21 luglio 2026

Maximum Pleasure Guaranteed

Mondo Serial

Prometteva fin dal titolo il massimo piacere, ma non ne ero troppo convinta 
Non tanto per Apple TV che inanella ottime serie TV una dietro l'altra (seconde stagioni comprese -cosa non scontata, di questi tempi mordi e fuggi, Netflix ne sa qualcosa), nemmeno per Tatiana Maslany che ha avuto la sfortuna di azzeccare la serie TV giusta in cui esprimere tutto il suo talento trasformista 12 anni fa e rimanerne prigionera fino al declino di stagioni fuffa e la presenza in qualche horror qua è la. 
Era la trama che sapeva di già visto, di già sentito, della solita casalinga borghese che si mette a indagare di testa sua su un crimine. Questa, almeno, la sinossi iniziale. Poi le voci si sono fatte entusiaste, gli amici me la consigliavano, e quindi diamola una chance a una serie TV che promette il massimo piacere e con una durata perfetta da incastrare qua e là.
Il piacere non sarà stato massimo, ma è stato decisamente alto.


Perché Paula non è una casalinga borghese e annoiata come le altre. Prima di tutto, non è una casalinga ma una fact checking molto scrupolosa per una rivista, è poi una madre presente, ancor più ora che la custodia della figlia è in discussione visto che l'ex marito traditore vuole andarsene da New York a Boise per seguire la fidanzata fin troppo invadente.
E Paula che fa? Tra una partita di calcio da allenare, una festa da organizzare, e una promozione a cui ambire, prende appuntamento con un cam boy, che la ascolta, la eccita, ma soprattutto la registra, arrivando a ricattarla. Ma non è questo il vero problema, perché pronta a confrontarsi di persona, Paula lo troverà morto nella vasca da bagno, troverà anche il suo omicida in casa e da qui partirà una fuga e una caccia, entrando nel mirino di assassini e di un giro cospirazionista bello largo, ma anche diventando la sospettata per la polizia di quell'omicidio e non solo.


Il bello, di Maximum Pleasure Guaranteed è che sa spaziare, sa essere leggera nei toni come nelle situazioni, pur mostrando macabri omicidi e giri cospirazionisti difficili da credere, e spazia soprattutto aggiungendo personaggi di contorno che non sono macchiette, dai colleghi giovani e interessati per tornaconto ad aiutare Paula a rubarle spesso la scena, alla poliziotta cinica che la sospetta e che un po' le crede passando anche per un co-allenatore affascinante, truffatori troppo piccoli per sopravvivere e giudici comprensivi.
Il bello è poi che Paula sa sorprendere, non è una donzella in pericolo ma dal pericolo sa salvarsi da sola, grazie a ricerche puntuali sull'internet e colpi di scena che mettono tutto in discussione. Tatiana Maslany stropicciata, buffa e goffa ma anche sagace offre un'ottima prova, Jake Johnson è l'altro nome noto e sa rendere odioso al punto giusto il suo Karl, ex gran poco comprensivo, mentre Murray Bartlett diventa un glaciale sicario.


Si parla di omicidi e cospirazioni e truffe e arrivismo, ma si parla anche della relazioni di oggi, complicate e sbilanciate, della solitudine e del piacere su appuntamento senza demonizzarlo, anzi, facendolo capire più di tanti slogan. 
A dispetto dei miei pregiudizi, non è banale nemmeno nel suo (non) essere una serie TV crime, perché in fondo non lo è. Non solo almeno.
Capace di sorprendere nelle sue svolte come nella scrittura dei dialoghi frizzanti, con una regia veloce che segue il ritmo di David Gordon Green e un montaggio sincopato a renderlo un vero gusto da guardare, il piacere è servito e spero sia confermata presto una seconda stagione, magari massimizzata. 

Voto: ☕☕☕/5

1 commento:

  1. Diventa un po' troppo e inutilmente macchinosa verso la fine, ma che goduria! Che divertimento!

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