12 settembre 2026

Venezia 83 - Il Leone di Caffè

Prima di scoprire chi andrà a premiare la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal è il mio tempo per tirare le somme.
In una Mostra che partiva in salita con pochi titoli allettanti, poche star e nemmeno uno dei film che più aspettavo, come sempre accade ha saputo stupirmi. 
Undici giorni sono sempre tanti se non troppi, laggente inizia a essere troppa e si arriva a un crollo fisico e mentale per cui servono le visioni giuste per tirarsi su, ma vivere in una bolla di cinema con puri appassionati di cinema è sempre un bel posto nel mondo in cui stare.
Tra certezze, colpi di scena, molti colpi di fulmine mancati e quello vero che arriva con la Mostra agli sgoccioli qui i 46 film visti messi ben bene in ordine.




I BRUTTI

A day in the Life of Jo - Chapter Phaedra


Tra cortometraggio e videoarte, un film a cui fatico trovare un senso, un'urgenza.

Venezia 83 - Film Politici

Naza

Dal buio dei tetti di Tel Aviv le confessioni di chi fa parte dell'intelligence israeliana e ammette i modi sistematici con cui si sta compiendo il genocidio a Gaza. 
Orrori fatti di numeri e cifre gelide, con un'intelligenza artificiale sfruttata per essere ancora più precisi nel colpire indistintamente civili e non.
Sono interviste già raccolte in indagini giornalistiche a partire dal 2023 e, lo si dice parlando di cinema visto che in una Mostra del cinema siamo, poco di nuovo dicono a chi è ben informato sugli orrori che accadono in una guerra che non sembra avere fine e poco di cinematografico ha, in notti buie e interviste che si susseguono, in cui i volti e le voci degli intervistati vengono modificati digitalmente per proteggere e l'identità. 

Venezia 83 - Film Indie

Place To Be

C'è stato un momento in cui ho pensato di aver trovato il mio colpo di fulmine di questa Mostra.
E c'è stato un momento in cui mi sono chiesta com'è che alla cerimonia di consegna del Leone d'oro alla carriera a Ellen Burstyn non è stato proiettato questo film, visto che qui a Venezia veniva presentato.
Poi, arrivati al terzo atto, ho capito perché.
Perché il film di Kornél Mundruczó dai toni indie, un on the road tenero e divertente, perde la sua strada e si incarta senza sapere come andare avanti, come chiudere la sua storia. Che è quella di Brooke, vedova indipendente che non ci sta a essere chiusa in un istituto e che, trovato un piccione nel suo salotto, decide di partire per portarlo al suo proprietario. Da Chicago a New York incrocerà nel suo cammino un padre divorziato, immobiliarista con il fare brusco con cui però inizierà una bella amicizia, fatta di screzi, certo, ma anche di inaspettata dolcezza, che nasce condividendo storie e vite, prendendosi cura nel mentre di un piccione da gare. 

11 settembre 2026

Venezia 83 - Film in Concorso #2

Ritorno a Buenos Aires

Ritornare con fatica nel Paese che più ha ferito, ritornare per cercare di fare pace con quella ferita e porre rimedio a qualcosa che resta più grande di sé.
Mariano Guerra, vive di contraddizioni, così ci viene presentato fin dall'inizio in cui è un medico del pronto soccorso che salva vite in un'ambulanza per poi ritrovarsi a rubare a ragazzini, giocare d'azzardo e bere.
Le sue colpe e il suo senso di colpa risale al 1977, quando si trovava a Buenos Aires coinvolto come molti giovani nelle proteste e arrestato e mandato nel campo di prigionia denominato Garage Olimpo. Lì è rimasto chiuso per due anni ed è stato tra i pochi ad uscirne vivo, complice in parte, protetto per altri, vittima comunque, dovendo quindi fare i conti con accuse, recriminazioni e senso di colpa. Chiamato come altri sopravvissuti a testimoniare contro i crimini di guerra di generali di vario grado, il suo ritorno in Argentina diventa un modo per fare finalmente i conti con quel passato rimasto chiuso in una cantina umida e che a fatica si è superato.

Venezia 83 - Film Italiani #2

Peccato

La serie TV che non sapevi di volere.
Si gioca tantissimo e si ride ancora di più in un mockumentary sulla carriera di Emanuela Fanelli, passata dalle stelle alle stalle, come si suol dire, ritiratasi dal mondo dello spettacolo dopo una serie di scandali che hanno fermato il suo successo.
Nel 2049 cerca di scovarla e di raccontare la sua parabola un depresso Malcolm Pagani, che deve mettere ancora una volta da parte un documentario su Moravia e Morante per occuparsi di una Fanelli coinvolta in truffe giudiziarie e essersi inimicata il mondo dello spettacolo.

10 settembre 2026

Venezia 83 - Film Italiani

Il Fuoco che ti porti dentro

La solita famiglia complicata italiana, le solite urla del cinema italiano, la solita claustrofobia dentro a un appartamento da cui non si esce, il solito Natale che porta i nodi al pettine tra un piatto da preparare e una cena da servire.
Siamo sempre lì, per quanto bravi possano essere Lino Musella e soprattutto una Valeria Scalera che chiede il nostro odio più viscerale.

Dau

Il progetto DAU è qualcosa di immenso, di certo più grande di me. 
Che non lo conoscevo, non ne avevo mai sentito parlare.
Un progetto nato per raccontare la vita di uno scienziato geniale come Lev Landau, russo di origini greche, vincitore del premio Nobel per la fisica e tra i padri della bomba atomica sovietica.
Il progetto si è sviluppato come un'installazione artistica permanente e totalizzante con il set costruito in 12.000 metri quadri sul territorio di Kharkiv coinvolgendo centinaia di comparse chiamate a vivere 24 ore su 24 sul set, in costume, interagendo e improvvisando fra loro senza una sceneggiatura precisa. Gli unici esclusi da questi vincoli sono stati gli attori protagonisti, non professionisti e prestati dalla musica. In costume dovevano essere anche i membri della produzione, con i palazzi, le case e i laboratori resi abitabili e la distruzione del set a essere parte della performance prima e del film poi. Durato 3 anni ha portato alla realizzazione di circa 700 ore di pellicola e di vari film e serie TV con cui il regista Ilya Khrzhanovsky ha fatto le prove generali, ben sapendo che il tutto sarebbe confluito in DAU il vero fine ultimo del progetto. 
E DAU è stato presentato qui a Venezia, una durata fiume di 3 ore e mezza che mescola stili e sperimenta, sperimenta in continuazione con tre direttori della fotografia diversi che mettono il loro diverso stile al film.

9 settembre 2026

Venezia 83 - Film Collaterali #3

Hombre Al Agua

La cotta per Gael Garcia Bernal continua a crescere grazie a questa commedia disincantata che firma anche come regista.
Camilo è cubano anche se a Cuba non ha più legami, si è trasferito in Messico dopo aver salvato la vita a un ricco imprenditore che ha deciso di farne il figlio che non ha mai avuto affidandogli la dirigenza della sua fabbrica di sigilli e infine anche la figlia, in un matrimonio inizialmente felice e passionale ora pieno solo di rabbia e stanchezza con una figlia da crescere.

Venezia 83 - Musk (+They're Here)

Musk

Quattro ore in ostaggio di Elon Musk. Volontariamente.
Quattro ore per raccontare le sue contraddizioni e smontare una dopo l'altra le imprese che millanta, le medaglie che si assegna.
Alex Gibney è fra i più stimati documentaristi in circolazione e con un archivio di video, interviste e tweet impressionante a disposizione non poteva certo farne un ritratto asciutto.
La notizia è che si resta catturati da una narrazione vigile e puntuale, che racconta più per temi che in ordine cronologico, la figura mitica di Musk.


Aggiungendo movimento grazie a ricostruzioni in AI e videogiochi creati a simulare i licenziamenti di massa che hanno caratterizzato il suo ingresso a Twitter e al governo, ne esce un ridimensionamento pubblico e privato che spinge a chiedersi com'è che ancora gli si dà tutta questa influenza e ad avere paura per l'influenza che ha un uomo così.
Come la prenderà non è ancora dato a sapersi, ma Alex Gibney sa parare i colpi e ha dalla sua dati, non sparate grosse, per difendersi. 
Da vedere se lo si ama o se lo si odia, per avere fatti e non opinioni.


They're Here

Laura Poitras continua la sua missione di regista militante e ci porta dentro le attività dei volontari che nel Minneapolis monitorano le operazione sempre più fuori controllo e pericolose dell'ICE.
Mostra in soli 20 minuti un'organizzazione fatta di segnalazioni e di proteste, mostra il lato violento di quella che sembra una milizia, in un inverno che sembra ancora più gelido e in presente che sembra così tragicamente simile a quel passato che non doveva ripetersi.