Davide contro Golia.
È la metafora che calza a pennello non solo per la trama di Coyote vs Acme, ma anche per il film Coyote vs Acme in sé.
Un film rimasto fermo nel limbo dei film mai distribuiti per tre anni, nonostante un cast di attori notevoli, nonostante un cast tra regista e sceneggiatori e produttori non indifferente, nonostante i soldi investiti dalla Warner Bros. riprendendo proprio i suoi personaggi animati di riferimento. Un film che rischiavamo di non vedere, e non perché brutto o così mal riuscito che meglio non darlo in pasto a pubblico e critica per massacrarlo, ma per ragioni meramente fiscali.
È il denaro, bellezza, che governa il mondo e se questo vuol dire far fuori un film per avere degli sgravi, pur avendolo girato, montato, sistemato l'enorme lavoro di effetti speciali e pure presentato a una ristretta cerchia di persone coinvolte, fermiamolo.
Verrebbe da pensare a un'astuta mossa di marketing per aumentare l'interesse attorno a un film che poteva passare inosservato come l'ennesimo tuffo nostalgico nel mondo del cinema, ma non voglio dare troppo merito a burocrati che si sono visti sommersi di proteste, di attori e registi e cinematografici vari indignati, arrabbiati, per una decisione ritenuta folle.


























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