4 marzo 2024

Il Lunedì Leggo - Generations of Love di M. B. Bianchi

C'è questa cosa che quando vuoi leggere un romanzo, quello di cui tutti parlano, quello in lizza ai premi, non puoi fare a meno di arrivare preparata a quel romanzo.
Come evitare quanto scritto prima? Come non recuperare degli arretrati importanti visto che c'è sempre molto di personale dentro, anche se mai come ne La vita di chi resta?
Eccomi quindi con Generations of Love a fare la conoscenza di Matteo B. Bianchi, un nome che nell'editoria italiana sguazza, tra riviste, fanzine, podcast e newsletters varie.


Letto come si deve, però, non lo avevo mai fatto.
E spiace dire che partiamo con il piede sbagliato. Facciamo quello che non lascia un'impronta definitiva, va.
È pur sempre un esordio questo Generations of Love che vuole raccontare una generazione di giovani uomini che in un'Italia molto all'antica, creano una comunità, conoscono l'amore, l'amicizia.
Era il 1999 e non era certo così scontato parlare di omosessualità in modo così positivo e leggero, non lo è nemmeno oggi in cui siamo abituati ad associare a storie di scoperta di sé e coming out atti di bullismo o violenza.

Matteo B. Bianchi attinge dalla sua vita per mostrare invece il calore, la curiosità e anche gli eccessi di una crescita che dalla provincia cerca posto nella grande città.
Niente di nuovo tra triangoli amorosi, amicizie che si interrompono, vacanze e avventure. Ed è nei toni fin troppo leggeri, nella struttura di un romanzo che sembra più un diario segreto dove annotare fin troppi dettagli e consigli di lettura e di visione che mi perdo. Che non resto coinvolta.
Sono arrivata troppo tardi, chiaramente.
Come tutti i romanzi generazionali, e qui lo si dichiara fin dal titolo, è pensato e funziona meglio con chi si sta formando.
Con chi può così riconoscersi, consolarsi, sentirsi capito.

È una generazione leggerissima letta oggi con occhi adulti, in cui l'amore arriva per caso in un finale che sarebbe perfetto in un film di Özpetek, tutti riuniti attorno a un tavolo.
Con la sua playlist altrettanto festivaliera, Bianchi mi convince più per le scelte e i consigli che per il tono dei suoi racconti.
Per ora.

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