Andiamo al Cinema
Non c'è nessun bravo cane che vede presenze e fantasmi qui.
Non c'è nessun lungo processo di addestramento per riuscire a girarlo, un film così, basato sul punto di vista di un cane. Anche se…
Anche se, come da titolo, sempre di educazione, anzi, ri-educazione si tratta.
Quella di un bullo, di un ragazzo violento, del tipico ragazzaccio inglese che passa il tempo a bere, drogarsi, divertirsi facendo partire risse, non portando rispetto a niente e nessuno nemmeno alla sua ragazza.
Un ragazzo cattivo, insomma, che dopo l'ennesima nottata passata a fare festa, si risveglia incatenato nella cantina di una famiglia.
Una famiglia apparentemente normale, nonostante le porte sprangate e l'isolamento della loro casa, nonostante lo strano colloquio di lavoro per assumere una addetta alle pulizie a cui assistiamo e un figlio piccolo fin troppo rispettoso e impaurito a guardarli.
Tommy se ne sta in cantina, su un materasso, con un collare e una catena al collo e non può che insultarli, non può che scatenarsi, cercando ogni modo per scappare, inutilmente.
Quella catena che porta al collo è lì per proteggere prima di tutti lui stesso, gli dicono, e a suon di romanzi di seconda mano, film e video educativi, premi e punizioni, Chris e Kathryn cercano di cambiarlo, di renderlo un bravo ragazzo.








.jpg)












