Siamo al terzo anno di fila che la giuria mi delude con l'assegnazione del Leone d'oro, ma a questo giro fa un po' più male perché Woman Unknown non mi aveva colpito e lo avevo presto dimenticato a favore di titoli in concorso molto più importanti e semplicemente più belli.
Con due premi assegnati a suo favore si fa uno strappo alla prassi -seppur consentito dal regolamento- e non si lascia la luce a qualcun altro, purtroppo, aumentando quelle polemiche.
Riusciamo a passare sopra alla Presidente di giuria donna che premia una regista donna? Non sembra, ma in un'edizione che partiva scarsa di film acchiappa-pubblico ma riusciva a farsi forte di nomi attesi dai cinefili, non era il finale da aspettarsi.
Spiace per il mio Leone di Caffè che se ne esce a mani vuote, spiace chiudere con facili polemiche che mettono da parte la bellezza del cinema che si schiera dalla parte giusta ma che forse schierandosi perde anche di credibilità.
L'edizione numero 83 è stata faticosa, è stata affollata, è stata complicata.
Si arriva sempre al giro di boa sfiniti dalle folle che assiepano il Lido nel weekend e la voglia di andarsene, ma poi basta il titolo giusto, l'incontro giusto o anche solo uno scorcio al red carpet giusto e capisco perché mi rinchiudo in questa bolla per 10 giorni prenotando film di ogni nazionalità e passando 90 ore chiusa in una sala al buio.
Resta una follia, resta un sogno, con o senza polemiche, che i premi passano, la bellezza dei film resta e fra un po' si potrà trovare in giro nelle sale.
Ma vediamoli allora i premiati di quest'anno e chiudiamo con un po' della leggerezza che i red carpet sanno dare: