24 luglio 2021

Rare Beasts

È già Ieri -2019-

Manca poco più di un mese alla 78esima Mostra di Venezia.
La giuria è stata annunciata, il poster ufficiale rivelato, lunedì mattina sarà il momento dei film in concorso.
E la mia ansia cresce.
Motivata?
In parte.
Non solo per le misure speciali di questo secondo anno in pandemia, ma anche perché l'incubo di tutti gli incubi è quello di non riuscire a trovare posto per un film.
È successo poche volte. Con Heaven Knows What la prima, con Rare Beasts, due anni fa, la seconda.
L'esordio alla regia di Billie Piper.

23 luglio 2021

La Vita che Verrà - Herself

Andiamo al Cinema

Parola in Codice: Black Widow.
Questo il segnale per la piccola Molly, che deve prendere la sua cesta del pranzo, correre fino al supermercato all'angolo e chiedere al commesso di chiamare la polizia.
Nella cesta, un messaggio: mia mamma è in pericolo, vi prego aiutatemi.
Il pericolo si chiama papà, è il compagno di Sandra che beve, che la picchia, da cui lei vorrebbe scappare… ma per andare dove?
Finalmente, la polizia interviene e l'aiuto arriva: un alloggio temporaneo in un hotel, due lavori con cui riuscire a gestire le figlie, in una situazione che prevede ancora la custodia congiunta.
Sandra dall'incubo deve ancora uscire.
Tra ferite fisiche e psicologiche, valutazioni statali e una casa che manca.
La casa, allora, decide di costruirsela da sé.
Trova un tutorial online, una vecchia amica le cede il suo terreno, raggruppa un manipolo variegato di amici e amici di amici e si mette al lavoro.
Non solo per costruire la sua nuova casa, ma soprattutto per ricostruire se stessa.

22 luglio 2021

Le Novità al Cinema e in Streaming della Settimana

Dopo qualche settimana di magra, anche per non amanti Marvel arriva una pioggia di titoli interessanti.

AL CINEMA

Old
La mente tutta matta di M. Night Shyamalan ha partorito un nuovo incubo, che si insidia fra la sabbia di una spiaggia esclusiva in un resort esclusivo. Quello in cui la famiglia Capa spera di ritrovare l'amore perduto.
Gael Garcia Bernal a dare un'ulteriore spinta nel correre in sala.

In The Heights - Sognando a New York
Un musical dal sapore dei vecchi tempi, ambientato fra i quartieri ispanici di Manhattan con il sogno di un giovane di abbandonare la città e tornare nel paese d'origine dei genitori.
Le musiche sono dell'ormai premiatissimo Lin-Manuel Miranda, e nonostante il sapore quasi troppo americano che emana, di un musical fresco c'è bisogno.

Earwig e la Strega
Il nuovo film Ghibli targato Goro Miyazaki ma con animazione digitale che snatura la magia di un tempo.
La storia è quella di una piccola strega orfana che trova una nuova famiglia pronta ad insegnarle l'arte.
Mah.

Snake Eyes: G.I. Joe Le Origini
Io riconosco solo l'episodio G.I. Jeff di Community. Della saga e dei giocattoli di un tempo preferisco stare alla larga. 
Anche solo per il cast che strizza troppo l'occhio al pubblico generalista tra Henry Golding, Úrsula Corberó e Samara Weaving.

Tigers
Storia vera del giovane talento svedese Martin Bengtsson comprato dall'Inter che deve affrontare dubbi, pressioni e depressione. Non tutto è oro ciò che luccica per i calciatori.






IN STREAMING


L'ultima lettera d'amore
- su Netflix
Una giornalista decide di scoprire il mistero dietro lettere d'amore segrete tra due giovani negli anni '60, mentre pure lei si innamora di un uomo sposato.
Trama da filmetto romantico di Canale5, ma il cast formato da Felicity Jones, Shailene Woodley, Callum Turner e Joe Alwyn sa attirare.
Vedremo.

Il Profumo dell'Erba Selvatica
- a noleggio nelle varie piattaforme
Dispute in famiglia per delle proprietà terriere nelle campagne irlandesi.
Pure qui, l'originalità non sembra di casa, ma pure qui il cast è notevole: Emily Blunt, Jamie Dornan, Christopher Walken e Jon Hamm.
Vedremo.

Jolt
- su PrimeVideo
Un donna passa tutta la vita a reprimere il suo istinto omicida collegato a una malattia mentale, ma quando si risveglia accanto al cadavere dell'amato, capisce che qualcuno l'ha incastrata e medita vendetta.
Strano revenge thriller, con un ancor più strano cast: Kate Beckinsale, Stanley Tucci, Susan Sarandon e Bobby Cannavale.
Vedremo.

21 luglio 2021

Il Cattivo Poeta

 Andiamo al Cinema (in ritardo)

La prima domanda che viene da farsi, è com'è che non si è mai fatto un film su Gabriele D'Annunzio.
Il poeta vate, lo spirito libero, il libertino D'Annunzio.
Va bene, c'è un D'Annunzio del 1987 con Robert Powell, ma chi lo aveva mai sentito vista anche la locandina soft-core?
A differenza degli americani, e anche dei cugini francesi, la nostra storia ci sta stretta. 
Sembra materiale per qualche fiction Rai, ma al cinema, no. 
Meglio puntare su commediole o drammi famigliari e mafiosi. 
Riusciti, eh, ma il genere biografico storico non sembra il nostro forte.


La seconda, è com'è che fra tutti gli anni folli, tutte le conquiste amorose e le conquiste politiche, il primo film su D'Annunzio decide di raccontare i suoi ultimi anni? 
Quelli del declino.
Quelli dell'isolamento che sa tanto di esilio nel suo Vittoriale sulle sponde del Lago di Garda.
In realtà, la scelta è giusta per la storia che si vuole raccontare.
Per gli anni che si decidono di mostrare.
Quelli dell'Italia a un passo dall'accordarsi con Hitler, dell'Italia delle camice nere che fanno paura e del governo di Mussolini che si fa sempre più autoritario.


Il nostro anfitrione in questa storia è rappresentato dal giovane Federale di Brescia Giovanni Comini. Chiamato da Mussolini stesso -meglio, dai suoi sottoposti a Roma- a tenere d'occhio D'Annunzio. 
Diventargli amico, passare le giornate e le serate fra i suoi giardini perfetti, fra il suo palazzo ormai mausoleo.
Cos'ha in mente, lo scettico D'Annunzio? 
Comini deve fare da spia, per arginare il suo potere di oratore, fermare la sua mente.
Quello che trova, al Vittoriale, è l'ombra del poeta vate, l'età, gli eccessi, il clan che si porta dietro, lo hanno consumato.
Anche se i modi sono rimasti.
Le idee, quelle, restano pericolose, ma non sembrano interessare più nessuno.
Anche se Comini ascolta.


Ora, con queste basi, con una location da sogno come il Vittoriale stesso, logico aspettarsi un signor film.
Di quelli seri e impegnati, certo, che vedono Sergio Castellitto nel ruolo della vita, invidiato da molti.
Invece, non va così.
Il Cattivo Poeta è lento e serioso.
Ho già detto lento?
È manieristico, ma non ha sostanza.
È molto fumo, ma l'arrosto non c'è, per essere più terra terra.


Ci si prova, ma se le camice nere sembrano delle macchiette mal truccate, Francesco Patané non riesce ad essere l'animo diviso con cui simpatizzare e non approfondendo la storia privata del suo Comini, la sua storia d'amore, certi sviluppi non toccano come dovrebbero.
Il D'Annunzio di Castellitto è -volutamente?- caricaturale, e si prende tanto, troppo spazio. Ingombra e mette in ombra, non facendo così proseguire la storia.
Stancamente, mi ripeto: lentamente, si arriva al finale in cui quello che si aspetta sono le immancabili didascalie a raccontare del destino dei protagonisti.
Per il resto, c'è Wikipedia, che non avrà la stessa confezione curata -la fotografia di Daniele Ciprì lascia sbalorditi-, ma è decisamente più sintetica.

Voto: ☕☕½/5

20 luglio 2021

The Handmaid's Tale - Stagione 4

Mondo Serial

Cos'era successo a The Handmaid's Tale?
Dove era andata a nascondersi la serie capolavoro in grado di far riflettere, aprire gli occhi, predire un futuro parlando di un passato ma in fondo anche di un presente angosciante come può essere il mondo di Gilead?
Che fine aveva fatto l'intensità della storia, chiusa in casa Waterford?
Che fine aveva fatto June, la sua voce guida, i suoi pensieri di ribellione a farci da voce narrante?
Già, che fine avevano fatto?

19 luglio 2021

Il Lunedì Leggo - La Strada di Casa di K. Haruf

Ritorno a Holt, una certezza.
Ritorno a immergermi nella polvere di un paesino di provincia, in una cittadina in cui tutti si conoscono, in cui il massimo della festa sono le partite di football scolastico nel weekend.
Ritorno, ed è per un secondo romanzo. 
Il più difficile, dicono.
Soprattutto se arriva dopo un esordio come Vincoli, così secco, così doloroso, così perfetto.
Il mio preferito di Haruf ora che manca solo la dispendiosa Trilogia della Pianura.
Ma ci arriverò. Me lo gusto piano, un po' per volta, visto che manca così poco.

17 luglio 2021

First Cow

Andiamo al Cinema su Mubi

Se mi sono messa in piena estate a recuperare la filmografia di Kelly Reichardt è merito di Eve.
Se ho trovato una nuova voce da venerare e seguire, da ringraziare per la sua unicità e il suo sguardo, il merito è di una mucca.
La prima mucca, per essere precisi, arrivata nel lontano 1820 fra le terre in via di colonizzazione dell'Oregon.
Una mucca che rappresenta per due immigrati e vagabondi come King-Lu e Cookie un'autentica vacca d'oro: la speranza per potersi permettere il futuro che hanno sempre sognato.
Ma andiamo con ordine.

16 luglio 2021

Racconti Americani: River of Grass - Certain Women

La precisina che è in me è indispettita.
L'esordio alla regia di Kelly Reichardt sembrava introvabile, invece, cercando meglio l'ho trovato in ritardo, andando a rovinare i post stabiliti, la visione in ordine cronologico.
Lo si inserisce qui, come prologo di un film ad episodi, vista la sua breve durata -76 minuti appena- che potrebbe essere parte del progetto.
Ma il paesaggio è diverso, non solo rispetto a Certain Women ma anche agli altri suoi film.

River of Grass

Non è l'Oregon, non è il Montana.
Siamo in Florida, fuori Miami per la precisione, dove la vita non è facile, dove i giovani vorrebbero scappare.
Anche i meno giovani.
La protagonista e narratrice è Cozy, una vita riassumibile in poche frasi:
Abbandonata dalla madre, cresciuta da un padre aspirante batterista che si è ritrovato a fare il detective, sposata a quel ragazzo del liceo che sperava di imparare ad amare, madre di due figli che vorrebbe far adottare. È clinicamente depressa, Cozy, anche se non lo sa.


E nella sua serata di sfogo in cui si sveste per andare a bere nei localacci dei dintorni, abborda Lee, quasi trent'anni, nessun lavoro, nessuna prospettiva. Ma una pistola, e la voglia di far colpo.
Il colpo, invece, parte a Cozy e pensando di aver commesso un omicidio i due scappano per arrivare appena fuori contea. Di più non riescono. Non è una fuga d'amore, però, è una fuga disperata e senza meta. Mentre proprio quel padre detective si trova ad indagare sul furto della sua pistola e sul tentato omicidio di un uomo.
Le parole della Reichardt sono perfette a descrivere il breve spaccato che è River of Grass:

"Un road movie senza il viaggio, una storia d'amore senza l'amore, una crime story senza il crimine."

Un film che pur abbracciando temi conosciuti, li cambia, diventando un esordio bellissimo e ancora dirompente dopo 30 anni, in un circolo difficile da spezzare e in una storia circolare che non si dimentica. Ricorda un Tarantino più umano, un Malick delle origini, ancora una volta.
Facendo già sentire una voce ben precisa che aveva bisogno degli spazi aperti di un'altra parte d'America per esprimersi in modo più personale.

Voto: ☕☕/5

Certain Women

Siamo in Montana, infatti.
E abbiamo un'avvocato chiamata a difendere e aiutare un cliente che non ci sta ad essere fregato.
Abbiamo una madre e moglie ossessionata dall'idea di costruire una casa perfetta in cui poter abitare con quella figlia che non la sopporta, con quel marito sottomesso e paziente.
Abbiamo una rancher stagionale, che in pieno inverno si prende cura di cavalli e trova in una scuola serale di legge un motivo per aspettare la prossima settimana. O meglio, in una professoressa che è un'ex studentessa invischiata in un lavoro di cui non aveva bisogno e distante 4 ore da casa, che si ferma a mangiare con lei, che con lei si sfoga, prima di rimettersi al volante.
E la vedi riaccendersi di vita Jamie, la vedi sentire una speranza, l'inizio di un amore.
Finché tutto non crolla.


Tre storie, collegate fra loro solo dal luogo -Livingston- in cui sono ambientate, e dalla declinazione femminile delle protagoniste. Incastrate nella loro routine, nel loro personaggio.
Chiamate a darsi una scossa, a cambiare.
Unico uomo a stagliarsi, il solito emotivamente destabilizzante Jared Harris.
Se Laura Dern è come sempre impeccabile, Michelle Williams più bella del solito è relegata alla storia meno sentita e meno interessante, mentre sono Lily Gladstone e Kristen Stewart a spezzare il cuore senza bisogno di tante parole ma solo con sguardi pieni di emozione.
Tre storie che si alternano, per poi concludersi insieme sotto il segno della colonna sonora.


Certain Women è un film ad episodi come non se ne vedevano da un po', forse un modo per sviluppare assieme idee nate dai racconti di Maile Meloy così adatte all'occhio indagatore e amante degli spazi aperti che è ormai quello della Reichardt.
Potevano essere cortometraggi d'autore, sono invece un film non del tutto equilibrato ma che nelle sue vette sa colpire.
Voto: ☕☕½/5