Place To Be
C'è stato un momento in cui ho pensato di aver trovato il mio colpo di fulmine di questa Mostra.
E c'è stato un momento in cui mi sono chiesta com'è che alla cerimonia di consegna del Leone d'oro alla carriera a Ellen Burstyn non è stato proiettato questo film, visto che qui a Venezia veniva presentato.
Poi, arrivati al terzo atto, ho capito perché.
Perché il film di Kornél Mundruczó dai toni indie, un on the road tenero e divertente, perde la sua strada e si incarta senza sapere come andare avanti, come chiudere la sua storia. Che è quella di Brooke, vedova indipendente che non ci sta a essere chiusa in un istituto e che, trovato un piccione nel suo salotto, decide di partire per portarlo al suo proprietario. Da Chicago a New York incrocerà nel suo cammino un padre divorziato, immobiliarista con il fare brusco con cui però inizierà una bella amicizia, fatta di screzi, certo, ma anche di inaspettata dolcezza, che nasce condividendo storie e vite, prendendosi cura nel mentre di un piccione da gare.








