4 settembre 2023

Venezia 80 - Die Theorie von Allem | La Bête

Due film, molto confusi ma dal risultato opposto, in concorso.

Die Theorie von Allem

Il multiverso arriva anche nelle Alpi svizzere.
E diventa un noir dal sapore impressionista che, usando le parole del regista fa incontrare Hitchcock con Lynch.
Affermazione pesante, ma non troppo sbagliata.
Perché La teoria del tutto gioca con la metafisica e gli universi paralleli, con il mistero che si nasconde sotto le montagne innevate in cui dell'uranio continua ad essere attivo.
E con la mente di Johannes, il protagonista.
Presentato come uno scrittore strampalato che dalle sue esperienze e teorie fisiche ha scritto un romanzo, lo troviamo studente che la sua tesi non riesce a finirla e viene portato dal suo professore in un albergo per un convegno.
Qui, le cose si complicano, tra donne fatali, omicidi macabri e doppi dal cappello scuro che sembrano ordire piani misteriosi.
Che succede?
Com'è che passato e ricordi si fondono e cambiano?

3 settembre 2023

Venezia 80 - The Killer

Io vi troverò.
Che succede se un sicario di professione sbaglia il bersaglio?
Succede che deve essere eliminato a sua volta.
E che succede se quel sicario non ci sta?
Che parte una caccia a chi dava la caccia a lui, cambiando Stato, identità, auto e armi.
Ma rimanendo fedele ai suoi credi.
Nessuna distrazione, nessuna pietà, non fidarsi di nessuno. E cercare di fregarsene di tutto, ma quando si tocca l'amore, come si fa?

Venezia 80 - Anderson | Korine | Polanski

Tre grandi registi per piccoli progetti presentati fuori Concorso:

The Palace

Messa da parte la questione giudiziaria che ormai pende sulla testa di Polanski, concentriamoci sul suo The Palace e chiediamoci: cos'è successo?
Com'è che a qualche anno di distanza dall'asciutta, metaforica, solida ricostruzione storica dell'affaire Dreyfus, se ne esce con un cinepanettone fuori tempo massimo?
Sono finite le idee, sono finiti i soldi, Barbareschi ha sganciato solo per questo?

2 settembre 2023

Venezia 80 - Maestro

Si intitola Maestro, è un film sul Maestro Leonard Bernstein, ma la musica si sente e non si vede.
Viene da chiedersi com'è che Bradley Cooper si è buttato su un film biografico su una figura leggendaria in America e non solo, e abbia deciso di lasciare fuori la sua musica, che compone ovviamente la colonna sonora ma in scena entra ogni tanto, così, pure un po' per caso nella sceneggiatura.
Si lascia invece ampio spazio alla sua vita privata, fatta di tradimenti e di un matrimonio aperto, di pettegolezzi sulla sua bisessualità e soprattutto di una moglie comprensiva e sua roccia su cui il film decide di puntare.
Non sempre, però, perché il suo sguardo è quello che illumina un musicista che non sa stare fermo, dalla personalità ingombrante, dall'entusiasmo contagioso.


Il bianco e nero serve quindi per raccontarci il passato, gli esordi rocamboleschi e i primi romantici appuntamenti, la fama conquistata senza mettere da parte la musica non seria.
Poi arriva il colore, e mostra di feste e di bevute, di giovani sempre diversi con cui accompagnarsi, di figli che si indignano e di quella moglie stanca ormai di chiudere gli occhi.
Sono scelte, appunto, e viene da chiedersi se il progetto ventennale di Jake Gyllenhaal sarebbe stato diverso, approfondendo più la parte musicale un po' com'era stato per Tick, Tick... Boom.
L'approccio di Bradley Cooper porta a usare concerti e lezioni per spezzare anni e scene, ma si incolla male alla partitura generale.

Con quel naso posticcio tanto criticato, è più a suo agio nella recitazione questa volta e incappa nell'affannosa sindrome del "ti dimostro quanto sono bravo" con piani sequenza, scene di ballo, lunghi carrelli che sì, mostrano quanto è bravo.
La scena, però, gliela ruba spesso Carey Mulligan, incastrata nel ruolo di Felicia, moglie comprensiva e poi inacidita, su cui ci si sofferma in modo fin troppo insistente nel momento della malattia.


Se l'ouverture fa sognare e riempie gli occhi di bellezza, Maestro prosegue appesantendosi, aprendo parentesi, perdendo e introducendo personaggi, un po' come accadeva al discontinuo A Star Is Born.
Non il Maestro che mi aspettavo, non la musica che volevo mostrata fuori e dentro la testa di Bernstein, ma un film classico che strizza chiaramente l'occhio agli Oscar, ma su cui non punterei.

Venezia 80 - Finalmente l'alba | Adagio

Finalmente l'Alba

Sono gli anni della Dolce Vita, di Cinecittà che si popola di star americane che fanno sognare il popolo.
Fra cui Mimosa e la sorella, che provano ad entrare come comparse nel nuovo kolossal in produzione finendo per avere molto di più.
Ci si brucia, vicino a queste stelle, e Mimosa lo impara in una lunga notte fatta di gelosie e vendette, di menzogne e recite. È una faraona cattiva, Josephine Espereanto, non è un principe azzurro Sean Lockwood, e mentre fatica a credere alla sua fortuna, con un abito nuovo e una villa in cui festeggiare, Mimosa capisce in che gabbia poco dorata è finita.
Perché sono anche gli anni dell'omicidio Montesi, comparsa pure lei, pure lei parte di quelle feste esagerate in riva al mare.

Venezia 80 - Bastarden

C'è del marcio in Danimarca, la sua brughiera non può essere coltivata, per quanto ci speri un re.
Ma vuole provarci un Capitano in pensione, che ci ha messo 25 anni per arrivare dov'è, dalle umili origini, sempre sbeffeggiato.
Ora ancora di più, con i suoi sogni e le sue pretese: di avere un titolo, un possedimento, dei coloni se la sua impresa riesce.
Preso di mira da chi credeva di possedere quella terra, il Capitano Kahlen testardo e silenzioso si troverà a gestire una vera e propria guerra, con i pochi uomini, servitù in fuga da quei nobili sadici, al suo fianco.

1 settembre 2023

Venezia 80 - Poor Things

Come lo spieghi Poor Things a chi ancora devo vederlo?
Come la spieghi la vita, l'amore, le convenzioni sociali e il mondo in sé a chi non lo ha ancora sperimentato?
Si trova in questa situazione Bella Baxter, esperimento riuscito di un medico chirurgo, bambina nel corpo di una donna che deve imparare in fretta. Studiata e ammirata, amata e protetta, vive chiusa in una casa castello, osservata e perdonata per tutta la sua ingenuità. Ma come si cresce in un corpo già cresciuto?

Venezia 80 - Dogman

Che in inglese God al contrario diventi Dog non è un caso.
I cani sono l'unica famiglia che Douglas ha mai conosciuto.
L'unica che l'ha amato, almeno.
Arrestato nelle vesti di Marylin Monroe, racconta la sua storia a ritroso a una psicanalista chiamata a capire il suo caso.

Venezia 80 - Ferrari

Dovevano arrivare gli americani per raccontare la storia di Enzo Ferrari.
Non che non lo si sia fatto, tra fiction e titoli in cui faceva da presenza ingombrante, ma arrivano loro, in gran spolvero e tutto si ferma.
Non è un film biografico in senso stretto, però, il Ferrari di Mann.