28 marzo 2026

Un Pesce di Nome Wanda

#LaPromessa2026

Prima che per i Monty Python, l'ho voluto vedere per la Ruota della Fortuna.
No, non quello tornato in auge grazie a Gerry Scotti, ma quello del Photoplay, l'arcade delle sale giochi, quello che aveva al suo interno giochi e giochetti vari e che in sabati pomeriggi davvero pazzi assieme agli amici, mi divertivo a giocarci e scalare le classifiche. 
Ci bastava poco ed eravamo felici? Certo, una moneta da 2 euro appena.
Dicevo, ci giocavamo assiduamente, così assiduamente da riconoscere dal numero di caselle la risposta alla domanda su un famoso film degli anni '80 e rispondere a colpo sicuro: 
UN PESCE
DI NOME
WANDA.
Un film che mi sono sempre chiesta che razza di film potesse essere, con un titolo così. 
Ci sono voluti un po' di anni, c'è voluta una Promessa, e il bisogno di fare pace con i Monty Python.


Non era andata bene con i viaggi nel tempo chiassosi e confusi, c'ero andata vicino con la vita di Brian e un'ironia molto spinta, ma con Wanda, beh, posso dirmi riappacificata.
Certo, i Monty Python in questione sono solo John Cleese e Michael Palin, che si ritagliano ruoli da comprimari in un film che in fondo è corale, ma sono quelli per cui si fa il tifo.
Da una parte un avvocato credulone e gigione, chiuso in un matrimonio infelice che resta affascinato da una provocante Wanda, dall'altra il fratello balbuziente di un criminale, amante dei pesci, che non vede di buon occhio quella provocante di Wanda che infatti sta giocando il suo doppio gioco al fratello.
Al centro, quindi, c'è lei.
O meglio, c'è la refurtiva di una rapina finita bene ma nascosta tra molti sospetti.


È un affare di famiglia, con Wanda che si finge amante di George e anche sorella di Otto di cui in realtà è l'amante non troppo fedele, mentre cerca di sedurre l'avvocato Archie Leach che difende George incastrato proprio da Otto per quella rapina finita bene, in una sequenza di equivoci e situazioni tra l'assurdo e l'imbarazzante che non hanno perso smalto nemmeno dopo 38 anni.
Infine, c'è Ken, balbuziente in mezzo a questi doppi e tripli giochi, con cui Wanda cerca di capire dove sia nascosta la refurtiva, dove sia la chiave per arrivare a quella refurtiva, come prenderla lasciando a bocca asciutta vuoi George, vuoi Otto e nel mentre capire se volere o meno stare con Archie, dicevo, Ken che deve far fuori l'unica testimone oculare che può collegare George alla rapina. 
I suoi tentativi maldestri e tutt'altro che cinofili che attentano alla vita di una vecchietta indifesa e fortunata, sono la gag ricorrente che entra in scena ai raggiri di Wanda, rubandola.
Insomma, ci sono John Cleese e Michael Palin, Jamie Lee Curtis e Tom Georgeson, che si divertono che è un piacere a guardarli, ma per me c'è soprattutto Kevin Kline, ex soldato dal carattere focoso, che esagera e va sopra le righe in tutti i sensi e che oggi sapremmo già cosa voterebbe.


Mi chiedo, com'è che a differenza degli aerei più pazzi del mondo, delle pistole spuntate e dei vari Fantozzi un film così folle e divertente non è entrato nel mio immaginario di bambina anni '90 cresciuta davanti alla TV?
Colpa probabilmente di repliche meno frequenti, con l'umorismo inglese e un certo fascino pruriginoso a farne le spese.
Wanda e i suoi pesci sacrificati in modo difficile da digerire, lo apprezzo sicuramente di più oggi, con il suo cinismo, il suo essere politicamente scorretto e assurdo anche in un finale all'aeroporto tutt'altro che romantico o lacrimevole. Diciamo più cementizio, alla faccia delle regole di sicurezza che dobbiamo affrontare oggi.
Chi l'avrebbe mai detto che i sabati pazzi pazzi davanti al Photoplay sarebbero serviti anche a questo, a farmi recuperare una pietra miliare dell'umorismo che ha la mia stessa età e resta inscalfito.

1 commento:

  1. Sicuramente più apprezzabile per gli adulti che per i bambini, per via dell'umorismo inglese e delle molte situazioni pruriginose; anche se sicuramente i bambini si divertirebbero molto con l'anziana signora e i suoi cagnolini XD

    RispondiElimina