17 marzo 2014
Boomstick Award 2014
Potete amarle o odiarle, ma in fondo in fondo, andrete sempre a leggere le varie catene/premi per vedere se il vostro blog è stato nominato, quindi non fate gli snob!
Io di certo non lo sarò, anzi, e sono felicissima e onorata di ricevere il Boomstick Award ideato da Mr. Hell nel suo Book and Negative e consegnatomi dalle mani di Kelvin e del suo SOLARIS, non solo per il premio in sé ma sopratutto per le belle parole a me rivolte!
Ma che cos'è il Boomstick Award?
Il Boomstick Award è un premio per soli vincenti, semplicemente.
Come si assegna il Boomstick?
Ufficialmente non per merito... i meriti non c'entrano in questa storia (cit.)
Si assegna per pretesto.
O con ottime scuse, se preferite. In ciò essendo identico a tutti quei desolanti premi ufficiali che s'illudono di vantare qualcosa.
Il Boomstick Award, dunque, possiede il valore che voi attribuite ad esso.
Nulla di più nulla di meno.
Per conferirlo è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
1 - I premiati sono 7.
Non uno di più non uno di meno, non sono previste menzioni d'onore.
2 - I post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservati agli esclusi a mo' di consolazione.
3 - I premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea, è sufficiente addurre un pretesto.
4 - E' vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle come ho fatto io, così come Egli (e per Egli intendo Hell) le ha concepite.
Ed ora, rullo di tamburi, ecco i miei premiati:
Pensieri Cannibali e White Russian
Lo yin e lo yang dei blog, dove uno graffia, l'altro sa commuovere... anche se ultimamente i due vanno spesso a braccetto nelle loro opinioni.
Due letture quotidiane imprescindibili.
I Cineuforici
Al momento sono l'unico duo di blogger conosciuto di persona. E anche se so che odiano profondamente questo tipo di catene, io il premio glielo consegno ugualmente.
Trashipirina
La giusta dose di trash che un'amante del genere come me non disdegna mai di somministrarsi! Puntualmente condito dai commenti ricchi d'ironia di Doctor C.
Solaris
Non solo per buonismo, ma perchè Kelvin con la sua gentilezza e la sua stima nei miei confronti (oltre che per le belle recensioni che scrive) si merita di essere premiato ancora una volta!
Where Are We Now
Una vera serial addicted che sa bene cosa guardare e cosa cestinare. Il premio è anche un modo per ricordarle che c'è chi il suo blog lo vuole vedere sempre più aggiornato!
Cooking Movies
L'idea vincente di unire cinema e cucina in modo sfizioso ed elegante. In più, Elisa si dà da fare con delle cinecene alle quale spero presto di poter partecipare!
Costoro possono assegnare a loro volta il premio ad altri sette blog, ma non arrogarsi la paternità del banner e del premio, quella è del signor inferno sopracitato.
L'assegnazione del premio deve rispettare le semplici regole sopra esposte, in caso contrario il Boomstick Award sarà annullato d'ufficio e in sostituzione verrà assegnato il
Biglietti, Prego! - Il Boxoffice del Weekend
Di uscite di qualità ce n'erano parecchie, questo fine settimana, ma solo alcune sono riuscite ad arrivare in classifica. Nessuna traccia di Ida o di Prossima Fermata Fruitvale Station, infatti, ma fortunatamente quel capolavoro che è Her riesce ad agguantare la sesta posizione.
Per il resto, i piani alti sono ovviamente occupati dai film leggeri e ammericani, con -inspiegabilmente, visto quanto di male letto in giro- Ozpetek e il primo cartone di qualità della stagione a fargli da compagnia.
McQueen, infine, resiste ancora, forte del suo Oscar!
Ecco i dettagli:
1 300 - L'alba di un impero
week-end € 1.197.756 (totale: 2.435.957)
2 Allacciate le cinture
week-end € 1.081.346 (totale: 3.150.917)
3 Mr. Peabody e Sherman
week-end € 811.336 (totale: 811.336)
4 Need for Speed
week-end € 770.761 (totale: 770.761)
5 47 Ronin
week-end € 547.869 (totale: 547.869)
6 Lei
week-end € 508.411 (totale: 511.718)
7 La Bella e la Bestia
week-end € 486.480 (totale: 4.217.861)
8 Supercondriaco - Ridere fa bene alla salute
week-end € 406.640 (totale: 406.640)
9 12 anni schiavo
week-end € 367.311 (totale: 4.157.548)
10 Maldamore
week-end € 275.970 (totale: 275.970)
Per il resto, i piani alti sono ovviamente occupati dai film leggeri e ammericani, con -inspiegabilmente, visto quanto di male letto in giro- Ozpetek e il primo cartone di qualità della stagione a fargli da compagnia.
McQueen, infine, resiste ancora, forte del suo Oscar!
Ecco i dettagli:
1 300 - L'alba di un impero
week-end € 1.197.756 (totale: 2.435.957)
2 Allacciate le cinture
week-end € 1.081.346 (totale: 3.150.917)
3 Mr. Peabody e Sherman
week-end € 811.336 (totale: 811.336)
4 Need for Speed
week-end € 770.761 (totale: 770.761)
5 47 Ronin
week-end € 547.869 (totale: 547.869)
6 Lei
week-end € 508.411 (totale: 511.718)
7 La Bella e la Bestia
week-end € 486.480 (totale: 4.217.861)
8 Supercondriaco - Ridere fa bene alla salute
week-end € 406.640 (totale: 406.640)
9 12 anni schiavo
week-end € 367.311 (totale: 4.157.548)
10 Maldamore
week-end € 275.970 (totale: 275.970)
16 marzo 2014
Steven Seagal Action - In Edicola
Steven Seagal ha rischiato pochi mesi or sono di venire celebrato dalla blogosfera, battuto sul filo di lana, viene ora festeggiato dalla Gazzetta dello Sport che dal 13 marzo al prezzo lancio di di 9,99€ + il prezzo del quotidiano fa uscire la collana di DVD Steven Seagal Action.
La raccolta si compone di 33 DVD che racchiudono i migliori film d'azione del campione di arti marziali e cintura nera 7° Dan di Aikido.
Gli amanti dell'action movie e delle arti marziali non si lascino scappare quest'occasione, anche perchè in ogni DVD sarà presente un ricco booklet di 32 pagine che racconterà tutte le curiosità e i retroscena sul film, più approfondimenti socio-culturali sugli anni 80 e biografie dei principali personaggi del film.
Infine, per le prime 3 uscite i titoli Nico, Trappola in alto mare e Trappola sulle Montagne rocciose i DVD saranno disponibili per la prima volta anche in versione Blu-Ray.
La raccolta si compone di 33 DVD che racchiudono i migliori film d'azione del campione di arti marziali e cintura nera 7° Dan di Aikido.
Gli amanti dell'action movie e delle arti marziali non si lascino scappare quest'occasione, anche perchè in ogni DVD sarà presente un ricco booklet di 32 pagine che racconterà tutte le curiosità e i retroscena sul film, più approfondimenti socio-culturali sugli anni 80 e biografie dei principali personaggi del film.
Infine, per le prime 3 uscite i titoli Nico, Trappola in alto mare e Trappola sulle Montagne rocciose i DVD saranno disponibili per la prima volta anche in versione Blu-Ray.
Per altre informazioni, QUESTO il sito ufficiale.
ÉCU – The European Independent Film Festival
Manca poco, e ce lo abbiamo così vicino a casa!
Parlo dell'ÉCU – The European Independent Film Festival che si terrà a Parigi dal 4 al 6 aprile.
85 i film in gara provenienti da ben 32 Paesi.
La risposta europea al Sundance Film Festival dello Utah, conta quest'anno anche 4 film italiani in concorso:
La paura più grande di Nicola Di Vico
Mostra come i pregiudizi possano essere pericolosi e come talvolta la realtà possa essere ben differente da quella rappresentata dai media.
Con Alessandro Haber accompagnato dall'esordiente e promettente Irene Splendorini.
A Scatola Chiusa di Riccardo Salvetti e Gianfranco Boattini
Ispirato ad una storia vera, racconta la routine apparentemente normale di un tranquillo impiegato benestante.
Il regista segue il protagonista e il suo disperato grido di aiuto, spiegando prima di tutto come la voglia di inseguire i propri sogni possa essere determinante, prima di finire strozzati da una vita fatta di apparenza.
Italia Italia di Daniele Riccioni (Cortometraggio)
Racconta un’allegoria del Belpaese, partendo dalle vicende di due sessantenni in crisi coniugale.
Le caratteristiche sono le atmosfere antonioniane, in cui l’impossibilità del confronto con l’altro è il principale ostacolo da superare.
God Got his Head in the Clouds di Gianluca Sodaro (Cortometraggio)
Viene messo in scena il dialogo tra un prete ed una bambina intenzionata a ‘denunciare’ Dio.
Una fotografia particolarmente efficace e le musiche del ‘lynchano’ Angelo Badalamenti danno un tocco atipico al corto.
Parlo dell'ÉCU – The European Independent Film Festival che si terrà a Parigi dal 4 al 6 aprile.
85 i film in gara provenienti da ben 32 Paesi.
La risposta europea al Sundance Film Festival dello Utah, conta quest'anno anche 4 film italiani in concorso:
La paura più grande di Nicola Di Vico
Mostra come i pregiudizi possano essere pericolosi e come talvolta la realtà possa essere ben differente da quella rappresentata dai media.
Con Alessandro Haber accompagnato dall'esordiente e promettente Irene Splendorini.
A Scatola Chiusa di Riccardo Salvetti e Gianfranco Boattini
Ispirato ad una storia vera, racconta la routine apparentemente normale di un tranquillo impiegato benestante.
Il regista segue il protagonista e il suo disperato grido di aiuto, spiegando prima di tutto come la voglia di inseguire i propri sogni possa essere determinante, prima di finire strozzati da una vita fatta di apparenza.
Italia Italia di Daniele Riccioni (Cortometraggio)
Racconta un’allegoria del Belpaese, partendo dalle vicende di due sessantenni in crisi coniugale.
Le caratteristiche sono le atmosfere antonioniane, in cui l’impossibilità del confronto con l’altro è il principale ostacolo da superare.
God Got his Head in the Clouds di Gianluca Sodaro (Cortometraggio)
Viene messo in scena il dialogo tra un prete ed una bambina intenzionata a ‘denunciare’ Dio.
Una fotografia particolarmente efficace e le musiche del ‘lynchano’ Angelo Badalamenti danno un tocco atipico al corto.
Per tutti i dettagli sul Festival: http://www.ecufilmfestival.com/
15 marzo 2014
David Cronenberg Day - Crash
Devo però confessare che con il regista non ho un rapporto molto profondo, avendo ignorato fin'ora i suoi primi lavori (La Mosca a parte, visionato durante un pigiama party di x anni fa) e avendo detestato non poco gli ultimi. Il suo Cosmopolis è infatti nella limitatissima lista di film con cui mi sarei alzata e me ne sarei uscita volentieri dalla sala, e A dangerous method non mi aveva avvinto poi troppo, anzi...
Decisa quindi a dargli una nuova possibilità, mi sono prenotata per Crash, scoprendo poco a poco quanto questo potesse ricordarmi uno degli esami e dei corsi universitari più angoscianti e strani con un professore altrettanto angosciante e strano...
Il suddetto corso doveva parlare di critica cinematografica, ma in breve tempo si è trasformato in un far vedere film di serie B senza un apparente motivo (tra i quali Alien 2, 2010: Odissea Due, Electra, semiporno giapponesi...), in un citare a vanvera gente come Ballard, Gibson, Frank Miller e Philip K. Dick per poi ritrovare i libri di questi come materiale di studio. E tanto per farvi capire com'è poi andata a finire, nel giorno d'esame solo io e una povera coreana in erasmus ci siamo presentate.
Perchè, vi chiederete, Crash mi ha ricordato tutto questo?
Prima di tutto perchè il film di Cronenberg è un adattamento proprio dell'omonimo libro di Ballard e per omaggiarlo, il protagonista interpretato da James Spader (invecchiato parecchio male, googolare per credere) ne porta il nome.
In secondo luogo anche qui ci si lascia andare più che spesso e volentieri, anzi, in continuazione a scene erotiche che fanno impallidire quei semiporno giapponesi che provocavano un certo imbarazzo in aula.
Infine, l'atmosfera inquietante, catalizzata soprattutto dallo strano Vaughan, è esattamente quella che riusciva a creare attorno a sé il suddetto professore.
Messi da parte questi miei traumatici ricordi, il film di Cronenberg riesce a mantenersi serio e credibile nonostante gli scivoloni del caso che potrebbero esserci, vista la trama e il tema trattati.
James Ballard è infatti un regista che ha una relazione piuttosto strana con sua moglie, con la quale si lascia andare a incontri extraconiugali concordati per mettere un po' di pepe al loro rapporto. Un giorno, però, Ballard provoca un incidente stradale, rimanendo gravemente ferito ad una gamba e causando la morte del conducente dell'altra auto.
Oppresso dai sensi di colpa?
Non proprio, più che altro affascinato ed eccitato da quanto questo incidente gli ha mostrato. Inizia così una pericolosa relazione con la vedova del suo incidente, che lo porterà a conoscere l'inquietante ma attraente (con le sue cicatrici) Vaughan e il gruppo al suo seguito che ricrea e si stimola attraverso gli incidenti, che siano quelli di attori famosi ricreati ad hoc (James Dean, Jayne Mansfield) o quelli di tutti i giorni.
La discesa in questa ossessione sempre più cupa e conturbante, avrà, com'è ovvio, tragiche e allo stesso tempo grottesche conseguenze.
La bravura di Cronenberg sta nel tenere tutto ad un livello oscuro e misterioso che riesce ad affascinare, merito anche delle musiche suggestive di Howard Shore e di una fotografia livida che sottolinea ancor più la strana attrazione e fusione tra uomo e macchina. Un livello quindi che non scade nel ridicolo, nemmeno per le interpretazioni seriose e freaky di Holly Hunter, Elias Koteas e Deborah Unger anche se, a fine visione, ci si chiede quanti e quali problemi scrittore, regista e protagonisti possano mai avere.
Ovviamente, a celebrare Cronenberg ci sono anche gli altri amici blog:
Bollalmanacco
Combinazione Casuale
Director's Cult
Ho voglia di Cinema
Non c'è Paragone
Pensieri Cannibali
Recensione Ribelli
Scrivenny 2.0
White Russian
14 marzo 2014
La Quinta Stagione
E' già Ieri -2012-
Ci sono sempre due modi per affrontare le cose, compreso iniziare a scrivere di un film: quello soggettivo e quello oggettivo.
Se partissimo da quest'ultimo bisognerebbe per forza parlare e apprezzare il potere evocativo di un film come La quinta stagione, ricco di simbolismo, di filosofia e di riflessioni sul rapporto uomo-natura. Un tema che viene messo in scena attraverso immagini che sono pura fotografia artistica, attraverso momenti e piani sequenza che potrebbero benissimo essere delle installazioni contemporanee.
Da un punto di vista oggettivo, quindi, è proprio il lato tecnico del film ad emergere, montaggio compreso.
Da quello soggettivo, invece, risulta molto più complicato affrontare un'analisi della pellicola, perchè fondamentalmente questa pare così impegnata ad elevare la sua poesia da dimenticare il cuore.
Difficile infatti empatizzare con i suoi protagonisti, con gli abitanti di uno sperduto e rurale villaggio delle Ardenne che vedono improvvisamente fermarsi la natura. Dopo la propiziatoria messa al rogo (non andata a segno) del Signor Inverno, nessuna primavera arriva a risvegliare fiori e piante, nessuna mucca produce più latte, nessun'ape miele e nessuna gallina uova. La natura si è fermata, il signor Inverno non è bruciato e tutto diventa ora sospetto.
Gli abitanti iniziano così a puntare il dito contro lo straniero (l'apicoltore Pol), arrivato proprio da pochi mesi, e con le cose che si fanno sempre più difficili, a trovare in lui un capro espiatorio che potrebbe salvarli.
Il problema principale è, però, che Pol come la giovane Alice non vengono approfonditi a livello di sceneggiatura, i loro sentimenti, le loro azioni vengono solo stilizzate facendoci così provare gran poca pietà nei loro confronti quando le cose iniziano ad assumere i caratteri grotteschi del disumano e del pagano.
Peter Brosens e Jessica Woodworth decidono infatti di puntare su altri aspetti, e così come i dialoghi appaiono scarni e senza troppa originalità (la citazione di Nietzsche è di quelle più conosciute e adolescenziali), così i suoi protagonisti finiscono per annegare o bruciare nel mare di simbolismo che il film ci mostra.
Da che parte propendere, quindi?
Se a livello oggettivo ci si trova di fronte a un film tecnicamente interessante e decisamente artistico, che affascina e destabilizza con le sue scelte sceniche e fotografiche, a livello soggettivo ci si trova disorientati e quasi infastiditi dai continui rimandi, simboli e metafore di cui La quinta stagione pullula.
Quando manca il cuore, o quando ci si dimentica di pensare allo spettatore perfino nel criptico finale animale, per quel che mi riguarda non c'è bellezza che tenga.
Ci sono sempre due modi per affrontare le cose, compreso iniziare a scrivere di un film: quello soggettivo e quello oggettivo.
Se partissimo da quest'ultimo bisognerebbe per forza parlare e apprezzare il potere evocativo di un film come La quinta stagione, ricco di simbolismo, di filosofia e di riflessioni sul rapporto uomo-natura. Un tema che viene messo in scena attraverso immagini che sono pura fotografia artistica, attraverso momenti e piani sequenza che potrebbero benissimo essere delle installazioni contemporanee.
Da un punto di vista oggettivo, quindi, è proprio il lato tecnico del film ad emergere, montaggio compreso.
Da quello soggettivo, invece, risulta molto più complicato affrontare un'analisi della pellicola, perchè fondamentalmente questa pare così impegnata ad elevare la sua poesia da dimenticare il cuore.
Difficile infatti empatizzare con i suoi protagonisti, con gli abitanti di uno sperduto e rurale villaggio delle Ardenne che vedono improvvisamente fermarsi la natura. Dopo la propiziatoria messa al rogo (non andata a segno) del Signor Inverno, nessuna primavera arriva a risvegliare fiori e piante, nessuna mucca produce più latte, nessun'ape miele e nessuna gallina uova. La natura si è fermata, il signor Inverno non è bruciato e tutto diventa ora sospetto.
Gli abitanti iniziano così a puntare il dito contro lo straniero (l'apicoltore Pol), arrivato proprio da pochi mesi, e con le cose che si fanno sempre più difficili, a trovare in lui un capro espiatorio che potrebbe salvarli.
Il problema principale è, però, che Pol come la giovane Alice non vengono approfonditi a livello di sceneggiatura, i loro sentimenti, le loro azioni vengono solo stilizzate facendoci così provare gran poca pietà nei loro confronti quando le cose iniziano ad assumere i caratteri grotteschi del disumano e del pagano.
Peter Brosens e Jessica Woodworth decidono infatti di puntare su altri aspetti, e così come i dialoghi appaiono scarni e senza troppa originalità (la citazione di Nietzsche è di quelle più conosciute e adolescenziali), così i suoi protagonisti finiscono per annegare o bruciare nel mare di simbolismo che il film ci mostra.
Da che parte propendere, quindi?
Se a livello oggettivo ci si trova di fronte a un film tecnicamente interessante e decisamente artistico, che affascina e destabilizza con le sue scelte sceniche e fotografiche, a livello soggettivo ci si trova disorientati e quasi infastiditi dai continui rimandi, simboli e metafore di cui La quinta stagione pullula.
Quando manca il cuore, o quando ci si dimentica di pensare allo spettatore perfino nel criptico finale animale, per quel che mi riguarda non c'è bellezza che tenga.
13 marzo 2014
Programmi TV Vergogna - Una (terza) top 10 che fa arrossire
Il Cannibale ormai c'ha preso gusto, e dopo aver fatto fare coming out su film e musica da vergogna, arriva ora il turno della TV.
Facendo un balzo dal presente agli anni '90/2000, ecco cosa il mio piccolo schermo era solito trasmettere per dare di che sfamarsi alla mia anima trash!
Ah, QUI invece trovate la top 10 di Pensieri Cannibali, altrettanto vergognosa!
10. Il mio Grosso Grasso Matrimonio Gipsy
Ultimo arrivato, è già quasi dipendenza. Vedere matrimoni in cui il tasso di volgarità rasenta le stelle e va' a toccare anche delle quanto mai preoccupanti bambine, mi fa ricredere sul razzismo.
9. Abito da sposa cercasi
Rimanendo in casa Real Time, anche qui siamo freschi freschi, complici le domeniche piovose di qualche tempo fa. I look sposa a sirena o quant'altro sono sempre i migliori per tirare su il morale e per ricredersi sul proprio gusto!
8. Passaparola
Non me ne perdevo una puntata, finendo pure per innamorarmi di uno dei campioni -tale Alberto Innocenti, ricordo pure il nome (e che ho googolato inutilmente).
Uh-lala-uh-la-la-uh-la-lalla.
7. Popular
Serie teen che ancora non ho capito se si prendesse gioco delle altre serie teen o ne sfruttasse ogni cliché prendendosi troppo sul serio. In ogni caso, la si guardava senza vergogna.
6. Streghe
Il potere del trio coincide col mio risuona tutt'ora in TV grazie alle repliche, che mi hanno permesso di capire quanto l'appeal della Milano venisse sfruttato, quanto ridicoli fossero gli effetti speciali, e quanto discutibili i costumi. Nonostante tutto, continuo a seguirlo.
5. Sabrina - Vita da Strega
Serie teen, sempre con con poteri e incantesimi.
Si capisce che da grande volevo essere magica?
4. Settimo Cielo
Amato e odiato, sbeffeggiato ma mai abbandonato.
Casa Camden -Happy compresa- sarà sempre parte di me!
3. Commissario Rex
Vero mito dalle elementari in poi, sono corsa in bagno disperata alla morte di Moses.
E c'ho pure un souvenir che mi tiene tuttora compagnia quando vado a letto.
2. Relic Hunter
Tia Carrere scimmiotta Lara Croft nei panni di una profesoressa universitaria che non è mai in classe ma gira il mondo trovando ad ogni puntata una sua vecchia fiamma con cui riallacciare i rapporti.
Si aggiunga una segretaria scema stile bionda, e un aiutante goffo e impacciato.
Chiesi di registrarmi le puntate nella settimana di vacanza al campeggio.
1. Colpo di Fulmine
Ho sempre sperato il programma venisse nella mia città con tanto di Walter Nudo e Alessia Marcuzzi al seguito. Mi sarei tenuta la vacanza, ovviamente, mettendomi d'accordo con il prescelto!
Si mormora di un suo ritorno, chissà...
Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema
La settimana promette bene, non solo perchè quello che finora è il mio film preferito di questo 2014 arriva in sala! A fargli da contorno, infatti, altri film d'autore meritevoli, una spruzzata di azione per appassionati, commedie da evitare ma anche un po' di animazione decente.
Ecco quindi qualche consiglio per andare sul sicuro:
Lei
Non avete notato il look del blog?
Correte a vederlo, se possibile in lingua originale.
Non vi ho ancora convinti?
Leggete qui
Prossima Fermata Fuitvale Station
Acclamato prima al Sundance poi a Cannes, il film racconta l'ultimo giorno di vita di Oscar Grant, morto a soli 22 anni per mano di un poliziotto.
Da vedere
Trailer
Ida
Film polacco in bianco e nero che si troverà nei cinemini d'essai, ma non per questo da evitare. La protagonista è infatti una novizia, che prima di diventare suora va' a conoscere la sua unica parente, conoscendo così il suo passato.
Trailer
47 Ronin
Keanu Reeves non ne ha azzeccate troppe dopo Matrix, e di certo non sceglie bene diventando il protagonista di questo cappa e spada moderno, con samurai, combattimenti e intrighi d'amore proibiti che nulla offrono di nuovo rispetto al genere.
Trailer
Need for Speed
Aaron Paul cerca di scrollarsi di dosso Jesse Pinkman immergendosi nel famoso videogioco. Anche qui sete di vendetta, corse in auto e tanta azione.
Per appassionati.
Trailer
Supercondriaco
Danny Boon ha quella faccia da schiaffi che mal sopporto. Messosi anche dietro la macchina da presa mette in scena una commedia degli equivoci con protagonista un ipocondriaco che tanto sa di italianata.
Non tutto ciò che arriva dalla Francia è di qualità.
Trailer
Maldamore
Parlando di Italia, niente di nuovo sembra offrire la pellicola di Angelo Longoni che vede il solito cast (Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Alessio Boni, Luca Zingaretti, Claudia Gerini) questa volta alle prese -tanto per cambiare- con tradimenti e corna.
Trailer
Mr. Peabody e Sherman
Targato DreamWorks, il film di animazione prevede una qualità maggiore rispetto quanto finora arrivato in sala. Sicuramente, infatti, il cane scienziato superintelligente e il suo figlio adottivo sapranno strappare qualche risata tra un viaggio nel tempo e un altro.
Trailer
Ecco quindi qualche consiglio per andare sul sicuro:
Lei
Non avete notato il look del blog?
Correte a vederlo, se possibile in lingua originale.
Non vi ho ancora convinti?
Leggete qui
Prossima Fermata Fuitvale Station
Acclamato prima al Sundance poi a Cannes, il film racconta l'ultimo giorno di vita di Oscar Grant, morto a soli 22 anni per mano di un poliziotto.
Da vedere
Trailer
Ida
Film polacco in bianco e nero che si troverà nei cinemini d'essai, ma non per questo da evitare. La protagonista è infatti una novizia, che prima di diventare suora va' a conoscere la sua unica parente, conoscendo così il suo passato.
Trailer
47 Ronin
Keanu Reeves non ne ha azzeccate troppe dopo Matrix, e di certo non sceglie bene diventando il protagonista di questo cappa e spada moderno, con samurai, combattimenti e intrighi d'amore proibiti che nulla offrono di nuovo rispetto al genere.
Trailer
Need for Speed
Aaron Paul cerca di scrollarsi di dosso Jesse Pinkman immergendosi nel famoso videogioco. Anche qui sete di vendetta, corse in auto e tanta azione.
Per appassionati.
Trailer
Supercondriaco
Danny Boon ha quella faccia da schiaffi che mal sopporto. Messosi anche dietro la macchina da presa mette in scena una commedia degli equivoci con protagonista un ipocondriaco che tanto sa di italianata.
Non tutto ciò che arriva dalla Francia è di qualità.
Trailer
Maldamore
Parlando di Italia, niente di nuovo sembra offrire la pellicola di Angelo Longoni che vede il solito cast (Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Alessio Boni, Luca Zingaretti, Claudia Gerini) questa volta alle prese -tanto per cambiare- con tradimenti e corna.
Trailer
Mr. Peabody e Sherman
Targato DreamWorks, il film di animazione prevede una qualità maggiore rispetto quanto finora arrivato in sala. Sicuramente, infatti, il cane scienziato superintelligente e il suo figlio adottivo sapranno strappare qualche risata tra un viaggio nel tempo e un altro.
Trailer
12 marzo 2014
17 Ragazze
E' già Ieri -2011-
Nel 2008 a Gloucester, Stati Uniti, 17 ragazze dell'età di 16-17 anni hanno stretto un patto per rimanere incinta nello stesso periodo, per far poi crescere i loro figli assieme aiutandosi economicamente e educativamente.
Se gli Americani ne avessero fatto un film (anche se Wikipedia mi informa che ne hanno tratto uno televisivo) probabilmente il risultato sarebbe stato dissacrante e deprimente come una delle tante puntate di Teen Mum. Metti invece la storia in mano ai francesi e quel che ne esce è un prodotto pieno di stile, di profondità -laddove manca alle protagoniste- e di eleganza.
Delphine e Muriel Coulin riescono infatti a raccontare le fragilità di un'apparentemente forte Camille che, ritrovatasi incinta, spinge le sue migliori amiche a seguirla, allargando poi la cerchia di questa speciale confraternita ad altre studentesse del loro liceo, facendo della "pancia" una moda pericolosa e dilagante.
Se inizialmente l'idea appare veramente stupida, si vacilla un po' al pensiero maturo di creare una specie di comune, dove i figli di tutte possano crescere nell'amore e con dei riferimenti che sembrerebbero mancare almeno nella vita di Camille, quel calore materno quasi spento che la lascia nella solitudine lei lo manterrebbe sempre vivo.
Questa presa di posizione, questa ribellione ai canoni sociali, non è però così saggia visto che esce dalla mente non ancora matura di una diciassettenne che, in verità, attraverso le sue amiche devote cerca il coraggio e la protezione mancanti.
Senza troppi moralismi di sorta, così, la storia folle di questo patto, con tutte le conseguenze del caso (da genitori che se la prendono con il preside per come non è riuscito ad arginare il problema, da ragazze emarginate che tentano la carta della maternità per entrare nel gruppo fino ai ragazzi impauriti ma anche tentati dalla facilità delle loro coetanee e ai più ovvi problemi di salute e di contrapposizione famigliare) ci viene raccontata in modo quasi distaccato, soffermandosi spesso e volentieri sulla bellezza delle varie protagoniste (tra cui anche Yara Pilartz di Les Revenants) tutte avvinte dall'inevitabile fascino francese.
Questo si sente poi ad ogni inquadratura o scelta fotografica, che sia con una macchina fissa o un carrello che le segue tra feste e gite al mare, accompagnando il tutto con una colonna sonora molto chic e molto rock.
La visione, quindi, per quanto faccia mettere le mani nei capelli per quanto messo in scena, affascina e lascia avvinti, fino ad un finale un po' troppo troncato e facile che rende ancora più discussa la storia raccontata, ma non la sua rappresentazione.
Nel 2008 a Gloucester, Stati Uniti, 17 ragazze dell'età di 16-17 anni hanno stretto un patto per rimanere incinta nello stesso periodo, per far poi crescere i loro figli assieme aiutandosi economicamente e educativamente.
Se gli Americani ne avessero fatto un film (anche se Wikipedia mi informa che ne hanno tratto uno televisivo) probabilmente il risultato sarebbe stato dissacrante e deprimente come una delle tante puntate di Teen Mum. Metti invece la storia in mano ai francesi e quel che ne esce è un prodotto pieno di stile, di profondità -laddove manca alle protagoniste- e di eleganza.
Delphine e Muriel Coulin riescono infatti a raccontare le fragilità di un'apparentemente forte Camille che, ritrovatasi incinta, spinge le sue migliori amiche a seguirla, allargando poi la cerchia di questa speciale confraternita ad altre studentesse del loro liceo, facendo della "pancia" una moda pericolosa e dilagante.
Se inizialmente l'idea appare veramente stupida, si vacilla un po' al pensiero maturo di creare una specie di comune, dove i figli di tutte possano crescere nell'amore e con dei riferimenti che sembrerebbero mancare almeno nella vita di Camille, quel calore materno quasi spento che la lascia nella solitudine lei lo manterrebbe sempre vivo.
Questa presa di posizione, questa ribellione ai canoni sociali, non è però così saggia visto che esce dalla mente non ancora matura di una diciassettenne che, in verità, attraverso le sue amiche devote cerca il coraggio e la protezione mancanti.
Senza troppi moralismi di sorta, così, la storia folle di questo patto, con tutte le conseguenze del caso (da genitori che se la prendono con il preside per come non è riuscito ad arginare il problema, da ragazze emarginate che tentano la carta della maternità per entrare nel gruppo fino ai ragazzi impauriti ma anche tentati dalla facilità delle loro coetanee e ai più ovvi problemi di salute e di contrapposizione famigliare) ci viene raccontata in modo quasi distaccato, soffermandosi spesso e volentieri sulla bellezza delle varie protagoniste (tra cui anche Yara Pilartz di Les Revenants) tutte avvinte dall'inevitabile fascino francese.
Questo si sente poi ad ogni inquadratura o scelta fotografica, che sia con una macchina fissa o un carrello che le segue tra feste e gite al mare, accompagnando il tutto con una colonna sonora molto chic e molto rock.
La visione, quindi, per quanto faccia mettere le mani nei capelli per quanto messo in scena, affascina e lascia avvinti, fino ad un finale un po' troppo troncato e facile che rende ancora più discussa la storia raccontata, ma non la sua rappresentazione.
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