Andiamo al Cinema
Wildwood è un film di animazione diverso rispetto a quelli a cui ci si è abituati negli ultimi anni.
È un film cupo, dove morte, sangue e violenza non ci vengono risparmiati.
Un film adulto, verrebbe da definirlo, se non fossimo noi ormai adulti, quelli che sono cresciuti con i padri e le madri morenti e gli orfani e i rapimenti a cui la nostra Disney ci aveva mestamente abituato. In un cinema per bambini che risparmia certi traumi ai bambini, si capisce com'è che negli Stati Uniti Wildwood è uscito con il divieto ai minori di 13 anni. Di manica più larga la censura italiana che lo etichetta come film adatto a tutti, e mi viene da dire, ben venga.
Perché è da tanto che un film così, epico, avventuroso, coinvolgente, non lo vedevo in sala.
Sarà che il fantasy non è propriamente il mio territorio, ma entrare in Wildwood è come entrare in un mondo in parte già incontrato (certo, ci arriviamo nel 2026, dopo che il fantasy ha colonizzato ogni bosco e ogni foresta) ma allo stesso tempo la stop-motion, la cura nel presentare i personaggi, la caratterizzazione di questi personaggi, l'epica di una battaglia che finisce per unire i mondi conosciuti, lo rende una visione coinvolgente e appassionante come poche.
Un classico istantaneo, se si vuole cercare la frase ad effetto.
Un'esperienza unica, come si dice di questi tempi.
Bellissimo, come sembra un aggettivo poco usato o forse troppo abusato.














.jpg)










