Mondo Serial
L'avevo scoperta per caso, poco pubblicizzata dalla sua stessa piattaforma, poco chiacchierata nei soliti siti.
E mi aveva spezzato il cuore.
A più riprese.
Ridotta in lacrime ad ogni episodio.
Si racconta di un lutto impossibile da superare: un marito, un fratello e un collante, che forse è caduto, forse si è gettato in quel vuoto.
Si racconta di chi cerca di andare avanti, tornando a vivere con la madre, cercando l'equilibrio.
E si racconta anche di chi non c'è più, della sua convivenza con la depressione, della sua lotta per resistere.
27 novembre 2019
26 novembre 2019
#LaPromessa2019 - Via Col Vento
Ci sono modi e modi per prepararsi a compiere gli anni.
Io, quest'anno, ne ho scelto uno molto particolare.
Invitare gli amici di sempre, armarci di tisane, biscotti, dolci e pizze e affrontare la lunga visione di Via col vento assieme.
La promessa l'avevo fatta io, il supporto me l'hanno dato loro.
Non così spontaneamente, c'è da dirlo.
Se il giovine ha fatto leva sui lavori della sua stanza/studio da mandare avanti, qualcuno ha detto di avere la febbre e qualcun altro era giustificato dal lavoro, ci siamo ritrovati in tre (più il cane Bloom) sul divano o sul tavolo della cucina a scoprire le gesta di Rossella O'Hara.
Perché, vien da chiedersi, l'ho inserito nella Promessa e l'ho voluto vedere nelle mie ultime ore da 30enne?
Perché a questo film sono legata da quando sono piccola.
C'erano modi e modi di passare i sabati sera quando rimanevo a dormire da mia nonna.
C'erano le vhs della Disney, c'era La Corrida in TV, ma il più delle volte io e mia sorella chiedevamo a gran voce Via col vento.
Ovviamente, non siamo mai riuscite a vederlo tutto, chissà quanto in realtà duravamo prima di crollare dal sonno.
Ci bastava sentire Mami sbuffare e rimproverare Rossella, ci bastava scorrere fino alla fine, fino a quel Francamente me ne infischio e quel Domani è un altro giorno per essere contente.
Insomma, arrivare a vederlo dall'inizio alla fine lo dovevo a quella me bambina ignara di quello che scorreva sullo schermo.
Scopro così solo oggi la presenza di ouverture, intermission e exit music.
Di una colonna sonora portante tristemente diventata jingle di Bruno Vespa.
Scopro che ci vogliono quasi 10 minuti prima che il film inizi, dopo titoli di testa infiniti si parte felici e gai tra balli e abiti pieni di pizzi, di amori da conquistare e un unico cuore a cui ambire.
No, Rossella è tutt'altro che l'eroina da amare e venerare.
È superficiale, viziata, vanitosa, si dà un sacco di arie. Flirta senza ritegno con gli uomini delle altre, desidera solo quello che non ci sta: Ashley.
Strano quindi che un uomo tutto d'un pezzo come Rhett Butler si invaghisca di lei... Ma così è, e con sullo sfondo la guerra di secessione americana, la caduta e la distruzione di Atlanta, il lento rialzarsi dell'economia dei sudisti, loro si cercano, si aiutano, bisticciano e si lasciano.
Lei fa in tempo a sposarsi due volte, e due volte rimanere vedova.
Salva la rivale in amore, salva la sua Tara, si spezza la schiena e le mani, si veste con delle tende e dopo aver conosciuto la fatica, l'onore, il sangue, torna ad essere una gran signora, seppur non così pura. Con la promessa di non patire mai più la fame a renderla ancora più viziata e senza scrupoli.
In quattro lunghe ore, succede di tutto.
E fa sorridere come nel giro di qualche minuto si passi da matrimoni a funerali, da morti improvvise e cambi di tenore di vita.
La costante per noi è Mami.
Che non invecchia, che è voce della coscienza e del giudizio, che non a caso quel gran pezzo di un Clark Gable tiene tanto in conto.
Il doppiaggio originale italiano è ben più razzista di quel che pensavo, ma è impossibile non voler bene a questa domestica dal cuore d'oro, non sorridere alle sue entrate in scena e ai suoi movimenti che catturano lo sguardo.
Per il resto, si resta sorpresi e impressionati al pensare che un film del 1939 sia ancora in grado di avvincere e conquistare così. Pur con tutti i limiti del caso, gli eccessi della recitazione, l'esasperante amore di Rossella per quello smidollato di Ashley, i fondali ben visibili.
Ma, arrivati alla fine, ci siamo davvero sentiti di aver vinto una sfida, affrontato una maratona.
Di quelle che danno soddisfazione, di quelle che ricorderemo anche domani, che è un altro giorno.
Nonostante un finale quanto mai aperto e sospeso, di cui francamente ce ne infischiamo.
Io, quest'anno, ne ho scelto uno molto particolare.
Invitare gli amici di sempre, armarci di tisane, biscotti, dolci e pizze e affrontare la lunga visione di Via col vento assieme.
La promessa l'avevo fatta io, il supporto me l'hanno dato loro.
Non così spontaneamente, c'è da dirlo.
Se il giovine ha fatto leva sui lavori della sua stanza/studio da mandare avanti, qualcuno ha detto di avere la febbre e qualcun altro era giustificato dal lavoro, ci siamo ritrovati in tre (più il cane Bloom) sul divano o sul tavolo della cucina a scoprire le gesta di Rossella O'Hara.
Perché, vien da chiedersi, l'ho inserito nella Promessa e l'ho voluto vedere nelle mie ultime ore da 30enne?
Perché a questo film sono legata da quando sono piccola.
C'erano modi e modi di passare i sabati sera quando rimanevo a dormire da mia nonna.
C'erano le vhs della Disney, c'era La Corrida in TV, ma il più delle volte io e mia sorella chiedevamo a gran voce Via col vento.
Ovviamente, non siamo mai riuscite a vederlo tutto, chissà quanto in realtà duravamo prima di crollare dal sonno.
Ci bastava sentire Mami sbuffare e rimproverare Rossella, ci bastava scorrere fino alla fine, fino a quel Francamente me ne infischio e quel Domani è un altro giorno per essere contente.
Insomma, arrivare a vederlo dall'inizio alla fine lo dovevo a quella me bambina ignara di quello che scorreva sullo schermo.
Scopro così solo oggi la presenza di ouverture, intermission e exit music.
Di una colonna sonora portante tristemente diventata jingle di Bruno Vespa.
Scopro che ci vogliono quasi 10 minuti prima che il film inizi, dopo titoli di testa infiniti si parte felici e gai tra balli e abiti pieni di pizzi, di amori da conquistare e un unico cuore a cui ambire.
No, Rossella è tutt'altro che l'eroina da amare e venerare.
È superficiale, viziata, vanitosa, si dà un sacco di arie. Flirta senza ritegno con gli uomini delle altre, desidera solo quello che non ci sta: Ashley.
Strano quindi che un uomo tutto d'un pezzo come Rhett Butler si invaghisca di lei... Ma così è, e con sullo sfondo la guerra di secessione americana, la caduta e la distruzione di Atlanta, il lento rialzarsi dell'economia dei sudisti, loro si cercano, si aiutano, bisticciano e si lasciano.
Lei fa in tempo a sposarsi due volte, e due volte rimanere vedova.
Salva la rivale in amore, salva la sua Tara, si spezza la schiena e le mani, si veste con delle tende e dopo aver conosciuto la fatica, l'onore, il sangue, torna ad essere una gran signora, seppur non così pura. Con la promessa di non patire mai più la fame a renderla ancora più viziata e senza scrupoli.
In quattro lunghe ore, succede di tutto.
E fa sorridere come nel giro di qualche minuto si passi da matrimoni a funerali, da morti improvvise e cambi di tenore di vita.
La costante per noi è Mami.
Che non invecchia, che è voce della coscienza e del giudizio, che non a caso quel gran pezzo di un Clark Gable tiene tanto in conto.
Il doppiaggio originale italiano è ben più razzista di quel che pensavo, ma è impossibile non voler bene a questa domestica dal cuore d'oro, non sorridere alle sue entrate in scena e ai suoi movimenti che catturano lo sguardo.
Per il resto, si resta sorpresi e impressionati al pensare che un film del 1939 sia ancora in grado di avvincere e conquistare così. Pur con tutti i limiti del caso, gli eccessi della recitazione, l'esasperante amore di Rossella per quello smidollato di Ashley, i fondali ben visibili.
Ma, arrivati alla fine, ci siamo davvero sentiti di aver vinto una sfida, affrontato una maratona.
Di quelle che danno soddisfazione, di quelle che ricorderemo anche domani, che è un altro giorno.
Nonostante un finale quanto mai aperto e sospeso, di cui francamente ce ne infischiamo.
25 novembre 2019
Il Lunedì... Scrivo - Avere 31 Anni
Avere 31 anni e faticare ancora a rispondere 30, quando chiedono quanti anni ho.
E pensare che ne avevo scritto lo scorso anno, dicendo che i 29 erano lì a constatare che ormai il cambio di decina era vicino e inevitabile, quel 9 una pura formalità.
Ma fa strano, e continua a fare paura.
Come se il tempo si fosse fermato lì una volta presa la laurea, lì una volta trovato un lavoro.
L'attesa è davvero finita?
Le novità esaurite?
No, ovviamente.
Certi pensieri grigi sono inevitabili in certe giornate uggiose di bilanci.
Ma ci sono dei ma che non sono dei ma.
Sono i punti fermi che fortunatamente sono tali.
Sono le rocce, i fiori perenni, il sole che si fa spazio.
Parlo di un giovine, ovviamente, che quelle giornate tutte uguali le sa rendere speciali.
Parlo di una casa che restituisce calore.
Parlo di un cane, che con i suoi danni quotidiani, con la sua poca eleganza, è riuscito a far superare un altro anno non certo facile per una gattara come me.
Parlo infine di viaggi che anche se brevi, anche se risicati in un'agenda e in un conto corrente non troppo florido, sono quella novità, quei diversivi, quella bellezza che sempre si cerca.
Ancora più speciali perché fuori dall'ordinario.
E pensare che ne avevo scritto lo scorso anno, dicendo che i 29 erano lì a constatare che ormai il cambio di decina era vicino e inevitabile, quel 9 una pura formalità.
Ma fa strano, e continua a fare paura.
Come se il tempo si fosse fermato lì una volta presa la laurea, lì una volta trovato un lavoro.
L'attesa è davvero finita?
Le novità esaurite?
No, ovviamente.
Certi pensieri grigi sono inevitabili in certe giornate uggiose di bilanci.
Ma ci sono dei ma che non sono dei ma.
Sono i punti fermi che fortunatamente sono tali.
Sono le rocce, i fiori perenni, il sole che si fa spazio.
Parlo di un giovine, ovviamente, che quelle giornate tutte uguali le sa rendere speciali.
Parlo di una casa che restituisce calore.
Parlo di un cane, che con i suoi danni quotidiani, con la sua poca eleganza, è riuscito a far superare un altro anno non certo facile per una gattara come me.
Parlo infine di viaggi che anche se brevi, anche se risicati in un'agenda e in un conto corrente non troppo florido, sono quella novità, quei diversivi, quella bellezza che sempre si cerca.
Ancora più speciali perché fuori dall'ordinario.
24 novembre 2019
La Domenica... Leggo - Tutto Cambia di Elizabeth Jane Howard
La mia cocciutaggine nel non voler mai sapere niente di quello che sto per leggere, a volte può giocare brutti scherzi.
Succede anche con la Saga dei Cazalet, iniziata sulla scia di un passaparola in cui mi ero limitata ad annotare "storia di una famiglia, attraverso gli anni".
Immaginavo chissà perché calde estati e la Francia.
Mi sono ritrovata mio malgrado, ma felicemente, immersa in estati tiepide ed inglesi, in anni di guerra dove il mare non lo si è visto più.
Mi sono ritrovata ad Home Place, leggendo con una voracità difficile da eguagliare, presa da coppie, crescite, matrimoni e innamoramenti. Salti di carriera, anni che passano, nuovi personaggi e evoluzioni inattese.
Fino ad arrivare al quarto capitolo, che si chiudeva in un modo così perfetto e conclusivo che mi ero chiesta perché Elizabeth Jane Howard avesse voluto andare avanti.
Succede anche con la Saga dei Cazalet, iniziata sulla scia di un passaparola in cui mi ero limitata ad annotare "storia di una famiglia, attraverso gli anni".
Immaginavo chissà perché calde estati e la Francia.
Mi sono ritrovata mio malgrado, ma felicemente, immersa in estati tiepide ed inglesi, in anni di guerra dove il mare non lo si è visto più.
Mi sono ritrovata ad Home Place, leggendo con una voracità difficile da eguagliare, presa da coppie, crescite, matrimoni e innamoramenti. Salti di carriera, anni che passano, nuovi personaggi e evoluzioni inattese.
Fino ad arrivare al quarto capitolo, che si chiudeva in un modo così perfetto e conclusivo che mi ero chiesta perché Elizabeth Jane Howard avesse voluto andare avanti.
23 novembre 2019
Brittany Runs a Marathon
Andiamo al Cinema su Prime Video
Brittany corre una maratona.
Ma prima, Brittany, deve fare i conti con la sua vita.
Brittany è una giovane aspirante pubblicitaria, meglio, aspirante creatrice di jingle.
Brittany lavora in un teatro ma poi come un colpo di fortuna finisce per fare la dog/house sitter.
Brittany divide un appartamento a New York con un'amica molto più magra di lei che vuole fare l'influencer.
Brittany beve, fa festa, mangia schifezze.
Finché Brittany non fa un controllo medico e le dicono che è grassa.
Non è un'offesa, non è un giudizio: è una constatazione.
Brittany ha uno stile di vita non sano, e rischia di andare incontro a serie malattie.
Così, Brittany inizia a correre.
Brittany corre una maratona.
Ma prima, Brittany, deve fare i conti con la sua vita.
Brittany è una giovane aspirante pubblicitaria, meglio, aspirante creatrice di jingle.
Brittany lavora in un teatro ma poi come un colpo di fortuna finisce per fare la dog/house sitter.
Brittany divide un appartamento a New York con un'amica molto più magra di lei che vuole fare l'influencer.
Brittany beve, fa festa, mangia schifezze.
Finché Brittany non fa un controllo medico e le dicono che è grassa.
Non è un'offesa, non è un giudizio: è una constatazione.
Brittany ha uno stile di vita non sano, e rischia di andare incontro a serie malattie.
Così, Brittany inizia a correre.
22 novembre 2019
Light of my life
Andiamo al Cinema
Siamo in un futuro imprecisato.
Un padre e una figlia si muovono per i boschi, guardinghi e in silenzio.
Lei si cruccia, si arrabbia, non lo ascolta.
Lui cerca di crescerla il più possibile protetta e istruita, in grado di cavarsela nel caso di fughe improvvise, piani B da mettere in atto.
Il bello sarebbe sapere solo questo del nuovo film di e con Casey Affleck, scoprire lentamente quello che è successo in quel futuro, farsi cullare dai racconti di un padre pieno di inventiva, di una figlia curiosa.
Siamo in un futuro imprecisato.
Un padre e una figlia si muovono per i boschi, guardinghi e in silenzio.
Lei si cruccia, si arrabbia, non lo ascolta.
Lui cerca di crescerla il più possibile protetta e istruita, in grado di cavarsela nel caso di fughe improvvise, piani B da mettere in atto.
Il bello sarebbe sapere solo questo del nuovo film di e con Casey Affleck, scoprire lentamente quello che è successo in quel futuro, farsi cullare dai racconti di un padre pieno di inventiva, di una figlia curiosa.
21 novembre 2019
Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 21 Novembre
Alla faccia del Natale che già preme e dei cinepanettoni che spuntano come funghi, sono due autori da tenere d'occhio e da correre a vedere: Polanski e Affleck, siete avvertiti.
L'Ufficiale e la Spia
Sì, è un film storico, un film che ricostruisce un caso diplomatico e di peso come l'Affare Dreyfus.
Ma non scappate, perché il signor Polanski ha ancora qualcosa da dire, lo sa dire un gran bene e riesce ad incollare allo schermo.
Ne ho parlato e ne potete trovare conferma QUI
Light of my life
Un futuro imprecisato in cui un padre e una figlia vagano per boschi rischiando la vita.
Meglio non sapere di più, meglio lasciarsi cullare dai racconti e dal racconto di Casey Affleck, che con un film che scrive e dirige sembra voler fare ammenda verso il genere femminile.
Se ne parlerà presto.
Trailer
Tutti i ricordi di Claire
Una donna decide di vendere e regalare tutti i suoi oggetti decisa a fare di quel giorno l'ultimo della sua vita.
Sarà un viaggio nella memoria e nel dolore, con l'inevitabile scontro con quella figlia verso cui serba rancore.
Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni e quel francesismo dei sentimenti fanno da garanzia.
Trailer
Cetto C'è Senzadubbiamente
Il ritorno al cinema di Cetto la Qualunque, il politico che purtroppo è diventato quasi più competente del nostro governo.
Trailer
Aspromonte - La terra degli ultimi
Un paesino di montagna rimasto fermo nel tempo, senza scuola e senza elettricità, un sindaco che privilegia la parte pianeggiante e una maestra che potrebbe cambiare le cose.
Sembra un romanzo neorealista, è un film dal sapore un filo troppo pesante per il momento.
Con Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte.
Trailer
Countdown
Anche gli horror devono stare al passo con i tempi, e un'app che ti dice quanti giorni (o ore?) mancano alla tua morte fa tanto Final Destination 2.0
Trailer
Ploi
Animazione dall'Islanda per i soliti genitori disperati che devono ingannare l'attesa a Frozen 2.
Trailer
L'Ufficiale e la Spia
Sì, è un film storico, un film che ricostruisce un caso diplomatico e di peso come l'Affare Dreyfus.
Ma non scappate, perché il signor Polanski ha ancora qualcosa da dire, lo sa dire un gran bene e riesce ad incollare allo schermo.
Ne ho parlato e ne potete trovare conferma QUI
Light of my life
Un futuro imprecisato in cui un padre e una figlia vagano per boschi rischiando la vita.
Meglio non sapere di più, meglio lasciarsi cullare dai racconti e dal racconto di Casey Affleck, che con un film che scrive e dirige sembra voler fare ammenda verso il genere femminile.
Se ne parlerà presto.
Trailer
Tutti i ricordi di Claire
Una donna decide di vendere e regalare tutti i suoi oggetti decisa a fare di quel giorno l'ultimo della sua vita.
Sarà un viaggio nella memoria e nel dolore, con l'inevitabile scontro con quella figlia verso cui serba rancore.
Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni e quel francesismo dei sentimenti fanno da garanzia.
Trailer
Cetto C'è Senzadubbiamente
Il ritorno al cinema di Cetto la Qualunque, il politico che purtroppo è diventato quasi più competente del nostro governo.
Trailer
Aspromonte - La terra degli ultimi
Un paesino di montagna rimasto fermo nel tempo, senza scuola e senza elettricità, un sindaco che privilegia la parte pianeggiante e una maestra che potrebbe cambiare le cose.
Sembra un romanzo neorealista, è un film dal sapore un filo troppo pesante per il momento.
Con Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte.
Trailer
Countdown
Anche gli horror devono stare al passo con i tempi, e un'app che ti dice quanti giorni (o ore?) mancano alla tua morte fa tanto Final Destination 2.0
Trailer
Ploi
Animazione dall'Islanda per i soliti genitori disperati che devono ingannare l'attesa a Frozen 2.
Trailer
20 novembre 2019
L'Uomo del Labirinto
Andiamo al Cinema
Come si inizia a scrivere di un film che non è proprio piaciuto?
Di cui non si salva niente, dico niente di niente?
Il maestro Ego direbbe che si inizierebbe facendosi una bella risata sarcastica ai danni -in questo caso- di Donato Carrisi, perché si sa che le stroncature sono le più facili da scrivere.
Ma questa volta provo a mettermi nei panni di un investigatore, andando a cercare di capire cosa mai è andato storto nel trasportare da carta a schermo L'uomo del labirinto.
Indizio 1
Un mondo che mondo non è.
Anche nelle interviste, Carrisi c'ha tenuto più volte a sottolineare che la storia investigativa in questione non è ambientata in un luogo preciso, né in un tempo. Potrebbe essere l'America, potrebbe essere il futuro.
Chi lo sa.
Sta di fatto che nel suo cercare di mandare fuori pista, ne viene meno la scenografia e la fanno da padrone effetti speciali posticci, con una città che mescola campagne e paludi di bifolchi a palazzoni e appartamenti futuristici, in un pastrocchio che disorienta in modo poco efficace, distogliendo l'attenzione a quanto succede.
Come si inizia a scrivere di un film che non è proprio piaciuto?
Di cui non si salva niente, dico niente di niente?
Il maestro Ego direbbe che si inizierebbe facendosi una bella risata sarcastica ai danni -in questo caso- di Donato Carrisi, perché si sa che le stroncature sono le più facili da scrivere.
Ma questa volta provo a mettermi nei panni di un investigatore, andando a cercare di capire cosa mai è andato storto nel trasportare da carta a schermo L'uomo del labirinto.
Indizio 1
Un mondo che mondo non è.
Anche nelle interviste, Carrisi c'ha tenuto più volte a sottolineare che la storia investigativa in questione non è ambientata in un luogo preciso, né in un tempo. Potrebbe essere l'America, potrebbe essere il futuro.
Chi lo sa.
Sta di fatto che nel suo cercare di mandare fuori pista, ne viene meno la scenografia e la fanno da padrone effetti speciali posticci, con una città che mescola campagne e paludi di bifolchi a palazzoni e appartamenti futuristici, in un pastrocchio che disorienta in modo poco efficace, distogliendo l'attenzione a quanto succede.
19 novembre 2019
Dramedy su Netflix: The end of the F***ing World S02 - Atypical S03 - Il Metodo Kominsky S02
Non solo risate.
Non solo lacrime.
Sono i dramedy, serie che mescolano dramma e commedia, che sono una gioia da seguire e aspettare.
Soprattutto se si tratta di tre titoli cult di Netflix.
Che succede: Succede che come sempre i fan l'hanno vinta sulla creatività. Che a gran voce si chiedeva il ritorno di James e Alyssa anche lì dove il finale -seppur aperto- era bellissimo. Tornano, sono passati due anni dalla loro fuga, e sono ancora in fuga. Da un matrimonio che forse non s'aveva da fare, da un lutto a sorpresa. Questa volta però a dargli la caccia non è la polizia, bensì un'amante abbandonata e tradita, che si vuole vendicare.
Com'è: È che come sempre inserire nuovi personaggi non porta bene. La storia di Bonnie appare fin troppo stiracchiata e onestamente ci importa poco dei suoi piani di sangue. Ci interessano loro, James e Alyssa, e il loro cercare di stare al mondo nonostante la depressione, l'asocialità che li contraddistingue.
I momenti migliori: Quelli in cui James cerca di non sorridere alle preoccupazioni, al possibile amore di Alyssa.
Non solo lacrime.
Sono i dramedy, serie che mescolano dramma e commedia, che sono una gioia da seguire e aspettare.
Soprattutto se si tratta di tre titoli cult di Netflix.
The end of the F***ing World - Stagione 02
Com'è: È che come sempre inserire nuovi personaggi non porta bene. La storia di Bonnie appare fin troppo stiracchiata e onestamente ci importa poco dei suoi piani di sangue. Ci interessano loro, James e Alyssa, e il loro cercare di stare al mondo nonostante la depressione, l'asocialità che li contraddistingue.
I momenti migliori: Quelli in cui James cerca di non sorridere alle preoccupazioni, al possibile amore di Alyssa.
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