10 settembre 2026

Venezia 83 - Film Italiani

Il Fuoco che ti porti dentro

La solita famiglia complicata italiana, le solite urla del cinema italiano, la solita claustrofobia dentro a un appartamento da cui non si esce, il solito Natale che porta i nodi al pettine tra un piatto da preparare e una cena da servire.
Siamo sempre lì, per quanto bravi possano essere Lino Musella e soprattutto una Valeria Scalera che chiede il nostro odio più viscerale.

Dau

Il progetto DAU è qualcosa di immenso, di certo più grande di me. 
Che non lo conoscevo, non ne avevo mai sentito parlare.
Un progetto nato per raccontare la vita di uno scienziato geniale come Lev Landau, russo di origini greche, vincitore del premio Nobel per la fisica e tra i padri della bomba atomica sovietica.
Il progetto si è sviluppato come un'installazione artistica permanente e totalizzante con il set costruito in 12.000 metri quadri sul territorio di Kharkiv coinvolgendo centinaia di comparse chiamate a vivere 24 ore su 24 sul set, in costume, interagendo e improvvisando fra loro senza una sceneggiatura precisa. Gli unici esclusi da questi vincoli sono stati gli attori protagonisti, non professionisti e prestati dalla musica. In costume dovevano essere anche i membri della produzione, con i palazzi, le case e i laboratori resi abitabili e la distruzione del set a essere parte della performance prima e del film poi. Durato 3 anni ha portato alla realizzazione di circa 700 ore di pellicola e di vari film e serie TV con cui il regista Ilya Khrzhanovsky ha fatto le prove generali, ben sapendo che il tutto sarebbe confluito in DAU il vero fine ultimo del progetto. 
E DAU è stato presentato qui a Venezia, una durata fiume di 3 ore e mezza che mescola stili e sperimenta, sperimenta in continuazione con tre direttori della fotografia diversi che mettono il loro diverso stile al film.

9 settembre 2026

Venezia 83 - Film Collaterali #3

Hombre Al Agua

La cotta per Gael Garcia Bernal continua a crescere grazie a questa commedia disincantata che firma anche come regista.
Camilo è cubano anche se a Cuba non ha più legami, si è trasferito in Messico dopo aver salvato la vita a un ricco imprenditore che ha deciso di farne il figlio che non ha mai avuto affidandogli la dirigenza della sua fabbrica di sigilli e infine anche la figlia, in un matrimonio inizialmente felice e passionale ora pieno solo di rabbia e stanchezza con una figlia da crescere.

Venezia 83 - Musk (+They're Here)

Musk

Quattro ore in ostaggio di Elon Musk. Volontariamente.
Quattro ore per raccontare le sue contraddizioni e smontare una dopo l'altra le imprese che millanta, le medaglie che si assegna.
Alex Gibney è fra i più stimati documentaristi in circolazione e con un archivio di video, interviste e tweet impressionante a disposizione non poteva certo farne un ritratto asciutto.
La notizia è che si resta catturati da una narrazione vigile e puntuale, che racconta più per temi che in ordine cronologico, la figura mitica di Musk.


Aggiungendo movimento grazie a ricostruzioni in AI e videogiochi creati a simulare i licenziamenti di massa che hanno caratterizzato il suo ingresso a Twitter e al governo, ne esce un ridimensionamento pubblico e privato che spinge a chiedersi com'è che ancora gli si dà tutta questa influenza e ad avere paura per l'influenza che ha un uomo così.
Come la prenderà non è ancora dato a sapersi, ma Alex Gibney sa parare i colpi e ha dalla sua dati, non sparate grosse, per difendersi. 
Da vedere se lo si ama o se lo si odia, per avere fatti e non opinioni.


They're Here

Laura Poitras continua la sua missione di regista militante e ci porta dentro le attività dei volontari che nel Minneapolis monitorano le operazione sempre più fuori controllo e pericolose dell'ICE.
Mostra in soli 20 minuti un'organizzazione fatta di segnalazioni e di proteste, mostra il lato violento di quella che sembra una milizia, in un inverno che sembra ancora più gelido e in presente che sembra così tragicamente simile a quel passato che non doveva ripetersi. 

Venezia 83 - The Company

Casey Affleck si rimette dietro la macchina da presa e perde il suo fascino. 
The Company è un film di incastri, di storie al cui interno ci sono altre storie, di narratori che cambiano e si passano il testimone, di ascoltatori stregati dal loro racconto che, come noi pubblico, cercano di capirci di più. 
Di più, però, di questo racconto nel racconto che attraversa epoche e spazi, è meglio non rivelare con un colpo di scena magari non troppo a sorpresa che smuove, almeno un po', un film lento.

8 settembre 2026

Bunker

Lui è un prestigioso architetto, insignito di un importante premio che viene contattato da un miliardario per la costruzione di un bunker. 
Lei lavora nell'editoria ma non può certo fare carriera in un paese straniero e rimette in discussione le sue scelte, il suo matrimonio.
Sono sposati da quasi 18 anni e qualcosa, se non tutto è cambiato.
Hanno lasciato Madrid per Londra, si sono chiusi in una casa perfetta con la sua privacy e qualcosa, ora, si incrina.
Si rompe, in realtà, come il muro del giardino che il vicino inizia a fare a pezzi per aprire una finestra al suo garage.
Lui, l'architetto, ne resta ossessionato, vedendolo come un'invasione della sua privacy ed è disposto a tutto pur di fermare il progetto, lei inizia a capire quanto siano cambiati rispetto ai primi tempi, guardando il marito sotto una luce diversa mentre si approccia al suo nuovo progetto, mentre paranoico un bunker sembra costruirlo attorno a loro.

Venezia 83 - Film Collaterali #2

Furies

Aveva tutte le carte per diventare il colpo di fulmine di questa Mostra.
Un heist movie libanese, femminile e politico con protagoniste due sorelle tanto chiassose quanto idolesche.
Purtroppo, il film di Rami Kodeih pecca di un ritmo altalenante e di una durata che si fa sentire, soprattutto su quel ritmo.
Ma a Dalia e Maro si vuole subito bene.


7 settembre 2026

Venezia 83 - L'Estranea

Un horror in concorso. 
Non è cosa da poco.
Un horror italiano, in concorso.
È ancor più un'eccezione.
Dopo aver presentato fuori concorso La valle dei sorrisi lo scorso anno, Paolo Strippoli fa il grande salto e ci approda con un film abbastanza solido. Abbastanza sì.
Siamo a Roma, piove (come un altro titolo di Strippoli) e una madre suona alla porta della figlia.
Deve confessare i suoi peccati, deve raccontarle la verità, una verità in cui lei si mette al centro di tutte le tragedie che hanno colpito la famiglia.
Si torna quindi a Bari, negli anni '90, nel 2006 e poi nel 2025, con la famiglia Colonna che era la più ricca e invidiata della città a subire uno dopo l'altro brutti colpo. 
Brutti per quella madre, che non ci sta, finendo però per peggiorare si volta in volta la situazione. O almeno è quello che crede.

Venezia 83 - Look Back

Come le racconta le amicizie Hirokazu Koreeda!
Meglio dirlo subito, c'è da preparare i fazzoletti, perché si piange con Look Back. Si piange per un dolore, certo, ma soprattutto per la bellezza che Koreeda sa trasmettere, il calore, quello delle stagioni che si alternano, del tempo che passa, dell'amicizia che cambia. E si fa più forte, unica, totalizzante.