30 gennaio 2012

Match Point

Once Upon a Time. -2005-

Quando uscì questo film nel non lontano 2005 la critica si sorprese. Woody Allen, il regista più prolifico di questi tempi, abbandona risate e commedie per stupirci con un film drammatico e impegnato. E la cosa più stupefacente è quanto questo cambiamento sia ben riuscito, confezionando un Match Point perfetto in cui i protagonisti, Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers, sprizzano sensualità da ogni poro.

Centrato sul tema del ruolo della fortuna nella vita, il film racconta la scalata nella borghesia londinese di Chris, giovane ex promessa del tennis trasferitosi nella city per cercare nuove avventure. Durante le lezioni in un club prestigioso conosce il rampollo Tom e finisce per far innamorare di sé la sorella di lui. Ma l'amore non sembra mai così passionale e viscerale e infatti l'arrivo di Nola, bellissima americana in cerca di successo come attrice, farà vacillare tutto. La loro storia extraconiugale finirà però con l'incastrare Chris in una situazione irrisolvibile: rimanere nell'agio con la donna che non ama, o tentare un futuro incerto con quella che invece lo fa stare bene?
La soluzione sarà quasi imprevedibile: un omicidio perfetto, inscenando una rapina, dove solo la fortuna potrà gestire le sorti di ognuno dei protagonisti.

Un film in cui ogni dettaglio viene ben calibrato, con rimandi, sottolineati visivamente e sonoramente -alla Traviata, al Rigoletto e al Delitto e castigo di Dostoevskij- rendono questo primo dramma di Woody Allen una vera perla, capace di tenere con il fiato sospeso e di far riflettere: "Chi disse preferisco aver fortuna che talento percepì l'essenza della vita".



27 gennaio 2012

Taken

Quando i film si fanno ad episodi.

Il destino di tre famiglie che si intreccia in modo inesorabile per 3 generazioni fino a trovare conclusione con la nascita di Allie. Fra loro, ad unirli e dividerli, uno dei misteri più discussi di sempre: l'esistenza degli alieni.

La famiglia Clarke ha un vero rapporto ravvicinato del terzo tipo. Abitando vicino a Roswell assistono allo schianto ed ospitano in casa loro uno dei 5 alieni presenti nell'astronave. Grazie alla gentilezza di Sally questi si farà influenzare dalla vita umana finendo per amare la donna e concepire con lei Jacob. Il bimbo dai poteri speciali è però debole e l'uso dei suoi poteri lo sfinisce ma non prima di avere a sua volta una figlia, Lisa, giovane e ribelle, aliena solo per 3/4 e capace di crescere anche sola una bimba speciale come Allie.

La famiglia Keys viene ripetutamente rapita dagli alieni, studiata, analizzata e poi ricatapultata alla realtà. Ma questo non è un dono per loro, anzi, è un trauma impossibile da dimenticare che li logora e li ossessiona. Russel il primo, un eroe di guerra finirà con l'impazzire, così come Jesse, solo Charlie, nipote e figlio, saprà combattere e fare ciò che gli alieni da lui vogliono: concepire Allie, anche se inconsapevolmente e a durante uno dei rapimenti.

Infine vi è la famiglia Crawford legata indissolubilmnete all'aeronautica e alla vita militare che ritiene la missione segreta U.F.O. un'affare personale. Dal caparbio e insensibile Owen, passando per l'ingenuo figlio Eric e alla cinica nipote Mary non sapranno mai capire fino in fondo cosa gli alieni vogliono da noi e chi veramente siano. E così il loro destino si lega a quello dei Keys e dei  Clarke, cercando in loro le risposte che che non sanno trovare.
Charlie e Lisa porranno fine a lunghi anni fatti di speranze, di rabbia e di incomprensione con Allie, interpretata magistralmente dalla piccola Dakota Fanning e che sa conquistare non solo l'attenzione ma anche il cuore per la sua intelligenza e la sua profondità nel vedere le cose: Non c'è niente al di là del cielo: se ne sta lì, è infinito, e noi giochiamo sotto di lui.

Prodotta da Steven Spielberg (e chi meglio del padre di E.T. potrebbe farlo?), Taken è una grande epopea che prova a suo modo a rispondere ad avvistamenti, credenze popolari e altro che da sempre aleggiano sul mistero di Roswell, l'area 51 e i vari racconti di gente comune. E lo fa in modo non scontato, poetico anzi, quasi che sarebbe bello crederci davvero.



26 gennaio 2012

Inception

Film da Oscar. -2011-



Premio Oscar 2011 per:

  • Miglior fotografia
  • Miglior sonoro
  • Miglior montaggio sonoro
  • Miglio effetti speciali


Ecco la ricetta di Inception. Giudicato uno dei migliori film dell'anno 2011 nella notte degli Oscar ha brillato più per i premi tecnici che per quelli prestigiosi. Ma diciamolo fin da subito, il finale di per sé andrebbe premiato anche se non mancheranno le delusioni.
Cristopher Nolan è riuscito nell'intento unendo sotto la sua esperta guida un cast da favola - che spazia dal sempre più bravo Di Caprio, al premio oscar Marion Cottillard passando per gli astri nascenti Joseph Gordon-Levitt e Ellen Page, fino al mostro sacro Michael Caine - e a fargli interpretare una storia tanto incredibile quanto avvincente ricca di effetti speciali che non disdegna però lo humor.
La complicata storia del ladro di sogni Cobb e della sua squadra è quindi ricca di colpi di scena che portano a far luce pian piano sul suo drammatico passato  -che sarà poi la chiave per interpretare tutto il film- mentre cercano con espedienti degni di film fantascientifici di innestare un'idea attraverso i sogni ad un ignaro ereditiero.

 Non mancano le complicazioni dunque, ma se la prima parte del film cerca di spiegare queste tecniche e come muoversi nel mondo onirico, nella seconda l'azione si fa serrata, con il tempo che scorre incessantemente.
Nolan si dimostra quindi sempre più un regista di spessore e non solo per film commerciali e di sicuro successo - come potrebbero essere erroeneamente definiti i suoi due Batman- che non sbaglia un colpo e che ha già portato la sua innovazione nel mondo del thriller con Memento. Ideatore e sceneggiatore del film è dunque il referente principale per questo successo di cui spiegare di più è impossibile.


25 gennaio 2012

I muffins!

Il Fabbricatorte.

Dopo anni di prese in giro per insuccessi con questa ricetta, ieri c'ho riprovato. Sarà stata la manualità cresciuta col tempo, saranno stati i nuovi stampini in silicone ma questa volta i muffin sono venuti squisitamente bene!

INGREDIENTI

370g farina
60g zucchero
1/2 cucchiaino pizzico di sale
3 cucchiaini di lievito
1 uovo
230ml di latte
75ml di olio d'oliva
50g gocce di cioccolato



PROCEDIMENTO

1. In una terrina mescolare assieme farina, zucchero, lievito e sale formando poi una fontana.

2. A parte sbattere l'uovo assieme al latte e all'olio e poi versare il composto all'interno della fontana mescolando per bene il tutto.

3. Aggiungere le gocce di cioccolato (o una barretta precedentemente fatta a pezzettini), rimescolare per distribuirlo bene e versare in 10-12 stampini in silicone o stampini per muffin (in quest'ultimo caso ben imburrati e infarinati per evitare che si attacchino) riempiendoli per 3/4.

4. Far cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20-25 minuti o comunque fino a che la superficie non sia dorata. Lasciar raffreddare e.... Buon Appetito!

                      

24 gennaio 2012

Little Miss Sunshine

E' già ieri. -2006-

Una famiglia che più sgangherata non si può per un film che apre il cuore e che fa ridere e sorridere di gioia.
Nel 2006 quando uscì fu un piccolo caso che riuscì a conquistare un pubblico appassionato e numerosi premi e nomination tra i più prestigiosi festival internazionali.
Il merito è tutto della famiglia Hoover: il padre che spera nel successo della sua idea su un libro per avere successo, una madre stanca ma dal cuore d'oro, un figlio che fa il voto del silenzio per entrare nell'aeronautica, un nonno cacciato dalla casa di riposo per uso di droga e per aver fatto sesso con le altre ospiti, uno zio studioso di Proust (ospite inatteso) che ha appena tentato il suicidio perché lasciato dal compagno. Ma soprattutto Olive, la piccola figlia che smania per partecipare al concorso di Little Miss Sunshine, un concorso di bellezza per ragazzine. Allenata dal nonno e supportata da tutti gli Hoover, tutti dovranno unirsi per partecipare alla gara, partendo da Albuquerque direzione California su un improbabile pulmino anni '70. Lungo il viaggio impareranno a conoscersi, a confrontarsi con i propri desideri tra litigi furiosi e fuori programma demenziali!

La forza di Little Miss Sunshine sta tutto nella trama, un road movie tra le polverose strade d'America che però ha il gusto del nuovo e del moderno. Un film diverso e coinvolgente, con soluzioni forti e scelte veramente azzeccate dove gli attori sono tutti perfetti, da Toni Collette a Steve Carell, in sintonia l'un con l'altro sostenendo un film che mette al centro i valori della famiglia e l'unione che in essa si può trovare, facendoci ridere (e commuovere) fino alle lacrime!



20 gennaio 2012

C.R.A.Z.Y.

Once Upon a Time. -2005-

Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan.
C.R.A.Z.Y.
Così il dispotico Gervais ha voluto chiamare i suoi figli, un omaggio forse inconscio forse razionale alla sua cantante preferita, Patsy Cline, e al suo meraviglioso brano.
Nel Canada francofono questa numerosa famiglia sembra aver già il destino segnato con un acronimo del genere, e infatti negli anni i problemi da affrontare saranno molti.
Il film si concentra però soprattutto su Raymond e Zachary. Tanto ribelle e incurante delle regole il primo quanto  timido e sottomesso l'altro. Seguendoli infatti fin dalla loro infanzia negli anni '70 li vediamo crescere e sperimentare sia dal punto di vista sessuale che culturale ed entrati nel boom degli anni '80, nella loro adolescenza piena si troveranno a fare i conti con quanto lasciato di irrisolto nel passato e se Raymond sceglierà la droga per rimarginare le ferite, Zachary farà di tutto per non accettare la sua omosessualità, tanto criticata da amici e dalla famiglia.
Ma nonostante un deprecabile percorso di analisi, nonostante i vani tentativi di andare con le ragazze, Zach deve fare i conti con sé stesso, ed ormai adulto si allontana da un padre che dichiara di non accettarlo per ritrovarsi solo, lontano, in una Gerusalemme ancora preso da paure.
Al suo ritorno a casa sarà cambiato, sarà maturato e cresciuto, pronto a volersi così com'è.

Il film di Jean-Marc Vallèe riesce con grazia e mai con banalità ad affrontare il tema gay. Dai problemi che l'accettazione crea nella famiglia alle chiacchiere di paese, tutto è messo in scena in modo naturale, purtroppo. Ma il finale positivo, certo, ma del tutto sincero ci mostra anche come forse solo il tempo riesce a far comprendere quello che per molti ancora non è accettabile. E se ce l'ha fatta Gervais, perché non ce la può fare ognuno di noi?
Tematica sociale a parte, ciò che rende ancora più bello C.R.A.Z.Y. è la sua colonna sonora. Con la musica veniamo letteralmente balzati all'interno di un'epoca... Dai Rolling Stones a Bowie, dai Pink Floyd a Charles Aznavour tutto è perfettamente calibrato e Marc-André Grondin  (Zach) è un gran bel timoniere, pronto a trasformarsi e cambiare il suo stile.
Insomma, uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie!



19 gennaio 2012

Harper's Island

Quando i film si fanno ad episodi.

A sette anni dalla sua partenza frettolosa dall'isola natale, Abby si vede costretta a tornarci per assistere al matrimonio del suo migliore amico Henry. Se se ne è andata senza mai voltarsi indietro la colpa è di un misterioso serial killer che ha ucciso senza lasciare prove 6 persone, tra cui sua madre. Da allora il rapporto con il padre, sceriffo di Harper, si è interrotto e il ritorno a casa potrebbe essere l'espediente giusto per ritrovarsi finalmente.
Ma dalla goliardia e dalla gioiosa situazione della partenza per l'isola assistiamo attoniti all'uccisione, uno dopo l'altro, degli invitati alle nozze. Un mistero avvolge l'isola, il fantomatico John Wakefield è tornato? E' Abby la chiave di questa sequela di sangue?

Con invenzioni surreali e spesso splatter la serie tv della CBS ci incolla allo schermo, tutti sembrano sospettabili e tutti sembrano prossime vittime. Tredici episodi per scoprire un enigma (forse non troppo credibile né coerente rispetto alle aspettative), una trama che molto deve a Stephen King e un'atmosfera che passa dalla favola al gotico: questi gli assi nella manica di Harper's Island.



18 gennaio 2012

In un Mondo Migliore

Film da Oscar. -2011-


Premio Oscar 2011 per:

  • Miglior film straniero


Immergersi in un mondo in cui sembra che la violenza sia l’unica risposta. Questo fa In un mondo migliore, ultimo film della danese Susanne Bier vincitore a Roma del Gran premio della giuria e dell'Oscar come Miglior film straniero.
Il problema è che questo mondo in cui ci immergiamo è proprio il nostro. E sono dei ragazzi a portarci.
Bullismo, vendetta, supponenza e incapacità di capire e ascoltare sono infatti i segni di una società basata sul benessere e sul consumismo come la nostra. E questi stessi segni  provano la società africana.
L’anello di congiunzione tra questi due mondi è rappresentato da Anton, padre quasi modello di Elias -ragazzo non bello e per questo vittima di soprusi e violenze da parte dei compagni- marito in crisi, medico umanitario.
Se da una parte quindi il figlio vive nella costante paura degli altri fino all’arrivo di Christian, angelo nero della vendetta, in Africa il terrorista Big Man si arroga il diritto di vita e di morte di chi lo circonda con violenza e barbarie.
Due mondi apparentemente agli antipodi ma che rivelano atroci somiglianze.

La vicenda è sorretta dai due ragazzi e cerca di far luce sul loro rapporto con la famiglia e sulla loro visione del mondo.
Christian ha perso la madre ed incolpa il padre per questo, privandolo quindi di rispetto e di condivisione. Chi sbaglia deve pagare, chi perde deve capire di aver perso, occhio per occhio, dente per dente, così è per Christian. Infatti difende sì Elias, ma lo fa con la violenza. Una violenza debordante che sfocia in folli idee vandalistiche che internet amplifica. E non riuscirà il buonismo e la ragione di Anton a fargli cambiare idea, anzi, sarò lo stesso medico a lasciarsi infine sopraffare, lasciando sgorgare il sangue e la vendetta del popolo africano.
Vendetta quindi, e sempre col sangue.
Susanne Bier ha imparato bene la lezione del maestro Lars von Trier, con un realismo in cui l’inquietudine e il male si sentono ad ogni inquadratura ma ne prende anche le distanze, con movimenti di macchina e zoomate che poco hanno a che fare con il naturalismo del regista di Antichrist e con un finale decisamente buonista.
La violenza si può fermare.
Perché c’è tempo per pentirsi, per riflettere e comunicare, perché c’è ancora la speranza di un mondo migliore.

15 gennaio 2012

Espiazione

E' già ieri. -2007-

Chi ha visto questo film o si è innamorato del vestito verde portato da Keira Knightley o del protagonista maschile, James McAvoy.
Tratto dall'omonimo best seller di Ian McEwan, il film ne è una perfetta trasposizione che sa mettere in scena lo stesso romanticismo e la stessa aura di decadenza del romanzo.
Il centro della storia è l'amore tra la borghese Cecilia e il figlio della domestica di famiglia Bobby. I presupposti non sono dei migliori, la differenza di classe li spinge lontani ma in una fatidica giornata estiva la passione tra i due divampa fino a che la realtà e il suo poter essere travisata li allontanerà inesorabilmente.
Il loro amore cresce infatti sotto gli occhi di Bryoni, (la giovane Saoirse Ronan che ruba più di una scena agli altri attori per la sua bravura), sorella minore di Cecilia con una spiccata fantasia che sfoga nella scrittura feroce di storie e commedie. Ma il suo sguardo non capta la realtà nella sua interezza, i frammenti che vede e che legge (la comica lettera che Bobby invierà per errore a Cee) le faranno pensare a Bobby come ad un maniaco ossessionato dalla sorella, e quando la cugina verrà trovata vittima di uno stupro non avrà dubbi su chi accusare.
E così i due innamorati vengono allontanati implacabilmente, lui in carcere, lei dalla sua famiglia che non comprende l'amore che li unisce, e allo scoppiare della guerra cercheranno di riunirsi, di ritrovare il tempo per far crescere la loro storia, la loro passione, "Ti ritroverò, ti amerò, ti sposerò e vivrò senza soffrire!". Soldato in Francia lui, crocerossina a Londra lei, mentre Briony cerca di espiare la sua colpa, fino alla tragica scoperta di quanto il suo errore, la sua accusa infondata, abbia sconvolto la vita di tutti.

Se la trama mostra già così ridotta tutta la sua drammaticità a ravvivare i toni del film ci pensa una meravigliosa colonna sonora vincitrice anche di un meritato premio Oscar ma soprattutto una fotografia che rende magico ogni fotogramma grazie ad un utilizzo di luce e colore magistrali. La campagna inglese e il suo verde brillano e vengono risaltati come degli ulteriori protagonisti, la bellezza degli attori è ancora più sottolineata, anche nei toni cupi e ocra del tempo di guerra. D'altronde Joe Wrigth aveva già sperimentato le sue potenzialità in Orgoglio e pregiudizio sapendo far rinascere il classico della Austen sullo schermo. I movimenti di macchina fluidi e indagatori danno poi nuovo ritmo alla storia, sapendo ben calibrare le cose da mostrare e quelle da nascondere e portandoci ad un finale difficile da digerire che è però una lezione indimenticabile del rispetto per i lettori e gli spettatori, perché a volte la verità fa più male di una menzogna.