26 settembre 2026

One Night Only

Andiamo al Cinema

Per un non ben precisato motivo, negli Stati Uniti è vietato fare sesso se non si è sposati.
È concesso una sola notte l'anno, vissuta con grande attesa, con grande trasporto e con una certa ansia tra fidanzati e single.
Lui, Owen, pizzaiolo/imprenditore, alla vigilia di quella notte viene lasciato dalla sua ragazza, quella che era intenzionato a sposare anche per non dover aspettare un altro anno prima di andarci a letto ma che preferisce andare a letto con un altro. Con il vicino di casa per la precisione.
Lei, Ellie, cantante di pubblicità, è per il secondo anno single e vuole giocarsi bene le sue carte, organizzando con l'amica la serata perfetta che però finisce subito visto che viene mollata al primo aperitivo per il primo principe azzurro incontrato. Sola, prova ad arrangiarsi, a intrufolarsi in feste e festine, evitando l'ennesima sòla.
Lui e lei finiranno ovviamente per scontrarsi e incontrarsi.

25 settembre 2026

Rosebush Pruning

Andiamo al Cinema

Immaginatemi a Berlino, con il freddo di febbraio, con le mani ghiacciate, a fare refresh continuo sulla pagina dei biglietti della Berlinale.
L'occasione era la prima, con cast, di Rosebush Pruning, forse il film più importante dell'edizione 2026, o almeno quello che aveva un cast di star al suo interno da poter posizionare nel sabato sera di apertura.
Per due-tre volte i biglietti li ho visti disponibili ma mi sono sfuggiti di mano, mentre mi si ghiacciava e cercavo riparo vicino al Berlinale Palast, dove intanto sfilavano Jamie Bell, Lukas Gage, Tracy Letts, Pamela Anderson, e soprattutto Callum Turner con la futura moglie Dua Lipa, che del freddo, della neve, del gelo, non sembrava avere paura.
Il refresh continuo a differenza di Venezia non ha funzionato, i biglietti non sono riuscita a trovarli, ho ripiegato su una cena calda e una buona birra fredda, e al Palast sono entrata per Nightborn, sempre con il cast (Rupert Grint, Seidi Haarla e la regista Hanna Bergholm) alle 22.00, l'orario perfetto per un body horror.
Un po' a sorpresa, un po' in sordina, Rosebush Pruning è uscito nei cinema italiani quest'estate nonostante a Berlino non avesse fatto furore, con i critici a massacrarlo.
Il fatto che lo sceneggiatore Efthimis Filippou (collaboratore di Lanthimos, e si sente) si sia ispirato a I pugni in tasca di Bellocchio mi fa alzare il sopracciglio, ma Karim Aïnouz è poi andato per la sua strada.

24 settembre 2026

Le Uscite del 24 Settembre 2026

Dal primo weekend d'autunno mi aspettavo uscite più croccanti.
Mi devo accontentare di film classici e poco originali su carta:


Heart of the Beast
Pensavo che Brad Pitt si desse solo a progetti interessanti, eccotelo invece nel classico survival movie con tanto di cane al seguito.
Non gli darò fiducia in un progetto che sa di già visto in più salse.

Unabomber
 
- su Netflix
Come da titolo, una nuova versione della storia di Ted Kaczynski in cui Netflix non può che sguazzare,
A Russell Crowe, Jacob Tremblay e Shailene Woodley non mi sento di dare fiducia.

The Love Hypothesis
- su PrimeVideo
Classica commedia romantica che parte senza troppo romanticismo con una relazione da fingere per le apparenze e mantenuta per amore della scienza.
Scatterà davvero la scintilla tra Lili Reinhart che tanto si sta impegnando nei red carpet, e Tom Bateman?

Nessun Dolore
Un dramma italiano classico e mal riuscito, in cui si cerca di parlare di immigrazione senza prendere una posizione precisa e affaticando solo lo spettatore.
Borghi e Mastandrea non bastano a farne una garanzia.
Ne ho parlato QUI

Una Storia
Altro dramma italiano classico, e quindi pesante, nonostante alla regia ci sia l'esordiente Anna Foglietta.
Alba Rohrwacher e Guido Caprino con il loro nido vuoto vanno bene per i cineforum a tema.
Ne ho parlato QUI

Maigret, l'amore e la morte
Il commissario nato dalla penna di Simenon trova in Denis Podalydès una nuova maschera.
Un classico giallo francese per nostalgici.


Santiago - Un Cammino per Ricordare
Il più famoso dei cammini diventa protagonista del più classico film di redenzione/formazione per un giovane allo sbando.
Non solo Zalone, anche i francesi.

L'Isola dei Ricordi
Animazione mista, omaggi al mondo anime e alla cultura filippina, in un tentativo anche da parte della Dreamworks di ampliare i suoi mondi.

23 settembre 2026

Tony

Andiamo al Cinema

Tony è uno scrittore.
O meglio, dice di esserlo, con più idee sul romanzo da scrivere che parole scritte effettivamente.
Sicuro di sé, crede alla portata di mano una borsa di studio, la ragazza più bella del liceo e anche il suo futuro. Ma ovviamente la vita sa decidere senza le sue convinzioni.
Sicuro di sé, si diceva, ma non così tanto quando si trova da solo o di fronte a una madre che lo giudica e che si ritiene superiore. Scappa, allora, Tony, scappa a Providence dove lavora per l'estate quella ragazza e dove può fingere di averla vinta la borsa di studio, in realtà, affogando la sua tristezza, la sua solitudine e la sua inettitudine nell'alcool finisce per lavorare nella cucina di José Vatel.


Fa il lavapiatti, inizialmente, per quello che è un ristorante fast food vecchia maniera, pochi piatti nel menù, poco estro dietro i fornelli, disciplina quanto basta per non farsi licenziare, con uso di droghe ammesse.
Se da una parte c'è Vatel, con il suo carisma e il suo silenzio a imporre quella disciplina, dall'altra c'è Sal, cuoco semplice, sicuro di sé senza nessuna insicurezza neanche quando è solo, capace di conquistare una ragazza, fare a botte, farsi di droga e lavorare tutta la notte per poi ricominciare senza battere ciglio. Da chi lasciarsi davvero sedurre? Quale altra maschera indossare?
Tony nasce come tranche de vie biografico su Anthony Bourdain, sui suoi primi scalmanati anni prima di conoscere l'amore per la cucina, ma potrebbe essere un coming of age (o Bildungsroman, come viene chiamato nel film stesso) su un qualunque giovane, aspirante scrittore che negli anni '70 trova la sua strada e la sua vera natura dietro i fornelli.


Per fortuna, Matt Johnson non cerca l'effetto Tale&Quale, e lascia Dominic Sessa libero di esplorare il personaggio, rendendolo sbruffone, certo, ma anche timido con quella postura chiusa in se stesso, con quell'altezza camuffata e la magrezza a renderlo più fragile nella cucina di Vatel. Sembra in fondo lo stesso personaggio di The Holdovers, ma il beneficio del dubbio lontani da neve, maglioni e Natale, lo lascio.
L'amore, quello per la bella Emilia Jones, è il motore della rivoluzione che spinge Tony a cambiare, ma è il suo sguardo, attento ai personaggi che abitano una cucina, ai dettagli della vita passata di Vatel, quello che davvero ci fa capire quello che sta accadendo, dentro di lui.
Il fascinoso Leo Woodall e il granitico Antonio Banderas, completano il quadro che si muove in una Providence retrò e quasi nostalgica.
Sono anni in cui una fuga da tutto è possibile, in cui c'è chi sa tendere una mano e chi stendere con un pugno, anni che stanno rivoluzionando la gioventù ma anche tentandola con droghe pesanti. Tra pontili, monili, e vestiti e una colonna sonora rockeggiante, Matt Johnson li ricostruisce bene, abbandonando il suo Canada e parte della sua troupe di fiducia, per un film con una patina indie e riuscita, data da montaggio e ripetizioni e un certo grado di comicità leggera.


In tempi in cui la cucina sembrava aver saturato i racconti tra cinema e TV, Johnson dimostra che c'è ancora spazio per storie piene di cuore e di testa, facendo sua una sceneggiatura rimasta nel limbo di Hollywood per anni, adottando in parte quel respiro speciale che Christopher Storer ha dato a Chicago e raccontandoci senza strafare, senza puntualizzare in modo eccessivo la nascita di un eroe, che la cucina, con i suoi segreti, con i suoi demoni e con la sua importanza, ha saputa raccontarla al meglio.

Voto: ☕☕☕/5

22 settembre 2026

Furious

Mondo Serial

Rieccomi qui, smaltiti arretrati, rientrata nella normalità, mi tocca rivestire i panni della bastian contraria a cui non piace per niente questo ruolo.
Ma, appunto, mi tocca davanti alla serie TV dell'estate, quella di cui tutti hanno parlato e che poco mi ha detto.
Ci stancheremo mai dei detective stropicciati? 
Dei detective dal passato che lascia ferite? 
Dei detective che si incaponiscono e si ossessionano su un caso? 
Dei detective che sfogano -anche sessualmente, ma per lo più con la violenza- questa ossessione? 
Ci stancheremo mai delle serie crime, in generale?
Probabilmente no, perché il fascino del male è sempre lì, sempre più forte a ricordarci quello di cui l'essere umano è capace e quello di cui possiamo non sentirci colpevoli e metterci a indagare, ma io invece sono stanca, decisamente.
Forse di prodotti crime ne ho visti, seguiti e ascoltati troppi e in questa fase di bulimia ho deciso di dire basta anche perché poco di nuovo c'è da dire e poco di nuovo c'è nel modo in cui viene detto.
Ero una crime addicted come molte donne bianche (alcune ricerche dicono che sia un tratto evolutivo/un modo per proteggerci per un futuro drammaticamente probabile) ma mi sto disintossicando da qualche tempo, da quando tutti i documentari, tutte le serie TV, tutte le docuserie e tutti i podcast a tema sono fatti uguali a se stessi. 
Speravo di trovare quel qualcosa di nuovo in Furious.


19 settembre 2026

Dio Ride

Chiudo la settimana di recupero veneziano così come ho concluso gli 11 giorni alla Mostra: con il film di chiusura su cui non ho avuto la forza di scriverci subito, dopo quasi 90 ore passate in sala e 46 film sulle spalle.
Un film di chiusura che si conferma minore, in una tradizione che fatico a capire quando ormai giornalisti, pubblico, star se ne sono andati o se ne stanno andando e aspettano solo di scoprire i vincitori per poterli rivedere in sala.
Sono stati pochi i film di chiusura davvero meritevoli, e onestamente fino a qualche anno fa dalla Mostra me ne andavo il venerdì pomeriggio anch'io, ora prenotando l'appartamento prima di scoprire il programma, quella notte ben cara tra venerdì e sabato la faccio valere e quindi ecco che si arranca di sabato mattina più per salutare la sala Darsena che per vedere Favino.

18 settembre 2026

Serpenti

Andiamo al Cinema

Paola Marra ha ucciso la moglie.
Ce lo confessa da subito, ce lo confessa a casa sua dopo aver pulito e riordinato e deciso di fare quella che pensa essere la cosa giusta: costituirsi.
Ammetterà la sua colpa, aspettandosi una pena, alla guardiola di polizia ricevendo invece un modulo da compilare e un'estenuante attesa prima di capire e farci capire che la vita non è certo un film.
Non ci sono sirene, appostamenti, non ci sono manette strette e celle gelide in cui essere sbattuti, non c'è una punizione, solo una sospensione del tempo, della realtà, della giustizia anche.

17 settembre 2026

Le Uscite del 17 Settembre 2026

Venezia continua a sbarcare al cinema, ma il film di punta arriva dagli Stati Uniti:

The Invite
Remake americano di una commedia spagnola già adattata in Italia, ma se noi avevamo Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini, qui ci sono Olivia Wilde (anche alla regia), Seth Rogen, Penelope Cruz e Edward Norton.
Alla faccia del patriottismo, sarà la versione da vedere.

Dov'è la Fiesta?
Una commedia romantica italiana che vedrò per la freschezza che sembra trasmettere e per i protagonisti: Linda Caridi e Francesco Carril, che ai Capodanni resta legato.

Ritorno a Buenos Aires
Il film italiano che ha saputo sorprendermi a Venezia, un dramma che esce dall'Italia per raccontare i crimini di guerra in Argentina, con un bravissimo Adriano Giannini.
Ne ho parlato QUI

I Figli della Scimmia
Dramma famigliare presentato nella sezione Orizzonti a Venezia, lo recupererò visti i premi che ha agguantato (miglior sceneggiatura e attore protagonista a Scamarcio).

Calle Malaga
Altro recupero veneziano, però dall'edizione dello scorso anno.
Un appartamento da vendere e una madre e una figlia in disaccordo.

Normal
Bob Odenkirk continua il suo filone di film in cui veste panni di uomini normali che si ritrovano coinvolti in scene d'azione. Tra Fargo e chissà e quante altre commedie simili.

Resident Evil
Remake? Reboot? Spin-off?
Quello che so è che alla regia c'è il fido Zach Cregger e protagonista l'altrettanto bollino di garanzia di Austin Abrams.
Anche se non sono una fan della saga e dei videogiochi, potrei dargli una chance.

16 settembre 2026

Sheep in the Box

Andiamo al Cinema

Passo da Venezia a Cannes, ma sempre con Koreeda resto.
Un autore stakanovista, capace di fare doppietta di Festival anche se con risultati diversi.
Look Back era un adattamento quanto mai riuscito che ha sicuramente chiesto pazienza e tempo per le riprese, Sheep in the box è invece un'idea originale -ma in fondo non troppo-, che sembra più sbrigativo come lavoro.

15 settembre 2026

Look Back (2024)

Andiamo al Cinema su PrimeVideo

Se la Mostra di Venezia è finita, la mia testa è ancora lì.
Concedetemi un'altra settimana per smaltire arretrati, per dare spazio a recuperi che forse dovevo affrontare prima.
La mia testa, dicevo, ma anche il mio cuore, con la bellezza del Look Back di Koreeda a non sbiadire e la voglia di approfondire, nonostante non sia andato a premi.
Mica lo sapevo che era tratto da un manga che era già stato adattato a anime, il manga one-shot di Tatsuki Fujimoto, sull'amicizia tra Fujino e Kyōmoto. Due bambine diverse ma entrambe appassionate di manga, che studiano, si impegnano per migliorarsi e finiscono per stringere una di quelle amicizie uniche, quelle che segnano una vita intera, collaborando per realizzare il loro, di manga, e magari avviare una carriera.