31 marzo 2012

Misfits

Quando i film si fanno ad episodi.

Cinque ragazzi, costretti ai lavori sociali, dopo una strana tempesta si ritrovano con degli assurdi superpoteri. Simon, un ragazzo timido e problematico può diventare invisibile, la bellissima Alisha può eccitare le persone con un solo tocco, l'ex corridore Curtis torna indietro nel tempo, la bulla Kelly legge nella mente delle persone e infine Nathan, il giullare del gruppo, scoprirà ironicamente solo a fine prima serie il suo potere.
Il problema è che i ragazzi non sono gli unici ad aver acquisito queste nuove capacità, e già dalla prima puntata dovranno unire le forze per difendersi incontrando giorno dopo giorno nuove sfide e nuove avventure che li coinvolgono. Prendendo in giro i più classici stereotipi di film e serie fantastiche, non prendendo mai sul serio loro stessi e ciò che li circonda ma affrontando i nemici con incurante spensieratezza (il numero di assistenti sociali uccisi sale comicamente di puntata in puntata), questi nuovi e moderni supereroi conquistano il loro pubblico a suon di battute e di sfrenatezza, rappresentando al meglio questi tempi così mutevoli e diventandone un simbolo.

Dopo l'inizio scoppiettante della prima serie (che dura solo 6 episodi) la seconda si fa più impegnata incentrandosi sulla presenza di un eroe mascherato protettore del gruppo sulla cui identità ci sarà da rimanere sorpresi! Anche le storie d'amore ovviamente ricoprono buona parte della trama, integrandosi alla perfezione con l'azione e l'ambiente surreale nel quale i personaggi si muovono: sobborghi di periferia grigi ed anonimi, persone ai limiti che proprio per questo sono ancora più reali, il tutto sottolineato da una colonna sonora da urlo che spazia dai dj del momento alle grande hit del passato.
Considerata ormai una serie di culto, Misfits ha saputo non perdere il suo mordente con la perdita (spiegata nell'episodio speciale Vegas Baby) di Nathan, il personaggio forse più amato, che è stato abilmente sostituito da Rudy, altrettanto sarcastico che può sdoppiare il suo Io in due personalità tra loro opposte. La terza serie grazie al questo eroe si fa ricca di nuove avventure e di nuovi misteri regalandoci un finale romantico e commovente che lascia aperto il futuro ad una quarta stagione.


29 marzo 2012

Silenzio in Sala

La programmazione inizia già a risentire delle belle giornate di sole di questa primavera. Ma qualcosa di bello da vedere in sala c'è sempre, ecco qualche esempio!

Romanzo di una Strage
Marco Tullio Giordana non abbandona il filone storico e ci racconta questa volta la strage di piazza Fontana del 1969 e gli innumerevoli anni di indagine. Un cast come sempre di grandi attori (Favino, Gifuni, Mastandrea, Lo Cascio) per far luce su uno dei misteri italiani ancora irrisolti. Da vedere.
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Marigold Hotel
Quattro diversi individui di mezza età si ritrovano assieme, nello stesso hotel, in India. L'albergo è tutt'altro da come promesso nelle brochure e questo porterà equivoci e situazioni nuove che uniranno il gruppo. Cast all british per una commedia corale come sono gli inglesi sanno fare!
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I colori della passione
Film in costume che omaggia il grande pittore fiammingo Bruegel, raccontandone il fare artistico e la creazione del dipinto La salita del calvario. Charlotte Rampling impreziosisce il cast. Poetico.
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28 marzo 2012

Plumcake al Cioccolato!

Il Fabbricatorte.

Ora che Pasqua si avvicina, i più fortunati saranno invasi dalle uova di cioccolata! Per smaltirle in semplicità, usiamole per fare dei gustosi dolci, come questo plumcake!

INGREDIENTI

125g burro
250g farina
150g di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

In un tegame far fondere a fuoco lento il burro, unirlo poi con lo zucchero e mescolarli assieme fino a creare una crema spumosa. Aggiungere man mano le uova, la farina, il sale ed il lievito, continuando a mescolare per formare un impasto omogeneo e senza grumi. Se necessario aggiungere un po' di latte per rendere il composto più liquido. Infine aggiungere la cioccolata fatta a pezzettini, quantità a piacere!
Imburrare lo stampo per plumcake prima di versare l'impasto ed infornare per 40 minuti a 180° e... Buon Appetito!




26 marzo 2012

E ora parliamo di Kevin

Andiamo al Cinema (un po' in ritardo).


La strage nelle scuole ad opera di adolescenti non è un tema nuovo per il cinema. C’è chi lo ha affrontato in modo lento e poetico nel suo accadere come Gus Van Sant (Elephant), o chi ne ha cercato le cause e i responsabili come Michael Moore (Bowling for Columbine). E ora parliamo di Kevin va oltre una schematica ricerca del colpevole per concentrarsi su un punto di vista diverso e drammaticamente sempre presente: quello della madre dell’autore di una strage, di chi un tale “mostro” lo ha generato.

Tilda Swinton interpreta magistralmente una madre che madre non voleva esserlo, che vede nel figlio la causa delle sue rinunce, di una vita frustrata votata ora alle mura domestiche. Che sia questo suo atteggiamento o che sia un senso di sfida innato da parte del figlio Kevin a trasformarlo nel bambino prima e nell’adolescente poi problematico e difficile non è però ciò  a cui il film vuole dare risposta.
Al centro del film sta per l’appunto il rapporto madre-figlio, il suo nascere, il suo rompersi continuamente e, forse, il suo ricostruirsi. La Swinton è protagonista assoluta ed è attraverso i suoi flashback, i ricordi e le memorie che spuntano a farci ricostruire un passato tragicamente teso, contenuto ma pronto ad esplodere in modo inaspettato ed agghiacciante nel finale. E ora parliamo di Kevin affronta tutto ciò con una scelta stilistica particolarmente efficace attraverso una narrazione non lineare che permette di seguire il difficile processo di accettazione e di analisi di una ferita aperta e dolorante.

L’attenzione è posta anche ai particolari: la cromaticità del film, con un colore rosso che ci aggredisce già nei titoli di testa ad indicare quel sangue e quella violenza che ricorrerà fino alla fine, e la musica composta dal chitarrista dei Radiohead Jonny Greenwood che ben sottolinea la tensione.
E ora parliamo di Kevin non è certamente un film facile, non tanto da vedere, quanto da digerire. Perché il tema come il suo essere messo in scena colpisce e ammutolisce il pubblico, reso ancora più inerte, testimone di una verità tanto scomoda quanto purtroppo reale.


25 marzo 2012

La Scopa del Sistema

La Domenica Letteraria.

Pubblicato nel 1987, La scopa del sistema è l'esplosivo romanzo d'esordio che fece conoscere al pubblico americano e non solo il genio di David Foster Wallace. Il suo stile dirompente e fuori dalle regole, ricercato e giocoso si era già fatto sentire con i numerosi racconti usciti per riviste e quotidiani, ma al passaggio alla prosa lunga, nulla fortunatamente cambia, anzi, migliora.
Personaggi strampalati (un fratello intelligente che vende i suoi pensieri per la droga, un pappagallo sboccato che trova la fede, un fidanzato -Mister Vigorous- geloso e non all'altezza del suo nome... ) compongono il quadro della ricerca da parte della bella Lenore Beadsman della nonna scomparsa dall'ospizio. Attraverso il confronto con la famiglia ricca e per questo abbandonata, il lavoro ripetitivo di centralinista e la convivenza con l'amica del cuore entriamo nel suo mondo particolare e ossessivo, fatto di traumi passati e apatia all'oggi.
La sua indagine è però un pretesto per incrociare in maniera sublime tutte le vicende e tutti i protagonisti, per giocare con lo stile e per esternare riflessioni e malesseri. La depressione, il disfacimento delle proprie capacità sono infatti lo sfondo onnipresente su cui il romanzo si compone, e distinguere le vicende di finzione da quelle reali dell'autore non è facile. Ogni pagina trasuda della sua malattia e della lotta ad essa, Lenore come il fratello LaVache o lo psicanalista immorale Dr. Jay sembrano mille facce rappresenta il suo vissuto. E forse anche per questo tanto ci si affeziona a loro e, nonostante la complessità di stile, finire La scopa del sistema lascia la strana sensazione di aver perso qualcuno di importante.


"Be', credo che non sia esattamente che la vita va raccontata anziché vissuta; è piuttosto che la vita è il suo racconto, e che in me non c'è niente che non sia o raccontato o raccontabile. Ma se è davvero così, allora che differenza c'è, perché vivere?"

22 marzo 2012

Silenzio in Sala

Rispetto allo scorso weekend questa settimana si prospetta molto più ricco di uscite interessanti... ecco le più consigliate!

17 ragazze
Nel Massachusetts nel 2008 uno sconvolgente numero di ragazze rimase incinta e si scoprì in poco tempo che le gravidanze erano programmate, i padri biologici pagati per l'inseminazione e lo scopo era quello di creare una comunità di aiuto reciproco nella crescita dei figli. Le registe Delphine e Muriel Coulin partono da questo fatto di cronaca reale, trasportandolo in un sobborgo della Bretagna, per analizzare una scelta così radicale che tanto ha fatto discutere.
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The Lady
Il regista Luc Besson torna nelle sale per raccontare con poesia la forza del premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi, l'orchidea d'acciaio nella lotta per la democrazia del Myanmar. La sua vita è ripercorsa nei fatti che più l'hanno segnata, dall'adolescenza, al matrimonio fino agli arresti domiciliari che l'hanno vista reclusa per oltre 20 anni. Una lezione di storia contemporanea interpretato splendidamente da Michelle Yeoh.
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The Raven
Dal regista di V per Vendetta, una rilettura in chiave action-thriller dello scrittore noir Edgar Allan Poe. Realtà e finzione si confondono: omicidi che ricalcano le scene dei suoi libri porteranno lo scrittore stesso ad essere coinvolto suo malgrado nelle indagini. Ad interpretarlo un redivivo John Cusack.
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E' nata una star?
Ennesima commedia italiana in uscita. Questa volta però il valore in più lo dà la sceneggiatura, adattata da una racconto dello scrittore inglese Nick Hornby.
I genitori di una adolescente devono fare i conti con la scoperta che il figlio è ora un attore porno dal "grande potenziale". Imbarazzi, gag e battute saranno inevitabili. Protagonisti: Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo.
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21 marzo 2012

Torta Cacao-Banane!

Il Fabbricatorte

Cosa fare quando le banane di casa si sono imbruttite e di certo non invogliano a essere mangiate? Semplice, le si può frullare e aggiungere ad una torta per renderla più saporita e più gustosa!

INGREDIENTI

350g di farina
30g di cacao
250g di zucchero
180g di burro
3 uova
400g di banane (circa 4)
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale


PROCEDIMENTO

Iniziare montando a crema lo zucchero e il burro aggiungendo poi le uova sbattute a parte. Frullare le banane in un mixer o schiacciarle con una forchetta e unirle al precedente composto.
Miscelare assieme farina, lievito, cacao e un pizzico di sale e versare gradatamente nell'impasto mescolando fino a renderlo omogeneo.
Mettere in forno a 180° per 30 minuti e.... Buon Appetito!

20 marzo 2012

The Walking Dead

Quando i film si fanno ad episodi.

E' stato definito il nuovo Lost, ed effetivamente molti sono i punti di contatto tra i due telefilm.
Non ci sarà un'isola deserta carica di misteri ma in The walking Dead assistiamo alle stesse dinamiche di salvezza, di lotta per la vita in una civiltà in cui la civiltà sembra mancare ristretta com'è ad un manipolo eterogeneo di sopravvissuti che dovranno imparare a convivere e a sopportarsi. Come in Lost, anche qui la lotta al potere poterà a scontri interni, il giudizioso Rick contro l'istintivo Shane contro il moralista Dale contro il tradizionalista Hershel.
E anche qui sono gli Altri, i diversi, a fare paura e a minacciare ma questi diversi sono degli zombie, dei morti viventi che con il loro morso e la loro fame attaccano e contagiano.

L'episodio pilota ci immerge fin da subito in un mondo irriconoscibile: Rick, sceriffo della contea, si risveglia dopo giorni di coma e ritrova la realtà che conosceva sconvolta, tutti sembrano morti, la città è deserta e cadaveri camminano per la strada cercando di aggredirlo. Solo grazie all'aiuto di Morgan e di suo figlio capisce l'amara realtà: un'epidemia inspiegabile si è protratta per il Paese e ora gli zombie sono così numerosi da rendere la vita impossibile. Rick non si arrende e si mette alla ricerca tra le macerie di Atlanta della sua famiglia formando, una volta trovatala sana e salva anche se sconvolta (la moglie -l'indimenticabile Sarah Wayne Callies di Prison Break- credendolo morto aveva iniziato una relazione con il suo migliore amico Shane) un gruppo compatto con il quale cercare la salvezza.
Dopo una prima serie fatta di fughe e di attacchi all'ultimo morso che rivelano l'incapacità di scienziati ed esercito di fermare l'epidemia, la seconda serie si ambienta in un oasi tranquilla nella fattoria di Hershel ma anche qui il pericolo è in agguato.

Con ascolti record in America la serie sa come attirare il suo pubblico con scariche di adrenalina pura che nemmeno lo splatter e il disgusto che i morti viventi possono provocare spaventa. I personaggi però si presentano con fin troppi chiaroscuri rendendoli enigmatici, certo, ma anche di difficile identificazione: chi è il vero cattivo tra chi non ha rimorsi e chi continua a dubitare sulle proprie scelte? Dove sta il potere, nella mente o nelle armi?
Conclusasi ieri la seconda stagione che lascia i sopravvissuti in una situazione di incertezza e di pericolo imminente, si dovrà aspettare la terza stagione, ora in produzione, per sapere cosa loro succederà.
Ad ampliare poi gli episodi è comparsa anche una web serie, Storia di uno zombie, composta da 6 episodi di 2-3 minuti ciascuno a raccontare la vicenda drammatica del primo zombie visto da Rick, la Bicycle Girl.


19 marzo 2012

Magnifica Presenza

Andiamo al Cinema.


Dimenticate il Ferzan Ozpetek triste e affranto che racconta storie altrettanto tristi sul mondo e le esperienze gay. Dimenticate in parte anche quel mondo gay, perché in Magnifica presenza l'unico accenno sta nel protagonista e nelle sue storie d'amore impossibili e immaginate al limite dello stalking prima e del paranormale poi.
Dimenticate anche le grandi riunioni a tavola per cene goliardiche, qui il cibo c'è e si fa mangiare con gli occhi, ma la riunione di amici riprende i toni allegri inscenando un gioco collettivo per completare un album di figurine.
Il nuovo film del regista turco abbandona (purtroppo o finalmente, dipende dai punti di vista) i toni tesi e drammatici della sua precedente filmografia (si pensi a Saturno Contro o a La finestra di fronte) per sterzare decisamente verso una commedia godibile e senza grosse pretese. Riprendendo quindi il filone iniziato con Mine Vaganti e la presentazione di una buffa e pittoresca famiglia, Ozpetek ci immerge in mondo a parte che ha il suo fulcro in una vecchia casa romana presa in affitto dall'aspirante attore siculo Pietro impegnato di notte a sfornare cornetti.
L'inizio del film ha echi di thriller e gialli soprannaturali con il protagonista ossessionato da strane presenze nella sua abitazione e un vicinato che sembra sapere la scomoda verità che ancora lui ignora. In quella casa stazione stabile un manipolo di attori, la Compagnia Apollonio, famosa negli anni '40 e scomparsa poi in circostanze mai chiarite e ora costretta ad aleggiare sotto forma di fantasmi tra quelle mura.
Sarà una delusione d'amore e la conseguente presa di posizione per diventare qualcuno, a portare un equilibrio instabile nella vita di Pietro e, complice anche l'infatuazione per l'affascinante fantasma Luca Veroli, a decidere di aiutare e farsi aiutare dalla Compagnia da una parte a risolvere l'enigma riguardante la loro dipartita, dall'altra a diventare un attore (anche se con esiti comici).

Magnifica presenza si avvale di un cast come sempre di alto livello, Ozpetek raggruppa sotto la sua direzione nomi come Vittoria Puccini, Margherita Buy senza tralasciare le sue origini inserendo l'attore turco Cem Yilmaz. Ma su tutti prevalgono Elio Germano che si conferma con la sua tenera interpretazione uno degli attori italiani più bravi del momento e Giuseppe Fiorello che dopo Terra Ferma si scrolla di dosso l'etichetta di attore da fiction. Anche la colonna sonora, come sempre azzeccatissima, rende riconoscibile il film già dai titoli di testa.
Certo, il tema sui fantasmi, alcuni personaggi che compaiono in veste di vere e proprie macchiette (vedi la cugina del protagonista Maria e il cameo di Platinette) fanno del film un confuso mondo a sé ma è un mondo del tutto godibile e spensierato in cui immergersi e perché no, per riflettere senza troppi drammi sull'Italia che fu e sull'Italia come ora è.