31 dicembre 2011

Crema al Mascarpone!

Il fabbricatorte.

Quale modo migliore per concludere e per iniziare l'anno se non con una crema golosissima per addolcire le feste? La crema al mascarpone è l'ideale da mangiare da sola o come accompagnamento a pandori e torte, per festeggiare in famiglia o in compagnia un buon 2012!

INGREDIENTI

5 uova
10 cucchiai di zucchero
500g di mascarpone

PROCEDIMENTO

Separare il tuorlo  e l'albume delle uova in due diverse ciotole aggiungendo a ciascuna 5 cucchiai di zucchero.
Ai tuorli amalgamare il mascarpone e incorporare poi i bianchi e lo zucchero montati a neve mescolando dal basso verso l'alto per mantenere la spumosità.
Far raffreddare in frigorifero per un paio d'ore e... Buon e Goloso Appetito!


29 dicembre 2011

Le idi di Marzo

Andiamo al Cinema.



Che Clooney voglia scollarsi di dosso l’immagine piaciona e leggera si era capito fin dal suo esordio alla regia con Confessione di una mente pericolosa. Da lì in poi ci ha abituato ad affrontare temi pesanti e delicati come il maccartismo di Good Night and Good Luck, e ora ne Le idi di Marzo l’argomento si fa più spinoso e ancora più attuale trattando la campagna per le primarie presidenziali d’America.

Il film si compone come una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, dove al posto di scene di cruente battaglie stanno comizi, strategie, sotterfugi e accordi. I due avversari, il democratico Mike Morris contro il repubblicano Pullman, non sono però protagonisti di questa battaglia. I veri e propri interpreti sono i componenti dello staff, strateghi intelligenti e senza scrupoli che rubano la scena a Clooney (che si ritaglia il ruolo centrale di Morris ma marginale nella scena) e alle sue edificanti parole sul futuro della nazione. Il cast stellare svetta, quindi: primo fra tutti l’astro nascente di Hollywood Ryan Gosling. L’attore interpreta Steven, addetto stampa che a differenza dei veterani Paul (Philip Seymour Hoffman) e Tom (Paul Giamatti), sembra avere una marcia in più: giovane, idealista ancora puro pagherà cara la sua fiducia e la sua moralità. Perché “Puoi scatenare una guerra e restare ancora in sella, ma non puoi mai scoparti una stagista”. Ed è questo infatti che succede all’integro Morris nonché a Steven, e tutto crolla. L’affondo farà male e porterà svolte e colpi di scena, l’incorruttibilità si farà corrotta.

Le idi di Marzo è un film classico, nella sua trama come nella sua messa in scena, con una fotografia che esalta i volti e le emozioni degli attori, con un montaggio lineare  e sempre volto alla semplicità. Il problema è che questo classicismo rasenta quasi la noia. Il film è pesante, bisogna ammetterlo, sia per  come affronta il tema della politica che per il tema stesso, i dialoghi serrati sono densi, troppo forse, e si rischia davvero di perdersi nel turbinio di nomi e accordi che si svolgono sotto i nostri occhi. La storia prende infatti vita e desta interesse solo con l’ingresso della stagista Molly (la sempre brava Evan Rachel Wood) e del suo flirt con Steven, vera boccata d’aria d’ironia.
Ma, parlando chiaramente, questa non è una stroncatura. E’ più un avvertimento perché Clooney non ha fatto certamente questo film per puro intrattenimento, la sua è una profonda analisi del mondo della politica, fatto di compromessi e strategie al limite della legalità e soprattutto della moralità. Basta poco per cadere, per compiere quel piccolo e fatale errore che farà crollare tutto, noi in primis.

28 dicembre 2011

Ultimo Tango a Parigi

Once Upon a Time. -1972-

Film scandalo, criticato, censurato, condannato per offesa al senso del pudore. In realtà capolavoro e riflessione sul senso della vita, della decadenza morale e fisica, della passione e della morte.

Marlon Brando, e il suo corpo affascinante ma segnato inesorabilmente dal tempo, incarna alla perfezione tutti questi temi. L'attore è Paul, 45enne colpito dal suicidio della moglie di cui non riesce ad elaborare il lutto e la perdita, che troverà vero e proprio rifugio in un attico vuoto e disabitato, preso in affitto dalla giovane Jeanne che vive aggrappata ai ricordi di un'infanzia felice su cui si basa il film-documentario del fidanzato Tom. Anche lei incapace di gettarsi in nuove esperienze troverà un luogo sicuro nell'appartamento dove esploderà la passione con i quali i due impareranno a conoscersi pur ignorando tutto l'una dell'altro, persino il nome.
Ma il loro rapporto tormentato non riuscirà a trovare e a far trovare loro l'equilibrio, e la tragedia intrisa di malinconia si consumerà velocemente.

Bertolucci omaggia con semplicità Parigi e la sua filmografia rendendo la città ancora più magica e bohemienne, non dimenticando quanto fatto e imparato dalla Nouvelle Vague scegliendo per il ruolo di Tom l'attore simbolo di quegli anni Jean-Pierre Lèaud.
Con scene di sesso esplicito il film ha subito forti censure (diverse sono le copie in circolazione per minuti di durata) e molte sono le leggende che vi aleggiano ma ciò che però importa è la forza espressiva dei due attori e il segno inimitabile e deciso della regia.
Si è detto molto riguardo ad Ultimo tango a Parigi, e molto ancora si dirà, e in questo sta la forza di un capolavoro, nel saper far sempre parlare di sé: nonostante il tempo che passa, i gusti che cambiano, il cinema resta.



27 dicembre 2011

Non è mai troppo Tardi

E' già ieri. -2007-

Chi non l'ha mai pensata, la lista delle cose da fare prima di morire? Quelle cose così pazzesche e così importanti e profonde che davvero si vuole riuscire a realizzare. Ma chi effettivamente si impegnerà e troverà il tempo e, perché no, anche il denaro per farle?

I protagonisti di Non è mai troppo tardi lo faranno.
Carter e Edward non possono essere più diversi: tanto colto, curioso e saggio il primo, quanto sfrontato, egocentrico e ricco il secondo. I due si ritroveranno a dividere la stanza d'ospedale e i dolori che la loro malattia comporta. Il tumore lascia ad entrambi poche speranze e nonostante l'iniziale diffidenza riusciranno non solo a convivere ma ad instaurare una profonda e bizzarra amicizia che li porterà a girare il mondo grazie alla ricchezza di Edward per realizzare le loro volontà: da vedere le piramidi d'Egitto a gareggiare con macchine da corsa, scalare l'Himalaya, lanciarsi da paracadute... fino a conoscersi, con pregi e difetti, e a capire cosa e chi è veramente importante ed essenziale: la famiglia.

Mai sdolcinato, anzi, ironico e coraggioso nell'affrontare il tema della morte, il film mette finalmente assieme due grandi come Jack Nicholson e Morgan Freeman con delle parti decisamente cucite per loro. La pazzia e la flemma saggia si scontrano e si incontrano, commuovendoci, sì, ma anche donandoci un sorriso e una bella lezione che non va' mai dimenticata.




24 dicembre 2011

Gocciole!

Il Fabbricatorte.

E' tradizione ormai che a Natale cucini e regali biscotti. Il mio piatto forte sono le gocciole, quest'anno impreziosite, oltre che dal cioccolato, da forme buffe e simpatiche. Un regalo speciale per persone speciali, fatto con tanto amore :)

INGREDIENTI
180g burro
500g farina
2 uova
200g zucchero di canna
100g gocciole o barretta di cioccolato
1 bustina di vanillina

PROCEDIMENTO

1. Mescolare assieme uova e zucchero amalgamando poi la farina e il burro fuso o ammorbidito a temperatura ambiente.


2. Quando il composto si presenta omogeneo e facilmente maneggiabile unire la vanillina e le gocce di cioccolato (si può usare una barretta al latte o fondente a seconda dei gusti, spezzettando in pepite il cioccolato).



3. Stendere parti del composto con un'altezza di circa mezzo centimetro e sbizzarrire la fantasia con l'uso di stampi per biscotti o con le proprie mani.
Infornare per 15 minuti a una temperatura di 180° e... Buon Appetito!!




23 dicembre 2011

Angels in America

Quando i film si fanno ad episodi. 

Angels in America rappresenta appieno il titolo della rubrica: quando i film si fanno ad episodi, o meglio, a capitoli. La miniserie dell' HBO si articola infatti in 6 capitoli ma, durata a parte, potrebbe benissimo essere stata presentata al cinema.
La realtà è poi più complessa se si pensa che è stata tratta dalla pièce teatrale di Tony Kushner Angels in America-Fantasia gay su temi nazionali.

Andata in onda nel 2003 rappresenta forse un vertice per quanto riguarda messa in scena e contenuti per la tv. La trama racconta infatti l'intrecciarsi delle vicende di due omosessuali e delle loro rispettive famiglie e amici nella New York di metà anni '80 in piena epoca Regan e nel pieno del diffondersi dell'AIDS.
Politica e costume, religione e malattia si alternano per dare una mordace analisi e visione di un'America razzista e corrotta. La storia di Prior Walter, giovane affetto dall'HIV abbandonato dal fidanzato va' a scontrarsi con quella di Joe, nuovo compagno dell'ex, combattuto però tra il rispetto della sua fede mormone e la sua natura. Attorno a loro pilastri della recitazione: Meryl Streep, Al Pacino (il ricco ed insolente Roy Cohn), Emma Thompson e Mary-Louise Parker che si sdoppiano e si travestono in più ruoli, anche minori, per rispettare le origini teatrali della storia che grazie all'uso di effetti speciali vira verso il sovrannaturale con profezie e un vero e proprio processo a Dio e agli angeli per i mali della società.

Ironico, sfrontato, eccessivo ma mai volgare, Angels in America rappresenta davvero l'esempio perfetto di un cinema che si fa e si adatta alla tv, gli attori non ne sono sminuiti, la trama si può concedere pause e meno condensazione, i contenuti si fanno più profondi. La questione religiosa (sia ebrea che mormone), la politica dal caso Rosenberg ai repubblicani, il diffondersi dell'AIDS e la questione dei gay ne fanno una serie forte e particolare e forse anche per questo degna di essere vista e amata.




19 dicembre 2011

Il Grinch

Christmas is All Around. -2000-

Se da noi il Grinch ha iniziato a farsi conoscere nel lontano 2000 quando Ron  Howard decise di farci un film natalizio per tutta la famiglia, in America il mostriciattolo verde e scorbutico è conosciuto fin dagli anni '60 in cui Theodor Suess Geisel vi scrisse libri per bambini.

Narrato come le più classiche delle favole, con una voce fuori campo che rima le vicende che si stanno per svolgere, il film di Howard è interamente basato sulle capacità interpretative di Jim Carrey che riesce in modo incredibile a dare voce e corpo al Grinch, abitante vicino al paese di Chinonso che vive dei rifiuti lasciati dai nonsochi. Schivo e burbero viene costretto a partecipare alle pompose festività natalizie della città convinto solo dalla dolcezza della piccola Cindy Lou, ma alla vista di addobbi, luci e doni, un trauma infantile riemerge, e il suo odio verso il Natale e verso gli abitanti esplode. Rovinando il loro Natale, saccheggiando regali e distruggendo le decorazioni, il Grinch non riuscirà però a fermare lo spirito natalizio di bontà e amicizia, facendo aprire gli occhi non solo ai nonsochi ma anche a se stesso sul vero significato del 25 dicembre: lo stare assieme, in allegria e nel condividere.

Come nella più classica commedia americana trionfano quindi i buoni sentimenti, ma è Natale, e questo peccato va' perdonato! Anche perché, morale a parte, ciò che fa di questo piccolo film un grande film, è il suo essere sempre verde, come il suo protagonista! Che si sia grandi o si sia ancora piccini, ci si troverà sempre a ridere, a commuoverci e a sorridere in compagnia del caro vecchio Grinch!





18 dicembre 2011

Jules e Jim

Once Upon a Time. -1962-

È un inno alla vita e alla morte, una dimostrazione dell’impossibilità di qualunque combinazione amorosa al di fuori della coppia. " 

Non potrebbe essere descritto meglio di così, Jules e Jim. Le parole sono del regista Francois Truffaut che con Jules e Jim consacra la sua bravura dopo il grande successo internazionale dei 400 colpi e che grazie alla forza della storia, tratta dal romanzo di Henri-Pierre Rochét, consegna al pubblico quello che diviene un film di culto, osannato da cineasti e critica e che tuttora ha quell'aura di capolavoro che lo porta ad essere simbolo di un'epoca e esempio di buon cinema da citare.
Il merito va ovviamente a Truffaut che porta avanti le regole della Nouvelle Vague con riprese fuori dagli studi, sincronia di registrazione tra immagine e suono, ma anche gli attori fanno la loro parte! Jeanne Moreau è strepitosa nel ruolo di Catherine, la donna insoddisfatta e passionale che dividerà i grandi amici Jules e Jim, austriaco il primo, francese il secondo. I tre sapranno affrontare assieme molto più di un'amicizia speciale, la guerra mondiale, le ideologie, i chilometri non affievoliranno il sentimento che li accomuna ma far convivere una passione così forte, slegarsi dalle convenzioni che la società ci impone in un triangolo amoroso non può e non potrà essere la soluzione. E quale dunque? Un finale epico conclude al meglio una storia d'amore e di amicizia folle, sopra le righe ma decisamente profonda e indimenticabile.





17 dicembre 2011

Bright Star

E' già ieri. -2009-

Un film che è pura poesia, poesia di immagini, di dialogo, poesia di vita e messa in scena.
Bright Star accoglie in sé tutte queste derivazioni della poesia perché di poesia tratta e di poesia vive raccontando la vita e le opere del romantico John Keats e della sua passione viscerale per lo scrivere ma soprattutto dell'amore contro ogni convenzione dell'epoca intercorso con quella che è stata la sua musa, la giovane Fanny Brawne.

Il tocco sensibile e femminile della regista Jane Campion si sente tutto. Presentato al Festival di Cannes ha sancito il ritorno al successo di critica e di pubblico dei tempi di Lezioni di piano e che ha simile attenzione per il ruolo femminile. Il film è infatti centrato più sulla figura di Fanny, sulla sua ribellione nel voler imparare a scrivere poesie, nel suo essere forte e indipendente (disegna da sé infatti i vestiti che indossa), sulle contraddizioni interne dei suoi sentimenti, attratta da Keats ma allo stesso tempo non pronta per viverne la passione e le sue conseguenze.
Con un finale amaro, in cui il suono del dolore ci coglie, si conclude quest'atto d'amore per un'epoca che fu, un'epoca lontana certo, ma che la Campion ha saputo ricostruire in modo bellissimo, tra costumi, dialoghi e scene che ricordano dipinti . Un film che è una poesia.



16 dicembre 2011

The Kingdom

Quando i film si fanno ad episodi.

Lars von Trier c'ha da sempre abituato allo stupore. E questa sua miniserie, datata 1994, ne è un perfetto esempio.
Ambientato in un labirintico e sinistro ospedale, The Kingdom, segue le vicende indistintamente di medici, pazienti e inservienti che lo abitano. Ma nulla a che vedere con i telefilm drama E.R. o Grey's Anatomy. Ad avvolgere infatti l'intero ospedale sono strani fenomeni soprannaturali, voci e grida, visioni, furti, reincarnazioni, apparizioni di ambulanze fantasma... A cercare di svelare il mistero ci prova Sigrid, anziana sensitiva che scopre come la morte della bimba Mona avvenuta anni addietro sia la causa di tutto ciò. Ma le stranezze non finiscono perché mentre il Dottor Helmer fugge ad Haiti per effettuare un malocchio al rivale  Krogshøj, questi assiste attonito alla gravidanza straordinaria della sua ragazza mentre l'oncologo Bondo si autotrapianta un fegato malato di cancro per le sue ricerche. A fare da collante e a commentare le varie situazioni, due lavapiatti affetti da sindrome di Down che sembrano conoscere tutto ciò che accade e a rendere ancora più inquietante ogni puntata.

Distante dai suoi successivi film, almeno per quanto riguarda la trama, rimane però un esempio perfetto della bravura di von Trier e della sua ironia, lui stesso ci appare infatti nei titoli di coda finali ad ammonirci e a prendersi gioco di noi.
Atmosfere a metà tra film horror e splatter, con scene al limite dell'assurdo, questa miniserie è stata trampolino di lancio per il regista danese che si è fatto così conoscere anche in America dove è stato fatto un remake della serie scritto da Stephen King.