La Settimana di Halloween
Mi ero preparata in anticipo, prendendo la palla al balzo con la Notte Horror e dedicandola alla scoperta di Carrie.
Un po' per colmare una lacuna importante, un po' perché la serie Tv di Mike Flanagan era stata annunciata e la curiosità non poteva che essere alta.
Alta, sì, ma guardinga.
Colpa più di Flanagan che di altri, che alza sempre più l'asticella e ha finito per deludermi più che soddisfarmi negli ultimi anni. Sarà che è partito con il botto, con quella Hill House che ancora mi tiene sveglia ogni tanto (l'uomo con il cappello lo sento salire le scale, lo so che non sono sempre i vicini) e poi da lì ha tentato di ripetere una formula che si è dovuta il più delle volte piegare alle volontà dell'algoritmo Netflix, in cui il buon Mike ha continuato ad avvalersi del solito cast e di storie meno accattivanti, con ritmi più dilatati che avvolgenti, con monologhi più tediosi che accattivanti. Non è andata meglio per quanto riguarda i suoi lungometraggi, tutti kinghiani, e se sono tra quelli che si sono schierati a favore del rischiosissimo adattamento di Doctor Sleep ho invece mal digerito il passaggio al non-horror di Life of Chuck.
Ora la grande prova: ancora Steven King, ancora un adattamento.
Ma con adattamenti ben più famosi alle spalle con cui fare i conti.

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