Se la bellezza sta negli occhi di chi guarda, la paura sta nell'orecchio di chi ascolta.
Concedetemi questo incipit ad effetto per un film che sta facendo parlare l'internet da qualche settimana.
Un film piccolo, canadese, girato in una casa che è quella di famiglia del regista, un regista giovane che ha preso la sua esperienza di accudimento dei genitori malati terminali per renderla un film horror, un film horror con solo due attrici in scena, una figlia podcaster con sensi di colpa e una madre in fin di vita, devota e silenziosa.
Ma in scena, con loro, ci sono le voci.
Quelle reali, dell'amico e collega Justin, che con Evy produce e conduce un podcast che si avventura nel paranormale, e quelle di Mike e Jessa in file audio che sono arrivati nella loro casella mail e sembrano nascondere più di un mistero. Justin è lo spaventato e credulone che cerca nel folclore e nelle leggende metropolitane appigli per rendere misteriose le loro puntate, Evy è la pragmatica e scientifica dei due, che cerca spiegazioni razionali anche se con la storia di Jessa che parla di notte e di Mike che la registra, inizia a vacillare.
















