II padre è un padre che sembra avere problemi finanziari, che vive nel disordine e poco ha da dire ai suoi figli. Che lo interrogano, che lo guardano enigmatici, che cercano di aiutarlo pur avendo i loro dubbi.
E fanno bene.
La madre è una madre precisa ed elegante che pretende lo stesso dalle figlie, che mentono per quieto vivere, che poco hanno da dirle nell'unico giorno all'anno in cui si ritrovano per bere un the assieme.
Fratello e sorella sono rimasti da poco orfani. Gemelli, si ritrovano a Parigi per liberare l'appartamento di famiglia, scavano nella vita di quei genitori che li hanno cresciuti, scoprendo le loro identità.
Forse.
È un film ad episodi, quello di Jim Jarmush, e anche per questo è un film che sembra a metà. Si rincorrono battute sui brindisi, sull'acqua, sullo zio Bob, si divertono gli attori (e che attori: Adam Driver, Cate Blanchett, Charlotte Rampling, Tom Waits) in questi corti che si amalgamano e mostrano le varie sfumature di essere famiglia.
Ognuna infelice a modo suo, ovviamente.
Ma una speranza per quando arriva la fine, per quando gli oggetti si accumulano, per fortuna la lascia.
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