che con quella società ha un debito, che ha un passato a spiegare quel tormento e il suo anestetizzarlo con l'alcool.
Aggiungi una madre che è un po' vittima, un po' carnefice, artista incompresa ma in realtà donna che non sa prendersi le sue responsabilità.
E infine, aggiungi i figli, quattro per la precisione, di età diverse, di diverso rapporto con quei genitori, ma che formano un'alleanza, stanchi dei continui spostamenti, della mancanza di una fissa dimora, di stabilità in generale.
Così hai la famiglia Walls, una famiglia vera, che Jeanette -giornalista del New York Magazine- ha deciso di raccontare in un'autobiografia diventata questo film.
7 dicembre 2018
Widows - Eredità Criminale
Andiamo al Cinema
Di tutto potevo aspettarmi da Steve McQueen tranne che un heist movie.
Anzi, di tutto potevo aspettarmi da Steve McQueen tranne che una delusione.
Lui, il regista che aveva raccontato la lotta di Bobby Sands (Hunger), lui che aveva raccontato le ossessioni di un sesso-dipendente (Shame), lui che aveva raccontato la triste piaga della schiavitù in America (12 anni schiavo), decide di raccontare una rapina perfetta? Anzi, decide di raccontare una rapina perfetta ad opera di sole donne, neanche fosse un nuovo capitolo di Ocean's?
Già le antenne si drizzavano, ma c'era Gillian Flynn alla scrittura (sì, quella di Gone Girl e di Sharp Objects), c'era Viola Davis a capitanare quel cast tutto al femminile, e c'era pure Colin Farrell che difficilmente sbaglia un colpo ultimamente.
È com'è che il colpo -no, non è uno spoiler- non riesce?
Com'è che nonostante gli elogi della critica, io questa rapina l'ho trovata tutt'altro che perfetta?
Ho continuato a chiedermelo durante la visione, fra uno sbadiglio e l'altro, fra un punto di domanda e un naso che si storceva.
Di tutto potevo aspettarmi da Steve McQueen tranne che un heist movie.
Anzi, di tutto potevo aspettarmi da Steve McQueen tranne che una delusione.
Lui, il regista che aveva raccontato la lotta di Bobby Sands (Hunger), lui che aveva raccontato le ossessioni di un sesso-dipendente (Shame), lui che aveva raccontato la triste piaga della schiavitù in America (12 anni schiavo), decide di raccontare una rapina perfetta? Anzi, decide di raccontare una rapina perfetta ad opera di sole donne, neanche fosse un nuovo capitolo di Ocean's?
Già le antenne si drizzavano, ma c'era Gillian Flynn alla scrittura (sì, quella di Gone Girl e di Sharp Objects), c'era Viola Davis a capitanare quel cast tutto al femminile, e c'era pure Colin Farrell che difficilmente sbaglia un colpo ultimamente.
È com'è che il colpo -no, non è uno spoiler- non riesce?
Com'è che nonostante gli elogi della critica, io questa rapina l'ho trovata tutt'altro che perfetta?
Ho continuato a chiedermelo durante la visione, fra uno sbadiglio e l'altro, fra un punto di domanda e un naso che si storceva.
6 dicembre 2018
Golden Globe 2019 - Le Nomination
La stagione dei premi scalda i motori e lo fa come sempre lasciando perplessi, già, perché se i Golden Globes sono "l'anticamera degli Oscar" sono anche i premi in cui noi italiani non troppo festivalieri conosciamo pochi titoli. Tanto da appuntare, allora, ma anche molto già da commentare.
Perché non mancano le nomination politically correct che fanno tanta tristezza, parlo ovviamente di Black Panther (davvero mi toccherà recuperare un film Marvel o gli Oscar mi salveranno?) e Crazy Rich Asians, con il sospetto che i numeri del botteghino finiscano per influenzare pure la stampa straniera. A rosicare i grandi assenti: Nathalie Portman e Vox Lux, Guadagnino e Suspiria (nemmeno per la colonna sonora di Thom Yorke? Nemmeno. Sigh.)
A fare incetta di nominations il (perchè, poi?) favorito A star is born tra attori, regia e canzoni, mi rende felice che la sceneggiatura piena di buche e scivoloni sia fuori. Venezia ha altro di che festeggiare non solo per la presenza del suo Leone d'Oro ROMA (che si scontrerà fra i film stranieri con il tedesco Opera senza autore), ma anche per l'altrettanto favorito The Favourite (piuttosto indecifrabile l'assenza di Lanthimos per la regia), la già Coppa Volpi Willem Defoe per At Eternity's Gate e pure First Man (in corsa per la regina Claire Foy e la colonna sonora, escluso dal resto... troppo patriottico?).
Ma pure Cannes con BlacKkKlansman e la Palma d'Oro Un Affare di Famiglia può dire la sua.
Sarà scontro fra titane per le donne, dove Lady Gaga dovrà vedersela con l'attapirata Glenn Close (seppur bravissima nel letterario The Wife la vittoria sarebbe davvero un contentino amaro) e la lanciatissima Nicole Kidman.
Non da meno gli uomini, dove gli "emergenti" Rami Malek in Bohemian Rhapsody, Lucas Hedge e Adam Driver si prendono finalmente i riflettori più importanti.
Mancano all'appello quei film che vedremo solo il prossimo anno, come Vice (che svetta per numero di nomination e regala la doppietta a Amy Adams, in corsa per la TV con Sharp Objects), Beautiful Boy (ancora Timothèe) e Green Book.
Piccolo appunto, felicissima per la presenza di Charlize e la sua Tully.
Per quanto riguarda l'animazione vista la penuria disneyana, si punta tutto su Wes Anderson e l'Isola dei Cani!
Passando al piccolo schermo, finalmente non più sempre gli stessi nomi, ma qualche sorpresa come Bodyguard, Homecoming, The Kominsky Method, e la piccola rivelazione Kidding.
Spiccano comunque di più i grandi assenti, come The Handmaid's Tale (giustamente snobbata nella categoria principale, a favore delle attrici, visto il calo della seconda stagione) e Maniac (niente doppietta per Emma Stone, niente rinascita per Jonah Hill).
Segno da recuperare Barry, Pose ed Escape at Dannemora.
L'appuntamento per scoprire vinti e vincitori è per la notte del 6 gennaio assieme a Sandra Oh e Andy Samberg, intanto, ecco qui le fatidiche nominations:
Perché non mancano le nomination politically correct che fanno tanta tristezza, parlo ovviamente di Black Panther (davvero mi toccherà recuperare un film Marvel o gli Oscar mi salveranno?) e Crazy Rich Asians, con il sospetto che i numeri del botteghino finiscano per influenzare pure la stampa straniera. A rosicare i grandi assenti: Nathalie Portman e Vox Lux, Guadagnino e Suspiria (nemmeno per la colonna sonora di Thom Yorke? Nemmeno. Sigh.)
A fare incetta di nominations il (perchè, poi?) favorito A star is born tra attori, regia e canzoni, mi rende felice che la sceneggiatura piena di buche e scivoloni sia fuori. Venezia ha altro di che festeggiare non solo per la presenza del suo Leone d'Oro ROMA (che si scontrerà fra i film stranieri con il tedesco Opera senza autore), ma anche per l'altrettanto favorito The Favourite (piuttosto indecifrabile l'assenza di Lanthimos per la regia), la già Coppa Volpi Willem Defoe per At Eternity's Gate e pure First Man (in corsa per la regina Claire Foy e la colonna sonora, escluso dal resto... troppo patriottico?).
Ma pure Cannes con BlacKkKlansman e la Palma d'Oro Un Affare di Famiglia può dire la sua.
Sarà scontro fra titane per le donne, dove Lady Gaga dovrà vedersela con l'attapirata Glenn Close (seppur bravissima nel letterario The Wife la vittoria sarebbe davvero un contentino amaro) e la lanciatissima Nicole Kidman.
Non da meno gli uomini, dove gli "emergenti" Rami Malek in Bohemian Rhapsody, Lucas Hedge e Adam Driver si prendono finalmente i riflettori più importanti.
Mancano all'appello quei film che vedremo solo il prossimo anno, come Vice (che svetta per numero di nomination e regala la doppietta a Amy Adams, in corsa per la TV con Sharp Objects), Beautiful Boy (ancora Timothèe) e Green Book.
Piccolo appunto, felicissima per la presenza di Charlize e la sua Tully.
Per quanto riguarda l'animazione vista la penuria disneyana, si punta tutto su Wes Anderson e l'Isola dei Cani!
Passando al piccolo schermo, finalmente non più sempre gli stessi nomi, ma qualche sorpresa come Bodyguard, Homecoming, The Kominsky Method, e la piccola rivelazione Kidding.
Spiccano comunque di più i grandi assenti, come The Handmaid's Tale (giustamente snobbata nella categoria principale, a favore delle attrici, visto il calo della seconda stagione) e Maniac (niente doppietta per Emma Stone, niente rinascita per Jonah Hill).
Segno da recuperare Barry, Pose ed Escape at Dannemora.
L'appuntamento per scoprire vinti e vincitori è per la notte del 6 gennaio assieme a Sandra Oh e Andy Samberg, intanto, ecco qui le fatidiche nominations:
Iscriviti a:
Post (Atom)













