10 dicembre 2017

La Domenica Scrivo - Montagna (di una bambina e di un'adolescente costrette alla montagna, di una non-adulta che ci torna)

C'era un bambina per cui la domenica, era di mercoledì.
Succede se hai dei genitori che la domenica lavorano, che il bar lo devono tenere aperto per far godere agli altri della domenica, e se quel bar chiude di mercoledì.
E il mercoledì, cascasse il mondo, si va in montagna.
Oddio, magari non proprio tutti i mercoledì, magari qualche volte ci si scampa, si va a Gardaland, si va a fare spese, si sta semplicemente a casa tutti insieme, ma il più delle volte, in quel mercoledì che ha il sapore della domenica, si parte dopo pranzo, dopo la scuola, e si affrontano i tornanti.
Strano.
Strano per una famiglia che ha il mare altrettanto vicino, che ha nonni che al mare, cascasse il mondo, ci vanno per due settimane, in pieno luglio, stesso hotel, stessa spiaggia, per una vita.
O forse, è proprio una reazione a quelle vacanze comandate, a quel mare che da giovani aumenta la libertà, ma se ancora giovane, e con una famiglia già tutta per te, forse il tuo posto è la montagna, più impervia, più seducente, che richiede silenzio, riflessione, rispetto.

9 dicembre 2017

Good Time

Andiamo al Cinema

Da una parte Robert Pattinson che continua la sua scelta di smarcarsi dal cinema più commerciale e sceglie un altro progetto piccolo piccolo, in cui imbruttirsi, in cui rendersi irriconoscibile all'orda di fan che l'hanno perseguitato.
Dall'altra i fratelli Safdie che dopo quello strano ma intenso film, a metà strada tra il documentario e la presa diretta che è stato Heaven Knows What, che passano ad un cinema almeno un po' più di massa, quel poco che basta per avere coinvolti nomi come Robert Pattinson -appunto- e Jennifer Jason Leight.

8 dicembre 2017

Mistero a Crooked House

Andiamo al Cinema

Altra Agatha Christie, stesse aspettative.
Come con l'Orient Express, quello che si chiede a un altro adattamento di una delle tante storie gialle della scrittrice inglese, è un certo rigore british, un'attenzione particolare per la scenografia come per i costumi, ma soprattutto per gli intrecci che andranno a svolgersi.
Questo, a Crooked House, succede.
Succede però che non basta.
Sì, infatti, non abbiamo un regista che si diverte e dimostra tutte le sue doti, anzi, nell'inserimento di flashback pecca in raccordi non proprio da antologia, e nonostante qualche scena di danza ben ritmata, la regia di Gilles Paquet-Brenner resta perlopiù anonima.
Non abbiamo attoroni che si succedono come fossimo in un all stars game, pur avendo una Glenn Close particolarmente in parte e delle brave Gillian Anderson e Christina Hendricks.
Abbiamo però una storia, la preferita proprio della Christie.

7 dicembre 2017

Assassinio sull'Orient Express

Andiamo al Cinema

Un film tratto da un romanzo di Agatha Christie te lo aspetti decisamente british, ben curato nella scenografia come nei costumi, che punta i riflettori sugli attori, certo, ma soprattutto sulla storia.
Non a caso, la prolifica creatrice di storie, per i suoi intrecci originali è conosciuta.
Inizia una nuova -e non così richiesta- versione dell'Assassinio sull'Orient Express, e fin dalla prima immagine capisci che quello che ti aspetti, non ci sarà.
Colpa, per assurdo, di un budget sostanzioso.
Un budget che fa propendere per altri aspetti da curare: gli effetti speciali ridondanti, per ricreare città e treni in corsa, e soprattutto a servizio di un cast all stars.
E così, tutta la prima parte del film è un "oh guarda, c'è lui", "c'è pure lui" "e lei!" "anche lei!", un continuo di wow -per chi il cartellone non l'ha letto- che va a minare proprio la storia, e il suo ritmo, su cui ci si dovrebbe invece concentrare.

6 dicembre 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 6 Dicembre

Ponte natalizio? Le uscite al cinema anticipano di un giorno, ma i titoli da tenere d'occhio sono quelli in arrivano dai Festival, anche se all'apparenza sembrano di nicchia.
Per i più, commedie e risate facili non mancheranno.

Suburbicon
George Clooney alla regia, Matt Damon, Julianne Moore e Oscar Isaacs protagonisti, i fratelli Coen alla sceneggiatura.
Cosa ne esce?
Di questo nuovo Fargo senza neve e anni '50 ho parlato QUI, leggete per sapere.
L'insulto
Altra visione veneziana (di cui ho parlato QUI), e di certo da non sottovalutare.
Questo film libanese-sì, ho detto libanese- è una perfetta sineddoche -sì, ho detto sineddoche- della situazione nel Paese. E la pesantezza non è di casa, garantito.
Loveless
Da Venezia a Cannes, con il film russo vincitore del Gran Premio della Giuria.
Protagonista una coppia divorziata che deve fare i conti con la scomparsa del figlio. Tensione e solidità a cui dar fiducia.
Trailer
Free Fire
Un super cast (Armie Hammer, Brie Larson, Cillian Murphy, Jack Reynor) per un film da vedere rigorosamente doppiato, anche se -chiusi in un hangar assieme a criminali in cerca di armi nella Boston degli anni '70- non tutto fa propendere per un film riuscito.
Trailer
Due sotto il burqua
Commedia francese che gioca con stereotipi ed equivoci. L'esaltazione generale della critica sembra esagerata, ma dell'oltralpe ci si fida per delle risate intelligenti.
Trailer
The Void
Horror dalle atmosfere cupe e tese, in un ospedale abbandonato, e che -come da moda- rimanda e omaggia gli anni '80 del genere.
Per appassionati.
Trailer
Bad Moms 2
Se il primo capitolo con il suo essere volutamente politicamente scorretto non invitava di certo alla visione, questo secondo leggero leggero e ahimé natalizio, non fa cambiare idea.
Trailer
Patti Cake$
Una donna, bianca, sovrappeso, con il sogno di diventare rapper. Ce la farà?
Commedia -ma non troppo- indie da non sottovalutare.
Trailer
Il Premio
On the road tra padre e figlio, il primo scrittore insignito del Premio Nobel che ha però paura di volare, il secondo, personal trainer, diverso e distante, e con il sogno di aprire una palestra che accetta per soldi di accompagnarlo.
Alessandro Gassman alla regia e protagonista, per un film a cui mi sento di dare una possibilità.
Nel cast Gigi Proietti, Anna Foglietta, Rocco Pappaleo.
Trailer
The Wicked Gift
Horror all'italiana che gioca ad essere straniero, ma basta la locandina per sostituire i brividi con le risate.
Trailer
My Little Pony: Il Film
Non si ferma la moda degli unicorni né del ritorno di icone della nostra giovinezza.
Con colori sgargianti che bucano gli occhi, i piccoli pony fluo sono al cinema per la gioia dei più piccoli. Forse.
Trailer

5 dicembre 2017

Gunpowder

Mondo Serial

Remember Remember the 5th of December...
Come dite?
Era il 5 novembre da ricordare?
Già.
Ma ad un mese esatto, perchè non rispolverare una miniserie targata BBC che della Congiura delle polveri parla?
Una serie che da queste premesse, unita al fatto che a produrla e a esserne protagonista sia quel Jon Snow di un Kit Harington e che l'interesse verso questa congiura non è scemato, anzi, grazie a V per Vendetta dal 2005 a oggi continua, e ogni 5 novembre ci ritroviamo tutti con almeno una decina di amici a condividere quel monologo, o qualche immagine di V, una serie -si diceva- che prometteva scintille (sì, ispira un sacco di battute simpatiche Gunpowder).
Kit Harington ha quindi deciso di darci una lezione di storia.
Sì, proprio lui che non ne sa niente.
E se vogliamo dirlo subito -su, diciamolo- la lezione gli riesce un gran male.

4 dicembre 2017

Il Lunedì Leggo - La Separazione del Maschio di Francesco Piccolo

Non avessi letto i Momenti di Trascurabile Felicità/Infelicità, Francesco Piccolo non farebbe per me.
Non avessi visto i film da lui sceneggiati, lo troverei difficilmente sopportabile.
Colpa degli altri due romanzi che ho letto, quel troppo politico e distante da me Il desiderio di essere come tutti e questo, La separazione del maschio.
Colpa dei personaggi che decide di raccontare, e se nella quasi autobiografia eccede in un rapporto con Berlinguer e Berlusconi che un'apolitica come me fatica a seguire, qui eccede in un maschilismo e un machismo che faticano ad andarmi giù.
Ed è un peccato, perchè Piccolo sa scrivere un gran bene.

3 dicembre 2017

La Domenica Scrivo - Arte (di Biennali, di film e di quello che è davvero bello)

Ci si chiedeva nel film The Square cosa fosse arte oggi.
Cosa rendesse tale un qualunque oggetto.
L'esempio, del direttore artistico del museo di arte contemporanea di Stoccolma, era semplice: se adesso, ora, la tua borsa, quella che usi tutti i giorni, che contiene le tue cose più intime e banali, venisse messa su un piedistallo in mezzo alle altre opere, basterebbe questo -la sua nuova posizione- a renderla arte?
La domanda non ha una risposta esatta.
Si è già visto, e ancora si ride, di fronte a notizie che vedono carrelli delle pulizie, scope, guanti dimenticati, essere fotografati e immortalati e giudicati da visitatori ignari di non star guardando un'altra opera del museo, ma un semplice oggetto, lì dimenticato, lì momentaneamente posizionato o caduto.

2 dicembre 2017

Detroit

Andiamo al Cinema

L'aria è tesa in America, a Detroit.
Proteste sono già partite contro la violenza della polizia e la discriminazione razziale, e nella città della Ford, dove il lavoro è sottopagato, dove i ghetti sono cosa riconosciuta, l'aria è tesa.
La polizia aggrava la situazione, con retaggi, con controlli a campione. La goccia che fa traboccare il vaso, arriva di notte, arriva con un locale senza permessi da chiudere e la sua clientela da portare in centrale.
Scattano le proteste, i tumulti, le prime vetrine vengono infrante, e la rivolta ha inizio.
Una rivolta che riversa per le strade centinaia di persone stanche di sentirsi povere e oppresse, con a fargli fronte, un vero e proprio esercito.
Sembra di essere in tempo di guerra, con il coprifuoco da rispettare, con poliziotti che danno vita a scene da far west, caccia all'uomo, proiettili vaganti, cecchini -o presunti tali- alle finestre.
Il peggio, però, deve ancora avvenire.

1 dicembre 2017

Il Libro di Henry

Andiamo al Cinema

Prometteva bene, seppur con qualche diffidenza, Il libro di Henry.
Prometteva bene per quel cast di adulti su cui fare affidamento -da un'ormai rediviva Naomi Watts, passando per le televisive certezze di Lee Pace e Dean Norris- e su piccole star già acclamate -il Jaeden Lieberher scoperto grazie a It e l'incredibile Jacob Tremblay di Room.
Prometteva lacrime, ovviamente, ma anche un certo mistero, con un libro da seguire, con un piano architettato per vendicare e salvare una vicina probabile vittima di abusi.
Però, c'era di che essere diffidenti.
Perchè a una famiglia sui generis, adorabile e affiatata, con un figlio genio che si comporta più maternamente di una madre che fa quel che può -e che in realtà è tanto, per fargli vivere normalmente il suo essere un genio-, ci metteva lo zampino la malattia.
E allora già il naso si storce, gli occhi si alzano al cielo, stanchi di drammi strappalacrime, di un cancro fulminante in tenera età che scava sotto il buonismo.
Mi aspettavo tutto questo, il frizzante del film indie con voce fuori campo, e il melenso da dramedy più melenso.
Non mi aspettavo però di essere fregata in pieno, di ritrovarmi in lacrime, a soffiarmi quel naso non più storto, ad asciugarmi più volte gli occhi.