Tremate, tremate, la Notte Horror è tornata!
È tornata su questo blog e ritorna a esplorare gli anni '70, gli anni di un horror che ama sperimentare, che cerca nuovi limiti.
A Wes Craven vorrò sempre bene per la saga di Scream, ma ho sempre pensato fosse più frutto della mente di Kevin Williamson che i giovani di provincia -vittime o aspiranti registi che siano- li conosce bene, più che dalla mano sanguinante di Craven.
Lo trovo nel 1977 alle prese con il suo secondo film, che è sempre il più difficile.
Desideroso di scostarsi dall'horror puro di L'ultima casa a sinistra, cercava una storia diversa, spaventosa, certo, ma non proprio di paura.
La trova in biblioteca e la trova nella Scozia del XVI secolo, con il racconto di Sawney Bean e del suo clan responsabile di uccisioni e morti violente e di cannibalismo. Interessato dall'aspetto selvaggio di chi ha deciso di allontanarsi dalla civiltà, Craven decide di ambientare il suo film nel deserto del Mojave, ci porta una troupe inizialmente non troppo entusiasta e degli attori recalcitranti per il clima non certo favorevole a riprese fisiche.












