5 settembre 2026

Venezia 83 - Primetime

Prendi Ink e portalo nella TV americana degli anni 2000.
Questa in sintesi potrebbe essere la descrizione per Primetime, in quello che sembra un altro messaggio forte e chiaro che la Mostra vuole lanciare ai giornalisti e che i registi sembrano mandare a noi pubblico. 
La storia è quella vera di How to catch a predator? programma di punta di NBC che rendeva spettacolare la caccia e l'esposizione pubblica di pedofili che usavano la rete per adescare le loro vittime e venivano a loro volta adescati dai produttori del programma, usando attori per poi mandare in onda il loro arresto.
Il nostro sguardo si fissa sul presentatore del programma, Chris Hansen, con i suoi deliri da grande reporter, e di Dan, nuova esca assunta per interpretare tredicenni con deliri da grande attore. 

Venezia 83 - The Basics of Philosophy

C'è stato il giocatore di carte con il passato da cui redimersi, c'è stato il giardiniere con il passato da cui redimersi e c'è stato il regista di documentari con il passato da cui redimersi. 
Paul Schrader sembra fare lo stesso film da anni, e lo fa male.
Va malissimo questa volta, in cui a cercare redenzione è un professore di filosofia, dal passato offuscato da una macchia e con la morte del padre che sembra averlo perdonato e averci messo una pezza, a portarlo a riflettere, ancora e ancora su quella macchia.

4 settembre 2026

Venezia 83 - Film Collaterali

La Ragazza con la Leica

La ragazza in questione è Gerda Taro, fotografa di guerra, inviata sul fronte durante la guerra civile spagnola alla fine degli anni '30 ma nota più per essere stata la partner nella vita e nel lavoro di Robert Capa. 
Nota, ovviamente, per modo dire, con il fotoreporter a rubargli luce sopravvivendo e coprendo poi più fronti e più guerre.
A renderle onore prima un romanzo diventato un caso editoriale, ora un film.
Un film di Alina Marazzi che sembra abbandonare solo momentaneamente i documentari, in realtà mescolando anche qui i generi, trovando più sostanza in quel lavoro di ricerca e di montaggio che va a integrare e approfondire e arricchire la storia di Taro e della storia d'Europa in atto.

3 settembre 2026

Venezia 83 - Wild Horse Nine

Quanto bene si può volere a Martin McDonagh? 
Al terzo giro alla Mostra di Venezia torna a conquistarla, a strappare applausi e risate dimostrando ancora una volta come si scrive una sceneggiatura a prova di bomba.
Umorismo nero, filosofeggiamenti strani e una morale tutta da rivedere sono alla base anche del suo nuovo film, che ci porta in Cile prima, e all'Isola di Pasqua poi (Rapa Nui, in indigeno) seguendo due colleghi e amici della CIA.
E cosa possono farci due agenti della CIA in Cile nel 1973? Già, destabilizzare un'altra democrazia, e non si fanno troppa remore a dichiararlo o a vantarsi dei successi passati con una parlantina che potrebbe anche metterli nei guai, ma se finiscono a visitare teste giganti (Moai, in indigeno) è perché Chris sta per morire e ha chiesto all'amico Lee di essere con lui a premere il grilletto. Un assassino può avere delle remore cattoliche, in fondo.
È un'amicizia fatta di una fiducia non sempre facile da dare, di sospetti e di possibili tradimenti in vista, ma anche di chiacchiere sconclusionate mentre Chris si chiede se finirà in paradiso e se ci troverà dei dinosauri in paradiso e mentre Lee cercherà di fermare le memorie che Chris sta pensando di scrivere e di capire se è stato coinvolto davvero nell'assassinio di JFK.

Venezia 83 - Bucking Fastard

Due sorelle in completa simbiosi. 
Si muovono insieme, parlano insieme, insieme amano lo stesso uomo. 
Che diventa la loro ossessione quando le lascia, quando le evita e sposa un'altra portandole in tribunale per quell'ossessione che diventa stalking e diventa violenta.
Due sorelle che diventano famose, e ingombranti, e che trovano una nuova casa e nuovi uomini ossessionati da loro. Si vendicano, cercano di imparare a muoversi da sole e a staccarsi almeno un po' luna dall'altra, ma trovano solo nella quiete della campagna una nuova avventura dove, forse, cercare l'amore. Di certo trovare la casa di una zia che le accudisce e la nuova ossessione per un tunnel da scavare e una volpe da addomesticare che le aiuta ad andare avanti, sognando una terra promessa, la loro Arcadia.

2 settembre 2026

Venezia 83 - Ink

Danny Boyle è tornato.
E Danny Boyle è sempre lui, lo riconosci da un inizio dal ritmo sfrenato, lo riconosci dalla ricerca di nuove angolazioni, lo riconosci dalla colonna sonora, molto rock, molto accattivante. 
Ma a questo giro Danny Boyle graffia meno.
Nel raccontare la storia del Sun, il quotidiano meno rispettato di Gran Bretagna e non solo, sembra arrivare tardi, sembra essere superato a destra dalla realtà e da una critica fin troppo facile su quello che il giornalismo è diventato.

1 settembre 2026

Calendario Serie TV - Autunno 2026

L'autunno sembra ancora lontano, non solo sul calendario ma anche per le temperature.
Il 1° settembre è però un Capodanno a sé e il ritorno alla normalità impone di mettere un po' di ordine proprio sul calendario.
Prima che il blog venga sommerso dalla Mostra di Venezia, uno sguardo a quello che ci aspetterà dalla comodità del divano:

TORNANO


The Gentlemen
Stagione: 2
Quando: 3 settembre
Dove: Netflix
Dove eravamo rimasti: Recensione S01

Chad Powers
Stagione: 2
Quando: 3 settembre
Dove: Disney+
Dove eravamo rimasti: Recensione S01

Slow Horses
Stagione: 6
Quando: 16 settembre
Dove: Apple TV+
Dove eravamo rimasti: Recensione S05

29 agosto 2026

Lee Cronin - La mummia

La Settimana Horror

Abbiamo iniziato la settimana con il seguito del film che ha fatto conoscere ai più Lee Cronin e che lui stesso doveva dirigere, la concludiamo con il film per cui ha lasciato la palla scottante a Sébastien Vaniček.
Che lo capisco, Lee, dopo aver avuto a che fare con Sam Raimi e Robert Tapert, se ti chiamano James Wan e Jason Blum, come puoi sottrarti? È un bel poker di nomi con cui avere a che fare.
L'idea, poi, era stuzzicante: ridare nuova vita a La Mummia, uno di quei mostri classici della Universal che ancora non si è capito se sta facendo il suo Universo o meno, andando a ripresentarli in toni più seri e cupi, e soprattutto più attuali.
Abbiamo già avuto un affascinante Uomo Invisibile, abbiamo avuto un meno riuscito Uomo Lupo, abbiamo avuto un Dracula con le fattezze di Nicolas Cage che però in quanto commedia e in quanto a spostare lo sguardo sul suo servo Renfield non lo so se fa davvero parte di questo Universo in rinascita, e James Wan si è messo in testa di avere finalmente una Mummia che fa paura. Che tutti ricordano solo il giocattolone del 1999 con Brendan Fraser e pochissimi -io no di certo- il remake con Tom Cruise, ora era il momento di fare le cose sul serio. 
A partire dal titolo, con il nome di Lee Cronin bello in grande, a troneggiare perché questa è la sua versione, da non confondere con le altre anche se i canali social della Universal hanno dovuto per mesi ribadire che no, Fraser non sarebbe tornato, non avrebbe fatto nessun cammeo.

28 agosto 2026

Hokum

La Settimana Horror

Continua a fare film strani, Damian McCarthy.
Continua ad ambientarli nella sua Irlanda dove il folklore, le leggende, si tingono d'orrore.
Continua a portarci dentro le storie di personaggi tormentati, che forse cercano vendetta, forse semplicemente giustizia.
Questa volta seguiamo uno scrittore americano -Ohm Bauman, va da sé in crisi con il suo romanzo- in visita a quell'hotel nei boschi dell'Irlanda dove i genitori hanno passato la luna di miele. È lì per disperdere le loro ceneri, e lì per cercare di togliersi di dosso un peso, un fantasma, che sembra perseguitarlo.
Ma lì, in quell'hotel, troverà un altro fantasma con cui fare i conti, che sembra occupare la suite tenuta sotto chiave, che sembra la risposta nel capire che fine ha fatto quella cameriera tanto gentile che gli ha salvato la vita.