14 febbraio 2026

Ella McCay

Andiamo al Cinema su Disney+

C'erano una volta le commedie leggere in cui era facile credere che tutto era possibile, anche per una donna di soli 34 anni piena di complessi e problemi privati di diventare nel giro di un giorno governatrice degli Stati Uniti.
C'erano soprattutto le commedie che riuscivano a farti credere a una storia così, grazie a una sceneggiatura leggera, sì, ma mai banale e mai sciatta, grazie a una protagonista in parte capace di rendere adorabile il suo essere in crisi, il suo sentirsi fuori posto, il suo non saper come conciliare pubblico e privato.
C'erano tempi, soprattutto, in cui commedie così funzionavano perché eravamo un pubblico diverso, che cercava e voleva certe commedie e correva a vederle in sala forti dei nomi coinvolti.
Oggi no, oggi le cose sono cambiate. E anche i nomi da coinvolgere.
Oggi commedie così sono anche più rare, sostituite dalle commedie vagamente romantiche da streaming, che puntano sull'aitanza di giovani e sconosciuti protagonisti, sulle scene calienti perché si è decisamente meno smaliziati.
Finisce che chi ci prova a farne ancora, di commedie così, come una volta, fa flop.


L'ultimo flop dell'anno 2025, per la precisione, per un film su cui si era puntato parecchio, chissà perché.
Probabilmente più per il ritorno alla regia (e alla sceneggiatura e alla produzione) di James L. Brooks, che per il cast.
Uno che non fa commedie così dal 2010, anche se Come lo sai non era certo Qualcosa è cambiato o Voglia di Tenerezza, e che si affida a Emma Mackey, che avrà sì il faccino da Margot Robbie mora, che vuole crescere, ovvio, dopo essere stata l'adolescente tormentata per troppe stagioni, ma funziona poco, se non pochissimo, come protagonista su cui caricare il peso del film.
Lo si nota non tanto quando è in scena da sola in cui eccede in faccette e pose sbarazzine, non tanto quando si scontra con il sempre affascinante e sempre maldestro Jack Lowden, quanto quando si confronta con il padre redivivo Woody Harrelson e soprattutto con la zia/confidente/aiutante Jamie Lee Curtis, che la commedia cerca di caricarsela da sola sulle sue, di spalle, esagerando magari il carattere dispotico e vendicativo della suo personaggio sopra le righe, ma riuscendo a salvare almeno qualcosa. Almeno le sue scene.


Il problema di Ella McCay è che di Ella McCay non riusciamo davvero a interessarci, a inquadrarla poi, a capire come funziona la sua vita che in soli 3 giorni cambia drasticamente, diventando governatrice, sì, ma anche una donna sull'orlo del divorzio e con un padre e un fratello con cui riconciliarsi.
Aiuta poco Julie Kavner (la voce di Marge Simpson originale, di nuovo in carne e ossa) a fare da voce narrante, non aiuta perché le sue intrusioni buffe e a favore di camera vengono spezzate da lunghi flashback davvero troppo lunghi e troppo drammatici, ma con quel drammatico che cerca di essere sdrammatizzato in malo modo. Non aiuta poi che nel presente la battagliera Ella dia priorità ai fatti privati, da un fratello agorafobico con il cuore spezzato (spoiler: la presenza di Ayo Edibiri si limita a cinque-minuti-cinque e conferma le scelte sbagliate di casting), un padre che chiede perdono per non perdere la fidanzata, un marito che si fa improvvisamente, ma davvero improvvisamente, ingombrante. Mettici poi un autista/guardia del corpo dal cuore tenero e un collega più arrivista, mettici l'ex governatore che non mantiene le sue promesse e ti chiedi: cos'è tutta questa fretta? Cosa sono tutti questi personaggi che devono riempire la vita di Ella e per assurdo diventare più interessanti di lei, anche se essendo secondari passano presto in secondo piano?


Insomma, una volta di commedie così il panorama cinematografico era pieno, tanto che commedie così, come Ella McCay intendo, potevano essere scartate e dimenticate a favore di titoli più riusciti. Ma oggi che si cerca di aggiustare il tiro mandandole direttamente su piattaforma dopo il disastro al boxoffice americano, oggi che di commedie così non se ne fanno quasi più, ci ricordiamo perché. 
Perché serve un equilibrio tra sceneggiatura, cast e regia non facile da ripetere e che qui manca del tutto.

Voto: ☕☕/5

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