10 aprile 2019

Unicorn Store

Andiamo al Cinema su Netflix

Kit è una fallita.
O un'eterna Peter Pan.
O un'artista incompresa.
O una figlia incompresa.
Lei che è stata cacciata dalla scuola d'arte, lei che torna a vivere dai genitori motivatori per adolescenti in difficoltà, lei che resta una bambina, senza amici, con solo i suoi peluche ad ascoltarla.
La depressione è in agguato, sotto le vesti di un lavoro che la trasformerà nell'ennesimo numero di grigio vestito abbandonando gli abiti arcobaleno che la caratterizzano.
Ma dal cielo piove la sua salvezza.O forse solo dal quel suo lato fanciullesco che non vuole cedere all'età adulta: un unicorno, tutto per lei, che l'aspetta nel negozio di unicorni.
Un negozio di unicorni?
Un unicorno?
Sì, proprio come quello che Kit e migliaia di bambine nel mondo hanno sempre desiderato.

9 aprile 2019

This Is Us - Stagione 3

Mondo Serial

Ammettiamolo candidamente: anche This Is Us ha subito il repentino retromarcia delle serie che vogliono proseguire a tutti i costi.
Quelle serie che vogliono cavalcare l'onda del successo, dopo un esordio indimenticabile, dopo un secondo anno che si salvava all'ultimo, non mollare più la presa dei tanti fan che vogliono ancora e ancora, che non sanno che quell'ancora non sempre vuol dire qualità.
Quindi sì: questa terza stagione gira spesso a vuoto, con episodi riempitivi, con situazioni già viste, orizzonti non propriamente giustificabili.
Ma tant'è.
Così è prendere o lasciare.
Se si guarda con un po' di attenzione, però, sembra esserci una luce.
Sembra esserci un racconto corale che vuole staccarsi dall'ingombrante ombra/ricordo di Jack Pearson per approdare a nuovi lidi.
Non è un caso se con il passato si chiude nella prima parte (quella andata in onda in America fino a Natale) dedicandosi poi al futuro, a una madre e all'elaborazione collettiva del lutto, nella seconda.

8 aprile 2019

Il Lunedì... Comedy - Miracle Workers e altre serie tutte da ridere

Questo lunedì si mettono in pausa i libri a favore di quelle serie che hanno rallegrato le mie cene negli ultimi mesi.
Un'ondata di positività e di intelligenza, perché comedy non significa per forza di cose leggerezza, ma spazio per profondità e pure per qualche lacrima.
Soprattutto quando si salutano due titoli tanto amati.

Miracle Workers


In breve: Dio è un fannullone, analfabeta e stanco della Terra. In nome di un ristorante, decide di farla finita ma il timido Craig e l'energica Eliza, angeli addetti ad esaudire le preghiere, fanno una scommessa: un bacio di vero amore eviterà la fine del mondo.
Non sarà così facile far avvicinare due umani timidi e impacciati, ma ce la metteranno tutta.
Si ride? Sì, perché alla scrittura e alla produzione c'è quel Simon Rich che stava dietro l'indimenticabile Man Seeking Woman. Quindi, battute assurde, soluzioni geniali, quel mix di paradossale e blasfemo che garantisce risate intelligenti.
E perché Steve Buscemi in qualità di Dio è una bomba.
Momenti da incorniciare: la spiegazione di cani, mucche e giraffe e dei capezzoli maschili.
Proseguirà? Il finale romantico ed esaltante potrebbe essere autoconclusivo. Ma una nuova stagione male non farebbe. O anche solo un altro progetto con a capo Rich.

7 aprile 2019

La Domenica Scrivo - Studio antropologico di una serata in discoteca

Lo faccio sempre quando mi ritrovo in mezzo alla folla: osservo.
Sempre stata contemplativa, con un piglio da scrittrice ma pure da scienziata.
O almeno, così mi piace immaginarmi.
È successo anche venerdì sera, in cui, chissà come, chissà perché, sono finita in discoteca.
Mai stata il tipo neppure per questa, se non quella rock, anche se scopro sempre che è bello lasciarsi andare, sfogarsi ballando.
E mi sono chiesta: osserva e contempla la vita degli altri anche chi in discoteca ci lavora?
Anche quel barista annoiato che in una serata di magra chissà quante battutine e stranezze può appuntare?
O quel DJ piuttosto spento, quasi fuori luogo vista la musica che mette (revival italiano, stendiamo una velina pietosa)?
Io, nel mentre, osservavo anche loro e pensavo a quante coppie/appuntamenti/sveltine questo DJ ha visto nascere. Quanto conta la sua musica per avvicinare o allontanare le suddette coppie.
E lo sa, quel DJ che nemmeno sembra divertirsi preso com'è a mixare male e a non scegliere il pezzo svuota pista, il suo ruolo?
Lo rivaluta pure lui, ogni tanto?


Il timbro che nonostante le docce, da due giorni non se ne va

6 aprile 2019

Climax

È già Ieri -2018-

Avete disprezzato I Stand Alone
(io no, perché non l'ho ancora visto)
Avete odiato Irréversible
(sempre no, perché non l'ho ancora visto)
Avete detestato Enter the Void
(io no, l'ho amato e anche parecchio. Ne ho le prove QUI)
Avete maledetto Love
(io no, l'ho adorato ma proprio tanto. Le prove QUI)
Ora, venite a celebrare Climax.
E lo celebro, io per prima.
Io che da Gaspar Noé non so mai cosa aspettarmi, proprio per quel porno d'autore, per quel viaggio lisergico di cui sopra.

5 aprile 2019

Border

Andiamo al Cinema

Svezia, terra di confine.
Un confine presidiato da una guardia dal fiuto infallibile, capace di trovare colpevoli, sostanze illegali, misfatti.
È speciale Tina, e a prima vista non lo diresti.
Senza girarci troppo attorno, Tina è brutta.
Spiace essere brutali, ma in una terra di bellezze come lo è per cliché la Svezia, quel suo viso un po' così, quel suo corpo un po' così, si nota al negativo.
Tina non se ne preoccupa, ha un compagno che è più un coinquilino appassionato di cani, a lui non si concede per problemi tecnici, preferendo girare nuda o a piedi scalzi per quel bosco che circonda la sua casa.
Tutto cambia quando Tina incontra Vore.
Il suo fiuto fallisce, non ha niente di illegale da nascondere, se non la sua identità.
Perché Vore è brutto come lei, scusate ancora una volta la brutalità.
Potrebbe essere suo fratello, o forse sua sorella, non è chiaro che tecnicismo ci sia "là sotto". Ma qualcosa che li accomuna c'è, e proprio a partire dall'aspetto fisico.
Inizia così una scoperta e una riscoperta: di origini e di sé, di futuri e visioni diverse.
In cui conta la "razza", la minoranza, l'adattamento.
E la giusta scelta da compiere.

4 aprile 2019

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 4 Aprile

Può un horror essere l'uscita di punta della settimana?
Sì, se la concorrenza è fatta dall'ennesimo supereroe e da qualche commediola innocente.
E sì, soprattutto, se a dirigerlo è Jordan Peele.

Noi
Il nuovo horror di Jordan Peele.
Sembrerebbe qualcosa di lontanissimo dai miei gusti, ma vista l'originalità di Get Out e il tam tam arrivato dall'America, diventa una visione d'obbligo.
Si parla di doppelgänger, con Lupita Nyong'o, Winston Duke e Elisabeth Moss.
Trailer
Shazam!
Chiamiamola la versione DC di Deadpool?
Nella mia mente, questo supereroe bambinesco, è così.
Ma tengo fede alla mia natura anti-supereroi quindi non serve correggermi.
Trailer
Book Club
Vecchine unite dalla passione per la letteratura?
Vecchine che non stanno a fare a maglia con i grandi classici ma sentono i pruriginii delle 50 sfumature?
Sarà anche una commedia leggerissima e per signore, ma con Jane Fonda e Diane Keaton così in forma, io potrei anche concedermelo!
Trailer
Il Viaggio di Yao
Film buonista e politicamente e umanamente schierato in arrivo dalla Francia ma ambientato in Senegal, dove un famoso attore va in vacanza cambiando la vita di un bambino.
Omar Sy ci riprova, ma probabilmente non farà centro nemmeno questa volta.
Trailer
DolceRoma
Il Trailer visto al cinema ha saputo intrigarmi all'inizio: si parla di sceneggiatura, di esordienti che aspirano al successo. Poi però è entrato in scena Luca Barbareschi in versione produttore mefistofelico e le cose hanno iniziato a degenerare.
Rischio sòla altissimo.
Bene ma non benissimo
Mai stato simpatico il Nongio. Né ai tempi di MTV né con I soliti idioti.
Qui all'esordio come regista racconta di bulli, paturnie e problemi dell'adolescenza in modo piuttosto acerbo.
La presenza di Shade in una locandina discutibile non aiuta a cambiare idea.
Trailer

3 aprile 2019

Dumbo

Andiamo al Cinema

Venghino, Signori! Venghino!
Ha inizio un nuovo spettacolo: la Disney di nuovo alle prese con il riadattamento di un suo classico.
Già, dopo La Bella e la Bestia, Cenerentola e Il Libro della Giungla e prima di Aladdin, Il re leone e Mulan, è il turno di... Dumbo!
Ma non temete, questa volta le cose sono cambiate, questa volta cambiano un po'.
Non è un semplice adattamento in live action, si manipola, si adatta.
Si parte da un film del 1941, insomma, triste come pochi, il cui protagonista non parlava e -proprio per questo- durava a malapena 64 minuti.
Invece, lo spettacolo versione 2.0 tiene conto del pubblico di oggi, di bambini che vanno protetti dai traumi, di adulti che quel Dumbo lo conoscono bene. Raddoppia la sua durata, si inseriscono nuovi personaggi, una nuova storia, visto che Dumbo continua a non parlare.
Nel bene e nel male, quindi, Dumbo diventa un nuovo film per famiglie, con tutti i pregi e i difetti che questo ha in una produzione Disney.
Quindi sì: momenti commoventi, momenti emozionanti, azione esagerata, sviluppo piuttosto intuitivo, frasi ad effetto e l'inevitabile lieto fine.

2 aprile 2019

The OA - Stagione 2

Mondo Serial

- Buongiorno, scusi il ritardo.

- Prego, si sieda. Da dove vogliamo iniziare?

- Bè, ho una confessione da farle.

- Dica.

- Lo so che mi aveva detto di smettere, di lasciar perdere... ma ci sono ricascata.
Sono andata su Netflix, e l'ho ritrovata.

- Chi? Cosa?

- The OA. Quella serie che 2 anni fa mi aveva mandato fuori di testa, quella che mi aveva preso, mi aveva fatto divorare gli episodi uno dietro l'altro, con quel racconto a scoprire, quella stranezza che sapeva di thriller, di fantascientifico, di film horror anche.

- Ma non l'aveva delusa?

- Delusa no. Semplicemente non l'avevo capita in quegli ultimi episodi. Con quei gesti a ripetersi e diventati cruciali, qualcosa si era rotto, la magia si era spezzata e io avevo iniziato a farmi domande. Troppe. Per questo avevo iniziato a venire da lei.

- E dopo 2 anni di sedute, c'è ricascata.

1 aprile 2019

Il Lunedì Leggo - Hanno Tutti Ragione di Paolo Sorrentino

Sorrentino ha sempre avuto due anime.
Quella del regista in senso stretto, che lo vede compiere evoluzioni emozionanti con la macchina da presa, tra carrelli, piani sequenza, nuovi punti di vista e che lo vede tirare fuori il meglio da suoi attori e dal comparto tecnico.
E poi, l'anima dello scrittore. Quella che firma le sue sceneggiatura, regalando dialoghi, monologhi, momenti, di pura poesia.
Pure nel non propriamente perfetto Loro ad essere ricordate sono quella telefonata di vendita ad opera di un sornione Berlusconi e la lite furiosa con la moglie Veronica. Parole, concatenate perfettamente, con un ritmo, un'intelligenza che restano.
Così, ho voluto provare ad affrontare Sorrentino senza vederlo, su carta.