19 febbraio 2022

Brief Encounter

#LaPromessa2022

"One day, years and years ago, just after the war, [Altman] had nothing to do and he went to a theater in the middle of the afternoon to see a movie. Not a Hollywood movie: a British movie. He said the main character was not glamorous, not a babe. And at first he wondered why he was even watching it. But twenty minutes later he was in tears, and had fallen in love with her. And it made him feel that it wasn't just a movie."

Rubo le parole della moglie di Robert Altman, perché esprimono esattamente come mi sono sentita io. 
Nel vedere un film del 1945, con una protagonista bella, sì, ma inizialmente non quella bellezza che ti immagini per una protagonista. 
Il bianco e nero, il formato a 4:3, e una stazione. 
Le rubo quelle parole anche se le modifico, perché la sensazione di piangere a dirotto io l'ho provata fin dall'inizio, avendo letto la breve sinossi e sapendo già il perché dello smarrimento provato da Anna, mentre si ritrova a salutare di nascosto, non come voleva, non come desiderava, il suo Alec. 
E lo smarrimento, il fastidio per le parole continue dell'amica,che riempiono il silenzio di cui avrebbe bisogno, e infine l'arrivo a casa e lo scoppio in lacrime fino a raccontare al marito, almeno nella sua testa, quello che nelle ultime settimane le era successo. 
Di innamorarsi, ecco cosa le era successo.


Senza colpe, senza nulla togliere al suo matrimonio, ma i suoi giovedì di spese e di libertà, si erano improvvisamente trasformati in un'avventura molto più romantica. Grazie ad Alec, sposato pure lui, medico, con cui si ritrova a  condividere un pranzo, e poi il cinema, e poi un the prima dei rispettivi treni che viaggiano -come una grande metafora- su direzioni opposte. 
L'appuntamento si fa fisso, ogni giovedì si ritroveranno, mentendo ai rispettivi compagni, a loro stessi, prima di dichiararlo il loro amore impossibile. 
La voice over di Anna ci racconta tutto questo, e lo fa spezzando il cuore. 
Il suo sguardo smarrito, le sue indecisioni, la sua sofferenza che la spingono quasi al gesto estremo, così come l'amore romantico per l'eleganza e la sicurezza di Alec. 
E si ritorna così all'iniziò, che è un finale ancora più sofferto ora che quell'amore l'abbiamo vissuto con loro, e le lacrime continuano a sgorgare in dialoghi perfetti, che coinvolgono pure quel marito premuroso.


Un film che è un classico dalla regia classica di David Lean, ma che a me era sconosciuto.
Un film girato ancora in tempo di guerra che la guerra la lascia volutamente fuori, riuscendo a distrarre, con una sceneggiatura perfetta a cui chiaramente le romcom da Prima dell'alba in poi si ispireranno mantenendo anche quel ritmo tra personaggi di contorno più leggeri e che si spezza poi quando la chiarezza viene richiesta.


Non posso che ringraziare Flabus per averlo proposto per la mia Promessa, Brief Encounter è già diventato un film del cuore. 
Che il cuore me lo ha spezzato.

4 commenti:

  1. Prego, me lo sono rivisto anche io quado l'ho consigliato :D Davvero un gran film. Scrittura perfetta, e la protagonista delinea benissimo lo stato d'animo di sbandamento esistenziale, non sembra la storia di qualcun altro, sembra parli anche di te. Bella e giustissima la frase di Altman non sembra solo un film: alla fine sembra un pezzo di vita ;)

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    1. Grazie per avermi fatto scoprire questo capolavoro! Non uso spesso la parola ma qui calza a pennello, dopo una settimana, ancora sono qui a pensarci con il cuore spezzato. È davvero molto più di un film.

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  2. Se è il "papà" di Prima dell'alba, quasi quasi...

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    1. Il padre o il nonno, visto gli anni che ha. Prevedo una valle di lacrime anche per te 😉

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