18 agosto 2026

Alley Cats

Mondo Serial

Ritorno dalle vacanze e lo faccio in ritardo, lo faccio in breve.
Lo faccio con una serie TV brevissima, sei episodi appena da una quindicina di minuti al massimo su dei gatti.
Gatti di strada, gatti selvaggi, gatti pigri e che sembrano averne viste molte nella vita, tranne l'affetto degli umani. Che li hanno scartati, li hanno persi, li hanno evitati.
Sono gatti disillusi e cinici, che vivono in uno scantinato abbandonato dove una TV offre loro squarci di un'umanità alla deriva e che però si uniscono in una missione speciale: ritrovare la famiglia della piccola Kitten, che la sua casa l'ha persa girovagando senza meta con il tempo contro. Non solo perché più cresce, meno ha probabilità di essere ri-accettata Kitten, ma anche perché questi gatti pigri e randagi si perdono facilmente dietro altre situazioni, altre incombenze, non sempre importanti. Che sia l'amore o che sia il lutto, che sia la vendetta o un esperimento animale, il viaggio per ritornare a casa si fa più lungo del previsto e anche più difficile.
Ma divertente.


Ricky Gervais è più gattaro di me, e anche più cinico.
Sicuramente ha un linguaggio più volgare e un umorismo più nero, cose che non me lo rendono tra i preferiti da seguire e non di sempre facile digestione.
Sembra qui proseguire i temi di After Life, solo in versione felina.
Lasciando andare il cast vocale a digressioni, ragionamenti folli e folli conclusioni come se si fosse davvero sul divano fra amici, portando forse un po' troppo in là il limite del corretto e3di ciò che può fare ridere, creando una sensazione a volte di disagio. Voluta.
Ma si fa pace con questo umorismo sfidante per le riflessioni sulla morte, sulla vita e su quello che ci sta in mezzo, per le lacrime che una micetta sa regalare, per gli angoli che si smussano al più randagio dei randagi di fronte a una madre, una quasi figlia, un amore. E poi ci sono le risate, nere e assurde, che arrivano improvvise a spezzare la tensione e il vago sentore di depressione.


Non è una serie perfetta e non è perfetto per le mie corde l'umorismo e la scrittura di Gervais, qui spesso improvvisata, qui veloce e non raffinata, per quello che sembra un esperimento e un gioco riuscito con l'animazione arruffata a fare da contorno.
Ma è una serie TV che corre veloce e ama le digressioni, che ama i gatti, soprattutto, e il loro punto di vista sulla vita.

Voto: ☕☕½/5

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