10 settembre 2020

Venezia 77 - Wife of a Spy | The Best is yet to come

Wife of a spy

È già stato un film per televisione, poi un manga, ora un film per il cinema presentato a Venezia, forte della presenza di due star del Giappone come Yū Aoi e Issey Takahashi.
Come mai tutto questo interesse per una storia passata fatta di spi e e doppi giochi?
Difficile dirlo.
Siamo negli anni '40 , il Giappone sta per entrare in guerra e il commerciante di stoffe Yusaku scopre un orribile segreto di Stato.
Un segreto che potrebbe cambiare la Storia se rivelato.



Ha le prove, ha la testimone, ma ha una moglie che vuole essere coinvolta, che di lui è innamorata ma pure gelosa.
Impossibile da tenere a bada, Satoko diventa parte del piano, in cui cercare di tenere nascosto quel segreto, imbarcarsi per gli Stati Uniti dove rivelarlo.
Composto come un film degli anni '40 con una cura dedicata più agli abiti che alla regia, il film di Kiyoshi Kurosawa è un compitino ben fatto che non si eleva né per la sua storia né per i suoi lati tecnici.
Se i film orientali chissà perché scarseggiano in questa edizione, l'essere andati a scegliere proprio Wife of a spy resta un'incognita.

The Best is yet to come


Tokyo, 2003
Handong vuole fare il giornalista.
Non ha una laurea, non ha finito il liceo, ma ha la passione, la stoffa dalla sua.
Lo nota infatti il redattore di un giornale e lo prende sotto la sua ala.
Handong inizia così il suo stage, cercando di sopravvivere in una grande città che mette lui e la fidanzata in un angolo, in stanze di fortuna.
Ma ci crede e lavora sodo Handong, conquistando la prima pagina andando a scoprire i sotterfugi delle compagnie di minatori che mettono a tacere gli incidenti sul lavoro a suon di mazzette.
Da qui, deve cercare un'altra storia e la trova in quei tipi loschi che invitano a vendere il proprio sangue.
Cosa c'è sotto?


Sotto c'è un tentativo di raggirare leggi discriminatorie che lasciano fuori dagli studi, dal lavoro, chi è portatore di epatite B.
Malattia che colpisce una fetta importante della popolazione e in quanto infettiva viene vista come pericolosa.
Mancano le informazione, manca una protezione.
Come cambiare le cose?
Handong indaga, si infiltra, ottiene prove e fonti, ma capisce che non è quella la storia da raccontare, non aiuterebbe nessuno, anzi.
Deve invece riportare le esperienze di chi deve tacere, passando per l'illegalità pur di andare avanti.

Ispirato a una storia vera, sia per quanto riguarda il giovane giornalista che il reportage di cui si incarica, The Best is yet to come si sviluppa come un classico e coinvolgente film d'inchiesta andando a toccare anche la sfera privata con l'amore che deve affrontare ostacoli economici e l'amicizia quelli morali.
Più "occidentale" del previsto, il film di Wang Jing pecca solo di qualche momento melenso e di non necessari effetti speciali nel finale.
Ma appassionante e necessario com'è e come è stato per la Cina stessa, si accetta anche con questi difetti.

Nessun commento:

Posta un commento