10 gennaio 2026

Eternity

Andiamo al Cinema

Lui, Larry, è un marito burbero a cui piace lamentarsi. 
O forse no, a chi piace lamentarsi?
Larry è il secondo marito di Joan, in realtà, quello con cui lei ha messo su famiglia, con cui è invecchiata, nel bene e nel male e che la sta accudendo mentre la malattia si aggrava.
Ma se ne va per primo, per colpa di un pretzel.

Lui, Luke, è il primo marito di Joan.
Il primo amore passionale e senza problemi, interrotto dalla guerra, quella nel Pacifico, dalla chiamata alle armi e da un ritorno che non è mai avvenuto.

Lei, Joan, è una donna pratica. 
Che è riuscita ad andare avanti, che ha portato nel suo cuore un lutto difficile, che ora si ritrova a fare una scelta ancor più difficile.
Perché anche Joan è morta, e ora che è nell'Aldilà deve scegliere in quale eternità continuare ad esistere e soprattutto con chi. Con Larry o con Luke?


Eternity è la commedia romantica che non ti aspetti.
Quella ambientata dopo la morte dei tre protagonisti, quella ambientata in un Aldilà dove ogni eternità si fa pubblicità e cerca di convincere i nuovi clienti (i nuovi morti) a scegliere la loro opzione che non è rimborsabile.
La Francia dei ruggenti anni '20? Certo, ma per sempre a vivere tra assenzio e spleen.
La montagna? Ok, ma sempre al freddo, tra scalate, ruscelli e sci in spalla.
Le Hawaii? Va bene, ma in un mare ovviamente affollato in cui a fatica trovare spazio.
Sfuggire non si può, nemmeno con l'aiuto di solerti coordinatori che accompagnano nella scelta ma sembrano aver dimenticato il loro scopo primario.
Così, almeno sono Ryan e Anna, i coordinatori di Larry, Luke e Joan che si ritrovano una questione piuttosto difficile da sbrogliare con da una parte un matrimonio lungo 65 anni, dall'altra un amore che ha passato 67 anni ad aspettare di essere riunito.
Chi può spuntarla?


La morale e l'amore e il senso di colpa e il senso di rispetto si mettono in gioco in una commedia romantica finalmente originale, se non per i cuori in ballo, per l'ambientazione in atto. 
Un Aldilà che assomiglia a una stazione ferroviaria di passaggio, zeppo di pubblicità e campagne marketing e trovate spumeggianti che ricorda le commedie degli anni '50 e che le omaggia tra una fotografia a rendere Miles Teller e Callum Turner perfetti per il ruolo con la loro bellezza non troppo contemporanea, e che della loro presenza si prendono gioco, con vestitini vintage per cui si invidia la sempre perfetta Elizabeth Olsen e certi equivoci e certe gag che nella loro semplicità intrattengono.


A una sceneggiatura così frizzante e così divertita avrei da ridire solo su una parte centrale un filo più pesante del necessario nel rimarcare il punto della scelta di Elizabeth, del suo senso di colpa e del suo senso d'onore, nel cercare una soluzione a infrangere meno cuori possibili.
Fortuna che ci sono John Early e Da'Vine Joy Randolph, spalle comiche dall'ottimo tempismo e chimica, e fortuna che c'è un finale in cui commuoversi per la semplice lezione che Pat Cunnane porta.
Tra l'amore sognato e quello vissuto, con quale spendere la proprio eternità?
Un dubbio in parte amletico, in parte legittimo, che trova una risposta capace di far scendere qualche lacrima e di far iniziare l'anno con una commedia scritta in modo intelligente e divertente.

Voto: ☕☕/5

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