Mondo Serial
Il golf, il football e il calcio sono gli sport da commentare sul piccolo schermo, tra novità esilaranti e ritorni inattesi, nel bene e nel male:
The Hawk
In Breve: Lonnie "The Hawk" Hawkins è un ex campione del golf che non è riuscito a completare il grande slam. Ora vive di rendita in tornei minori, parecchio eccentrico, decisamente egocentrico che quando vede la stella del figlio salire alla ribalta decide di tornare in pista, pardon, sul green. Non lo fermerà la perdita del suo migliore amico e caddy, lo sostituirà con la prima che passa in una serie di sfortunati equivoci, esilaranti sfide e con una nemesi da battere. E quel figlio? Quel figlio deve combattere più di un fantasma, tra un padre e una madre che si odiano e si attraggono, una fidanzata che l'ha trasformato in quello che non è e un senso di rivalsa a farsi strada mentre il torneo in cui sfidarsi proprio con papà e con il suo passato sembra inevitabile.
Chi c'è: c'è, soprattutto e prima di tutto Will Ferrell.
Che fa Will Ferrell, quindi con una comicità fisica molto esagerata, con toni volutamente scurrili e imbarazzanti, in un personaggio americanissimo e pacchianissimo. Basta la foto qui sopra, no? O basta questo video di apertura?
Fanno coppia con lui il giovane Jimmy Tatro, l'esilarante Molly Shannon, la rivelazione Fortune Feimster e l'odioso Luke Wilson.
Funziona? Presa coscienza dei toni esagerati, sì.
È quella serie TV che non si prende sul serio, che gioca su facili stereotipi e schiaccia il piede sull'acceleratore, vuoi in una sparatoria, vuoi in attrazioni sessuali fuori controllo, vuoi in sfide che si fanno epiche sul campo da golf riuscendo pure a commuovere un po', in un finale che epico lo diventa davvero.
Dopo Stick (sta per arrivare la seconda stagione su Apple TV+!), il golf è lo sport da tenere d'occhio sul piccolo schermo.
Tornerà? Ancora non si sa, Netflix nonostante i buoni numeri ottenuti non ha confermato e il finale seppur chiuso, ha lasciato la porta aperta per altre sfide.
Io, sullo sgangherato camper di Lonnie ci risalirei subito!
Voto: ☕☕☕/5
Ted Lasso - Stagione 4
In Breve: Ted Lasso per amore della famiglia è tornato negli Stati Uniti. Lavoricchia in un supermercato, segue le partite di calcio del figlio, mantiene un ottimo rapporto con l'ex moglie. Lo vanno a stanare Rebecca, Leslie e Keeley con una proposta allettante: tornare a Richmond per allenare la nuova squadra di calcio femminile.
Più preparato ma anche meno pronto a questo cambio di prospettiva, Ted torna in Inghilterra e tornano le care vecchie abitudini e dinamiche, tra coach da supportare, giocatrici da motivare, colleghi con cui divertirsi.
Chi c'è: sempre loro Jason Sudeikis, Hannah Waddingham, Jeremy Swift, Brett Goldstein e Juno Temple perché squadra che vince non si cambia. Ci sono poi le giocatrici caratterizzate il giusto, e c'è la poco espansiva co-coach Tanya Reynolds che riesce con poco a farsi voler bene.
Funziona? Nonostante la sensazione del finale perfetto creato con le prime tre stagioni, sì.
Lo certificano le lacrime di un giovane particolarmente commosso e nostalgico dei tempi dello spogliatoio. Certo si gioca facile su un territorio conosciuto, si ripropongono vecchie dinamiche dure a morire tra storie d'amore che spaventano nella loro serietà, silenzi da rompere e il cattivo da scovare con almeno un paio di personaggi inutilmente esagerati (Beard non ha niente di nuovo da dire se non fare da macchietta comica, Zelda è quanto mai insopportabile e cartoonesca), si cresce lentamente insomma e lentamente ci conquista. Il calcio resta una grande metafora di vita e a Richmond ci si sente un po' a casa anche quando la vita finisce, e la dedica a Anthony Head è quella che fa più male.
Tornerà? Non è ancora stato confermato ma Jason Sudeikis ha fatto capire il suo interesse a tornare non per una, ma per altre due stagioni in quella che diventerebbe, insomma, una nuova trilogia.
Qualche porta aperta è stata lasciata, qualche personaggio dal volto noto ha fatto capolino proprio per questo, nonostante un finale di per sé soddisfacente a cui chiedere forse un po' più di calcio giocato.
Voto: ☕☕☕/5
Chad Powers- Stagione 2
In Breve: Chad, o meglio Russ Holliday deve continuare a mantenere segreta la sua identità e non è facile ora che Ricky la figlia del coach e suo interesse amoroso, sa la verità. Come andare avanti? Allo stesso modo di prima, con un nemico molto pericoloso che corrisponde al quaterback in panchina, con un coach che aspetta di tornare in campo dopo l'infarto e con un titolo da conquistare in mezzo a nuovi sponsor e nuove pressioni.
Chi c'è: sempre lui, l'affezionato al trucco e parrucco Glen Powell, fondamentalmente unica ragione per cui sono tornata a vedere la serie TV.
Funziona? Se poco mi ricordavo di una non indimenticabile prima stagione, tornare proprio lì dove ci si era lasciati destabilizza un po'. Mi aspettavo un salto, un cambiamento, e invece si riprende campionato e corsa.
Nonostante un certo umorismo pop e straniante che qua e là si fa sentire, la serie non decolla, gira spesso su se stessa in un misto di situazioni già viste, troppo assurde e troppo poco credibili con di mezzo il football universitario così agguerrito neanche fossi in una versione 2.0 di Dillon.
Tornerà? Ancora non è stata confermata una terza stagione ma dubito di vederla visto il gradino di assurdità che si raggiunge sul finale. Gli scherzi sono sempre belli quando durano poco e il trucco ormai come può reggere?
Voto: ☕☕/5


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