Andiamo al Cinema
Lui, Leo, è un aspirante attore che da Fucecchio si è trasferito a Roma ma a 35 anni sta iniziando a capire che forse un altro lavoro è meglio sognarlo se si ritrova ancora a condividere un appartamento con l'amico di Fucecchio, aspirante attore pure lui.
Lei, Irene, fa la sceneggiatrice e a 35 anni vorrebbe una storia seria, una storia fissa. Con Leo.
Perché Leo e Irene si frequentano già da tre mesi, e con l'arrivo imminente del Capodanno c'è da capire se passarlo assieme e se assieme lo sono per davvero.
Ma come affrontare una questione così spinosa se tutti e due sono timidi e impacciati e spaventati all'idea di mettere pressione all'altro?
Come affrontarla poi se la Fiesta di Leo, nuova nuova, viene rubata sotto casa di Irene portandoli a un girone infernale di burocrazia tra assicurazione, ACI e carabinieri, insomma, non certo il più romantico degli scenari?
Dov'è la Fiesta? è una commedia romantica italiana e già questo è strano, perché di commedie in Italia se ne producono anche troppe, anche tutte uguali, ma di commedie romantiche pure e semplici con un lui e una lei che si innamorano e devono capire come e se stare assieme, sempre poche. Poche anche con un frizzantezza che si respira fin dal titolo che irrompe nella sceneggiatura cambiando le cose e che viene poi declinato in ogni versione musicale possibile. Una sceneggiatura fresca e ironica, che usa flashback e scene immaginarie e sfondamenti della quarta pareti per essere moderna e, appunto, fresca. E i carabinieri dopo Serpenti ne escono di nuovo male, dimostrandosi inaffidabili da cliché.
Ma spiace dirlo, non tutto funziona in questa commedia romantica.
Ancora non ho capito se è più una questione di sceneggiatura forzata in molte sue parti, con dialoghi, espressioni e modi di parlare ben distanti dalla realtà e tipicamente da social, o di attori carini carucci ma a cui manca un po' di chimica, un po' di ritmo comico non certo aiutato da un montaggio che li rende un filo imbarazzanti.
Non me ne vogliano Linda Caridi e un inaspettato Francesco Carril (sì, è proprio lui con ottimo accento, grazie a una madre di origini italiane, pardon, toscane), i loro Leo e Irene, stropicciati e bambinoni, sono la rappresentazione di molti giovani adulti che di crescere hanno paura, ma non sempre sembrano a loro agio con parole e situazioni e confronti, e basta l'entrata in scena di un veterano come Sergio Pierattini per far capire che i tempi comici sono altri, facendo sfigurare quegli amici che dovrebbero esserlo per definizione, spalle comiche.
Gli ingredienti per renderlo un film colpo di fulmine ci sarebbero tutti, tra i riferimenti ai film più famosi (da Harry ti presento Sally ai Capodanni già vissuti da Carril) a un certo grado di metacinema con il corso di sceneggiatura di Irene a interrogarsi sulle commedie romantiche e sulla sua vita, c'è poi la voce narrante che è quella di un Giorgio Tirabassi natalizio e riflessioni varie ed eventuali sulla situazione dell'amore tra i giovani oggi. C'è poi il fatto che la commedia nasce da un fatto reale accaduto agli sceneggiatori Niccolò Gentili e Lisa Nur Sultan, che non possono che ringraziare il ladro di auto non solo per l'incontro fortuito d'amore ma anche per la possibilità di scriverci poi un film.
Manca qualcosa per farmi davvero innamorare di un film che chiude troppo in fretta lasciando un senso di "tutto qui?", sfruttando male proprio quella voce fuori campo e proprio quel tirante iniziale lanciato da questo Babbo Natale in licenza.
Viene da chiedersi anche com'è che una commedia romantica pucciosa in una Roma natalizia e su cui incombe il grande tema di cosa fare a Capodanno sia uscita a metà settembre, con la possibilità magari di aggiustare nel mentre il montaggio non sempre a tempo, quel finale frettoloso e meno romantico del previsto.
Pensavo fosse amore, invece era solo una Fiesta molto acerba.
Voto ☕☕½/5



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