31 gennaio 2020

Richard Jewell

Andiamo al Cinema

Scoppia una bomba, e devi stare attento.
Non ad esserci vicino, ad essere travolto dalla sua onda distruttrice.
Devi stare stare attento se sei un islamico, se hai la pelle scura e pure se sei bianco.
Sì, bianco.
No, non è uno di quegli strani comizi degli uomini bianchi che in epoca #metoo si sentono vittime di razzismo (pensa te in che mondo viviamo!).
È un comizio contro quei pregiudizi che non vanno a scavare nella verità, si fermano in superficie.
Quindi, se sei un uomo bianco, se hai da parecchio superato la maggiore età ma vivi ancora con tua madre, se hai un passato nelle forze militari, aspiri ancora a tornarci, se sei in qualche modo "strano", (quello "strano" difficile da spiegare ma avete capito cosa intendo), bé, l'FBI potrebbe decidere che siete voi il colpevole: voi avete piazzato quella bomba, voi volevate essere un eroe a tutti i costi.
Ora non è più un comizio.
È un film.
Ed è anche la verità.

30 gennaio 2020

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 30 Gennaio

Agli Oscar manca poco più di una settimana e ci sono ancora titoli che devono trovare posto nella programmazione nostrana.
Arrivano così un biopic di classe, ma anche tante commedie.

Judy
Arriva più in sordina del previsto il film biografico su Judy Garland per cui Renée Zellweger potrebbe vincere il secondo Oscar.
Il fatto che la sua sia l'unica candidatura fa mettere le mani avanti, ma lo si vedrà.
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Villetta con Ospiti
I ricchi e i loro vizi.
Una famiglia e tutti i peccati nascosti dietro le sue splendide mura.
Niente di nuovo, però, nonostante il fido Marco Giallini.
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Il Diritto di Opporsi
Storia vera di un avvocato che decide di stare dalla parte degli ultimi, ovvero di quei condannati a morte in Alabama colpevoli prima di tutto di avere la pelle nera.
Alto tasso di retorica, ma a fin di bene.
Con Michael B. Jordan, Brie Larson e Jamie Foxx.
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Dolittle
Ennesimo remake non richiesto, ennesimo ruolo eccentrico per Robert Downey Jr.
Le famiglie saranno accontentate.
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Odio l'estate
Si grida già al gran ritorno del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Tornano in pieno inverno con un film più estivo che mai e che non sembra troppo distante da altre commedie degli equivoci.
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Underwater
La vera domanda non è da cosa devono scappare degli scienziati rimasti intrappolati sott'acqua dopo un terremoto.
È cosa ha costretto Kristen Stewart, Vincent Cassel, John Gallagher Jr. e Mamoudou Athie a partecipare a questo film.
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29 gennaio 2020

1917

Andiamo al Cinema

6 aprile 1917 gli ordini sono chiari e sono pericolosi: fermare un attacco, non far cadere i propri commilitoni in una trappola, salvare un fratello, dei fratelli; il problema è che per dare questo ordine si rischia la vita, la propria vita, andando in prima linea, superandola, attraversando la terra di nessuno, la terra da poco abbandonata dai nemici tedeschi, finendo in una città occupata e in fiamme, per poi arrivare in un bosco dove quell'attacco dovrebbe partire, facile? no di certo, né a dirsi né a farsi, anche perché si è in due, e si rischia la vita ad ogni passo, tra trincee dove regna lo sconforto e il dolore, campagne private dei loro frutti, comandanti restii ad aiutare.

Stacco


La storia di 1917 è tanto semplice da raccontare quanto difficile da potare in scena, perché Sam Mendes decide di immergerci negli orrori, nelle paure, nell'insensatezza della guerra costruendo questo suo film quanto mai personale (basato com'è sui racconti del nonno) in quello che sembra un unico piano sequenza, un continuo seguire, anticipare, circondare e accompagnare Sco e Blake nella loro missione impossibile, correndo veloci in trincee strette strette, attraversando cadaveri, campi minati, prati in fiore, lasciando senza fiato, facendo propria compagna un'ansia che si fatica a smaltire

Stacco


Respiriamo, prendiamo tempo.

Perché 1917 non è un film fatto in unico piano sequenza, non come quel gioiello di Victoria, non come quell'inizio magistrale di La La Land o di Spectre, con cui Mendes si è fatto le ossa.
Ma è fatto di molti piani sequenza, un po' come Birdman, il più lungo dei quali è comunque di 10 minuti, raccordati tra loro grazie a montaggio quanto mai invisibile, un po' come aveva fatto Sir Hitchcock in Nodo alla Gola, pur non rimanendo qui nello stesso set.

Si respira,

quindi, e si arresta pure il ritmo quando cala la notte, quando Sco sviene nel buio e trova rifugio e speranza con una non-madre francese, se possibile unico episodio nella sua missione che fa un po' storcere il naso.
Per il resto: corre Sco, corre con Blake (Dean-Charles Chapman), corre da solo, si tuffa, spara, si nasconde, cerca di restare a galla, di portare quella maledetta lettera al suo destinatario, cerca di salvare vite e lo vedi George MacKay fondersi con il suo personaggio, sentire il peso dei passi nel fango, di corse contro il tempo e contro il pericolo, lo vedi lo sfinimento nei suoi occhi, il dolore pure, e te lo immagini lì sul set per 6 mesi, con Mendes e la troupe a provare ogni passo, ogni movimento e ogni scena, così stupisce che fra le 10 nomination a cui è candidato 1917 non ci sia la sua, lui che regge assieme a quei comprimari che entrano in scena per pochi minuti, pur dominandoli, visto che si parla di Andrew Scott, Benedict Cumberbatch, Colin Firth e Richard Madden.
E con la stessa colonna sonora portentosa di Thomas Newman a farsi protagonista in più.

Stacco


Agli Oscar si privilegia la tecnica, e vorrei ben vedere, anche se i più proprio contro questi tecnicismi si sono scagliati, vedendo in 1917 un giocattolone ispirato ai videogiochi, un film fatto di forma e non di contenuto, di cuore. Ed in parte è vero, perché l'occhio attento è lì a chiedersi dove sono quegli

stacchi

dove sono i raccordi, come sono riusciti a girare una certa scena, un certo salto, una corsa folle. Come sono riusciti a ricostruire un set lungo chilometri, una città devastata.
Domande che ti porti a casa, a cui cerchi di trovare risposta nei video del backstage (QUI se interessa) ma che non coprono, non mettono in ombra nemmeno un po' il cuore della vicenda: un cuore che vuole mostrare l'insensatezza, l'orrore, di un singolo giorno di guerra, di un singolo ordine da portare a termine, che magari, proprio domani, cambierà. Un cuore che mostra quello che molti giovani e giovanissimi hanno vissuto, perdendo se stessi, i propri fratelli.
Un solo giorno, meno di 24 ore, in cui la vita la si è rischiata ad ogni minuto.
È il 7 aprile 1917 ora, si può tornare a riposarsi, tornare a sentire il sole sul volto, l'erba sotto i piedi, pur avendo vinto, avendo perso, nel mentre.

Voto: ☕☕☕☕/5


28 gennaio 2020

Years and Years

Mondo Serial

A quasi un mese dall'uscita delle classifiche di fine anno è finalmente arrivato il momento di parlare dell'unica serie TV di cui non avevo ancora scritto.
Una serie che come tante parla di un futuro distopico, e che deve molto alla serie capostipite di questo genere: Black Mirror.
Years and Years si potrebbe tranquillamente prendere come una sua costola estesa, e il fatto che arrivi pure lei dall'Inghilterra conferma il tutto.
C'è una famiglia protagonista.
La famiglia Lyons, agiata, che si divide perfettamente in categorie:

  • c'è il fratello finanziariamente benestante, oberato di lavoro, con una moglie che lo è altrettanto,
  • insieme hanno due figlie, una delle quali vorrebbe cambiare non sesso, bensì corpo, trasformandosi in una macchina senziente, rilasciando la sua coscienza in microchip.
  • c'è la sorella disabile, che deve far fronte a mille problemi, non ultimo l'amore,
  • c'è il fratello gay, impegnato umanitariamente, che proprio da un richiedente asilo si sente attratto, nonostante un matrimonio appena sancito,
  • c'è l'attivista, la sorella controcorrente e sempre in prima linea e in giro per il mondo,
  • e infine c'è lei, nonna 90enne Muriel che questi figli non suoi li ha cresciuti, e che li ospita di anno in anno nella sua casa da sogno nella campagna inglese.


27 gennaio 2020

Il Lunedì Leggo - Heimat di Nora Krug

Tra Maus e Jojo Rabbit si è scritto in questi giorni su come parlare di Olocausto, di quello che è stata la II Guerra Mondiale, in modo diverso.
In modo da attrarre e non spaventare, interessare e non annoiare.
Andando al di là di fredde informazioni statistiche, di racconti troppo brutali o buonisti.
Perché purtroppo, per non dimenticare, si deve anche saper rendere appetibili, originali, pagine di Storia che fanno paura.
A questo elenco si aggiunge ora il libro di Nora Krug.
Che non è solo un fumetto.
Non è solo un libro di ricerca o storico.
È un mix esclusivo di tutto questo, con vignette che si alternano a fotografie, con oggetti che entrano in scena assieme a documenti, in quello che alla fine è un diario di memorie.

26 gennaio 2020

La Domenica Scrivo - Di Api, di Miele, di Honeyland

Questa Domenica... vi inganno.
Perché se dovevo scrivere: questa Domenica parlo di un documentario macedone uscito a Sarajevo e sottotitolato in inglese... mi avreste saltata a pie pari.
Invece, vi voglio qui.
Vi voglio qui a leggere la storia di Hatidze e dei suoi alveari, la storia di questa donna che ha solo 55 anni ma che ne dimostra 80, che vive in un villaggio sperduto senza nessuna comodità, con una madre che poco ci vede e non si alza dal letto. Vive circondata e in simbiosi con la natura.
Che sia un cane che allontana i lupi e la segue ovunque, che sia una mandria di gatti che ricercano e donano calore, che sia una tartaruga da aiutare, un vitellino da accarezzare, che siano soprattutto le sue api.

25 gennaio 2020

Zombieland - Double Tap

Andiamo al Cinema

Regola #1 per sopravvivere alla dura legge dei sequel

Aspettare.
Non farsi travolgere dal successo, dalla smania di fan scatenati.
Prendere tempo, trovare la giusta idea, la giusta voglia per proseguire la propria storia.
Magari, ecco, non troppa.
Non quei 10 anni che separano dallo Zombieland originale, anche se li possiamo vedere come una celebrazione del decennale di un film cult del genere zombie.
Non se la tua protagonista nel frattempo è passata a titoli più importanti vincendo pure l'Oscar.
Ma sono quisquilie se lo spirito è quello genuino di una gang che si ritrova.

24 gennaio 2020

Jojo Rabbit

Andiamo al Cinema

C'è chi da piccolo aveva come amico immaginario un gatto, chi il proprio peluche, e chi come Jojo Hitler.
Già.
Spaventoso ma non così strano se Jojo sta crescendo nella Germania nazista in cui il culto, l'occhio e le direttive del Fuhrer sono ovunque.
Jojo è così un mininazista perfetto: che tiene alla sua uniforme, al suo coraggio, che odia gli ebrei, li vede come il male vero, il diavolo incarnato.
Il tutto dall'altezza dei suoi 10 anni.

23 gennaio 2020

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 23 Gennaio

Altra settimana, altro paio di titoli da appuntare.
Uno che corre svelto alla notte degli Oscar, uno tutto italiano che sa già come commuovere.

1917
È diventato il più quotato tra i film mancanti per la serata degli Oscar dopo la vittoria del Golden Globe.
Grazie a un Sam Mendes in forma che gira un lungo piano-sequenza sugli orrori della guerra.
Grazie a un cast strepitoso: George McKay, Andrew Scott, Benedict Cumberbatch, Richard Madden.
E allora, non resta che correre a vederlo.
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Figli
L'ultimo omaggio a Mattia Torre, che aveva commosso con il suo monologo sull'essere padre e che ora da quel monologo Giuseppe Bonito ha tratto un film.
Immancabile protagonista è Valerio Mastandrea, padre e marito con tutti i problemi e i doveri che questo comporta.
Lo si vedrà.
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Just Charlie - Diventa chi sei
Altro film che parla di un corpo che non si accetta, di un'identità da definire.
Questa volta siamo nell'Inghilterra in cui il calcio gioca un fattore determinante.
Sarà la copia di Girl e della danza?
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Tappo - Cucciolo in un mare di guai
Un po' Bolt un po' Un cucciolo a palazzo formato VIP.
Insomma, il solito film di animazione non memorabile salva-genitori.
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22 gennaio 2020

La Dea Fortuna

Andiamo al Cinema

- Un tradimento di coppia
- Una tavolata imbandita con cibi perfetti
- Un'amica speciale, da aiutare
- Una famiglia ingombrante con cui fare i conti
- Case da sogno, arredate con gusto da invidia
- Una colonna sonora retrò
- La presenza di Serra Yılmaz
Sì, c'è tutto.
Lo si può dire senza ombra di dubbio: La Dea Fortuna è un film di Ferzan Ozpetek
Che questa volta si interroga sull'amore a lunga durata, quell'amore che finisce per spegnersi sotto le abitudini, i non-detti, i rimorsi e che viene messo alla prova dall'improvvisata.
Che questa volta ha i panni di una madre malata, che se ne deve stare all'ospedale a tempo indeterminato lasciando così i suoi due figli ad Alessandro e Arturo.