12 aprile 2024

Scoop

Andiamo al Cinema su Netflix

Quand'è che un fatto storico diventa abbastanza storico da esser raccontato al cinema?
Quando si sedimenta il ricordo, lo si rende tramandabile e si ha abbastanza materiale per farne un film?
Difficile rispondere, perché alla ricerca di storie, anche le notizie diventano un film, e nel giro di 4 anni appena.
È successo alla famosa intervista che il principe Andrew rilasciò nel non così lontano 2019 a BBC Newsnight, commentando finalmente la sua amicizia con Jeffrey Epstein, che si era appena suicidato in carcere dopo essere stato arrestato dall'FBI per reati legati al traffico e abuso di minorenni.
Un'intervista ghiotta, diventata la trasmissione più vista d'Inghilterra.
Che ora è diventata un film.


Un film per la TV, verrebbe da chiamarlo, anche se la TV è quella di Netflix.
Lo scrive Peter Moffat che ci prova a dare ritmo e brio, a caratterizzare i personaggi incisi con l'accetta: l'algida intervistatrice Emily Maitlis che non poteva che avere il volto dell'algida Gillian Anderson, la coatta (quale sara il termine inglese?) Billie Piper in quelli di una produttrice più utile alla Daily Mail che alla BBC e l'adorante Keeley Hawes in quelli dell'assistente personale del Duca di York.
Tre donne, che come una legge del contrappasso decidono il destino di un uomo affabile e viscido, che si scava la fossa con le sue mani.


Il film altro non è che la lunga preparazione a questa intervista, mostrando i retroscena, i collegamenti con paparazzi, un minimo di vita privata giusto per contesto per poi dare a Rufus Sewell il compito di farsi copia carbone con molto materiale protesico del principe Andrew.
La domanda sorge spontanea: se l'intervista è stata la più seguita d'Inghilterra, se la si può trovare su YouTube, perché farne un film?
Perché già, a distanza di 4 anni?
Soprattutto se non c'è confronto, non c'è contrasto dialettico o non ci sono dichiarazioni rilevanti che non siano sul sudore e su un'amicizia che si continua a difendere.


Come per She Said, la sensazione è che sia ancora troppo presto, che queste notizie sembrino ancora troppo fresche, ancora da processare, ancora da archiviare. È quando si sedimentano, quando rischiano di essere dimenticate che un film fa il suo lavoro rendendole attuali, andando magari a scoprire dettagli e situazioni rimasti fuori dal quadro dell'epoca.
Come per le ultime stagioni di The Crown,  per rimanere in ambito regale, il passato prossimo è troppo presente, non aiuta l'immersione nella storia.
Nonostante la bravura generale e la scrittura accattivante, questo Scoop è tutt'altro che scottante. Si raffredda in fretta.

Voto: ☕☕½/5

6 commenti:

  1. Visto ieri, ho la recensione pronta... Ma sono d'accordo con te: a che serve sto film? L'intervista rifatta uguale uguale è un capolavoro di inutilità, visto che mica si è persa nelle nebbie del tempo... La si può vedere tranquillamente! Mah...

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    1. Continuo a chiedermelo, anche perché il dietro le quinte che raccontano non è così originale, non è così approfondito. Un grande mah.

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  2. Riassunto perfetto ,visto solo per la bravissima Anderson, ma è davvero una roba di una piattezza teelvisiva nel senso peggiore del termine purtroppo. Cheers!

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    1. Per un attimo avevo confuso i due Moffat sceneggiatori e non mi capacitavo di una sceneggiatura ritmata, sì, ma comunque piatta.
      Lo si vede per pigrizia, ma poco resta.

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  3. Avevo la sensazione di una pellicola inutile e realizzata troppo presto.
    Io preferisco aspettare che facciano il film sull'intervista di Fedez a Belve. Di questo passo non credo che ci sarà da aspettare a lungo XD

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    1. Ah, ci aspetterà un intero film sulla relazione dei Ferragnez mi sa! Guarda quanti scandali, quanti colpi di scena, diamo il via al toto casting?

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