9 settembre 2026

Venezia 83 - The Company

Casey Affleck si rimette dietro la macchina da presa e perde il suo fascino. 
The Company è un film di incastri, di storie al cui interno ci sono altre storie, di narratori che cambiano e si passano il testimone, di ascoltatori stregati dal loro racconto che, come noi pubblico, cercano di capirci di più. 
Di più, però, di questo racconto nel racconto che attraversa epoche e spazi, è meglio non rivelare con un colpo di scena magari non troppo a sorpresa che smuove, almeno un po', un film lento.


Lento nel suo progredire, lento nel suo dipanarsi, lento in racconti dove c'è del mistero, c'è della sete di vendetta e c'è del sangue, ma c'è anche poco fascino.
Scrittura a parte, non così a fuoco, non così coinvolgente, la colpa la estendo al cast, alle figure giovani di questo film, con i loro volti poco affini alle epoche che abitano, troppo moderni per essere interessanti e che non si sposano con l'intensità di Scoot McNairy o Nick Nolte o Ben Mendelssohn che restano invece in secondo piano.

Casey Affleck si muove in stanze affollate, in case vuote, in case gelide con fare solido, con una fotografia tesa e materica ma non basta a convincere. Stanca, assopisce, non dà linfa a un genere che non muore e che non trova nelle parole il suo riferimento. 

1 commento:

  1. Non ne state parlando molto bene, di questo nuovo film firmato da Affleck jr., il rischio noia comincia a farmi paura :(

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