Franzen di eccedere non ha certo paura.
Lui, considerato il più grande autore americano del momento (o almeno così dice la quarta di copertina), al racconto e allo scavare sui suoi personaggi si lascia andare volentieri, e io, che solo lo scorso anno con Libertà prima e Le Correzioni poi, l'ho finalmente affrontato, avevo bisogno di un altro suo romanzo che mi risucchiasse.
Così è con Purity (642 pagine), mattone che mattone non è, che si stacca da quelle famiglie borghesi e solo apparentemente perfette che Franzen c'ha raccontato, per scorrazzare qua e là per l'America e l'Europa, costruendo un Grande Romanzo con Grandi Protagonisti, che come sempre trovano il loro spazio, la loro voce.
Tutto, però, gira attorno a lei: Purity.
| Foto sapientemente scattata alla prima nevicata di quest'inverno |












