3 marzo 2026

Cortometraggi da Oscar - Finzione

Mancano poco meno di due settimane alla consegna degli Oscar, e con gli ultimi titoli (Se potessi ti prenderei a calci e Arco) ad uscire a breve in sala, qui ci si concentra su quelle categorie minori che riservano sempre delle bellissime sorprese.
Partiamo dai cortometraggi di finzione:

Two People Exchanging Saliva
su Youtube


Siamo in un mondo distopico dove si mangia aglio o cipolla, dove dentifricio e collutorio sono vietati, dove si paga ricevendo degli schiaffi e dove baciarsi è vietato.
Un mondo in cui più si hanno lividi in viso più si è ricchi, un mondo dove l'amore e le effusioni non sono permesse. Che succede se una donna che sfoga nello shopping la sua frustrazione nell'essere ignorata dal marito trova nella vivacità di una commessa appena assunta, un'amica e forse qualcosa di più?
Che succede se la loro intesa rende gelosa una collega pronta a smascherarle?
Natalie Musteata e Alexandre Singh distorcono limitazioni e divieti di regime per farne un breve film che dentro ha già tutto: la voce onnisciente di Vicky Krieps a narrare le incongruenze di questo mondo la freschezza della giovane Luàna Bajrami, la fragilità di Zar Amir Ebrahimi, la difficoltà di vivere liberamente l'attrazione che sentono e l'assurdità di divieti e punizioni che portano a scandali e condanne a morte istantanee.
In un bianco e nero che rene tutto ancora più atemporale e artistico, con le geometrie degli abiti e il nero dei lividi a emergere, è un corto che potrebbe essere sviluppato per diventare uno dei più interessanti film futuri.
Anche se funziona benissimo così com'è, lo spero.


Jane Austen's Period Drama
su Youtube


La battuta sta già nel titolo.
Perché il momento che Essy aspettava, quello in cui l'amato Mr. Dickley finalmente dichiara il suo amore e la sua intenzione di sposarla viene rovinato… dal sangue. Quello mestruale, quello che Mr. Dickley non conosce. La crede ferita, la crede morente, ma come spiegargli come funziona il corpo femminile senza metterlo in imbarazzo?
Parte da un'idea intelligente un corto diretto dai comici Julia Aks e Steve Pinder e prodotto in qualità di "Executive Menstrual Advisor" da Emma Thompson che ha tutto delle bellezze dei film elisabettiani, dagli abiti alla casa dei Talbot, dai personaggi che ricalcano quelli di Orgoglio e Pregiudizio nel loro cinismo o nel loro romanticismo, fino allo scontro tra una sorella disposta a mentire e sacrificare un pollo pur di non mettere in imbarazzo Mr. Dickley, a Essy che invece crede sia giusto istruirlo il suo Dickley, perché anche i nomi dei personaggi (vedi le sorelle Miss Estrogenia, Labinia Talbot e Vagianna Talbot) altro non sono che altre facili battute riuscite.
Divertente e pure educativo, sdogana un tema spesso ingombrante con la leggerezza che merita.


A Friend of Dorothy
su Disney+


La vecchina e il giovane, il maestro e l'allievo, la cultura da tramandare e il destino da cambiare.
Un tema non certo nuovo nel cinema che qui rivive con la leggerezza tutta inglese e con l'amore tutto particolare per il teatro.
Perché la vecchina e maestra è Dorothy, una vedova amante e mecenate del teatro che in casa ha una collezione notevole di sceneggiature e libri, mentre il giovane è JJ, il cui pallone finisce nel suo giardino, ma nell'aiutarla ad aprire un barattolo di prugne si ritrova a curiosare nella sua libreria, a far capire un certo orientamento tenuto ancora nascosto e settimana dopo settimana torna per parlare, discutere, farsi prestare un testo.
Insomma, un nipote perfetto, molto più del vero nipote di Dorothy che aspetta solo la sua eredità che trova ovviamente un nemico e un contendente in JJ.
Un lungometraggio svilupperebbe più il lato cinico di questo nipote e gli scontri a distanza nel tempo, qui si limita a puntare sulla bravura di Miriam Margolyes, sui nomi del teatro da apprendere (anche solo per capire il doppio significato del titolo) e su un colpo di scena piuttosto prevedibile portato avanti con la grazia di Stephen Fry.
Niente di nuovo, insomma, con il rischio di sembrare pure zuccheroso e buonista, ma fatto con i mezzi, le intenzioni e gli attori giusti.


The Singers
su Netflix


Siamo in un pub di quart'ordine in una notte buia e nevosa. 
Uno di quei pub di strada dove si fermano lavoratori e camionisti a bere e piangere sulle proprie disgrazie.
C'è chi si lamenta, chi se ne sta solo, chi chiede ostinatamente l'ultima -sigaretta, birra- dando vita a una competizione di canto. Sì, di canto, questi uomini sporchi e burberi iniziano a sfidarsi tra le note di Whitney Huston e i The Animals, in un piccolo film ispirato da una novella di Ivan Turgenev, girato in 35mm e lasciando sfogare dal vivo Michael Young, Chris Smither, Will Harrington e Judah Kelly (passati dai vari The Voice americani o australiani) con le loro voci profonde che non ti aspetti, senza riuscire però a toccare davvero il cuore.
Il limite sta tutto in un minutaggio risicato e in un confronto veloce, anche se bastano poche note per capire il personaggio e il suo dolore, anche se Sam A. Davis l'atmosfera la sa creare subito con scelte di regia chiuse in quel pub fumoso e in penombra. 
Una scena, più che un racconto, che starebbe bene dentro un episodio di una serie TV sporca e cattiva, autori, pensateci.


Butcher's Stain


Le contraddizioni di una società passano attraverso un supermercato.
Quello dove lavora Samir come macellaio a paga base, lui che è un padre divorziato, lui che è soprattutto un palestinese in territorio israeliano.
Lavoratore dal sorriso stampato e dai modi gentili, è comunque su di lui che si punta il dito quando un poster con i nomi degli ostaggi a Gaza viene continuamente strappato e buttato a terra. Facile accusarlo e mentire, pure, pur di liberarsi di lui, che di soldi ne ha bisogno.
Le indagini sono minime, la tensione porta Samir a fare scelte avventate o semplicemente decidere com'è che ci si può difendere quando si è già visti come colpevoli.
In un crescendo di tensioni, poco si approfondisce, purtroppo, e poco altro si racconta, in un cortometraggio che copre la quota politica senza troppe pretese.

28 febbraio 2026

F1 - Il Film

Andiamo al Cinema a Noleggio

Forse la Formula1 si è detta: siamo in un calo spaventoso di spettatori e interessati a uno sport non solo pericoloso ma anche decisamente inquinante, cerchiamo di conquistare un nuovo pubblico con un film grazie a quel figo di Brad Pitt.
Forse i produttori si sono detti: sai che c'è, Top Gun: Maverick ha avuto un successo enorme, rifacciamo lo stesso film con quel figo di Brad Pitt che crea meno antipatie e dal mondo degli aerei passiamo a quello dei motori che richiede riprese un filo più facili.
Forse gli sponsor si sono detti: ok, ci mettiamo buona parte del budget di un film che gira il mondo e che si è visto pure bloccato dallo sciopero degli attori/sceneggiatori con location e gare perse, ma almeno fateci andare agli Oscar.
Tutti questi tre scenari, chissà perché, mi sembrano plausibili.
Di certo più plausibili del fatto che un film come F1 sia riuscito ad arrivarci davvero agli Oscar, e non in categorie tecniche dove effettivamente il sonoro, gli effetti speciali e volendo anche il montaggio, fanno la loro nel rendere l'adrenalina di una gara di macchine, ma in quella principale: miglior film 2026.

27 febbraio 2026

"Cime Tempestose"

Andiamo al Cinema

Troppo belli per essere i protagonisti zitelli di un romanzo classico.
Troppo puliti per essere due inglesi di campagna del XVIII secolo.
Troppo bianco per essere Heathcliff, descritto come un personaggio dalla pelle scura.
Troppo eccessivo, esagerato, stuzzicante il Trailer.
Ma cosa vuole questa Emerald Fennell? 
Quante polemiche vuole accendere dopo aver fatto parlare più per un filmino dai toni erotico/grotteschi che per quello più coraggioso e bello?
Le polemiche erano partite anche prima in realtà, all'annuncio di voler adattare il classico di Charlotte Brontë (lei, ma davvero!, quella che fa bere dalla vasca da bagno?!) per poi acuirsi con la scelta della bellissima Margot Robbie e del bianchissimo e aitante Jacob Elordi. La risposta, piuttosto ovvia, e per questo giusta è solo una: questa è la mia versione. Meglio, è la versione che la me adolescente si è fatta di un romanzo che in molte, in adolescenza, abbiamo letto.

26 febbraio 2026

Le Uscite del 26 Febbraio 2026

Effetto Sanremo?
Effetto Cime Tempestose pigliapubblico?
O semplicemente i film da Oscar sono quasi esauriti e le ultime cartucce restano per le prossime settimane?
Sarà, ma un horror pieno di ostacoli, film musicali di serie B e un filmone tedesco di 149 minuti, la dicono lunga sul pubblico da richiamare con questa controprogrammazione:

Scream 7
Annunciato, boicottato e alla fine eccolo qui il travagliato capitolo che perde le firme (Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett) e le attrici che avevano rinnovato la saga (Melissa Berrera e Jenna Ortega) ma guadagna il creatore Kevin Williamson e la rediviva Neve Campbell.
Ne varrà la pena? Da fan del serial killer cinefilo, gli darò una chance.

Il Suono di una Caduta
Un'epopea tedesca che segue tre generazioni diverse di donne che crescono in una fattoria dell’Altmark.
Con la visione di Heimat in corso, so già di trovare pane per i miei denti.

Tienimi Presente
Il ritorno alla vita di provincia di un trentenne che a Roma cercava di sfondare nel mondo del cinema.
Fresco e interessante, lo cercherò.


Midas Man
In attesa del quartetto di film dedicati ai Beatles diretto da Sam Mendes, eccoti il biopic sull'uomo che li ha scovati e resi celebri: Brian Epstein.
Meglio puntare sul documentario Man on the Run, su PrimeVideo dedicato alla riconfigurazione da solista di Paul McCartney.

Chopin, Notturno a Parigi
Pure un biopic sul compositore classico?
Sì, e dalla Polonia.

Miroirs No. 3 - Il Mistero di Laura 
Ancora Germania, ancora musica, ma soprattutto dramma e mistero.
Quello che avvolge la figura di Laura, violinista sopravvissuta a un incidente stradale in aperta campagna in cui il fidanzato ha perso la vita e che viene accudita dalla famiglia che l'ha soccorsa.
Ma chi è davvero Laura?

The Bluff
- su PrimeVideo
Cosa può presentare PrimeVideo?
A cosa possono partecipare Karl Urban e Priyanka Chopra?
Ovvio, un film tuttazione -ma in salsa piratesca- da cui mi terrò alla larga.

25 febbraio 2026

Rental Family - Nelle vite degli altri

Andiamo al Cinema

Strana la carriera di Brendan Fraser.
Da star amata e popolare degli anni 2000 a un triste dimenticatoio, da un ritorno in grande spolvero con tanto di incetta di premi compreso l'Oscar e il ben volere di colleghi e amici che in quegli anni di dimenticatoio lo avevano dimenticato e infine la fatica a trovare il suo posto, tra ruoli non così riusciti tra serie TV e film, in attesa forse della sceneggiatura giusta.
Finalmente, è arrivata. 
Sotto forma di un film per famiglie targato Disney, ambientato in quel Giappone che tanto affascina noi occidentali ultimamente, con un ruolo che sembra scritto per lui.
Quello dell'attore dalle grandi speranze, che è andato a inseguirle fino in Giappone ritrovandosi bloccato tra una réclame e l'altra, senza una famiglia, senza veri amici. Lo sguardo rotto, che guarda la vita degli altri dalle finestre degli altri, dice tutto.

24 febbraio 2026

A Knight of the Seven Kingdoms

Mondo Serial

La delusione per come Game of Thrones si è concluso.
La noia per come si è tornati a Westeros con House of the Dragon.
Finalmente, l'entusiasmo per una piccola storia, di un cavaliere non così piccolo.
Arrivato con molte sopracciglia pronte a sollevarsi -compresa la mia- A Knight of the Seven Kingdoms cambia i toni, cambia l'atmosfera e cambia le pretese a cui il mondo di George R. R. Martin ci ha abituato.
La storia, per l'appunto, è piccola.
È quella del cavaliere Ser Duncan the Tall, che alto lo è davvero, cavaliere non sembra. Scudiero di Ser Arlan di Pennytree, cavaliere che ha vissuto la sua vita prestando servizio ai vari signori passando il resto del tempo tra bevute e bordelli, e che forse sì, chissà, forse no, Duncan lo ha voluto insignire del titolo prima di morire sulla strada verso il torneo di Ashford.
È a quel torneo che Duncan vuole fare il suo esordio, pur faticando a trovare testimoni della buona fede di Pennytree e soprattutto ritrovandosi come giovane scudiero Egg, ragazzino dalla parlata svelta e dall'ingegno niente male che pur con qualche diffidenza prende a cuore.
Perché un cuore, Duncan ce l'ha davvero a differenza di nobili e cavalieri che pensano solo alla loro gloria o alla loro pelle. Parla con i cavalli, difende i deboli e proprio per questo finirà per mettersi nei guai con quelle teste calde dei Targaryen. Perché sia mai che non ci sia un sadico, pazzo e odioso signorino biondo platino che se ne frega delle convenzioni e del cavalierato e che non sia allo stesso tempo un codardo che per evitare di perdere la faccia di fronte a un duello corpo a corpo chiama a sé il potere del Seven Trial e quindi diventano 14 i cavalieri e le vite da sacrificare alla sua accusa contro Duncan che di suo ha solo difeso un'innocente. Che poi fosse anche bella, alta e che gli ricordasse la sua prima e unica amica, questo è un altro conto.

21 febbraio 2026

La piccola Amélie

Andiamo al Cinema

La piccola Amélie nasce e non capisce perché.
Capisce tutto, ma non di essere dentro il corpo di una bambina. Osserva, la sua famiglia, i sui fratelli, quel Giappone in cui è nata, in un silenzio che non sembra preoccupare gli altri, di certo non lei.
Che si crede Dio, che si crede al centro, capace di risvegliare il mondo e alla fine anche se stessa.
Nasce, di nuovo, il giorno del suo secondo compleanno, il giorno di un terremoto che sconvolge il Giappone ma non la sua famiglia, troppo felice di vederla alzarsi e camminare e finalmente interagire. Con suoni, non con parole. Com'è possibile che un Dio non riesca a parlare?
Urla, allora, urla a più non posso Amélie, trovando solo in una nonna arrivata fin dal Belgio e in una domestica che non la tratta da bambina, le persone capaci di vederla davvero.
E parla, allora, Amélie, parla come un'Imperatrice. 
E corre, Amélie, corre in quella casa senza fine esaltando i suoi sensi e il suo corpo, curiosa come tutti i bambini, come tutti gli dei.
Amélie è belga, o è giapponese?
È una bambina curiosa e arguta, o è un Dio in miniatura capace di catturare il mare, una giornata, dentro un barattolo? 
È come la pioggia, silenziosa e rumorosa, travolgente e imperturbabile.

20 febbraio 2026

Hamnet

Andiamo al Cinema

La vita di Shakespeare affascina tanto quanto le sue opere.
Adattate, rivedute, corrette, sono ormai state saccheggiate dal cinema.
Le opere, come la sua vita, tra presunti tradimenti, tra inizi folli e sparizioni misteriose, con l'intervento di Sogno in persona a essere quello che preferisco.
Ora tocca a Chloé Zhao, anche se in realtà prima è toccato a Maggie O'Farrell, che ha deciso di raccontare la pagina forse più dolorosa della vita di William Shakespeare e ha deciso di non puntare su di lui, ma sulla moglie Agnes.
O Anne, che proprio come Hamnet/Hamlet le trascrizioni d'epoca prevendono entrambe le formule.

19 febbraio 2026

Le Uscite del 19 Febbraio 2026

Mentre Cime Tempestose macina record, i film da Oscar si prendono una pausa per far uscire quei film apparentemente semplici che non si fanno quasi più:

Il Filo del Ricatto
Un uomo vessato dai debiti si vendica prendendo come ostaggio il capo della sua società di assicurazioni, dando vita a inseguimenti e trattative che la TV renderà celebre. Non è Luigi Mangione e siamo negli anni '70, in cui Gus Van Sant tiene in equilibrio i toni, Bill Skarsgård fa finalmente meno paura e Dacre Montgomery, Al Pacino, Colman Domingo sono le giuste spalle.
Ne ho parlato con entusiasmo QUI

Rental Family
Un attore trova lavoro impersonando amici e famigliari di chi ha bisogno di un aiuto o di un confidente.
Un lavoro più psicologico che altro, in quello spaesante Paese che sa essere il Giappone.
Brendan Fraser trova finalmente un ruolo all'altezza dell'Oscar vinto, lo si vedrà.

Domani Interrogo
A quante versioni siamo arrivati del professore idealista che cerca di cambiare le sorti di una classe di periferia?
Ho perso il conto, ma qui almeno abbiamo Anna Ferzetti.


Scarlet
Doveva essere il gran colpo di Venezia, un anime dai toni kolossal ambientato in un Aldilà fantastico.
Si è rivelato purtroppo banale e noioso, a salvarsi solo l'imponenza delle scene.
Ne ho parlato QUI

Whistle - Il Richiamo della Morte
Un antico oggetto azteco che fa sentire il suono della morte.
Un filmetto horror a cui i fan non sapranno dire di no, immagino.

Missione Shelter
Immagino che l'unica cosa che interessi a chi andrà a vedere questo film è solo una: Jason Statham.