1 agosto 2026

Obsession

La Settimana Horror

Il futuro degli horror è in mano ai ventenni. 
A giudicare dal box-office americano, così sembra.
Due titoli, due autori giovanissimi che si sono fatti le ossa su YouTube, due successi tra il sorprendente e il clamoroso.
Dopo Backrooms che partiva da un'idea originale sviluppandola magari non troppo approfonditamente ma quel che basta da mettere i brividi, Obsession.
Che parte da un'idea meno originale, ma la sviluppa meglio.


Anche in questo caso l'horror sta negli occhi di chi lo guarda.
Non è una stanza vuota, non è una carta da parati sinistra, ma è un amore che non sembra sincero.
Perché è un'ossessione.
Lo cantavano già gli Aventura come ammonimento telefonico, ma come fare a dire no a quell'amore che si è rincorso a lungo, su cui si è sperato per tanto, ora che è lì, per quanto soffocante e opprimente e spaventoso?
Parte dal più classico degli oggetti catalizzatori d'orrore: un bastoncino magico che esaudisce ogni desiderio. Cianfrusaglia da negozio dell'occulto, pensa Bear, che vorrebbe regalarlo a Nikki a cui non riesce a confessare l'amore, ma finisce per usarlo per sé, chiedendo proprio quell'amore. E lo otterrà, ma in modo così totalizzante, così ossessionante, da mettere in allerta gli amici, da avere paura lui per primo che si ritrova una ragazza che dice sempre di sì, che lo vuole vicino sempre, e che non vuole condividerlo con nessuno.


C'è un breve frangente nel film in cui l'amore di Nikki sembra sincero, in cui non sapere se credere i meno alla magia nera di quel bastoncino di salice spezzato, ma basta poco e basta una buona prova d'attrice da parte di Inde Navarrette per capire che no, la vera Nikki è relegata in un angolo che combatte per emergere. Basta uno sguardo, un sorriso, una telefonata, mentre si accumulano situazioni sinistre e spaventose, mentre dal buio osserva, nel buio rimane, con Bear troppo codardo, troppo spaventato per fare qualcosa. Finché non è troppo tardi.
Curry Barker gioca bene carte che sono prevedibili, certo, ma che riescono a spaventare e soprattutto a far riflettere su quegli amori tossici di cui sono pieni telegiornali e canali social, mostrando un'ossessione che fa male, all'uno e all'altra e a chi sta loro intorno, in una deriva che si fa splatter, ma capace di insinuarsi in brividi a posteriori.
Lo fa giocando con le ombre e con il buio, sapendo cosa mostrare e quando mostrarlo, in un uso degli spazi e dei trucchi ben studiato.


Hollywood non ha perso tempo a incoronare un giovane regista e cerca già di capire come sfruttarlo al meglio. Barker già al lavoro in un altro film, più comico ma comunque horror, ha in mente non un seguito ma un universo in cui continuare ad espandere l'idea di Obsession, una serie TV antologica, magari, con altri desideri e altri protagonisti.
Perché il finale, tragico e annichilente, non può certo definirsi sospeso.
Chiude nel migliore dei modi, dopo prove ed errori, chiude dopo un'apertura quasi da commedia romantica arrivando ai suoi antipodi. Dall'amore all'ossessione, un'illusione nel tuo pensamiento. 

Grado di paura espresso in Leone Cane Fifone:
3 Leoni su 5


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